Ci siamo: inizia una lunga serie di settimane corte o accorciabili, e la prima è proprio questa, poi arriveranno 25 aprile e 1° maggio. Qualcuno magari prende ferie già questo venerdì, ma soprattutto dopo il weekend di giusto riposo c’è anche il lunedì di Pasquetta, il 9 aprile. Quindi via con la consueta lista di cose da fare se restate a Milano (o anche no, anche se volete scappare via). L’avevamo fatta anche l’anno scorso, ci sono ancora idee buone.
Premessa: il grande amico o nemico a seconda dei casi è il tempo, come sarà? È prestino per dare previsioni certe: ma secondo il Meteo.it dovrebbe essere variabile, niente pioggia.
1) Playground a Milano. Posto che il tempo tenga può essere il giorno giusto per inaugurare il campetto da basket, ci si passa una bella giornata all’aperto. Dove andare? Tempo fa vi avevamo segnalato la mappa dei playground milanesi, ma amici sostengono che i campetti buoni a Milano siano sicuramente questi tre: viale Argonne, Parco Nord, Dezza. Secondo gli Amici del Campetto ci sono 48 playground a Milano e provincia.
2) Va bé, la grigliata! È un sempreverde la grigliata di Pasquetta. Solo che quest’anno il meteo potrebbe deludere le aspettative degli chef che amano destreggiarsi tra costine, salamelle e hamburger - e anche pesce, verdure, tomini… insomma: portatevi l’ombrello e salvate il barbecue. Serve qualche idea per approvvigionamenti? Tutte le info nel vecchio post con le dieci cose da fare a Pasquetta.
3) Follie DIY. Il weekend dura tre giorni e prendendo venerdì di ferie diventa una prateria di quattro giorni di nullafacenza. Giusta cosa, ma anche nullafacenza brutto! L’idea è mettersi a fare un po’ di lavoretti in casa, in quattro giorni una casa può rinascere. Stuccate quei crateri lasciati dai chiodi a espansione, imbiancate casa, date una bella pulita di primavera, sgombrate solaio e cantina. Quattro giorni bastano e avanzano. Punti fissi? Un Brico - qui i punti vendita a Milano - o Leroy Marlin - anche qui punti vendita a Milano online - o equivalente vicino casa.
Continua a leggere: Pasquetta a Milano 2012: dieci cose da fare

Certi palazzi di Milano - magari da fuori insospettabili - una volta che entri mettono in mostra trombe delle scale stupende: come quello della foto qui sopra, dalle parti di viale Molise. Ma so benissimo che in città ce ne sono un sacco di trombe delle scale degne di nota, ipnotiche, che ricordano vagamente una spirale logaritmica. Vi affacciate sul pianerottolo e siete nella conchiglia del nautilus? Salite ogni giorno scalinate disegnate da Escher? Guardate giù e vi sentite come James Stewart in La Donna che visse due volte di Hitchcock?
Fate una foto e mandatela alla mail dei suggerimenti che andiamo a caccia della migliore tromba delle scale in città!
Update 30-3-2012
Sono arrivate un paio di scale carine: grazie al buon Proust e a Francesco!

Ovvio che per un quiz di milanesità di primavera come questo ho dovuto fare un bel primo piano altrimenti me lo sgamavate subito. Vediamo se sono riuscito a ingannarvi almeno per qualche minuto. Sapete dirci dove si trova questo gran bel pezzo di scultura? Magari aggiungendo qualcosa della sua storia?
Qualche indizio dite? Beh, intanto il soggetto come avrete capito è mitologico anche se timido, tra l’altro non è da solo ed è pure in bella vista. Potrebbe avere un’utilità pubblica ma è purtroppo meramente decorativo… avete riconosciuto soggetto e via? Scrivetecelo nei commenti per vincere il gioco!
Oggi, 21 marzo, è la Giornata Internazionale dell’ONU Contro il Razzismo: a Milano una catena umana di 800 studenti circonderà dalle 10 il Duomo. Resto sempre un po’ così quando dal calendario saltano fuori queste ricorrenze, magari ci penso qualche minuto, o qualcuno di più come ora. Il 21 marzo poi è la giornata praticamente di tutto, e sono tutte giornate giuste, da tenere a mente, che ti ricordano cose cui pensare: è la Giornata Mondiale della Poesia, indetta dall’UNESCO, ma è anche la Giornata contro le Mafie organizzata da Libera, e non ultima è anche la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down.
