
Che faccenda strana quella del “litigio” tra Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Senti un po’ in giro, fai quattro chiacchiere, e cosa vien fuori? Qualcuno ti racconta che è proprio per una questione caratteriale che la giunta - e Giuliano Pisapia - hanno voluto “mettere alla porta” Stefano Boeri. Troppo libero, troppo autonomo, troppo solista nel coro di Palazzo Marino. È il solito problema di quelli bravi: li devi far correre più piano, sennò agli altri viene il mal di pancia. E due sindaci, erano troppi.
Altri ti raccontano che il vero problema, è che Boeri non ha acquisito le abilità del politico, non sa parlare come un politico, non sa gestire la comunicazione e i processi decisionali come un politico. Non può averle quelle competenze perché è un architetto, un visionario, che ha fatto altro dalla politica per tutta la vita. E ha parlato troppo, si è esposto troppo, senza concordare anche le virgole con la giunta. È da leggere questa intervista a Carmela Rozza, capogruppo PD in Comune.
Sarà, ma io continuo a non poter credere che siano solo questi i motivi della rottura - ieri le deleghe riconsegnate a Pisapia di Boeri, il silenzio fino al tardo pomeriggio e poi il comunicato non esattamente conciliante di Pisapia - e delle frizioni tra i due. Non può essere. E infatti c’è anche molto di pratico, nella faccenda. Soprattutto a livello dell’Expo 2015, dove la presa di posizione di Boeri era molto più rigida rispetto a quella, se vogliamo, più realista della giunta e di Pisapia…
Continua a leggere: Ma allora come andrà a finire tra Boeri e Pisapia?

La foto sopra l’avevo scattata a Milano Libera Tutti, il concerto in Stazione Centrale che fu uno degli eventi chiave nella campaign trail meneghina per le comunali 2011. Giuliano Pisapia, al tempo solo candidato sindaco, e al suo fianco Stefano Boeri. L’avvocato garantista e l’architetto illuminato: erano perfetti, infatti vinsero le elezioni. Oggi, sei mesi dopo, potrebbe consumarsi la fine di quel momento magico.
Già perché tra Pisapia e Boeri i contrasti sarebbero ormai insanabili. La bacheca nella pagina Facebook di Stefano Boeri è tappezzata di richieste di “far pace” - lo stesso in quei lidi accade da Pisapia - come un sindaco e un assessore fossero due ragazzini che hanno litigato. Ma penso sia facile intuire che la situazione è un po’ più complicata di così. Ed è un peccato, perché i margini di recupero sono strettissimi ed è probabile che Boeri, con le sue 13mila preferenze, esca dal “governo” di Palazzo Marino già oggi. Magari con il PD che trova una via d’uscita con un incarico a Roma.
Ma perché questa rottura? Sono tante le voci che girano e come per tutte le voci c’è da dargli il giusto peso. C’è di certo la “mancanza di fiducia”, i litigi per l’ex Ansaldo, la comunicazione disinvolta di Boeri, ma non è certo per quello, o non solo per quello. In mattinata - Boeri dalle 9 è a Palazzo Marino - si saprà quale sarà l’esito finale: faremo un update al post appena sapremo qualcosa di certo.
Update: 10.33
Confermato. Stefano Boeri ha rimesso le sue deleghe e si è dimesso.
Update: 16.51
Giuliano Pisapia scrive su Facebook:
Nei colloqui avuti con i componenti della Giunta è stato ribadito che il bene più prezioso è la collegialità del lavoro della squadra di governo di Milano, collegialità che è stata infranta più volte da parte di un solo assessore.
Questo è il passo chiave. È finita (per ora).

Mentre scriviamo, in testa ci sono Pierfrancesco Majorino (assessore ai servizi sociali) e Stefano Boeri (Cultura), ciascuno con 5000 amici tondi tondi. Subito dietro Pierfrancesco Maran (trasporti, arredo e decoro urbano) a quota 4987, anche lui in dirittura di arrivo per raggiungere il limite massimo di amicizie. Dietro, distaccati di un po’, Cristina Tajani (Sviluppo, Lavoro e Università) e Marco Granelli (Sicurezza). Non sono in molti a saperlo, ma la seconda vita della giunta di Giuliano Pisapia è tutta su Facebook.
E non parliamo delle solite fan page create in occasione delle elezioni per poi finire abbandonate nel dimenticatoio dopo la campagna elettorale. Ma di veri e propri profili personali, dove gli assessori dialogano con cittadini agguerriti, lanciano proposte, postano foto.
