
Ieri sul Giornale è uscito un articolo che dipinge Milano come la “capitale italiana dei single tristi e impoveriti dalla crisi”. Dati alla mano, è vero che la nostra città ha un altissimo numero di persone che, per un motivo o per l’altro, vivono sole, ed è anche vero che la crisi ha colpito duramente, ma quello che ci preme capire è se davvero i single milanesi sono per lo più “tristi”.
Naturalmente non vogliamo fare un’indagine in stile doxa tra i lettori di 02blog, non sarebbe statisticamente rilevante, ma qualche opinione su un tema come questo non guasta. Non siete un po’ stufi di sentire accostati, al nome di Milano, aggettivi depressivi come appunto “triste” o “spersonalizzato” o “freddo”?
Davvero la nostra città è un posto in cui una persona che abita da sola ha poche speranze di vivere un’esistenza felice? In seconda battuta, sarebbe bello capire quanto il fenomeno, definito da qualche politico un po’ spocchioso, dei “bamboccioni” è influenzato dalla paura di diventare effettivamente single.
Insomma, voi abitate da soli? Per scelta o per necessità? Come va la passate?
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Il pane non si nega a nessuno, dicevano gli antichi. Questa proverbiale frase dovrebbe esprimersi pienamente nel prezzo di questo genere alimentare, un costo che dovrebbe essere sufficientemente contenuto affinchè tutti possano acquistarne. Ma a Milano il prezzo del pane è molto salato. Milano é infatti la città più cara d’Italia, se paragonata a Roma, Napoli e Bari. A rilevarlo un’indagine di qualche tempo fa dell’Osservatorio Prezzi del Codici.
A Milano per le ciabatte la spesa è tra i 4 e i 5 euro, mentre per un chilo di rosette si spende dai 3,60 ai 4 euro. Costano meno i panini all’olio d’oliva e quelli integrali: prezzo che oscilla fra 2,50 e 3,50 euro al kg per i primi, per i secondi invece il prezzo varia dai 2 euro ai 3 euro. La michetta é la più cara, il suo prezzo varia da 1,50 a 2 euro al pezzo. A Bari un kg di ciabatte di grano costano 2,20 euro, le rosette circa 2,10 euro al kg, il pane di Altamura’ 2 euro al chilo, il pane integrale costa 2,50 euro al kg.
Ad avvallare la ricerca ci pensa la recentissima inchiesta di Altroconsumo che conferma una certezza: il pane a Milano è il più caro d’Italia. Facendo una media tra il prezzo del pane di panetteria e quello acquistato in ipermercati e supemercati, si arriva a 3,94 euro al chilo. Michette e compagnia costano l’astronomica cifra di 4,37 euro dagli artigiani e 2,88 nei supermarket. Al supermercato i prezzi sono più abbordabili: 1,96 euro in media al chilo, nei panifici il pane costa in media il 50% in più: 2,95 euro per kg. Sul sito dell’associazione il video con i risultati dell’inchiesta. E voi dove comprate la michetta?
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Ci siamo: inizia una lunga serie di settimane corte o accorciabili, e la prima è proprio questa, poi arriveranno 25 aprile e 1° maggio. Qualcuno magari prende ferie già questo venerdì, ma soprattutto dopo il weekend di giusto riposo c’è anche il lunedì di Pasquetta, il 9 aprile. Quindi via con la consueta lista di cose da fare se restate a Milano (o anche no, anche se volete scappare via). L’avevamo fatta anche l’anno scorso, ci sono ancora idee buone.
Premessa: il grande amico o nemico a seconda dei casi è il tempo, come sarà? È prestino per dare previsioni certe: ma secondo il Meteo.it dovrebbe essere variabile, niente pioggia.
1) Playground a Milano. Posto che il tempo tenga può essere il giorno giusto per inaugurare il campetto da basket, ci si passa una bella giornata all’aperto. Dove andare? Tempo fa vi avevamo segnalato la mappa dei playground milanesi, ma amici sostengono che i campetti buoni a Milano siano sicuramente questi tre: viale Argonne, Parco Nord, Dezza. Secondo gli Amici del Campetto ci sono 48 playground a Milano e provincia.
2) Va bé, la grigliata! È un sempreverde la grigliata di Pasquetta. Solo che quest’anno il meteo potrebbe deludere le aspettative degli chef che amano destreggiarsi tra costine, salamelle e hamburger - e anche pesce, verdure, tomini… insomma: portatevi l’ombrello e salvate il barbecue. Serve qualche idea per approvvigionamenti? Tutte le info nel vecchio post con le dieci cose da fare a Pasquetta.
