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Inquinamento

Come ti beffo l'Ecopass con la retromarcia

pubblicato da carloprevosti in: News varie Milano contromano Inquinamento

Ricordate quando sono state rese obbligatorie le cinture di sicurezza, i telegiornali mostravano servizi da Napoli dove alcuni ingegnosi furbetti vendevano magliette con una banda nera diagonale? Beh, a Milano non si scherza quando di cerca di farla franca, come per evitare di pagare l’Ecopass.

Blocco dei mezzi privati a parte, non basta che sia non fosse un momento critico per l’aria che respiriamo, per la quantità di pm10 che galleggia nell’aria, l’Ecopass è percepito troppo spesso come una semplice tassa piuttosto che un deterrente per usare mezzi alternativi e meno inquinanti almeno nell’area del centro.

Accade così che un cittadino residente in via Tristano Calco, traversa poco trafficata di via Papiniano, si sia stufato di essere testimone silenzioso di quello che accade sotto le finestre di casa sua e abbia documentato la truffa ai danni dell’Ecopass. In questa via pare sia diventata un’abitudine, come si vede sul video pubblicato da Repubblica, quella di percorrere la via in retromarcia in modo da non risultare visibile ai sensori dell’Ecopass.

E voi siete stati testimoni di altri tentativi di truffa di questo genere?

Inquinamento: Podestà lancia il sondaggio tra sindaci della Grande Milano

pubblicato da carloprevosti in: Inquinamento

Smog a Milano
Nonostante diversi giorni di pioggia il problema della qualità dell’aria non è certo risolto. Smog automobilistico, riscaldamento domestico, combustioni industriali sono solo i principali accusati dei problemi che riguardano l’atmosfera che respiriamo. In centro città si prova a combattere questo problema con l’inasprimento delle misure dell’Ecopass, ma per il resto cosa si fa?

Ecco che arriva la proposta del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà che da oggi propone un sondaggio rivolto ai sindaci dei 134 Comuni che compongono l’area metropolitana definita la Grande Milano, con la speranza di estrarre il coniglio dal cappello e scoprire quale sia la panacea per risolvere tutti i mali che ammorbano la nostra aria. Siamo di fronte a un bell’esempio di intelligenza diffusa (134 teste ragionano meglio di una sola) o un tentativo di scaricare su tanti spalle un fardello piuttosto pesante da sostenere? Migliorare la qualità dell’aria è sicuramente una missione importante per chi pretende di governare un territorio, storicamente afflitto da problematiche ambientali, ma non è detto che sia una missione impossibile.

Il sondaggio tocca tematiche legate al trasporto pubblico, la riduzione del traffico, ma anche le emissioni di carattere industriale e agricolo (un settore spesso dimenticato in questi casi). I risultati del sondaggio arriveranno dopo mercoledì 16 novembre, serviranno? Ai posteri l’ardua sentenza, intanto vi chiediamo noi quali sono le vostre proposte per risolvere questo problema che tocca la salute di tutti (scrivetecelo nei commenti!)

Foto | Carlo Prevosti

Milano Whisky Festival, la sesta edizione si è chiusa ieri al Marriott Hotel di via Washington

pubblicato da Andrea Coccia in: Eventi Inquinamento

milano whisky festival

È già passato un anno dall’ultima volta, ed eccomi di nuovo catapultato nella sala Le Baron del Marriott Hotel di via Washington 66 per farmi un giro tra gli espositori del Milano Whisky Festival, arrivato ormai alla sesta edizione. Siamo in tempi di crisi - mi dico mentre percorro via Washington per arrivare alla meta - di sicuro ci sarà meno gente dell’anno scorso. E invece no, mi sbaglio, perché c’è molta più gente.

La situazione però non è affatto cambiata: fuori la pioggia scroscia, gli stand sono sempre al loro posto, quasi gli stessi, la variegata popolazione del Festival è sempre variegata allo stesso modo, in sala fa una caldo incredibile, la luce gialla mette in seria difficoltà il bilanciamento dei bianchi della mia macchina fotografica e i dieci euro che ho in tasca mi bastano appena per capire quanto sia buona una certa bottiglia speciale di Lagavulin.

Tutto al suo posto, insomma. Addirittura, a ben guardare, c’è anche il solito tedesco whisky-addicted che gira per gli stand in evidente stato di semi incoscienza. Mi sembra che non sia passato nemmeno un minuto dall’ultima volta, 12 mesi fa. Ancora una volta mi godo i due o tre assaggi che mi posso permettere, lascio che il sapore torbato del mio Lagavulin mi foderi il palato. Poi, rimesso il bicchierino nella sua fodera come un pistolero la pistola alla fine di un duello, vado a fotografare tutto quel ben di Dio che mai mi potrò permettere.

