
Qual è il migliore pastificio di Milano secondo i lettori di 02blog? Data la stagione (e il tempo) mi è sembrato giusto chiedervelo, la nostra città non può essere nota solo per i ristoranti giapponesi o gli “all you can eat”, ci saranno delle occasioni dove della buona pasta artigianale ripiena può risollevarci una domenica, o no?
Sarà una gara fra pochi ma forse proprio per questo mi fido ancora di più del vostro giudizio, avete proposto: Peck (via Spadari 9), Buongusto (via Caminadella 2), Pellegrini (via Cadore 48), Raviolificio Colnaghi (via Teodosio 5), Giacobbe (via Padova 196) e Emiliana Tortellini (via Ariberto 17). Tra una settimana il vincitore!
Foto | Magic Madzik by Flickr

Pasta fresca a Milano, non ditemi che la prendete all’Esselunga o all’Ipercoop, questo post serve per segnalare il pastificio migliore di Milano fuori dalla GDO (ovvero la grande distribuzione); quello che secondo voi batte pure vostra mamma (zia, nonna ecc.) o perché no? voi stessi che con la macchina per la pasta siete meglio di Giovanni Rana.
Quando però il tempo è poco niente di meglio di un pastificio, magari “storico”. Adoro l’odore di ’sti posti, sanno di antico anche se si sono messi al passo con i tempi (a ogni modo per fare la pasta gli ingredienti sono sempre quelli più la manualità che rende ogni tortellino unico, come un fiocco di neve), alcuni di loro hanno la propria pagina Facebook e un account Twitter!
Stavolta non ripeterò l’errore come con il “miglior vegetariano di Milano”, la domanda ve la faccio direttamente: in quale pastificio andate quando vi serve pasta fresca a Milano? Qual è il migliore secondo voi? Scriveteci nei commenti del post così da avere i nomi dei pastifici artigianali giusti per organizzare il nostro sondaggio settimanale.
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Vegetariani a Milano, quali sono i ristoranti migliori per chi mette al bando la carne (e non solo)? Certamente a Milano non potevano mancare – abbiamo avuto anche una Veggie Pride a maggio se scavate nella memoria – ma qual è il più buono? Lo spunto per il sondaggio ce l’ha dato al solito l’ottimo Visentin del “Corriere” che in un suo recente articolo (lo trovate qui) censisce e recensisce quelli che garbano a lui.
Non sono vegetariano ma mi è capitato di non mangiare proteine d’origine animale in ristoranti tradizionali. Eppure quali sono i veri ristoranti vegetariani a Milano e come siamo messi? Faccio appello a vegetariani e vegani, ma anche a lettori che ogni tanto rinunciano alla carne per un pasto diverso. Avrò di sicuro scordato qualche ristorante nel sondaggio, scrivetelo nei commenti e ora… sotto con le vostre preferenze, tra una settimana il vincitore.
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In questo Natale di crisi, una delle poche certezze che rimangono ai milanesi è sempre lui: il panetùn. Classico o farcito, il più tipico dei prodotti gastronomici della nostra città non manca mai sulla tavola del 25 dicembre. E non mancherà neanche quest’anno. Secondo uno studio della Camera di Commercio (realizzato a dicembre 2011 attraverso Digicamere) la spesa media a testa dei milanesi solo per il panettone è di circa 11 euro, per un giro d’affari complessivo che raggiunge i 12 milioni di euro.
Lo acquista l’81,6% dei milanesi, tre punti percentuali in più rispetto alla media italiana (83,1%). Ma di quale panettone sono più golosi i milanesi? Oltre uno su tre (34,3%) quest’anno lo preferisce classico con uvetta e canditi mentre il 24,8% lo sceglie liscio con canditi. Il Panetùn nel nostro immaginario ha lo stesso valore simbolico del Duomo, dei navigli o della Madonnina: secondo l’indagine (realizzata su 801 italiani, dai 18 anni in su, di cui 267 residenti a Milano, 267 a Napoli e 267 a Roma) è un fattore d’identità per quasi 3 milanesi su 4 (72,7%), che associano il “panettone” alla città e lo ritengono uno dei suoi quattro simboli principali (37,6%). Diversa la percezione nel resto d’Italia: solo poco più della metà di romani e napoletani lo associano al capoluogo meneghino.
