Interessante questo studio dell’università degli studi di Milano Bicocca sulle polveri sottili e il particolato a Milano. L’hanno presentato stamattina: si chiama Progetto TOSCA (Tossicità del particolato atmosferico e marker molecolari di rischio) ed è stato realizzato dal dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di Milano-Bicocca, con il finanziamento della Fondazione Cariplo.
Che cosa ne è uscito ora che siamo a metà dello studio - che durerà tre anni? Questo pdf riassume tutto. Ovviamente non sono buone notizie, per i nostri polmoni:
Lo studio ha evidenziato che concentrazioni elevate di PM10 danno luogo a un modesto incremento nel numero dei ricoveri sia per patologia respiratoria sia per patologia cardiovascolare, anche se più consistente per la prima tipologia di ricovero. I soggetti giovani e quelli anziani risultano essere più suscettibili dei soggetti di età media e le donne più suscettibili degli uomini ai ricoveri ospedalieri in presenza di forti concentrazioni di PM 10. Inoltre, il trattamento con farmaci respiratori o cardiovascolari riduce l’effetto negativo degli inquinanti
Per quanto riguarda la parte epidemiologica, il campione di riferimento è di 460 mila residenti nei comuni di Monza, Sesto San Giovanni, Bergamo, Sondrio, Lodi, Mantova: ignoro se esistano studi del genere, ma sarebbe bello fare una ricerca identica, prendendo per esempio i residenti all’interno della cerchia dei Navigli, chissà che dati verrebbero fuori.
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Dalle telecamere dell’Ecopass è arrivato un dato sorprendente, per lo meno per chi non frequenta le strade del centro cittadino (ovviamente con gli occhi aperti), sono oltre 6.500 i veicolo dedicati al trasporto merci che entrano nell’area “protetta” nelle fasce orarie in cui, in teoria, sarebbe vietato il carico e scarico delle merci.
Questo il dato. E quindi che si fa? Semplice, vengono approvate delle regole che rendono legali delle infrazioni che sistematicamente venivano violate (o meglio non vengono concretizzate quelle proposte in passato). Quindi, sulla carta il traffico di furgoni e camionette era vietato la mattina tra le 7,30 e le 10 e, nel pomeriggio tra la 14 e le 19, ma visto che oltre il 65% del traffico merci diretto al centro di Milano è stato dimostrato che avviene in queste ore, ecco che tutto cambia e migliaia di furgoni Euro 4 senza filtro antiparticolato (anche se considerati come mezzi inquinanti) ora possono andare e venire a loro piacimento a qualsiasi ora del giorno.
Come al solito il vil denaro viene messo davanti alla salute dei cittadini, perché non si può certo danneggiare i commerci di una città come Milano. Ovvio anche che non sono 3 mila furgonici in più o in meno a cambiare radicalmente l’aria della città, ma certo che questa notizia non è certo una buona notizia per chi ha interesse di respirare aria un po’ più pulita.
Era il 2008 quando si era gridato alla rivoluzione della viabilità milanese, con l’imposizione del carico e scarico nottuno e oggi tutto quanto viene ribaltato. Di solito si dovrebbe cambiare in meglio, o per lo meno così accade nei luoghi civilizzati.
Quindi i milanesi devono mandare giù l’ennesimo boccone amaro. Chissà quanto ancora dovremmo aspettare per una politica ambientale che dimostri che qualcuno a Palazzo ha veramente a cuore la salute dei cittadini?
L’ecopass sarebbe “illegittimo”, e nelle delibere del Comune di Milano, ci sarebbe un “eccesso di potere”. Così dice la sentenza di ieri di un giudice di pace del Tribunale di Milano, che ha accolto il ricorso di un cittadino multato mesi fa. Di ecopass, su queste pagine, avevamo scritto spesso: mai particolarmente amato dai milanesi, difficilmente però lo vedremo sparire…
Ecco alcuni passi della sentenza: il cardine che dimostrerebbe l’illegittimità dell’ecopass, è nel passo sulla disparità di trattamento
«pur non affermando che le delibere comunali istitutive dell’area Ecopass sono in sicuro contrasto con la legge e pur non affermando che sono illegittime per violazione di legge, ritiene che sono illegittime per eccesso di potere per disparità di trattamento»
e ancora…
Continua a leggere: Ecopass illegittimo, la sentenza del Giudice di pace