Sarà una questione generazionale, ma in questo caso sembra che i politici il web lo sappiano usare veramente. Esempi? Boeri che ha espresso dubbi sui progetti Expo aggiornando il suo stato (prima ancora di parlare con i giornalisti) e Maran che al social network ha affidato le sue prime riflessioni sul caso Penati, che per altro lo vede coinvolto nelle polemiche.
Continua a leggere: La giunta Pisapia sui social network: dove sono, cosa fanno, e cosa dicono
Parliamo ancora di soldi e torniamo indietro alle elezioni comunali 2011: spesso ci eravamo chiesti quanto stessero spendendo i candidati. Se per Giuliano Pisapia la cifra ha ballato pochissimo dalle dichiarazioni alla realtà, Letizia Moratti si è mostrata più evasiva. Il 5 aprile scorso vi avevo scritto della forbice in cui inserire le spese di Letiziona: si diceva tra i 15 e i 50 milioni di euro.
Sabato in un pezzo di Repubblica finalmente una cifra certa: Letizia Moratti ha speso circa 12 milioni di euro (11 milioni e 957mila)
Letizia Moratti, a conti fatti, ha speso 9 milioni e 796mila euro per (non) essere rieletta: soldi a cui vanno aggiunti i costi delle campagne elettorali delle liste a lei collegate, almeno delle più vicine. Tra la lista dei sui ex assessori Moioli e Terzi, quella ambientalista dell’altro ex assessore Croci, e la lista dei “Giovani per l’Expo”, si arriva a 11 milioni e 957mila euro, ovvero la cifra non ufficiale di cui si mormorava già in campagna elettorale, ma che la Moratti ha sempre smentito. Quasi il doppio dei 6,2 milioni dichiarati nel 2006
Giuliano Pisapia, il nuovo sindaco di Milano, sebbene abbia dichiarato di voler essere il sindaco di tutti i cittadini, non è stato votato da quasi 300.000 milanesi. In attesa della rivincita il ruolo dell’opposizione sarà marcare a uomo la giunta che si insedierà da qui a breve in modo da rassicurare gli elettori del centro destra. Se il sondaggio di ieri chiamava in causa perlopiù chi Pisapia l’ha votato quello di oggi interroga invece i sostenitori di Letizia Moratti e della sua coalizione.
Tra le forze contrarie alla sinistra a Palazzo Marino ricordiamo poi pure Grillo e il suo movimento, così sul “Giornale” di oggi. Sono tanti i punti nel programma del neosindaco dicevamo. Sotto lo stesso ombrello moltissimi soggetti diversi: dalle liste civiche ai Radicali, dall’Italia dei Valori al Partito Democratico, da Sinistra Ecologia Libertà ai Verdi. Abbiamo scelto sette progetti significativi citati nel documento (disponibile in PDF cliccando qui), secondo voi sono realizzabili nello spazio di un mandato?
Video | PUPIA Tv by Vimeo
Alle spese per la campagna elettorale dei candidati sindaci a Milano avevo dedicato una piccola panoramica qualche settimana fa. Letizia Moratti era risultata la più spendacciona - ipotizzati tra i 15 e i 50 milioni di euro, un’enormità - Giuliano Pisapia per ovvi motivi più parsimonioso - dichiarava al Corriere 800mila euro - e Manfredi Palmeri, ancora più “stirato”, con meno di 500mila euro.
Oggi su Europa c’è un pezzo interessante, firmato Giovanni Cocconi in cui Roberto Basso di Civicom, campaign manager della campagna elettorale - perfetta - di Giuliano Pisapia verso Palazzo Marino svela qualche segreto:
«In tutto abbiamo speso un milione e 200mila euro, meno del budget della sola lista civica della Moratti. Circa un quarto è arrivato dai partiti della coalizione. Ma confesso che, se ne avessimo avuti di più, non avrei saputo come spenderli, anche perché abbiamo potuto contare su un esercito di volontari per volantinaggio e presidio dei gazebo che i nostri avversari non avevano». Attraverso Paypal sul web sono stati raccolti 80mila euro, 300mila con piccole donazioni di 50-100 euro ciascuna sul conto corrente, un fund raising che ha funzionato anche grazie a uno slogan indovinato, “5 centesimi al giorno per 5 anni di buongoverno”
Chissà se qualcuno è andato a chiedere a Letizia Moratti quanto ha speso alla fine della fiera. Io non ho trovato notizie in giro, ma leggo che aveva dichiarato, testuali parole: “È un calcolo che faremo alla fine della campagna elettorale e ne daremo notizia con trasparenza”.