E come si fa a essere a favore del razzismo? Come fai a essere contro la poesia? Come puoi non volere che la mafia scompaia? Come fai a non essere dalla parte di chi ha avuto in dote un cromosoma in più? Non puoi, perché puoi solo se sei un razzista, un gretto, un mafioso o un miserabile. Problema: di razzisti, gretti, mafiosi e miserabili al mondo ce ne sono e non pochi. Ma quanti sono a Milano?
Per quel che riguarda le discriminazioni in base alla razza, Milano non mi sembra una città violentemente razzista. Poco accogliente, un po’ fredda, qualche volta tendente al gelido, ma non razzista in senso stretto, quello no. C’è una piccola minoranza rumorosa un po’ razzista, che a volte riesce a sopraffare una enorme maggioranza silenziosa. Mentre di sicuro vedo una città che ha perso la poesia, che non sa cosa farsene, quello sì: lì sì, un po’ di grettezza la vedo, e quella grettezza ci porta direttamente al punto successivo.
Continua a leggere: Ventuno marzo, la giornata delle giornate: anche a Milano
L’altro giorno leggevo su Rivista Studio di questo report pubblicato da The Economist, in cui si mettevano a confronto alcune città del globo secondo vari parametri: tenuta economica, maturità finanziaria, efficienza istituzionale, offerta sociale e culturale, capitale umano, rischi ambientali (calamità naturali, rischio di guerra, violenza, qualità dei servizi igienici, di controllo dell’inquinamento e della criminalità) e fama globale.
Milano era piazzata bene solo per quel che riguarda i rischi ambientali. Allora noi di 02blog abbiamo pensato di ribaltare il giochino e immaginarci qualche scenario apocalittico per Milano.
1) Ribellione delle macchine. Indispettite dal traffico ridotto in Area C le automobili si ribellano e sterminano la popolazione milanese, restando padrone della città. Ma è una soddisfazione che dura poco. Appena la cometa Rhea-M esce dall’orbita terrestre le macchine perdono l’anima: ma in città a quel punto non c’è più nessuno di vivo. Soggetto plagiato: ci aveva pensato Stephen King trent’anni fa, avete mai visto Brivido?
2) Il cratere 90/91. Cominciò tutto con una crepa nel marciapiede in piazzale Loreto, l’asfalto cominciò a spezzarsi seguendo zitto zitto la circonvallazione. Prese sia viale Abruzzi che viale Brianza, ma nessuno ci fece caso finché una notte la crepa si fece tutto il giro. E si cadde giù. All’alba c’era solo un grande buco e la certezza che l’anello della 90/91 era sbucato in Nuova Zelanda.
3) La polvere mangia Milano. Una sera di novembre in stazione a Lambrate cadde una polverina dal cielo, un materiale nero lucido, unto. Si depositò sui tetti e cominciò a mangiarli. Le case collassarono su loro stesse nella notte mentre la polverina saltellava di tetto in tetto, viva, urlando: finché aggredì anche il marmo del Duomo. Ci rimise i denti e lì si fermò.
Continua a leggere: Sei apocalissi che potrebbero spazzare via Milano
Questa è facile, lo ammetto: e non escludo che dell’edificio in questione si sia parlato già su queste pagine. Ma proviamo lo stesso a farci un quiz di milanesità: dove si trova questa “casa illustrata”? Oltre al “dove”, sarebbe bello sapere qualcosa di più sulla storia di questo palazzo. Chissà, magari qualcuno che ci vive sta leggendo 02blog e ha voglia di raccontarcelo…
Dove sono i peggiori sottopassaggi di Milano? Quello delle foto passa sotto la stazione di Greco Pirelli e non è il peggiore che abbia mai visto, anzi: per quanto sia stato vandalizzato ovunque da scritte che inneggiano a tutto e il contrario di tutto e non abbia certo un aspetto rassicurante, parlando con una signora che ho incrociato da quelle parti mi diceva che passandoci ogni giorno da anni non aveva mai avuto mezzo problema. Come si dice in questi casi? Mai giudicare un libro dalla copertina.