3) Follie DIY. Il weekend dura tre giorni e prendendo venerdì di ferie diventa una prateria di quattro giorni di nullafacenza. Giusta cosa, ma anche nullafacenza brutto! L’idea è mettersi a fare un po’ di lavoretti in casa, in quattro giorni una casa può rinascere. Stuccate quei crateri lasciati dai chiodi a espansione, imbiancate casa, date una bella pulita di primavera, sgombrate solaio e cantina. Quattro giorni bastano e avanzano. Punti fissi? Un Brico - qui i punti vendita a Milano - o Leroy Marlin - anche qui punti vendita a Milano online - o equivalente vicino casa.
Continua a leggere: Pasquetta a Milano 2012: dieci cose da fare

La Torre Velasca di Milano è uno degli edifici più brutti del mondo? Per gli inglesi del Daily Telegraph a quanto pare sì. Il quotidiano inglese ha infatti pubblicato sul proprio sito internet una fotogallery dedicata agli edifici meno affascinanti del pianeta, “The 21 of the ugliest buildings ever designed and built“. Tra le immagini dei vari mostri di cemento spunta anche il grattacielo progettato tra il 1956 e il 1957 dallo Studio B.B.P.R..
L’anno scorso ne avevamo parlato della Velasca quando Ligresti decise di metterla in vendita. La Torre Velasca è una di quelle costruzioni figlie dell’epoca del Boom e secondo Wiki “può collegarsi alla rivoluzione formale battezzata Neoliberty, ma con accenni di Brutalismo”. Brutalismo forse è la parola adatta, per quanto mi riguarda, a descrivere il monolite di cemento che si erge in pieno centro di Milano. Ma è un’opinione.
Di recente stata giudicata “protagonista del panorama urbano grazie alla sua originalità” e “simbolo della città sia in senso assoluto sia in rapporto alla società e alla cultura di quegli anni” dalla Sovrintendenza. Nel bello e nel brutto la Torre Velasca è divenuta ormai un vero e proprio simbolo della città di Milano e non tutti si troveranno d’accordo con la provocazione degli inglesi. In sua strenua difesa si è pronunciato Boeri, prima che Assessore alla Cultura, un architetto: “Al Daily Telegraph dico che a Milano abbiamo qualcosa di più di una torre, bella o brutta che sia: abbiamo l’invenzione di una nuova architettura che si apre alla città mentre sale verso il cielo. E ne siamo orgogliosi!”. Anche voi ne andate orgogliosi?

Oggi fino alle 22 e domenica 1 aprile dalle 10:00 alle 20:00 c’è “Fa’ la cosa giusta” edizione 2012. La fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili va in scena alla stecca fieristica di viale Scarampo. Si entra acquistando una copia del catalogo (6 euro) oppure comprando il libro “Ho piantato 500.000 alberi” (10 euro) che permette di accedere anche domani.
Due padiglioni, aree tematiche dedicate a tutte le sfumature di uno stile di vita alternativo a quello mainstream, dall’abitare green al commercio equo e solidale, ai profumati stand della cosmesi naturale e biologica ai colori degli abiti della critical fashion. C’è anche il pianeta dei piccoli (i bambini fino ai 14 anni entrano gratis) se avete figli.
Al solito largo spazio ai prodotti dell’agricoltura biologica e a chilometri zero, tante biciclette e soluzioni elettriche per la mobilità sostenibile, incontri e conferenze su temi legati alla pace, alla partecipazione attiva e ai servizi per la sostenibilità. Tanti libri allo spazio narrativa e proposte di viaggio per turisti consapevoli.
Continua a leggere: Fa' la cosa giusta 2012 a Fieramilanocity tutte le foto
Mercoledì 11 aprile riaprirà l’Hangar Bicocca: noi siamo riusciti a farci un giretto in questi giorni, con i lavori ancora in corso e lo spazio che riprende forma. Già che eravamo lì abbiamo parlato con Andrea Lissoni, curatore insieme alla direttrice Chiara Bertola della programmazione dello spazio, e Laura Zocco, responsabile dell’area educativa. Perché l’Hangar cambierà un bel po’, e si aprirà di più alla città.
Intanto, dov’è l’hangar? In via Chiese 2, Milano nord [qui la mappa su Facebook]: per chi non ci è mai stato, proseguite lungo viale Sarca verso Sesto, e come suggerito da Siro nei commenti “l’Hangar è giusto dietro il Bicocca Village, non bisogna oltrepassarlo.”. Prima domanda: le torri ci sono ancora? Sì, i Sette Palazzi Celesti di Kiefer, stanno lì, non si muovono.