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Iniziamo come al solito in questi casi: come con la pizza, come con il giapponese, con la carne alla griglia, con i ristoranti di pesce, e molto altro. Prima, fuori i nomi nei commenti: poi, una settimana di votazioni per fare una mappa delle nostre enoteche preferite di Milano. Dire “la migliore” mi sembra eccessivo, ci sono tante variabili in gioco: l’ambiente, la fornitura, il servizio… iniziamo a scoprirne qualcuna di nuova. E partiamo dai punti fermi che ho raccolto ieri tra Twitter e Facebook.
Indiscutibile la drogheria - enoteca Radrizzani, in viale Piave 20 - il sabato mattina degustazioni e assaggi - e anche l’enoteca Ronchi in via San Vincenzo 12, c’è chi non può fare a meno di Moriggi, in via Morigi 8, altri di Ombre Rosse in via Plinio 29, o del Cavallante in via Muratori 3. Altri ancora parlano bene di Tibi in via San Fermo della Battaglia 1. C’è chi segnala l’enoteca Cotti in via Solferino 42, altri il Vinodromo di via Salasco 21. Menzioni anche per N’ombra de vin in via San Marco 2, Boscogrosso in via Watt 14, e le Cantine Isola in via Paolo Sarpi 30.
Come vedete dalla lista, si mischiano enoteche classiche dove “si prende e si porta via” senza possibilità di sosta e locali dove volendo ci si può anche sedere e bersi un bicchiere. Una distinzione che possiamo chiarire nei commenti (magari poi facciamo due sondaggi distinti) ma intanto, sempre nei commenti, fuori i nomi. Per voi quali sono le migliori enoteche di Milano?
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Per un Salone del Mobile (e un Fuori Salone) che se ne va un’ennesima “settimana milanese” che arriva. Questa volta a beneficiarne saranno tutti gli amanti del cibo: stiamo parlando della Milano Food Week 2011. Iniziative ed eventi aperti al pubblico che invadono la città per “assaggiare, conoscere e scoprire prodotti e produttori oltre a ristoranti e locali con menù e cocktail speciali per i Milano Food Lovers, open class di cucina e tanto altro”.
Chi si cela dietro ai Milano FL? Un’associazione ad hoc che riserva ai suoi appartenenti – la tessera costa 15€ – eventi e vantaggi esclusivi durante la settimana come corsi di cucina speciali, sconti e menù riservati in più di duecento ristoranti e locali in tutta Milano. Se poi vi iscrivete subito potrete accedere a degustazioni di vino guidate sugli antichi che sferragliano per il capoluogo.
Organizzata da Food Tank srl. – tutte le info del caso potete chiederle a info@milanofoodweek.com – vi invito a dare un occhio alla mappa/programma su www.milanofoodweek.com che tra menu speciali, sconti, cocktail a 5€, flute di spumante di benvenuto ecc. presenta una Week accessibile a tutti i portafogli. Nove giornate di eventi tutte dedicate agli amanti della buona cucina, preparatevi.
Video | You Tube
Update 10-2-2012 - Qui la guida di 02blog al San Valentino 2012 a Milano.
Eccoci qui, terzo post della serie San Valentino a Milano: questa volta però non si esce dalle mura domestiche. Dopo i motel, dopo i ristoranti, si fa tutto in casa: in cucina. Già, perché oggi vogliamo provare a darvi qualche suggerimento per tirare fuori dal cilindro una cenetta per due più che dignitosa spendendo il giusto.
Se non vi sentite pronti, se non cucinate sempre, se non avete confidenza con i fornelli, niente paura: nessuno sa mai far niente prima di imparare, questa è un’ottima occasione per fare qualche esperimento. E poi se in passato ce l’ho fatta io, può davvero farcela chiunque. Vediamo un po’: facciamo come se si dovesse partire da zero per questa cena. Avete solo una casa e una cucina.
