Gli studiosi dei comportamenti animali sostengono che in caso di catastrofe atomica gli unici animali a sopravvivere saranno topi e piccioni, forse rappresentando davvero il vertice della catena evolutiva, almeno dal punto di vista dell’adattamento.
I topolini però possono anche essere simpatici animaletti dagli occhi curiosi, se hanno un passaporto di Topolinia allora diventano anche delle vere e propri macchine da soldi. Quando però questi piccoli roditori decidono di prendere la residenza in Via della Madonnina, nel cuore di Brera, ecco che una città intera viene scossa come se fosse caduta la statuetta dorata dalla guglia più alta del Duomo.
Le foto pubblicate da Corriere.it sono inequivocabili, quelli che i turisti stranieri scambiavano per scoiattolini sono in realtà topastri portatori di malattie, lampadine d’allarme per sporcizia e incuria. Incuriositi da tanto polverone, rimbalzato immediatamente anche sui social network più importanti, siamo andati a verificare la situazione sul luogo.
Foto Carlo Prevosti
Continua a leggere: Brera si sveglia invasa dai topi e fa subito notizia

Può capitarti in Sardegna, o in Grecia, anche sulle Dolomiti. Siete in macchina, rilassati, in vacanza alla scoperta di qualche bel paesaggio o parco naturale. E avviene l’incontro, incrociate uno o più animali d’allevamento in giro per la carraggiata e allora c’è quell’attimo di imbarazzo dove loro iniziano a spiare dentro i finestrini e tu non sai bene cosa fare. Mi muovo? E se li spavento? Meglio rimanere fermi… E se loro non si muovono più? Che faccio?
Ma perché andare lontano quando tutto questo è possibile anche a Milano e per la precisione in viale Padova? Ce lo racconta Paola D’Amico sul “Corriere della Sera” di oggi: qualcuno aveva scambiato due quadrupedi di piccola taglia per due asini (!) vaganti e ha avvisato le forze dell’ordine; gli animali disorientati tentavano di prendere contromano la tangenziale Est e sì che ci sono tanto di cartelli che vietano agli animali di accedere alle autostrade (ed anche in Corso Sempione se non erro)…
Scherzi a parte almeno una storia finita a lieto fine dopo il cavallo che imbizzarritosi è deceduto in via Cosenz due giorni fa (le foto apparse su “Repubblica” sono abbastanza impressionanti al riguardo); ci manca solo l’avvistamento della pantera nera – avete presente la leggenda metropolitana che torna ciclicamente ogni estate? – e siamo a posto. E voi avete storie simili da raccontarci?
Foto | Andrea Church by Flickr
Agosto è alle porte: se noi andiamo in vacanza e abbiamo anche qualche animaletto per casa però, si pone la consueta annosa questione. Dove lasciarli? Portarseli dietro e stressarli - ai cani la cosa non dispiace, ai gatti magari un po’ di più, almeno per quanto ho visto finora - o lasciarli in una pensione per cani o per gatti o a qualche parente?
Vediamo le pensioni per cani e gatti a Milano: su google maps troviamo due mappe, una per i canidi e l’altra per i felini. Non sono indicizzate tutte, ma se volete farvi un’idea di una pensione vicina a casa vostra, possono essere un inizio le due mappe qui sopra. Sulle buone vecchie Pagine Gialle indirizzi utili a Milano per cani e per gatti.
L’estate scorsa parenti mi parlarono molto bene di questa pensione, vicino a Legnano - l’ospite era il gattone persiano della prima foto - per i cani non sembra male quest’altra, dalle foto c’è un bel giardino. Se voi avete altre segnalazioni di alberghi per amici a quattro zampe in cui le bestiole si sono trovate bene, scrivetele nei commenti!

