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Cosa fare quando ti rubano la bicicletta a Milano

Ti hanno rubato la bici in città? Ecco cosa fare: e se…

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Questa mattina Polizia e Carabinieri sono entrati nella Torre Galfa. Presidio degli…

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Quali sono le zone della città più infestate? Quali sono i metodi…

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Mangoni al Macao: l'occupazione della Torre Galfa vista da un architetto/urbanista

Pubblicato da Trab

Mangoni è un architetto. Milita anche negli Elio e le storie tese. Non suona, ma è parte integrante della formazione musicale con il quale è uso fare esperienze “di arte e avanguardia”. Tempo fa provò a farsi eleggere in campagna elettorale con la lista Moratti.

Oggi, in visita al presidio Macao, interpellato da una giornalista, parla in maniera seria di una questione che l’occupazione delle Torre Galfa ha fatto emergere con vigore: che senso ha costruire nuovi grattacieli e nuove volumetrie quando si potrebbe recuperare i tanti spazi in disuso sparsi per la città?

Una lucida visione da architetto/urbanista che mette sul fuoco tanta carne che brucia: logiche di mercato, terziario avanzato, finanza creativa, volumetrie ed euro al metro quadro. In poche parole “speculazione edilizia“. E’ lunghetto, ed è un discorso complesso, ma molto illuminante. Se non avete voglia di sentirlo tutto, dopo il salto, trovate la versione “redux”.

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Cos'è lo spazio ex-Ansaldo?

Pubblicato da alediegoli


Ieri lo sgombero di Macao ha spezzato l’entusiasmo di molti giovani milanesi, ma l’intervento del sindaco, arrivato in via Galvani verso le 18,30 ha ridato un po’ di speranze. Pisapia è stato molto equilibrato, è stato inflessibile per quel che concerne il rispetto della legalità (e non poteva essere altrimenti, un sindaco non può contraddire la legge), ma è stato apertamente solidale con il movimento eterogeneo dei fondatori di Macao, convenendo con loro sulla necessità di offrire spazi per la sperimentazione e la creatività, soprattutto in una città come la nostra, piena zeppa di edifici sfitti e abbandonati, sia pubblici che privati.

Il sindaco ha proposto agli ex occupanti di Macao (le cui attività non si fermano), ma anche a tutti gli altri soggetti “affini”, di trasferirsi nell’area ex-Ansaldo di via Tortona. Di che posto si tratta? L’Ansaldo costruiva locomotive ai tempi del boom economico, ma la struttura risale all’inizio del ‘900. E’ perciò un vero esempio di archeologia industriale, che il Comune ha rilevato negli anni ‘90, proprio per destinarlo ad attività culturali. Dei circa 70 mila metri quadrati complessivi, nel 2001 ne furono assegnati 20 mila ai laboratori della Scala, dove da allora sono allestite scenografie, cuciti abiti e provati gorgheggi.

L’area vive la sua maggiore attività durante il Salone del Mobile e nelle settimane della moda, quando è teatro di esposizioni e sfilate. Di spazio ce n’è per tutti, anche per i “macachi” che della Torre Galfa stavano usando in effetti solo due piani. Questa volta la proposta del sindaco non sembra la solita vacua promessa pronunciata in politichese e, mai come questa volta, l’attenzione dell’amministrazione comunale alle richieste che arrivano dal basso è parsa così premurosa.

L’esperienza però ci impone di essere prudenti: solo quando l’area ex-Ansaldo pullulerà di menti creative potremo esprimere soddisfazione genuina.

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Cosa fare quando ti rubano la moto a Milano

Pubblicato da Trab


Spinto dal suggerimento del buon vecchio Gabriele mi metto in carreggiata anch’io e denuncio pubblicamente la sottrazione del mio amatissimo mezzo a due ruote motorizzato: “È tanto liberatorio” mi dice (con una vocetta alla Gianfranco Funari). Sarà, ma per il sottoscritto è stata una tragedia di dimensioni epiche. Quando ti derubano il mezzo il senso di vuoto è paragonabile solo alla sensazione che deve aver provato il signor Pederzani, dell’omonima gioielleria milanese, dopo il furto da 700mila euro nell’ottobre 2008. Con la differenza che il mio amato mezzo non era assicurato.

