
Dopo le casalinghe che sperperano il budget familiare, soprattutto con le slot machines e il bingo, e gli anziani la pensione nelle sale corse e al lotto, adesso è la volta degli under18. La febbre del gioco d’azzardo a Milano sta diventando una malattia, e i dati sono allarmanti. Otto ragazzini su 10, dai 12 ai 17 anni, sono giocodipendenti al punto da spendere tra i 30 ed i 50 euro al mese. Dei veri e propri drogati da gioco.
Molti ragazzi tra i 12 e 17 anni giocano d’azzardo, spendendo circa 30-50 euro al mese in gratta e vinci, slot machine e poker online, eludendo quindi i divieti imposti ai minorenni. Il problema è che in alcuni casi afiniscono per diventare giocatori accaniti e patologici.
E’ l’allarme è stato lanciato da Luca Bernardo, direttore del dipartimento di Pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli dove sono sempre più numerosi gli adolescenti ricoverati con questo problema, un ambulatorio dedicato ai problemi degli adolescenti come bullismo ed altri disagi giovanili. Malati, proprio come gli adulti, di ludopatia, patologia riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale.

Gli amici di Milano 2.0 ci segnalano la fuga di gas che ha portato all’evacuazione di alcune palazzine tra via Rembrandt, via Pisanello e piazza Velasquez:
La causa è una incredibile fuga di gas che ha origine in via Rembrandt, già chiusa al traffico. Agli abitanti della via è stato chiesto di lasciare le case. Evacuati anche i palazzi di via Pisanello. Negozi chiusi (…) Update ore 10.26: evacuate almeno sei palazzine. Coinvolto anche Piazzale Velasquez. Il Comune di Milano si è mosso con celerità, inviando degli autobus dell’ATM per permettere agli anziani di attendere seduti al coperto. I negozi limitrofi aperti stanno accogliendo le persone. L’atmosfera è serena
Sempre a quanto riporta Milano 2.0 la situazione potrebbe risolversi nel giro di un paio d’ore. Se siete sul posto e avete qualche aggiornamento i commenti ci sono per questo.

Senzatetto a Milano. L’inverno si avvicina e alcuni milanesi se la passeranno davvero male, specie chi non avrà un tetto sulla testa. E allora come l’anno scorso ci sarà bisogno di solidarietà, ricordate l’appello dei City Angels? Se avete cambiato il sacco a pelo, ad esempio, non buttate quello vecchio! Andate sul sito www.cityangels.it per sapere dove consegnare capi caldi indispensabili ai “barboni” della città.
Notizia di questi giorni: la “Casa degli Angeli”, il simpatico autobus che vedete nella foto (fonte: ATM) ha ripreso a percorrere le strade di Milano. Che roba è? Un bus da 18 metri ristrutturato dalle officine ATM, riscaldato e dotato di una zona per mangiare, una per dormire, una di pronto soccorso e servizi igienici. Se volete diventare volontari dei baschi rossi (ehm, azzurri) abbiamo scritto a gennaio come fare, in questo post.
Dopo il salto vi facciamo vedere com’è fatta dentro la “Casa degli Angeli”; ovvio che l’autobus della solidarietà non possa essere guidato da autisti qualsiasi ma da due conducenti di ATM specializzati nel servizio notturno. Attivo dal lunedì al venerdì dalle 21 alle 24 fino al 31 marzo, il mezzo con i City Angels a bordo per assistere gli indigenti sarà presente in ben precisi luoghi durante la settimana…
Continua a leggere: La Casa degli Angeli di Ciy Angels e ATM torna sulle strade

Il caldo ce lo siamo lasciati alle spalle poco fa, ora però siamo già in emergenza freddo e a farne le spese sono i senza tetto. L’emergenza è iniziata e abbiamo la prima vittima: un cittadino indiano che era stato notato da qualche giorno attorno agli uffici della provincia in via Vivaio, steso su una panchina senza vita.
Recentemente si è svolta La Notte dei Senza Dimora, appuntamento pensato per condividere, appunto, ma anche per protestare contro un fenomeno sempre più dilagante e che colpisce non per scelta. Secondo uno studio dell’Università Bocconi all’inizio del 2008 i senzatetto erano infatti circa 4mila: 408 in strada, 1.152 nei dormitori e circa 2.300 nelle baraccopoli. Numero in costante aumento per colpa della crisi economica.
I City Angels ricevono sempre volentieri sacchi a pelo, coperte pesanti o piumoni, cappotti, giacconi o giacche a vento pesanti da uomo, soprattutto di taglia L e XL. Il materiale si può recapitare direttamente nella sede dei City Angels in via Teodosio 85 (zona Loreto). Anche in comune si discute del Piano antifreddo, che prevede un aumento dei posti nei dormitori, un maggior coinvolgimento nelle attività di aiuto ai senzatetto da parte delle associazioni del terzo settore e, in novembre, l’organizzazione di alcune giornate cittadine per la raccolta di indumenti e coperte.