Sesta edizione del festival dedicato al Whisky, oltre 2000 imbottigliamenti proposti dalle distillerie, imbottigliatori indipendenti, selezionatori, club e associazioniSesta edizione del festival dedicato al Whisky, oltre 2000 imbottigliamenti proposti dalle distillerie, imbottigliatori indipendenti, selezionatori, club e associazioniSesta edizione del festival dedicato al Whisky, oltre 2000 imbottigliamenti proposti dalle distillerie, imbottigliatori indipendenti, selezionatori, club e associazioniSesta edizione del festival dedicato al Whisky, oltre 2000 imbottigliamenti proposti dalle distillerie, imbottigliatori indipendenti, selezionatori, club e associazioni

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Il 15 ottobre si accendono le caldaie e l'Aler lancia l'osservatorio sul riscaldamento

pubblicato da Arturo Bandini in: Abitare a Milano Inquinamento

Caldaie accese da sabato e l’emergenza smog spunta dietro l’angolo. Dopo la domenica a piedi - bella e gradevole, ma piuttosto inutile al fine della riduzione delle polveri sottili - con l’arrivo delle temperature rigide ricompare il nemico numero uno dell’aria milanese. Secondo molti esperti le caldaie sono infatti responsabili di circa il 40 per cento dell’inquinamento. L’assessore alla Casa, Lucia Castellano, ha invitato i milanesi a contenere le temperature nelle abitazioni, (”come faremo negli edifici pubblici, esclusi scuole e ospedali, a cominciare da Palazzo Marino”), anche se il problema principale riguarda lo stato in cui si trovano: più vecchie sono più inquinano, e finché non verranno cambiate con modelli più nuovi ed ecologici, i livelli di emissioni rimarranno alti.

Nel frattempo, l’Aler (l’azienda che gestisce gran parte delle case popolari a Milano) ha fatto partire l’osservatorio sul riscaldamento: attraverso un accordo con i sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Conia e Uniat), si è impegnata a garantire un servizio di monitoraggio per tutte le famiglie che abitano nei quartieri di edilizia residenziale pubblica. L’iniziativa prevede la raccolta, anche da parte dei sindacati, di tutte le segnalazioni di disservizi che dovessero verificarsi durante l’inverno e la conseguente trasmissione ad Aler delle problematiche, per concordare le modalità migliori di intervento e ridurre i tempi di sistemazione dei possibili malfunzionamenti. Negli anni passati, infatti, non era raro che gli inquilini delle case popolari rimanessero al freddo per colpa di vecchie caldaie malfunzionanti che nessuno andava a riparare.

Inquinamento: su 17 città europee esaminate, Milano e Roma sono le peggiori

pubblicato da Trab in: Verde e ambiente Cronaca: fatti e misfatti Inquinamento



Che siamo messi male lo sapevamo, ma l’ennesimo schiaffetto sul coppino arriva dall’”European City Ranking, Best practices for clean air” nell’ambito della Campagna sul Clima ”Zero Emissioni”. Su 17 città europee esaminate, Milano e Roma in coda: ultime (rispettivamente 16esima e 17esima) nell’attuazione di buone pratiche per la riduzione di livelli di inquinamento da traffico veicolare .

Berlino, Copenhagen e Stoccolma si sono piazzate ai primi tre posti. Meglio di noi Parigi, Londra, Madrid, Stuttgard e la grigia Dusseldorf. In nessuna delle categorie facenti parte del ranking Milano si è mostrata virtuosa. In una scala di merito che assegna uno o due voti favorevoli (+), uno zero o uno o due voti negativi (-), la città dell’Ecopass si è vista assegnare un solo “+” per la categoria “promozione dei trasporti pubblici”. Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente, ci spiega cosa ha pesato sul voto negativo assegnato a Milano:

Anche al di là del merito, la scarsissima valutazione dei provvedimenti regionali (Low emission zone) di limitazione della circolazione dei mezzi più inquinanti, soprattutto camion, che circolavano nonostante i divieti e senza applicare filtri. Un voto basso nella trasparenza, anche a causa della decisione presa nel 2010 dalla Giunta Moratti di interrompere ogni comunicazione su inquinamento ed Ecopass prima delle elezioni

Caldo fuorilegge negli uffici pubblici: Diteci la vostra

pubblicato da Trab in: Verde e ambiente Cronaca: news dal Palazzo Abitare a Milano Inquinamento



Ormai tutti sanno che i riscaldamenti sono la principale causa dell’emergenza smog. A tal proposito da tempo gli ambientalisti propongono di abbassare la temperatura negli uffici e negli appartamenti privati. Un recente articolo del Corriere mette denuncia che le temperature degli uffici pubblici milanesi sforerebbero il tetto consentito dal regolamento comunale,venti gradi al massimo.

In media si toccano i 24, tutto questo mentre il Comune sta valutando se chiedere ai cittadini di abbassare il riscaldamento delle abitazioni a 19 gradi per contenere l’emergenza smog. Insomma chi predica razzola male, malissimo.