Dopo aver scoperto il furto in pieno centro di Milano (in via Torino, fuori dal cinema Apollo), essermi sfogato con tutta la volta celeste e le inevitabili ingiurie alle divinità, sono corso a fare la denuncia alla questura di via Fatebenefratelli, l’unica aperta in orario notturno in città. Un nottata da incubo. Un’anticamera infinita, fortissime luci al neon che impietose accentuavano le mie profondissime occhiaie e un senso di disagio diffuso. Tre ore lunghissime. Ora l’attesa di un evento che non si verificherà mai: il ritrovamento del mezzo rubato (a proposito di uso personale del blog: è quella in foto, se la vedete in giro…).

Ma andiamo oltre. Dopo qualche settimana smarco il senso di disagio diffuso (che torna sempre ai semafori) grazie al famoso detto “morto un papa, facciamone un altro”. Solo che se prima ero proprietario di una motocicletta, ora sono diventato proprietario di un anonimo scooter, visto che i tempi sono quello che sono e per l’acquisto di una nuova motocicletta dovrò aspettare. Prendere la decisione non è stato facile perchè nella scala di valori del motociclista diventare scooterista è una sorta di auto flagellazione.

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Cosa fare quando ti rubano la bicicletta a Milano

Pubblicato da Gabriele Ferraresi

furto bici rubate Milano

Ok: vi hanno rubato la bicicletta a Milano. Che fare? Certo, dopo avere detto cose poco carine alle divinità delle maggiori religioni monoteiste e politeiste, maledetto la sorte, augurato al ladro una rapida e stupidissima rimozione dal pool genetico umano e seguente inserimento causa morte nei Darwin Awards 2012?

(Si nota che ho un piccolo interesse privato in uso del mezzo 02blog? Eh sì, potete giurarci).

La prima cosa da fare è tornare indietro nel tempo. È complicato dite? Sì: ma se lo fate ora, un domani speriamo lontano in cui vi ciulano la due ruote avrete una piccolo elemento in più. Fate delle foto al mezzo: sono una prova gradita dalle forze dell’ordine quando presentate denuncia. Perché quella poi è la prima cosa da fare: presentare denuncia. Non serve a niente dite?

Non del tutto vero. Può capitare che le forze dell’ordine ritrovino bici rubate - è successo sia a mio padre che ad alcuni amici, anche dopo mesi dal furto - e serve soprattutto perché se per caso trovate l’acquirente o il venditore - non dico il ladro, disarmato, in una via buia e senza uscita e voi alla guida di una Hummer cingolata: quello sarebbe un sogno - dovete dimostrare che il mezzo è vostro e vi è stato rubato.

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Sgomberato Macao, addio al Galfa occupato

Pubblicato da alediegoli

Sgomberato Macao, addio al Galfa occupato

È durata solo 10 giorni Macao l’occupazione artistica della torre Galfa in via Galvani. Questa mattina alle 6,40 Polizia e Carabinieri sono entrati nel grattacielo occupato di via Galvani e hanno intimato a tutti di sloggiare. La proprietà dell’edificio, il gruppo Ligresti, ha offerto un container per trasportare via il materiale che in questi dieci giorni di occupazione era stato portato nella sede del nuovo spazio autogestito, ma gli occupanti hanno declinato la proposta.

Ora si prospetta una giornata di presidio permanente di protesta per cercare di tornare all’interno di Macao, dove in questi pochi giorni di attività si erano già organizzati concerti e incontri davvero interessanti.

Per chi vuole partecipare alla protesta al fianco dei ragazzi di Macao l’indirizzo è via Galvani, angolo via Fara.

Ore 23.40

Macao: la sera d'addio al Galfa occupato

Di ritorno da via Galvani: grande festa, moltissima gente - non saprei dire una cifra, ma le foto direi che parlano da sole - Macao su Twitter dice:

stanotte si dorme tutti in tenda in Piazza MACAO! domani alle 10.30 nuova assemblea pubblica, partecipiamo numerose/i e puntuali. #macao

Come annunciato nel pomeriggio dal sindaco Giuliano Pisapia ora per tutti quelli che avevamo aperto le porte di Macao appena dieci giorni fa potrebbe esserci una destinazione diversa: gli spazi della ex Ansaldo in via Tortona.

Uno spazio enorme. Turismo Milano lo racconta così:

Un luogo storico della Milano moderna e industrializzata. L’impianto originario del complesso industriale Ansaldo si estendeva per 70.000 mq ed era compreso tra le vie Bergognone, Tortona e Stendhal. Il complesso risale al 1904 quando vollero installare i propri insediamenti qui, l’impresa Zust, AEG e successivamente la Galileo Ferraris. Negli anni Sessanta i locali cambiarono decisamente destinazione: furono utilizzati per la produzione di locomotive, carrozze ferroviarie e tramviarie. Negli anni Novanta l’ex Ansaldo venne acquistato dal Comune di Milano con lo scopo di promuovere e diffondere iniziative culturali.