Un altro sottopassaggio tremendo, in cui da piccoli si aveva paura, era - non so se sia ancora - quello che passa sotto la Milano Meda poco prima del ponte all’altezza dell’ospedale di Niguarda. Un posto in cui passare mai a piedi, a proprio rischio e pericolo in bici, meglio se in motorino e in due. O meglio ancora sfidare le macchine sulla superstrada pur di restare in superficie, senza scendere in quel corridoio di inferno dantesco trasformato in vespasiano.
Ecco questi sono due che mi sono venuti in mente e dai quali mi è capitato di passare spesso, ma ce ne sono altri che sono stati sistemati - quello tra Isola e stazione Garibaldi per esempio: chissà com’è ora? - o un altro piuttosto bruttino, il sottopassaggio Albertini, che si trova “sotto” l’inizio della Milano Genova, in fondo a via La Spezia (se venite da zona Navigli). Gianluca tempo fa ci aveva raccontato del sottopasso a De Angeli, altro luogo incredibile della metropoli.
Sono più che certo che anche dalle vostre parti ce ne sono di luoghi del genere, e che anche voi avete anche qualche storia da raccontare sul tema: se avete voglia di farlo o se avete scattato qualche foto a un sottopassaggio particolarmente tremendo scriveteci, che mettiamo insieme le vostre segnalazioni e proviamo a fare una piccola mappa dei peggiori sottopassaggi di Milano.

Oggi quiz di milanesità con tanto di santo, San Cristoforo, protettore dei ferrovieri. Devo ammettere che non avevo mai fatto caso a questo piccolo e penso poco noto luogo votivo, che si trova in una stazione decisamente periferica da cui però transitano migliaia e migliaia di pendolari ogni giorno… già, ma di quale stazione si tratta?
Aguzzate la vista e date un’occhiata alle case che si vedono sullo sfondo, in alto: lì potreste trovare un indizione.
È cominciata la Milano Fashion Week e Fashionblog sta seguendo le sfilate: noi invece dedichiamo un po’ di spazio a un protagonista se non delle sfilate, quantomeno di quel che accade fuori. L’agente di Polizia Locale - il buon vecchio vigile urbano - che credo viva uno dei peggiori periodi dell’anno durante la settimana della moda.
Deve un gestire traffico quadruplicato, con macchine che si fermano a casaccio e gente “bella in modo assurdo” che un po’ svagata attraversa la strada dove non deve. E stare attento che i fotografi street che gli scorrazzano a fianco non finiscano sotto da una macchina, litigare con gli automobilisti, dirigere tutto. Insomma, un delirio.
Milano Fashion Week 2012: il peggiore periodo dell’anno per la Polizia Locale?




Ieri sera era San Valentino, cui avevamo dedicato ampio spazio, sia con la guida, sia segnalandovi una delle idee più spettacolari. Salire in cima a Palazzo Lombardia: bé, il nostro Proust ieri sera ci ha fatto un salto e ci ha segnalato le foto che ha scattato dal grattacielo sorto sopra il Bosco di Gioia. Panorama mozzafiato, come prevedibile.
Polemiche sui baci non etero in cima a Palazzo Lombardia? Finite nel nulla, ricorda Il Giorno:
Numerose coppie omosessuali hanno aderito all’appello di associazioni lgbt e partiti di opposizione a salire sulla terrazza e in tutta serenità sono scambiate pubblicamente un bacio per rinnovare il loro legame la notte di San Valentino. A fare gli onori di casa in cima al grattacielo di Milano il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ha ribadito che Palazzo Lombardia ”e’ la casa di tutti ed e’ aperto a tutti”
E voi che avete fatto ieri? Parto io: pizzona al salame piccante da Pizza Ok in Sempione - ci eravamo passati qualche anno fa - caffè in un baretto tranquillo lì vicino con Sanremo di sottofondo (ma ho visto proprio i primi venti minuti, mi sono perso il delirio che invece TvBlog ha raccontato nel dettaglio).