È già sicuro il blocco del traffico a Milano del 20 novembre: non sarà solo in città - come lo scorso blocco, quello di domenica 9 ottobre - ma si estenderà anche all’hinterland con modalità e adesioni ancora da confermare. Cambiano leggermente gli orari, visto che lo stop per i veicoli a motore sarà di otto ore (dalle 10 alle 18) e non di dieci ore (dalle 8 alle 18, “versione classica”). La decisione è stata presa ieri in un meeting tra Pisapia e i sindaci di 32 comuni dell’hinterland. Quello del 20 novembre sarà il primo di una serie di blocchi non “emergenziali”, cioè imposti non per la qualità dell’aria, ma, ha spiegato il sindaco
“Saranno momenti in cui sarà bello girare nella nostra città, e non solo a Milano, a piedi e in bicicletta; giorni in cui ci saranno tante iniziative. Dall’incontro di oggi – ha concluso Pisapia - è partito un messaggio molto preciso e un percorso condiviso: non c’è solo Milano, ma tanti Comuni che lavorano insieme per rendere le nostre città più vivibili”
Ok: quindi prepariamoci anche per il 2012 a una serie di domeniche a piedi, smog o non smog, pm10 o non pm10. Il 20 novembre è solo l’inizio.

Il futuro non è più quello di una volta, anche a Milano, come ebbe a dire Ivan, poeta di strada. La notizia che i giovani italiani, disillusi da una situazione economica e sociale allo sbando, emigrino in cerca di fortuna in altri paesi non è una novità, se ne parla da tempo. La notizia sconfortante è che anche nella città più produttiva d’Italia non si fa eccezione: l’esodo dei giovani milanesi all’estero con la speranza di un futuro migliore è un fenomeno in crescita. Un articolo di Repubblica sforna dati impietosi:
l’esodo dei milanesi statisticamente definiti «persi» è in costante aumento. Un boom di cittadini in fuga a caccia di opportunità che Milano offre col contagocce. Le cifre, eloquenti, dicono che la “colonia” ha superato quota 60mila nel 2011, crescendo del 134 per cento negli ultimi dieci anni. Un incremento che nella fascia d’età 23-35 anni supera il 180 per cento: da 2.897 a 8.138 unità. Fra questi, laureati in cerca di meritocrazia, aspiranti imprenditori, ma anche tanti ragazzi respinti dal mercato del lavoro interno.
Sono i numeri dell’Aire, l’anagrafe dei milanesi residenti all’estero: chi si iscrive certifica di essere andato via dall’Italia ma può continuare a votare. La stima è peraltro parziale, perché non conta i cittadini che abbandonano la città senza comunicarlo. I primi a fare le valigie sono i neolaureati, ma anche i ricercatori universitari. Si formano a Milano, poi fuggono. Ma per esperienza personale ci metto anche le persone che perdono il lavoro a 35-40 anni e non riescano a rientrare nel mondo del lavoro, seppur qualificati. Vogliamo sentire la vostra: avete mai pensato di abbandonare Milano e tentare la fortuna all’estero?

Quanto costerà ai milanesi salvare l’Italia? Abbiamo già scritto di Nosate (che tra l’altro forse non scomparirà nemmeno) unico Comune della Provincia meneghina interessato dalla manovra agostana lacrime e sangue… molto più in concreto Dell’Oste, Beltrami e Trovati sul “Sole 24 ORE” di oggi ci fanno un po’ i conti in tasca. Siete una coppia, imponibile tra l’uno e l’altro sugli 85.000 euro, seconda casa di 120 mq al mare o in montagna? Se ora pagate 2300 euro circa potreste dover sborsare 4900 euro domani.
E questo è nulla, esaminando la tabella dei cinque casi concreti presi in considerazione (che ovvio considerano il massimo prelievo fiscale possibile tra addizionali comunali, regionali, Ici, Imu – imposta locale sugli immobili – e contributo di solidarietà) scommetto che anche il vostro cuore inizierà a grondare. Avete scelto di abitare a Milano? Prevedete rincari tra il 171 e il 319 per cento. Anche il giovane manager in affito non ride sebbene “le più penalizzate […] rischiano di essere le imprese”.
Corinna De Cesare sul “Corriere” rincara la dose affermando come “aumentare le tasse, alzare le tariffe, incrementare i prezzi dei trasporti pubblici e dei servizi a domanda individuale” sarà pressoché obbligatorio per la maggioranza dei comuni italiani. In quindici anni del resto “la tassazione a livello locale è aumentata del 137,9 per cento” secondo i dati elaborati dal Cgia di Mestre, vedi Info Consumatori.
Foto | John Morgan by Flickr