Un decentramento relativo: se il Galfa era centrale bene o male per tutti, con l’ex Ansaldo ci si sposta in un’altra zona comunque non isolata. Vedremo quali saranno gli sviluppi nelle prossime settimane, se il flusso creativo e le energie si disperderanno oppure riusciranno a concentrarsi di nuovo allo stesso modo in un altro punto della città.

Ore 19,30

Il Sindaco ha parlato davanti all’assemblea di via Galvani. Pisapia è stato accolto con calore dalla folla ed è stato applaudito. Ha promesso in tempi brevi un nuovo spazio per le attività di Macao “e non solo di Macao”, nell’area ex-Ansaldo. Qui di seguito l’audio del suo discorso.

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Le zanzare a Milano, una battaglia infinita

Pubblicato da alediegoli

L’arrivo della vera bella stagione nei giorni scorsi, quasi un’anticipazione d’estate, ha risvegliato in men che non si dica i piccoli diavoli volanti, grandi nemici delle serate sul terrazzo, delle finestre aperte, delle gite al parco e delle bibite bevute ai tavolini esterni dei bar.

Noi di 02blog siamo appassionati di questa guerra a bassa intensità, che tutti i milanesi combattono da quando sono nati. Da sempre siamo in trincea con voi provando a dispensare consigli per evitare di essere punti, suggerimenti su come sterminare il nemico, mappature delle zone dove lo scontro uomo-insetto è più cruento.

Sembrerebbe una mole di accorgimenti sufficiente, ma qui casca l’asino, qui si commette l’errore che potrebbe farci perdere il conflitto: ogni anno bisogna ricominciare da capo. La zanzara non ha memoria, dove ne hai ammazzata una, ne ritorna un battaglione; dove si è consumato uno zampirone, prolificano le dannate larve; dove si alza una zanzariera, si insinuano piccoli ninja alati.

Le nostre armi sono l’intelligenza e la capacità di imparare in fretta. Quindi, visto che siamo in tempo (è solo maggio), cominciamo con lo scambiarci le nostre esperienze. In quale zona di Milano vivi? Che metodo antizanze usi? Cosa fai se ti pungono? Comincio io: abito in zona Navigli, ho piazzato le zanzariere (rinunciando a decine di pizze e birre) e se mi pungono mi metto la pomata omeopatica Tea Tree, che credo serva contro le scottature ma va bene anche contro le punture.

E voi? Combattiamo per il primato dell’uomo sulla zanzara! Finché non ne resterà soltanto uno!

Foto | Flickr

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Sondaggio: vota il miglior artista di strada a Milano

Pubblicato da Arturo Bandini



Eccoci alle votazioni dunque. Tra le varie segnalazioni di artisti di strada, ne abbiamo scelte otto che vi riportiamo qui sotto con un link descrittivo per ciascuno. Nel poll di selezionati ci sono: il bambino con la faccia d’adulto, il cinese che intaglia la frutta, la donna che rimane seduta sul nulla, Metroman il fenomeno della metropolitana, gli zampognari, il suonatore di Ehru, il ballerino con le nacchere (detto caballero), il clown sui pattini e Tibi, statua umana.

E’ bene sottolineare che ciascuno di questi artisti rappresenta una categoria (le statue umane, i cantanti, i ballerini con le nacchere). In realtà, a Milano, ci sono svariate persone che si cimentano nelle stesse discipline. Quindi considerate questo voto come un voto alla categoria che vi piace di più. Il sondaggio durerà una settimana. Votate, votate e scegliete il vostro artista preferito!

Foto | Flickr

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A Chiaravalle in bicicletta, per una domenica pomeriggio di brividi e cultura

Pubblicato da alediegoli

chiaravalleSe domenica pomeriggio non sapete cosa fare, anche se non c’è ancora una pista ciclabile sicura, che conduca dal centro della città fino a destinazione, è possibile intraprendere la temeraria impresa di recarsi in bicicletta all’Abbazia di Chiaravalle, un gioiello di architettura medievale spesso assurdamente sottovalutato dai cittadini milanesi.