Delle sedie, un tavolo, un allacciamento alla rete dell’acqua e del gas, un lavandino con quanto serve per lavare quel che sporcherete. Il resto? Dovete comprare tutto! Dalle posate ai piatti, passando ovviamente per il cibo e il vino che berrete…
Continua a leggere: San Valentino a Milano: dritte per la cena a casa

Torna la Fiera che coinvolge i migliori chef d’Italia e d’Europa per discutere e fare il punto sulla ristorazione, le sua evoluzione e le nuove tendenze, in una nuova location: il Milano Convention Centre di Via Gattamelata. Ma c’è di più perché quest’anno la novità si chiama Winelove, l’evento dedicato a vini di altissima qualità a prezzi accessibili, ideato e curato da Ludovica Amat, si svolge in contemporanea a Identità Golose.
Su due piani diversi, Winelove al primo e Identità al secondo, con i rispettivi programmi sfalsati di 24 ore. Winelove apre i battenti del suo evento sabato pomeriggio 29 gennaio, per concluderlo nel primo pomeriggio di lunedì 31, mentre Identità declinerà il suo programma da domenica 30 a martedì 1 febbraio. Quest’anno il tema centrale è ancora il “Lusso della Semplicità”. Questa la prefazione di Paolo Marchi, ideatore e curatore della rassegna:
E proprio il Lusso della semplicità ci caratterizzerà ancora perché la realtà è cambiata. E’ vero: ci saranno sempre, sparsi per il pianeta, clienti danarosi e poco curiosi, felici di frequentare un certo lusso pomposamente “ottocentesco”, ma il buono più attuale e concreto ha assunto tutt’altre forme e fogge, più primarie e naturali, figlie di chef, pasticcieri, produttori, appassionati eticamente consapevoli dei problemi che affiggono il mondo. Non si può più essere egoisti, non si può più mangiare questa o quella cosa solo perché ci piace. Dobbiamo portare rispetto alla natura, dobbiamo badare anche a un futuro che sarà il risultato delle nostre virtù o delle nostre scelleratezze
Avanzi? Zero. Avanzare cibo nel piatto a ristorante dovrebbe essere inserito nei crimini contro l’umanità. In particolare nei 20 ristoranti milanesi aderenti all’iniziativa ”Il buono che avanza” si possono portare via cibo e bevande avanzate in doggy bag apposite, come si usa da tempo nei ristoranti americani (di alto livello). Solo che al posto di portare a casa gli avanzi si aiutano gli indigenti.
L’iniziativa è promossa dall’onlus Cena dell’Amicizia insieme a Slow Food Milano, Legambiente Lombardia e Comieco, oltre alla azienda biologica Alce Nero. Secondo i calcoli di “Cena dell’Amicizia”ogni anno avanzano ben 37 miliardi di euro di cibo. Nei 20 ristoranti ci sarà il marchio “Il buono che avanza” e volendo ciò che avanza del pasto può anche essere lasciato all’associazione “Cena dell’amicizia”, che si occupa da tempo di sfamare i milanesi disagiati. Qui trovate i ristoranti che hanno aderito all’iniziativa.
Ghiotta occasione questo weekend: al centro Rosetum di via Pisanello 1 si apre il mercatino di Natale dei Frati Missionari Cappuccini, che quest’anno potranno fregiarsi della collaborazione di uno chef di prestigio, Davide Oldani, re del D’O di Cornaredo, ristorante molto stimato tra le buone forchette (se volete farci un salto, vale la pena: ma bisogna prenotare con parecchio anticipo).
Al Rosetum Oldani proporrà
una ricetta ad hoc “pane, pepe nero marsala e riso” con ingredienti semplici ma gustosi. Inizia così una collaborazione “culinaria” con i Frati Cappuccini con l’obiettivo comune di riscoprire una cucina povera ma di alto livello dove si abbina il gusto per le cose buone alla voglia di fare del bene
Il mercatino di Natale è anche una buona occasione per portarsi avanti con i regali, leggo sempre dal comunicato che ci saranno “candele, carillon, presepi, tessuti, orecchini e piccola bigiotteria (…) addobbi e decorazioni per la tavola e la casa. Per i più piccoli, i laboratori per inventare e preparare creative decorazioni per le feste così come Presepi”. Domenica c’è anche un brunch: tutte le informazioni nella pagina evento su Facebook.