
Torna, dopo una breve assenza, il viaggio nel tempo col quiz della Milano che non c’è più oggi che oggi ci porta in un tempo dove problemi di congestione del traffico, Area C e smog non erano certo all’ordine del giorno, ma in un luogo dove viaggiare era decisamente l’attività principale.
Di questo luogo resta giusto una piccola vestigia, quasi a ricordo di un tempo che se ne è andato completamente. Riuscite a capire dove siamo?
Domenica mattina, invece che crogiolarmi nel torpore domestico come sarebbe stato più che ragionevole, ho incontrato il sempre mattiniero Gabriele Ferraresi per una biciclettata lungo il Naviglio Grande. Nonostante sembrasse di attraversare la Siberia e il corso d’acqua sovrastato dalla nebbia fosse diventato l’Amur, erano numerosi i ciclisti e i corridori incuranti delle temperature glaciali e della galaverna.
Al ritorno sulla ciclabile tra Corsico e Milano ci siamo imbattuti nell’ecomostro prontamente individuato da alcuni lettori nel quiz di Milanesità di ieri. Calamitati da quello scheletro di dinosauro in cemento in un attimo abbiamo attraversato la già divelta recinzione per violare l’area e ascendere al piano alto dell’edificio dismesso, dovevamo saperne di più…
Ma che cos’era quel posto dove vagavamo? Un tentativo di ampliamento dello scalo ferroviario di San Cristoforo, opera intrapresa nel 1983 e progettata dagli architetti Aldo Rossi e Gianni Braghieri.
È da tempo che si parla di come riqualificare la struttura: il progetto più noto prende il nome suggestivo di “Ecomostro Addomesticato” ed è stato composto dallo Studio Albori nel 2008. Su questo sito il plastico del progetto. In pratica si trattava di riqualificarlo
in un palinsesto per un aggregato di abitazioni di varia natura – dal canone sociale alla residenza in vendita libera
Inutile dire che non si è fatto nulla e l’ecomostro al momento ospita disperati senza fissa dimora.
Continua a leggere: Un po' di foto dell'ampliamento della Stazione San Cristoforo
Noi di 02blog amiamo Milano ma c’è chi le vuole così bene – si chiama Giovanni Basso – da dedicarle un video da urlo, realizzato con la tecnica del time lapse. Quante volte avrà lavorato l’otturatore per catturare la nostra città così bene? Presto detto: diecimila (ma parliamo solo degli scatti montati in questo video dal primo minuto in poi, se consideriamo quelli scartati dal bravo fotografo sono ancora di più).
Basso ha realizzato questo time lapse utilizzando una Canon EOS 500D (obiettivo 18-55IS) e l’ha segnalato sul forum di www.canonclubitalia.com. Il suo video non avrà un filo logico oppure non si presterà a “raccontare una storia”, come gli ha fatto notare un altro utente, ma la bellezza delle sue inquadrature non può che rendere felice chiunque apprezzi Milano. Speriamo abbia ancora occasione per ripassare in città!
Fosse redivivo Monet altro che cattedrale di Rouen, il Duomo avrebbe dovuto dipingere, nelle decine di varianti di colore che gli regala il sole, oppure il Meazza, non è stupendo mentre la luce del tramonto lo accarezza? Le immagini catturate dal lavoro di Basso ci regalano emozioni cui forse siamo poco abituati. Su You Tube commentano: “Chi dice che Milano è una città grigia è completamente fuori di testa”.
Video | GiovanniBassoPX by You Tube

Un nuovo viaggio nel tempo per il quiz della Milano che non c’è più di oggi, un salto indietro di quasi sessant’anni per (ri)scoprire uno scorcio della nostra città che forse è cambiato radicalmente.
Riuscite a capire dove siamo andati oggi?

Il viaggio nel tempo col quiz della Milano che non c’è più oggi ci porta in un luogo dove viaggiare era decisamente l’attività principale.
Di questo luogo resta giusto una piccola vestigia, quasi a ricordo di un tempo che se ne è andato completamente. Riuscite a capire dove siamo?