E così alla fine ce l’ha fatta Giuliano Pisapia: la piazza del Duomo di ieri ve l’ha raccontata con qualche foto il buon Trab, mentre poco fa Luca Albani vi ha chiesto cosa pensate accadrà nei prossimi mesi. Tenderei a escludere bivacchi in piazza Duomo okkupata da jihadisti zingari gay o altre follie suggerite dalla propaganda di centrodestra negli ultimi tempi: vedremo Pisapia alla prova nei prossimi mesi, c’è solo da aspettare.
Ma prima proviamo a fare un passo indietro, e ripercorrere dieci momenti della campagna elettorale per queste comunali 2011 a Milano. Che di tempo ne è passato dalle primarie del PD del novembre scorso, e di cose ne sono successe parecchie. Sia a Giuliano Pisapia che a Letizia Moratti: è successo di tutto. Dal web, mai così protagonista in Italia in una campagna elettorale, a molto altro.
Per esempio la straordinaria partecipazione dal basso per il centrosinistra - vogliamo esagerare? Quasi obamiana, su scala ridotta - alla pressoché totale assenza della stessa per il centrodestra di area PdL - per la Lega è molto diverso - segno di uno scollamento che neanche l’intervento di Silvio Berlusconi è riuscito a cucire. Già, perché Berlusconi in queste amministrative si è trasformato in Re Mida al contrario…
Continua a leggere: Giuliano Pisapia vs Letizia Moratti: dieci momenti da ricordare
È tempo di analisi dopo la vittoria di Giuliano Pisapia di ieri ed è pure ora di chiedersi quali risultati un sindaco di sinistra riuscirà a conseguire a Milano, rispondete al nostro sondaggio che riprende quattro punti “simbolo” del programma di Pisapia. Bisogna risalire a Borghini, Pillitteri, Tognoli e così via per ricordarsi infatti che il nostro capoluogo è stato amministrato per anni dal Partito Socialista Italiano (dal 1945 al 1993), non esattamente una forza di destra, senza particolari mal di pancia.
Vi segnalo una bella intervista apparsa oggi sul “Corriere della Sera” a Francesco Micheli (la trovate qui) intitolata: “Che errore definirlo estremista. Lui è la vecchia borghesia socialista”. Milano, nonostante i centri sociali accampati a festeggiare sotto la casa dell’ex vice sindaco De Corato ieri sera (non lo sapevate? qui l’articolo del “Giornale”) è molto più pacata di quanto si possa pensare. Anche “Libero” scrive che “al di là di rom e centri sociali” la sfide per Pisapia verranno da Vendola e dai giochi di potere interni al PD.
Video | Il Terzo Segreto di Satira
La guerra è finita e festa fu. Queste le foto (scusate la scarsa qualità, fatte con il cellulare) dell’evento che ha infiammato la notte del dopo elezioni di Milano. Una festa-evento con una piazza gremita colorata di arancione. Sul palco-gazebo si sono alternati i tanti sostenitori del mondo dello spettacolo, della politica e della musica, dalle 18, quando Giuliano Pisapia ha fatto la prima comparsa, fino alle 22.30 con l’intervento a chiusura del neo sindaco che giura “sarà il sindaco di tutta Milano”.
Update 31-5-2011: dopo il salto altre foto della festa in piazza del Duomo.
Continua a leggere: Milano: le foto della festa in piazza per Pisapia

E’ ufficiale, quasi tutte le 1251 sezioni sono state scrutinate. Pisapia è il nuovo sindaco di Milano. Dopo 2 settimane al vetriolo, con una campagna elettorale che non si vedeva da tempo ormai, la Moratti non ce l’ha fatta, ferma al 44,9%.
Non sono mancati gli affondi, i colpi bassi e le speranze di rimonta. La Moratti nella volata finale della campagna elettorale le ha provate tutte: ha tolto l’ecopass, ha annunciato il regime fiscale agevolato, la sanatoria per le multe (poi smentita), strisce blu anche per i residenti, Castelli vice sindaco, Lupi alle periferie e altro. Pareva un cilindro infinito.
La disfatta è arrivata e ora si aprono nuovi sviluppi politici a livello nazionale come ci informa la squadra di Polisblog. L’elettorato indeciso pare sia rimasto tale e la Moratti è rimasta a digiuno anche dei voti del terzo polo. Ora aspettiamo l’annuncio della squadra per Milano del Sindaco Pisapia che intanto ha promesso di andare in piazza Duomo alle 21 per ringraziare gli elettori.