Ieri un collega in ascensore mi illustrava una sua teoria sulle zanzare: a Milano quest’estate è un trionfo - almeno: io sono massacrato, non so voi, ma mi sembra che si sia messi peggio degli anni scorsi - ma lui ha una soluzione che mischia telepatia, karma, superstizione e genialità, perché come direbbe Battisti, quel mio amico, è un gran genio.
In sintesi: arriva l’estate, tu le zanzare te le sei dimenticate, perché l’inverno le stermina le maledette, e tornano solo con il termometro che sale. E allora lui mi spiega
“Le zanzare? Ho una mia teoria e un piano. Se tu, quando arriva l’estate uccidi la prima che cerca di pungerti, è fatta. Le altre si adeguano e ti lasciano stare”
Basito, volevo abbracciarlo. Magari fosse così semplice e le infami Culicidae capissero quando è il caso di non andare oltre…
Continua a leggere: Zanzare a Milano: cinque modi per difendersi e la mappa dei luoghi peggiori
Josè Lopez Macho Frasquel ovviamente è un nickname, esattamente come Poldo Sbaffini e Balubino - qui il suo twitter e qui la sua pagina flickr: ma che importa il vero nome? Quel che importa è che Josè - d’ora in poi lo chiameremo così - ha fotografato un sacco di anatrelle e di anatroccoli sul Naviglio e in Darsena: e a noi questi animaletti batuffolosi piacciono un sacco. Soprattutto perché evocano ricordi d’altri tempi…
Per dirne una, a me tornano in mente domeniche passate al Parco di via Palestro a cercare quei benedetti anatroccoli, impazzendo una volta che li avevo scovati - da buon bambino cresciuto in città… - cercare di prenderne uno in mano, e poi scappare via da mamma anatra, comprensibilmente offesa per il temporaneo furto di prole. Una valanga di ricordi che pareggia e si affianca alle carpe giganti e alle pantegane, altra tipica fauna di via Palestro 80’s.
Grazie ancora a Josè per le foto! Per le vostre segnalazioni, scriveteci: la mail è la solita, quella dei suggerimenti.
Continua a leggere: Foto: le paperelle nel Naviglio di Josè Lopez Macho Frasquel
Che ci crediate o meno questa fotografia è stata scattata a due passi dal centro di Milano nella tarda mattinata di domenica.
Sembra di essere in aperta campagna, con tanto di gregge di pecore, invece è il risultato di un gioco di prospettive grazie a cui si perdono i punti di riferimento più propriamente metropolitani.
Cliccate sulla foto per ingrandirla. Sapete dirmi dove siamo?
Forse avrete notato anche voi che il Pirellone in queste settimane è diventato il punto d’incontro, verso le sei del pomeriggio, di rondini - o rondoni, dalla distanza è dura dirlo - che si riuniscono in stormi di migliaia di esemplari per poi migrare, immagino, verso latitudini più calde. Spettacolare, anche se le foto rendono poco l’idea delle onde che formavano.

Dopo l’inspiegabile moria di anatre al Parco Lambro, un nuovo mistero ambiental-animalista è stato scoperto quest’oggi al Parco Forlanini.
Sono stati rinvenuti i cadaveri di altre otto anatre morte. Se siete deboli di stomaco fermate la lettura e saltate al prossimo capoverso. Gli agenti della polizia municipale di zona 3, hanno trovato solo le ali e le ossa, i corpi erano stati spolpati dalle tartarughe presenti nel laghetto.
Ok, ora il racconto torna ad essere meno splatter. Il comune sta intervenendo con le analisi sanitarie del caso. Intanto il Vicesindaco De Corato ha affrontato la questione, aggiungendo qualche dettaglio all’affaire anatre. Secondo quanto detto dal Vicesindaco l’ipotesi per ora avanzata è quella dell’inquinamento da botulino, anche se la cosa per ora non è per nulla sicura. I test sono in corso e ci daranno presto qualche dato in più.
Foto | Flickr

Inspiegabile moria di anatre al Parco Lambro: sono circa venti, quelle ritrovate stamane morte o agonizzanti dagli uomini di Arpa, Enpa e dai vigili del fuoco del Nucleo Batteriologico. Una strage senza ragione apparente, forse un avvelenamento da botulino, forse qualche sostanza tossica versata nelle acque del Lambro, non è ancora chiaro.
Il vicesindaco Riccardo de Corato, ha spiegato che “Se verrà confermata l’ipotesi di inquinamento, per ora solo un sospetto, perseguiremo i responsabili con tutti i mezzi a disposizione”. L’anatra è un volatile simpatico: dal quale peraltro si ricavano ottimi sughi - su gustoblog una ricetta sul ragù d’anatra, potenzialmente deliziosa.
Foto | Flickr

Già l’anno scorso il tarlo asiatico era stato al centro delle nostre attenzioni: prima di tutto per una campagna pubblicitaria in metropolitana piuttosto particolare, ma soprattutto per un video degno di Fuori Orario (che vi rimetto dopo il salto, è un capolavoro di comicità involontaria): labbra fuori sync e bambini che maneggiano insetti grossini e abbastanza disgustosi, una via di mezzo tra Enrico Ghezzi e il Pasto Nudo di Burroughs.
Poco fa in metropolitana ho avvistato di nuovo i cartelloni: le avvertenze sono le stesse dell’anno passato. Il poco simpatico insetto infatti odia il verde più di una segheria nella foresta amazzonica:
In Cina negli ultimi anni sono state abbattute 50 milioni di piante di agrumi, nella sola città di Toronto (Canada) sono state abbattute 12 mila piante colpite. Per evitare gravi danni nel nostro territorio, Regione Lombardia ha avviato una campagna informativa ai cittadini lombardi, sollecitandoli a segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti. Ogni nuova segnalazione può salvare centinaia di alberi della Lombardia
Se ne vedete uno non uccidetelo, anche se immagino la tentazione sia forte. Sul portale agricoltura della Regione Lombardia trovate ogni informazione possibile e immaginabile a riguardo.
Continua a leggere: Tarlo Asiatico 2009: il ritorno del nemico