Il viaggio nel tempo del quiz della Milano che non c’è più di oggi ci porta davanti all’ingresso di una singolare chiesa doppia che ancora oggi è riconoscibile in città, anche se tutto intorno la città è cambiata, evoluta, cresciuta.
Riuscite a cogliere quale angolo milanese abbiamo riscoperto oggi?

Torna il quiz della Milano che non c’è più con un nuovo rompicapo per i milanesi più curiosi e attenti ai particolari della loro città.
Oggi il nostro viaggio indietro nel tempo ci porta in un luogo che è cambiato e che comunque oggi non avrebbe più lo scopo per cui è stato costruito. Chi sa dirmi dove siamo e a cosa serviva questo luogo?

Sono passati dieci anni ma sembra ieri. L’11 settembre 2001, l’attentato alle torri gemelle che cambiò la storia dell’America e del mondo. Oggi, dopo una decade e due guerre causate da quell’attentato, tutto il mondo ricorda le quasi 3mila vittime di quell’indimenticabile martedì. E anche Milano, nel suo piccolo, ha organizzato un’ampia serie di eventi sull’argomento.
Si comincia da Palazzo Reale, dove dal 10 settembre al 2 ottobre verranno ospitate due mostre (a ingresso gratuito) dedicate all’11 settembre. Al piano terra verrà allestita la mostra fotografica “11.9 Il giorno che ha cambiato il mondo. Dieci anni dopo. Documenti e immagini” promossa dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con il Corriere della Sera. Gli scatti sono stati realizzati nelle ore e nei giorni subito successivi all’attentato da grandi fotografi come James Nachtwey, Steve McCurry, Alex Webb, Gilles Peress, Susan Meiselas e altri.
Ben diversa invece l’esposizione nella corte interna di Palazzo Reale, dove con la sua opera “L’ultima cena globalizzata | Global Last Supper”, lo scrittore pugliese Antonio Paradiso è riuscito a creare un’installazione utilizzando i resti delle Twin Towers. Ergo, venti tonnellate di lamiere contorte, sbarre di ferro e ammassi d’acciaio fuso e deformato, rimodellate secondo l’estro di Paradiso.
Continua a leggere: 11 settembre 2001: dieci anni dopo Milano ricorda
Arriva un altro raduno Instagram a Milano: il 24 settembre infatti ci sarà un InstaMeet in piazza del Duomo. Che cos’è Instagr.am? È un’applicazione che permette di donare anche agli scatti più banali un’aura romantica, vignettata, vintage, ed è diventata talmente di moda da aver dato vita ad una serie di circoli di Instagramers sparsi per mezza Italia.
E poteva forse Milano mancare all’appello? Naturalmente no: tempo fa vi avevamo anche segnalato un gruppo su Facebook, dove vengono postate immagini curiose e angoli di città filtrati. Messe tutte insieme, raccontano strade e piazze di una Milano romantica, inesistente, ma comunque molto affascinante.
Per l’Instameet di sabato 24 settembre, il programma per la giornata è sintetico, lo trovate su eventbrite:
ORE 15 ritrovo nei dintorni della statua V.Emanuele al centro di PIAZZA DUOMO, Milano. A seguire partenza dell’instawalk con photo sharing con iphone.
ORE 18 Rientro dalla passeggiata
finale con tanto di aperitivo più dj set e premiazioni delle migliori foto del giorno. Ospite anche il fondatore del “movimento instagrammista”, il madrileno Philippe Gonzalez. Qui l’account Twitter degli Instagramers italiani, qui dei milanesi, su flavors.me invece l’elenco dei gruppi di instagramers italiani città per città.

Il quiz della Milano che non c’è più taglia il traguardo del centesimo appuntamento e vi porta, come al solito, indietro nel tempo per scoprire uno scorcio della vostra città come era tanto, tanto, tempo fa.
Questa volta si riconosce facilmente l’utilizzo di questo palazzo, ma sapete dirmi dove siamo andati a trovarlo?