
Che i precari fossero tanti si sapeva. Che l’iniziativa avrebbe riscosso successo lo si immaginava. Imprevedibile il fatto che siano bruciati in meno di 3 giorni i 500mila euro messi a disposizione dal fondo anticrisi del Comune per gli abbonamenti ATM gratuiti a precari, disoccupati, cassaintegrati milanesi, cittadini extracomunitari compresi.
Il bando di Milano Viaggia con te si è aperto lo scorso mercoledì 1 febbraio ma il venerdì successivo i moduli giunti al fax 02.88448584 erano già quasi 4000. Alcuni hanno dovuto rinunciare a causa di un traffico telefonico troppo elevato, tra i quali anche una mia conoscenza, che ha dovuto desistere dopo numerosi tentativi andati a vuoto.
Il Comune fin dalla mattina di lunedì 6 febbraio ha aperto la home page del sito con un insolito avviso sottolineato in rosso (sopra): “Si avverte che le domande arrivate dopo il 3 febbraio saranno messe in lista d’attesa“. Tra le righe: I soldi di Milano Viaggia Con Te sono finiti. Certo l’invio di domande è seguito anche nella settimana successiva. Voi ci avete provato? Come è andata?
Ieri il Flash mob di Legambiente in Galleria Vittorio Emanuele per denunciare il 35° giorno di superamento della soglia per le polveri sottili in Lombardia. Il servizio di C6 Tv mostra la rumorosa denuncia dell’associazione e l’intervista a Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente, secondo cui le colpe sono da attribuire soprattutto a camion e furgoni che circolano abusivamente in tutta la regione:
Denunciamo i 15o mila camion e furgoni che circolano abusivamente in Lombardia nonostante il divieto della Regione. Ogni giorno inquinano come 13 milioni di auto a benzina. Chi dovrebbe controllare che il divieto venga rispettato? Regione e Provincia, che non fanno nulla per scongiurare il problema, inadempienti e colpevoli.
Le rilevazioni di Arpa Lombardia danno 34 giorni di superamento degli inquinanti in base alla concentrazione consecutiva su una sola centralina, quella del Verziere, mentre Legambiente ne calcola 35 tenendo presente tutti gli impianti. Dettagli che non cambiano la sostanza. Intanto è nuovamente scattato lo stop agli Euro 3 senza filtro antiparticolato nei Comuni, compreso quello di Milano, che hanno aderito al patto provinciale: alt dalle 8,30 alle 18 per i veicoli privati e dalle 7,30 alle 10 per i commerciali.
Buone notizie? Nella città ammorbata da Pm10 il black carbon, ovvero la parte più fine e tossica delle micropolveri, è in diminuzione da quando è stata istituita l’Area C. Meno 30 per cento in città, addirittura meno 48 nelle zone pedonali, secondo le analisi di Amat.
A noi di 02blog piace documentare i nostri scheletri. L’ultimo, fotografato da Gabriele, è stato lo scalo fs di San Cristoforo. Cattedrale nel deserto, scheletro incompiuto, chiamatelo come volete. Milano ne è piena di luoghi abbandonati e incompiuti. Qualcuno si chiede perché ancora nuove case, uffici, grattacieli?
Se lo è chiesto la trasmissione di RaiTre di Riccardo Iacona nella sua più recente inchiesta, che parla anche della Lombardia. La puntata del 12 febbraio inizia con l’inquietante e sconsolante descrizione di due casi di cementificazione selvaggia ambientati nella nostra industriosa città.
Nel primo Domenico Iannacone porta gli spettatori dentro l’edificio abbandonato da anni a Ponte Lambro, quello costruito in occasione dei mondiali di Italia ‘90, che doveva diventare un Hotel. Il viaggio continua poi nel quartiere Stephenson, dove ci sono i grattacieli costruiti dall’imprenditore Ligresti, attualmente semiabbandonati.
Ancora: viene messo in luce come la Lombardia sia la regione italiana con il maggior numero di cave, necessarie per l’estrazione delle materie prime da costruzione. E non solo, si continua a costruire, senza che forse ce ne sia realmente necessità. Dopo il salto la seconda parte dell’inchiesta.
Continua a leggere: Cemento a Milano: la denuncia di Presa Diretta

Sulla nostra Darsena in questi giorni il ghiaccio ci regala panorami inaspettati (oltre che qualche gatta da pelare in più ad automobilisti e pedoni). Come se fossimo a Stoccolma dove si pattina sul mare ghiacciato.
In molti si sono avventurati a camminarci sopra, come testimoniano le foto del nostro lettore zipponap2009. Una bella sorpresa per i milanesi che da oggi in poi potranno raccontare ai nipoti “la grande gelata del 2012” e quella volta in cui la Darsena e i navigli si trasformarono in una estesa pista di pattinaggio su ghiaccio. Dopo il salto tutta la gallery.