E sono fantastici: ma come sottolineava Pierluigi Panza anche simbolicamente gravosi, e restano una presenza - costata 2,8 milioni di euro - che sovrasta un polo dell’arte aperto nel 2004 e nel 2007 diventato fondazione, ma mai diventato davvero sistema. Eppure c’è moltissimo di speciale in uno spazio del genere: ho provato a parlarne con Andrea Lissoni, tutto dopo il salto.
Pasqua è in arrivo, e Pasqua vuol dire colomba. Per quel che mi riguarda la colomba vince a mani basse contro panettone e pandoro: mangerei colomba tutto l’anno - ok forse non al 25 agosto in spiaggia - mentre panettone e pandoro, no. Ma i gusti sono gusti: e proprio a proposito di colombe e gusti stamattina gli amici di thebigfood hanno provato ad andare a caccia della migliore colomba di Milano. In cima alla top five? La Pasticceria Martesana, in via Cagliero 14 (02-66986634) già segnalata anche da noi in passato. Lì non si sbaglia, fanno una colomba speciale. Date un’occhiata alle altre pasticcerie saltate fuori tra le cinque: io non le conosco, ma conoscendo tbf sono certo che proporranno colombe da leccarsi i baffi.
Anche l’anno scorso su Dissapore Massimo Bernardi aveva affrontato il tema - e anche lì in cima tra le artigianali la Pasticceria Martesana - proponendo un’incursione interessante anche nelle colombe da supermercato - quelle che la maggiorparte di noi acquisterà - con un interessante confronto tra Paluani, Melegatti, Tre Marie… titolo che dice tutto: da 3.99 a 35 euro. Altri nomi validi? Per me una telefonata alle pasticcerie emerse nella classifica dei migliori panettoni artigianali di Milano val la pena di farla, probabile facciano anche ottime colombe, quindi buttiamo fuori qualche nome: Pasticceria Marchesi in via Santa Maria alla Porta 11/a (02-862770), Pasticceria Ranieri in via della Moscova 7 (02-6595308), Pasticceria Cucchi in corso Genova 1 (02-89409793), Pasticceria San Gregorio, in via S. Gregorio 1 (02-29524182) e la Pasticceria Gattullo in Porta Ludovica 2 (02-58310497).
E qui entrate in gioco voi, che di sicuro qualche altro indirizzo per mangiare ottima colomba a Milano lo conoscete.
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C’è della vernice bianca che cola dal muro. Lo so, non è facile questo Quiz di milanesità, ma vi voglio venire incontro. Lo schizzo si trova in una zona notoriamente avvezza all’imbrattamento, frequentata molto durante le ore notturne. Inoltre, l’edificio è stato la sede di un partito politico avvezzo al culto del verde. Vi viene in mente qualcosa?

La cancellata di piazza Vetra è il simbolo delle divisioni ideologiche. Albertini la piazzò 13 anni fa, per scongiurare i bivacchi notturni del popolo della notte. Ora il dibattito sulla sua rimozione si è aperto grazie a Boeri, l’assessore alla cultura, favorevole a riaprire lo spazio pubblico a tutte le ore. “Dobbiamo porci l’obiettivo di riaprire quel luogo alla vita urbana”scriveva sabato sulla sua bacheca Facebook:
Gradualmente, senza fretta, dobbiamo costruire le condizioni di tranquillità per gli abitanti residenti, e di alternativa di svago notturno per gli abitanti temporanei, perché la cancellata di piazza Vetra possa essere nei prossimi anni rimossa. Perché una delle pochissime piazze verdi di Milano torni a essere un luogo abitabile, ad ogni ora del giorno, per tutti i cittadini di Milano
Questo il Boeri pensiero. Contrari, prevedibilmente, i residenti, pronti a dare battaglia. Maran (Aree Verdi) l’estate scorsa offrì una possibile mediazione: “Un’area è adeguatamente videosorvegliata, può rimanere aperta anche un po’ più a lungo. Se invece che alle 22 i cancelli si chiudono qualche ora dopo, non succede niente”. Questo per alleggerire la pressione dei giovani sulle Colonne e su via Vetere. E voi siete d’accordo nella possibile rimozione?
Foto by Davide Dodo Oliva, Flickr

Ovvio che per un quiz di milanesità di primavera come questo ho dovuto fare un bel primo piano altrimenti me lo sgamavate subito. Vediamo se sono riuscito a ingannarvi almeno per qualche minuto. Sapete dirci dove si trova questo gran bel pezzo di scultura? Magari aggiungendo qualcosa della sua storia?
Qualche indizio dite? Beh, intanto il soggetto come avrete capito è mitologico anche se timido, tra l’altro non è da solo ed è pure in bella vista. Potrebbe avere un’utilità pubblica ma è purtroppo meramente decorativo… avete riconosciuto soggetto e via? Scrivetecelo nei commenti per vincere il gioco!