Auto elettriche a Milano? Si parte: da settembre sarà possibile acquistare una carta di credito prepagata che permetterà di ricaricare la propria auto o il proprio scooter elettrico a una delle prime 100 colonnine (per un totale di 200 “distributori”) che A2A posizionerà in 32 vie della città entro l’anno, progetto a cui l’azienda lavora da ottobre. La tessera dovrebbe costare intorno ai 30 euro e permettere ricariche senza limitazioni. E grazie alla nuova generazione di batterie al litio non sarà necessario caricare la batteria completamente, si potranno anche fare ricariche parziali.
L’unica limitazione infatti sarà che per ora occorrono fra le 6 e le 8 ore per caricare interamente le batterie di un’auto, anche se le colonnine di A2A sono già predisposte per la ricarica veloce che potrebbe partire a gennaio (si farà il pieno in due ore). Intanto per testare il funzionamento della struttura in città è stato stretto un accordo con Renault, che metterà a disposizione 60 veicoli (40 commerciali) per aziende pubbliche e private. Anche dieci comuni mortali avranno la fortuna di testare le nuove berline 100% elettriche della serie Z.E. (zero emission) a un prezzo intorno ai 500 euro mensili, in linea con i costi del leasing di un’auto diesel.
Per ora siamo ancora alla sperimentazione. Si tratta di un progetto voluto dal sindaco Moratti che alla presentazione ha auspicato: “Entro il 2020 ogni famiglia avrà un’auto elettrica”. Più ragionevolmente la Renault, la prima a vendere auto alimentate al 100% da energia elettrica, stima che il nuovo prodotto da qui a dieci anni possa rappresentare un 10% delle proprie vendite.
Continua a leggere: Auto e scooter elettrici a Milano: arrivano le colonnine per ricaricare

Dopo la beffa della giornata senza auto che avrebbe dovuto interessare tutto il Nord Italia e che invece ha visto sfrecciare nel centro di Milano le 10000 auto della Settimana della Moda e creare code in tangenziale per l’uscita dalla città prima delle 10 di mattina e in rientro dopo le 18, ecco una nuova tegola che cade dal cielo (è letteralmente il caso di dire) questa volta dall’Unione Europea.
Sotto accusa questa volta ci sono i dati forniti dalle centraline di rilevamento dell’Arpa, l’agenzia della Regione che si occupa di monitorare la qualità dell’atmosfera. Il sospetto che arriva dall’Europa, che ci guarda con un occhio critico visto i pessimi risultati delle strategie anti inquinamento fino a qui messi in atto, è che i dati raccolti e diffusi non sono esatti.
In pratica i rilievi pubblicati dicono che l’aria di Milano fa schifo, quando in realtà sarebbe ancora peggio. Confortante no? Il dubbio è nato in seno alla UE quando all’alba del 31 gennaio del 2007 una centralina mobile della Commissione Europea ha fatto dei «controlli di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. I risultati sono drasticamente differenti rispetto a quelli delle centraline dell’Arpa. Ma come può essere successo?
Continua a leggere: Smog a Milano, secondo la UE i dati sono "taroccati"
Domenica 28 gran parte del nord Italia andrà a piedi, questo ormai lo sappiamo. Oggi tocca ai 134 i sindaci dei dintorni di Milano decidere in via definitiva se anche i loro comuni parteciperanno al blocco del traffico che ricorda tanto i tempi dell’austerity.
Un’occasione per vivere le città e la provincia sotto una prospettiva differente, un modo per riconquistare gli spazi pubblici con mezzi ecologici come la bicicletta, certamente non la soluzione definitiva ai problemi di inquinamento che ammorbano l’atmosfera troppo spesso. Come abbiamo già avuto modo di scrivere più volte in passato, operazioni di questo tipo sono semplicemente palliativi che servono esclusivamente per far scrivere ai giornali che chi di dovere sta facendo qualcosa, quando evidentemente questo non è sufficiente.
Ora però ecco la beffa. Domenica tutti a piedi, ma saranno diecimila i pass straordinari per permettere il regolare svolgimento delle sfilate e degli eventi nell’ambito della Settimana della Moda, in partenza domani mattina. Modelle, stilisti, giornalisti, ospiti vip, parrucchieri, truccatori, visagisti, sarti, tecnici di luci, deejay, elettricisti, addetti al catering, domenica quindi saranno ovviamente a bordo delle rispettive automobili. Ovviamente l’ambiente non ci perde e non ci guadagna molto, ma chi vorrebbe vivere una giornata di relax in giro per una Milano senza auto dovrà trovare un modo diverso per trascorrere la domenica!
Il Comune prevede di istituire delle navette che collegheranno i punti caldi per la moda. Ve la vedete Anna Wintur sul pullman gratuito?