Continua a leggere: A Milano la Darsena ghiaccia e i denti battono
Milano come Cortina? Notte di controlli tra sabato e domenica per i locali della movida milanese, la notizia è partita in sordina per poi conquistare i primi servizi dei telegiornali (qui www.rainews24.it se ve li siete persi), dei lanci di agenzia e dei quotidiani, vedi “Repubblica”, e “La Stampa”.
I commenti in rete vanno da “Ieri controlli della finanza nella Milano da bere, non c’è futuro”, “Milano come Cortina. E non mi riferisco alla neve” oppure “Dittatura fiscale anche a Milano, un blitz a Montecitorio no… Eh?” fino a chi si interroga: “Addio abbuffate aperitivo cena colazione con uno spritz?”.
Non è dato ancora sapere se Milano uscirà bene o male da questa raffica di controlli; oltre agli uomini dell’Agenzia delle entrate c’erano pure i ghisa in strada a controllare soprattutto le automobili di lusso. Non credo vedremo il sindaco Pisapia in televisione a protestare se salteranno fuori i soliti furbi.
La Guardia di Finanza come a Cortina, Roma e Portofino, ha di fatto agito ad ampio spettro controllando incassi, ricevute, posizioni contrattuali dei dipendenti a volte i clienti stessi degli esercizi commerciali. Anzi, siete stati testimoni oculari del blitz? Raccontateci la vostra nei commenti.
Foto | Massimiliano by Flickr

Un vigile urbano è stato travolto e ucciso da un suv in via Varè, zona Comasina. La notizia è stata riportata da siti internet e agenzie, secondo i quali l’agente della municipale, 43 anni, era in bicicletta. Alcuni testimoni avrebbero visto il ghisa fermare il veicolo per un controllo e l’automobilista, una volta sceso dal mezzo, avrebbe cominciato a discutere con l’agente. Risalito poi in macchina sarebbe ripartito a tutta velocità, travolgendolo.
Quello che è sicuro - perché lo ha reso noto il comandante dei vigili urbani di Milano, Tullio Mastrangelo - è che la vittima è stata investito e trascinato per oltre 200 metri e che poi il conducente è fuggito. L’uomo, portato di corsa all’ospedale, è deceduto dopo poco. “Una vera tragedia - ha detto Mastrangelo - conoscevo quel vigile, un vigile di quartiere, molto bravo e professionale”.
Update 16-1-2012, ore 10.42
Arrestato ieri in Ungheria Goico Jovanovic. Era uno dei due uomini a bordo del suv che ha travolto il vigile. Su Rep Milano un suo ritratto. Truffatore di caratura internazionale, rubò i gioielli di Evita Peron.
Update 13-1-2012, ore 16.18
Lutto cittadino il giorno dei funerali. Il Comune precisa che si costituirà parte civile
Il Sindaco ha deciso di proclamare lutto cittadino nel giorno in cui si svolgeranno i funerali, inoltre il Comune ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo nei confronti dei responsabili.
Update 13-1-2012, ore 12.44
Su Blogo.it una ricostruzione della mattinata.
Update 13-1-2012 ore 9.32
In queste ore si legge del fermo di un veicolo corrispondente alla descrizione data dai testimoni a Ventimiglia, verso il confine della Francia. L’assessore Granelli ha però smentito “Smentisco categoricamente il fermo. Sono da ieri sera con il comandante e il nucleo che sta operando. Abbiamo alcune piste su cui stiamo lavorando ma non abbiamo ancora nessuna certezza né abbiamo fermato delle persone”. Vedremo nelle prossime ore.
Foto | Flickr

Quella che vedete sopra è la biblioteca di Città del Messico. A Milano la più grande è la Sormani, che in quanto a fascino ha pochi eguali. In ogni caso le biblioteche milanesi arricchiscono l’offerta di internet libero e gratuito per gli iscritti.
Dal 16 gennaio 2012 le 24 biblioteche comunali di Milano, compresi i musei civici di Milano, grazie al progetto approvato oggi in Giunta disporranno di una rete internet diffusa e offriranno una connessione gratuita e illimitata nel tempo (oggi dura solo un’ora) a tutti i loro utenti. Boeri esulta sul suo profilo FB:
La diffusione del Wi Fi pubblico a Milano partira’ proprio dalle nostre biblioteche. L’accessibilità ad una rete immateriale di informazioni diventera’ così un fatto concreto e stabile per tutti gli utenti della cultura a Milano.
