
Il caso delle centraline che rilevano l’inquinamento a Milano è su tutti i maggiori quotidiani. Secondo le verifiche di qualità condotte dal Joint reserch center, il centro di ricerche della Commissione europea, i sensori dell’Arpa hanno spesso misurato livelli di smog inferiori a quelli registrati dai tecnici europei. Anche Carlo ci ha fatto un post.
I report della Commissione europea sono stati redatti a partire dal novembre 2006, un lavoro frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia. Peccato che i risultati sarebbero stati nascosti, poi recuperati grazie alla Battaglia per la trasparenza dell’Associazione Genitori antismog con un accesso agli atti e poi un ricorso al Tar.
Proprio qui sta il punto, soldi spesi per una ricerca e mai divulgati, se non grazie al caparbio lavoro di un’associazione.
Le notizie allarmiste corrono veloci. Stamattina al bar ho sentito dire che non bisogna bere l’acqua del rubinetto milanese. Niente di più falso, l’acqua si può bere, la falda non ha avuto nessuna conseguenza, essendo l’acqua che beviamo presa in profondità.
Secondo un’intervista pubblicata su D News di oggi a Bruno Rossaro, uno dei maggiori esperti di scienze ambientali all’Università Statale, “Le conseguenze sull’uomo sono pressoché nulle. Il greggio è naturale, contiene poche sostanze tossiche e volatili, questo significa che si disperdono subito sull’atmosfera, senza causare problemi per la salute, dato che la loro quantità è irrisoria”.
Anche le autorità sanitarie escludono ad oggi, inquinamenti della falda acquifera in Brianza o qualsiasi altro rischio per la salute pubblica.
Continua a leggere: Gasolio nel Lambro: nessuna conseguenza alla falda
Quando ho saputo la notizia ho pensato: non bastavano i liquami, ora anche il petrolio, a peggiorare una situazione già al limite. Così sul ritorno verso casa ho fatto qualche scatto del fiume al Parco Lambro, scattate di sera. Rispetto alle foto del Corriere di oggi l’allarme sembra rientrato. Persiste comunque un forte odore di gasolio e tante chiazze a dimostrazione di un danno ecologico notevole.
Molti prevedevano che dopo l’omicidio di sabato 13 febbraio, via Padova si sarebbe trasformata in una banlieue transalpina con auto incendiate e cassonetti rovesciati ogni notte. Fortunatamente non è andata così, anche grazie all’intervento dissuasivo - nei giorni successivi, sembrava di stare in una zona di guerra - delle forze dell’ordine, e al buonsenso delle comunità della zona.
Intanto, i tre dominicani - di 31, 19 e 18 anni - fermati per l’omicidio, restano in carcere: pur avendo ammesso il delitto, interrogati a San Vittore dal gip, non hanno ancora ammesso chi di loro abbia colpito al petto Hamed Sayed, il diciannovenne egiziano ucciso poco più di una settimana fa. Restano in carcere i tre, anche perché si teme la reiterazione del reato e la fuga.
Intanto, per quel solito fenomeno che riunisce in cluster eventi simili: stamane un cittadino rumeno incensurato è stato ucciso con 7-8 coltellate nei pressi del Club 71, in zona Corvetto, mentre in via Fioravanti, dalle parti di via Messina, un ragazzo cinese di 22 anni è stato accoltellato da un connazionale. Ora è al Fatebenefratelli in condizioni non gravi.
Dopo la rivolta in viale Padova di sabato sera, si è scritto e detto un po’ di tutto: Matteo Salvini ha democraticamente proposto, dalle pagine de Il Giornale, l’ultima boutade che serve solo a gettare benzina sul fuoco
«Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari»
applicabile anche a svizzeri, statunitensi, o giapponesi. Roberto Maroni invece, ha una visione più ampia della questione, e la spiega sul Corriere:
Io dico: vanno espulsi i clandestini, ma non si risolve un problema come via Padova con i blitz e le camionette. La soluzione non è lo Stato di polizia»
Roberto Maroni dice anche cose sensate e condivisibili, nell’intervista uscita sul quotidiano di via Solferino: dateci un’occhiata. Ma chi vive nella zona? E’ chiaramente esasperato: ma non da oggi, da almeno dieci anni, in cui si è fatto zero per “sistemare” viale Padova. Tre anni fa, avevo parlato col classico comitato di residenti. Tutta gente che viveva nei palazzi davanti alla fermata Pasteur della metro, teatro di spaccio generalizzato…
Continua a leggere: Dopo viale Padova: cosa succederà nelle strade della rivolta?