Sono passati 46 giorni dall’inizio dell’anno, e a Milano per più di 35 di questi il limite di pm10 nell’aria è stato superato. Stamattina l’Arpa Lombardia ha reso noti i dati, si parla di concentrazioni di Pm10 tra un minimo di 60 e un massimo di 114: il limite europeo, sarebbe 50. Avendo superato ieri il 35° giorno, già oggi potrebbero partire sanzioni comunitarie.
Interessante ripercorrere gli anni scorsi: nel 2007, si superò il limite di giorni il 15 febbraio, nel 2008, primo anno di ecopass, il 35° giorno di sforamento fu raggiunto il 20 febbraio, nel 2009 invece il 22 febbraio. Peggiore annata di sempre, il 2002, quando il bonus della Comunità Europea fu speso esattamente nei primi 35 giorni dell’anno: il 4 febbraio avevamo già sforato.
Prevedibile che sentiremo di nuovo parlare di blocchi domenicali, o forse non faranno neanche quelli: visto che il traffico, con le elezioni imminenti, è un tema troppo delicato, con un alto rischio di compiere decisioni impopolari che ti fanno perdere migliaia di voti. Meglio le polveri sottili, che perdere qualche voto, non sia mai.
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Ancora una volta a Milano e in tutta la Lombardia le polveri sottili hanno superato la soglia di allarme, fissata dall’Unione Europea a 50 microgrammi per metro cubo, stanziandosi su valori che oscillano tra gli 83 e gli 87 microgrammi. E sarebbe bello se questa fosse una notizia che facesse riflettere chi di dovere sulla politica di gestione del traffico cittadino, invece, purtroppo, non lo è.
Sì, perché ormai è la trentunesima volta che nel 2010, dal cui inizio ci separano appena 41 giorni, i valori di Pm10 nell’aria sforano i limiti previsti, eppure la linea del Comune continua ad assomigliare molto a quella degli sciamani che danzano intorno ai loro totem per domandare agli dèi una spruzzata d’acqua.
Eppure, anche se negli ultimi giorni gli dèi sembravano aver ascoltato le preghiere del Sindaco, gettando un po’ di neve e di pioggia sulla città, i piccoli demoni sottili del Piombo sono tornati a farsi sentire, a Milano come in tutta la Lombardia, dimostrando che forse le misure strutturali di cui Letizia Moratti e Riccardo De Corato continuano a parlare non stanno dando risultati.
Continua a leggere: A Milano Pm10 ancora oltre i limiti, pioggia e neve non servono

E così ieri si è deciso: domenica 31 gennaio 2010, blocco del traffico a Milano. Deroghe solo per i veicoli elettrici, a metano e a gpl, oltre che per i mezzi di emergenza, per i medici, e i ministri di culto (preti, rabbini, imam potranno quindi sgasare felici nella Milano deserta). La decisione, come saprete, arriva dopo uno sforamento sistematico della percentuale limite di polveri sottili nell’aria.
Ventuno giorni - e diciassette consecutivi - dall’inizio dell’anno, erano troppi: e per evitare che arrivino avvisi di garanzia, come già accaduto, i Sindaci o i Governatori della Regione sono indirettamente obbligati ad attuare qualche provvedimento. Sia per evitare conseguenze giudiziarie, sia per dare il contentino ai milanesi con una misura tampone. Da lì, l’idea del blocco del traffico domenicale, una misura che fa coincidere l’opinione di molte persone intelligenti con quella di Matteo Salvini
“Si è scelta l’aspirina per curare una polmonite”, taglia corto il leghista Matteo Salvini. Anche l’opposizione di centrosinistra parla di provvedimenti “tardivi, inefficaci e insufficienti”
Nel forum del Corriere dedicato al blocco, e nel nostro post, si può sondare l’umore di molti milanesi… vediamo che cosa ci dicono.
Continua a leggere: Blocco traffico domenica 31 gennaio: totalmente inutile?

Siamo a quota 17 giorni consecutivi (il ventesimo dall’inizio dell’anno) in cui i livelli di Pm10 e di altri agenti inquinanti sono ben al di sopra dei livelli di allarme e, sebbene il vice sindaco abbia dichiarato che a Napoli e a Torino si sta peggio, la Regione corre ai ripari.
Blocco totale della circolazione dalle 10 alle 18. Ma sarà utile (inutile chiedersi se sufficiente)? La decisione è stata presa congiuntamente dal sindaco Moratti, dal presidente della provincia Podestà e dal presidente della Regione Formigoni.
Dopo il salto vi spieghiamo meglio chi può circolare e come, e se il blocco del traffico di domenica 31 gennaio servirà a qualcosa o meno…
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