Se la cocaina fosse come tutti gli altri prodotti, in vendita al supermercato e con l’indicazione di provenienza, ultimamente sarebbe facile capire da dove arriva. Direttamente da Santo Domingo, Repubblica Domenicana, almeno stando agli ultimi arresti (fonte: “Il Giorno”) e maxi sequestri come quello di La Spezia di ieri (fonte: “Corriere”). Una delle piazze più bollenti in Italia resta come è noto Milano.
Tempi difficili per i consumatori, dovranno forse patire qualche settimana di magra prima che il traffico riprenda. Volete approfondire l’argomento? C’è un nostro post dell’anno scorso dove riportiamo una ricerca apparsa su “Repubblica” secondo la quale sono addirittura 30.000 i milanesi che “tirano”. La Regione nel 2008 ha stanziato quasi mezzo milione di euro per far fronte alle tossicodipendenze finanziando Sert e associazioni varie (fonte: http://umidipendenze.myblog.it).
Milano si configura inoltre come centrale dello spaccio anche per l’hinterland e altre città, Varese ad esempio. Una macelleria in Corvetto è stato da poco scoperto dalle Fiamme Gialle “fingendo fittizi acquisti di carne” distribuiva a diversi corrieri ingenti quantità di cocaina e hashish. I panetti di droga erano curiosamente siglati con marchi come “D&G” o il simbolo dell’infinito (Roberto Rotondo su www3.varesenews.it).

Chissà se l’omicidio stradale, come vuole da ultimo il ministro Maroni, verrà mai introdotto in Italia, c’è pure una petizione on-line arrivata a 30.000 firme per far sì che “chi uccide, mettendosi alla guida senza esserne in condizioni, riceva una condanna adeguata al danno che ha provocato con il suo comportamento irresponsabile” (la trovate all’indirizzo http://omicidiostradale.it/). Certo è che nelle ultime settimane c’è stato un rigurgito di violenza nelle strade di Milano. L’auto non più mezzo ma arma contro il prossimo.
Dopo l’uomo qualunque che investe e uccide uno scooterista (ricordate il caso di Alessandro Mosele?) in via Andrea Doria, il 12 agosto Samer El Daqour, 34 anni, libanese residente a Como, è finito in coma in seguito a un’altra lite, in via Marco Bruto, finita con un investimento, pare per un sorpasso (fonte: ANSA). Insieme a questi casi “limite” ci sono le decine di pirati della strada che scappano e che magari vengono poi arrestati per sbaglio. Ma voi cosa ne pensate? Scriveteci e rispondete al nostro sondaggio!

Abitate a Milano? O addirittura risiedete proprio in Zona 9? Siete a conoscenza – difficile non esserlo – delle piene che stravolgono l’aspetto delle strade del nord della città ogni volta che piove un po’ di più? Anche Gabriele oggi ha dedicato un post alle esondazioni del Seveso cogliendo uno spunto di Andrea Senesi dal “Corriere della Sera” dell’anno scorso circa il raddoppio del canale scolmatore (sempre promesso, mai mantenuto).
Allora se già sapete molto, come il nostro lettore codroipo che alla domanda: “Perché il Seveso esonda?” risponde “perché è un torrente infilato in tubi sotto la strada…” raccogliete l’invito del Comitato Stop Esonda Seveso stopseveso.blogspot.com che vedete nell’immagine qui sopra. La partecipazione al concorso è gratuita. Le immagini più rappresentative saranno premiate con omaggi offerti dai commercianti della Zona e tutte le foto saranno esposte tra sabato 17 e domenica 18 Settembre.
Il bando con il regolamento e le specifiche tecniche per inviare il proprio materiale fotografico è disponibile sul sito. Quello che si intende fare è ricostruire la storia del rapporto tra il Seveso e la Zona 9, dal 1951 al 2010 attraverso le immagini. La raccolta del materiale iconografico è aperta fino al 10 settembre 2011 se pensate che un vostro scatto, anche fatto al volo, possa aiutare a sensibilizzare circa eventi di questo tipo.