I momenti salienti della gita sono due: la pedalata in via San Dionigi e la visita guidata dell’Abbazia. Sono due esperienze che tra loro non hanno granché in comune, ma afferiscono entrambe alla sfera emotiva più profonda dell’animo umano. L’una per il terrore, l’altra per lo stupore, misto a divertimento, che vi genereranno.

Cominciamo dal tragitto in bici: fino a piazza Gabriele Rosa la strada è piuttosto tranquilla, coperta da piste ciclabili almeno da piazzale Lodi. I guai cominciano lì. Dopo aver percorso il primo tratto di via San Dionigi pensando di addentrarsi nella campagna lombarda, ci si trova improvvisamente in un’autostrada per l’inferno in cui vige la legge del più forte, che di solito è un camion. Il tratto pericoloso non è molto lungo, 1 km circa, ma l’asfalto è messo male, la segnaletica orizzontale è quasi inesistente e la velocità delle automobili che ti sfrecciano di fianco è molto oltre i limiti consentiti. Si rischia di finire nel fosso sul lato destro, regno incontrastato di roditori poco raccomandabili. Quando finalmente si arriva all’incrocio con via Sant’Arialdo, girando a destra per l’Abbazia, si può tirare un lungo sospiro di sollievo. Il viaggio di ritorno, vuoi perché l’asfalto è migliore, vuoi perché si è già temprati dall’esperienza dell’andata, sarà più sopportabile.

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Sondaggio: il migliore hamburger di Milano

Pubblicato da Gabriele Ferraresi

migliore hamburger milano

Ci siamo: è il momento di mettere ai voti il migliore hamburger di Milano! L’altro giorno vi avevo chiesto qualche altro nome da mettere sul piatto (qui il post con tutti gli indirizzi, ma li trovate raggruppati anche nel sondaggio qui sotto) ne sono arrivati, e così ora possiamo compilare il classico sondaggione che terremo aperto per una settimana.

Faremo il punto ed eleggeremo un vincitore venerdì prossimo, il 18 maggio. Al solito: se vedete che manca qualche nome, i commenti ci sono per questo. Intanto, via alle votazioni!

Foto | Flickr

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Domenica 27 maggio a piedi: le dieci idee di 02blog!

Pubblicato da Gabriele Ferraresi

blocco traffico 27 maggio 2012In arrivo la terza e (per ora) ultima domenicAspasso dell’anno: domenica 27 maggio infatti ci sarà il consueto blocco del traffico dalle 10 alle 18. Al momento le regole d’ingaggio sembrano le stesse delle due occasioni precedenti, con biglietto ATM valido tutto il giorno. Alcune delle iniziative rimandate il 15 aprile scorso saranno recuperate il 27, non è ancora chiaro quali: appena lo sarà faremo un update.

Allo stesso modo: aggiungete nei commenti le vostre idee, che facciamo un aggiornamento al post, e da dieci arriviamo a chissà quante idee… come avevamo fatto in entrambe le domeniche precedenti. E di idee per il 27 maggio ce ne sono a bizzeffe, anzi: più si va verso la bella stagione, verso l’estate, più ce ne sono, e più diventa interessante muoversi in città o fuori senza auto.

1) Biscottini! Domenica 27 maggio è la giornata conclusiva della Milano Food Week: qui gli eventi della giornata, ma se dovessi sceglierne uno penso che mi butterei sui biscotti - sì, per mangiarmeli: ma prima ci sarà da cucinarli - evento gratuito su prenotazione fino a esaurimento posti disponibili (per prenotazione: mail a info@cucinoteca.it o tel. 329/2346906).

2) Hamburger + bici. Lo so: vi piacciono sia gli hamburger che andare in bici. Ma unire le due cose contemporaneamente è complicato: oltre che probabilmente rischioso. In ogni caso; abbinare giretto in bici - magari in uno dei parchi della top ten che avevamo pubblicato qualche tempo fa - e un lauto pranzo a base di panino e patatine (qui i nostri indirizzi, ma a breve aggiorniamo col sondaggino) potrebbe essere un’idea non male.

3) La traversata di Milano, due anni dopo. Un paio di estati fa in una settimana di agosto avevo fatto a piedi da piazzale Maciachini a San Donato. Era la traversata di Milano di 02blog, ed era venuta fuori una cosa carina. Se il tempo tiene potrebbe essere la domenica giusta per replicare. Macchina fotografica, bottiglietta d’acqua, e via: prevedete circa cinque ore per fare a piedi da un capo all’altro della città.

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