Giorni fa la notizia del suicidio della ragazza srilankese proprio nelle ore di lezione all’Einstein, tragedia che fece seguito al suicidio del 15enne nel quartiere Calvairate. Si parla dunque di emergenza “depressione” tra gli adolescenti milanesi, tanto che anche il Comune di Milano ha in mente di istituire “focus group” condotti da esperti che aiutino le famiglie a fronteggiare le difficoltà relazionali con i ragazzi.
E’ un segno dei tempi? Lo chiediamo alla dottoressa Laura Franzetti, psicologa psicoterapeuta nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Ritieni che a Milano ci sia davvero un’emergenza?
Non credo sia opportuno parlare di emergenza e ridurre il fenomeno alla realtà milanese. Si riscontra comunque un incremento del disagio e una risposta parziale o inadeguata delle istituzioni. Questo non riguarda solo i giovani, ma i cittadini in generale, anche se con forme e manifestazioni diverse.
Foto by Flickr

Questo sabato le mamme di Milano si mobiliteranno davanti a Palazzo Marino (ore 10.30) per chiedere atti concreti contro lo smog. La proposta è di chiudere la città al traffico due giorni su sette, così che almeno il sabato e la domenica i bambini possano respirare meno benzene. Qui il gruppo su Facebook per maggiori informazioni.
Che l’aria sia malsana lo compravano i 73 accessi nei pronto soccorso che hanno come causa disturbi potenzialmente correlabili all’inquinamento; in due anni i casi sono stati 53.514. Spiegano i medici che per il 50% questi problemi riguardano gli under 18; e tra gli under 18 ci sono vagonate di bambini, i soggetti più esposti. Ma c’è anche lo spettro della leucemia come racconta Giuseppe Masera, che da più di trent’anni si occupa di leucemie infantili alla clinica pediatrica del San Gerardo di Monza, in un articolo al Corriere:
Solo nell’ultimo mese abbiamo registrato qui a Monza sei casi di bambini colpiti da leucemia. Bambini che vivono nel semi-centro di Milano, tutt’altro che quartieri degradati. Il rapporto tra smog (benzene, nello specifico), tassi di mortalità e casi di leucemia è meritevole di approfondimento, racconta una recente ricerca della Fondazione Veronesi
Continua a leggere: Milano contro lo smog: si mobilitano le mamme

Dello Stalking se ne è parlato a profusione, mai a sproposito, specie dopo il decreto della Carfagna (che un merito l’ha avuto). Ora, per far fronte a quest’inquietante fenomeno si ricorre ad uno sportello/pronto intervento. Un servizio gratuito dedicato alla denuncia dei casi di stalking. Attivo dagli inizi di gennaio con sede temporanea in via De Calboli, il servizio è svolto dall’equipe del Centro di mediazione sociale e penale che ha ottenuto per questo progetto triennale 183 mila euro dall’Unione europea.
Continua a leggere: Nasce a Milano lo sportello anti-Stalking

Ci siamo bruciati 100 posti di lavoro, nella regione più produttiva d’Italia. Questo da ottobre 2008 ad ottobre 2009. Un altro indicatore è il tasso di disoccupazione passato da 3,2 a 5,2 in un anno. Ripartiti equamente tra dipendenti e autonomi, i settori più colpiti sono l’industria e i servizi con, rispettivamente, 39 mila e 61 mila addetti in meno. Sono numeri che preoccupano e che fanno riflettere sullo stato di salute della nostra economia.
Agitare lo spauracchio della crisi vi sembra irresponsabile? Ditelo agli 800 operatori del call center Omnia, da tempo in mobilitazione (ieri una delegazione ha incontrato l’assessore al lavoro del pirellone). E ancora gli operai della Novaceta a Magenta, e gli operai della Maflow, di Trezzano, la cui voce si leva nel blog dal titolo eloquente Vogliamo continuare a lavorare alla Maflow. Solo per citare i più recenti.
Continua a leggere: In Lombardia in un anno persi 100 mila posti di lavoro

Stamattina alle 6:00 le Ferrovie dello Stato – a causa della ghiacciata di stanotte – hanno deciso di sospendere la circolazione ferroviaria su tutta la rete regionale lombarda (!). Grazie all’intervento dell’assessore ai trasporti della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo questa iniziativa è stata rivista e ora i treni dovrebbero essere regolarmente in viaggio (fonte: intervista al TG3). Le Ferrovie Nord stando alle parole dell’assessore circolano invece senza particolari problemi. La politica al servizio del cittadino? Almeno per i pendolari sì!
Il bilancio tratteggiato dal Giornale di oggi è in ogni caso drammatico per lo stato del nostro trasporto su ferro: 200 corse regionali annullate nella sola giornata di ieri. E stamattina la decisione unilaterale delle Ferrovie dello Stato di sospendere il servizio in Lombardia dopo l’affermazione dell’amministratore delegato Moretti di lunedì che “quello italiano [è stato] l’unico sistema ferroviario che in questi giorni non ha mia interrotto la rete” (Il Sole 24 Ore). E voi, siete arrivati al lavoro stamattina?
Foto | Un monitor del Passante ieri mattina