Foto by CliNKer
Sono passati 42 anni dalla strage di piazza Fontana: diciassette morti, ottantotto feriti. Qui sopra vedete un telegiornale dell’epoca, un’epoca lontana, con quelle immagini sgranate, in bianco e nero, e l’alba di un periodo sanguinoso della storia italiana. Di lì in poi sarebbe stato un lento cadere nel peggio. Una strage quella di piazza Fontana che rimane sostanzialmente impunita, non senza evidenze processuali che confermino in pieno la matrice neofascista dell’attentato. Luigi Ferrarella del Corriere della Sera scrisse nel quarantennale della strage un pezzo da incorniciare, e che vi invito a rileggere:
A inquinare il quarantennale della strage di piazza Fontana è un conformismo speculare a quello che, all’inizio, viziò la ricerca dei responsabili della bomba che il 12 dicembre 1969 uccise 17 persone e ne ferì 88. Nei confronti delle vittime è infatti immorale, prima ancora che falso nella ricostruzione storico-giudiziaria, coltivare il luogo comune di una verità ignota, di una strage senza paternità, di misteri totalmente mai diradati. Ma forse non è un luogo comune coltivato per caso: viene proiettato sulla vicenda di ieri per poter essere usato oggi , in difetto di coerenza rispetto ad analoghe odierne dinamiche. Non è vero che non siano stati identificati responsabili della strage. Carlo Digilio, neofascista di Ordine Nuovo, ha confessato il proprio ruolo nella preparazione dell’attentato e ottenuto nel 2000 la prescrizione per il prevalere delle attenuanti riconosciutegli appunto per il suo contributo. E la Cassazione del 2005, nel confermare l’assoluzione in appello del trio Zorzi-Maggi-Rognoni condannato in primo grado nel 2000 all’ergastolo, ha chiaramente scritto che con le nuove prove, emerse nelle inchieste successive allo «scippo» del processo milanese nel 1972 e alla definitiva assoluzione nel 1987 degli ordinovisti veneti Franco Freda e Giovanni Ventura, entrambi sarebbero stati condannati.
Qui il pezzo di Ferrarella. Questi invece sono i nomi delle vittime cadute il 12 dicembre 1969.
Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti.
Giovedì, il giornalista Oscar Giannino è stato oggetto di un brutto episodio avvenuto alla facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano, quando i giovani dei collettivi lo hanno ricoperto di uova e salsa di pomodoro. il conduttore su Radio 24 de “Noveinpunto” si era recato per un dibattito sulla crisi economica organizzato dal gruppo studentesco di destra “Azione universitaria” (vicino al Pdl). Ad impedire a Giannino di partecipare al convegno (e a lanciare le uova) sono stati gli studenti del collettivo di Scienze Politiche al grido “fuori i fascisti dall’università”.
Nei giorni a seguire, la solidarietà nei confronti del giornalista è arrivata un po’ dappertutto e il gesto degli studenti è stato giudicato da molti come “intollerante”. Adesso, però, arriva la rivendicazione degli studenti stessi, tutt’altro che pentiti di quello che hanno fatto. Dal sito di Labout leggiamo una ricostruzione dei fatti di giovedì:
Cosa ne pensate di certi comportamenti? La contestazione è legittima oppure impedire a un giornalista di partecipare a un convegno è anti democratico?

Se c’è un quartiere che più di altri sta subendo uno stravolgimento urbanistico, quello è l’Isola. Qui conviveranno vecchie case di ringhiera a fianco di grattacieli e giardini verticali. Per questo alcuni cittadini sognano un parco fra i grattacieli - specie dopo la chiusura nel 2007 dei Giardini di Via Confalonieri - e si candidano ad attrezzarlo con le proprie mani, se Palazzo Marino darà loro l’autorizzazione. Costituiti in associazione, hanno raccolto oltre mille firme per un progetto già sottoposto al Comune.
Nessun grosso stravolgimento urbanistico, ma un semplice spazio verde. L’area scelta dall’associazione Isola Pepe Verde è il piccolo lembo di suolo di proprietà comunale compreso fra via Pepe, il cavalcavia Bussa e via Borsieri, proprio alle spalle dei cantieri dell’area che un tempo ospitava la Stecca degli artigiani. Su Facebook hanno illustrato l’aspetto che avrebbe il piccolo parco che sognano:
Abbiamo trovato il giardino di prossimità che manca all’Isola. E’ vicino alle scuole e facilmente raggiungibile da tutti, un po’ fuori dai cantieri, dove bambini e ragazzi possano finalmente correre, mamme e anziani ritrovarsi liberamente. E’ abbastanza grande da contenere: un giardino con panchine, un’area cani, un campo sportivo multifunzionale, uno spazio per l’arte e per il quartiere.