Negli uffici comunali di via Larga si raggiungerebbero addirittura i 27 gradi. Ma è davvero così? Vi è capitato di entrare negli uffici comunali, Asl comprese, e di dovervi togliere cappotto e cappello perchè assaliti da un caldo torrido? E a casa vostra quanto segna il vostro termometro?

Polveri sottili e particolato a Milano: la ricerca dell'Università Milano Bicocca

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Abitare a Milano Salute Inquinamento

pm10 a milanoInteressante questo studio dell’università degli studi di Milano Bicocca sulle polveri sottili e il particolato a Milano. L’hanno presentato stamattina: si chiama Progetto TOSCA (Tossicità del particolato atmosferico e marker molecolari di rischio) ed è stato realizzato dal dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di Milano-Bicocca, con il finanziamento della Fondazione Cariplo.

Che cosa ne è uscito ora che siamo a metà dello studio - che durerà tre anni? Questo pdf riassume tutto. Ovviamente non sono buone notizie, per i nostri polmoni:

Lo studio ha evidenziato che concentrazioni elevate di PM10 danno luogo a un modesto incremento nel numero dei ricoveri sia per patologia respiratoria sia per patologia cardiovascolare, anche se più consistente per la prima tipologia di ricovero. I soggetti giovani e quelli anziani risultano essere più suscettibili dei soggetti di età media e le donne più suscettibili degli uomini ai ricoveri ospedalieri in presenza di forti concentrazioni di PM 10. Inoltre, il trattamento con farmaci respiratori o cardiovascolari riduce l’effetto negativo degli inquinanti

Per quanto riguarda la parte epidemiologica, il campione di riferimento è di 460 mila residenti nei comuni di Monza, Sesto San Giovanni, Bergamo, Sondrio, Lodi, Mantova: ignoro se esistano studi del genere, ma sarebbe bello fare una ricerca identica, prendendo per esempio i residenti all’interno della cerchia dei Navigli, chissà che dati verrebbero fuori.

Foto | Flickr

Beffa Ecopass, via libera in centro a furgoni inquinanti in nome del bene dell'economia

pubblicato da carloprevosti in: Trasporti e viabilità Per strada Inquinamento

EcopassDalle telecamere dell’Ecopass è arrivato un dato sorprendente, per lo meno per chi non frequenta le strade del centro cittadino (ovviamente con gli occhi aperti), sono oltre 6.500 i veicolo dedicati al trasporto merci che entrano nell’area “protetta” nelle fasce orarie in cui, in teoria, sarebbe vietato il carico e scarico delle merci.

Questo il dato. E quindi che si fa? Semplice, vengono approvate delle regole che rendono legali delle infrazioni che sistematicamente venivano violate (o meglio non vengono concretizzate quelle proposte in passato). Quindi, sulla carta il traffico di furgoni e camionette era vietato la mattina tra le 7,30 e le 10 e, nel pomeriggio tra la 14 e le 19, ma visto che oltre il 65% del traffico merci diretto al centro di Milano è stato dimostrato che avviene in queste ore, ecco che tutto cambia e migliaia di furgoni Euro 4 senza filtro antiparticolato (anche se considerati come mezzi inquinanti) ora possono andare e venire a loro piacimento a qualsiasi ora del giorno.

Come al solito il vil denaro viene messo davanti alla salute dei cittadini, perché non si può certo danneggiare i commerci di una città come Milano. Ovvio anche che non sono 3 mila furgonici in più o in meno a cambiare radicalmente l’aria della città, ma certo che questa notizia non è certo una buona notizia per chi ha interesse di respirare aria un po’ più pulita.

Era il 2008 quando si era gridato alla rivoluzione della viabilità milanese, con l’imposizione del carico e scarico nottuno e oggi tutto quanto viene ribaltato. Di solito si dovrebbe cambiare in meglio, o per lo meno così accade nei luoghi civilizzati.

Quindi i milanesi devono mandare giù l’ennesimo boccone amaro. Chissà quanto ancora dovremmo aspettare per una politica ambientale che dimostri che qualcuno a Palazzo ha veramente a cuore la salute dei cittadini?

Ecopass illegittimo, la sentenza del Giudice di pace

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Inquinamento

ecopass illegittimo giudice di paceL’ecopass sarebbe “illegittimo”, e nelle delibere del Comune di Milano, ci sarebbe un “eccesso di potere”. Così dice la sentenza di ieri di un giudice di pace del Tribunale di Milano, che ha accolto il ricorso di un cittadino multato mesi fa. Di ecopass, su queste pagine, avevamo scritto spesso: mai particolarmente amato dai milanesi, difficilmente però lo vedremo sparire…

Ecco alcuni passi della sentenza: il cardine che dimostrerebbe l’illegittimità dell’ecopass, è nel passo sulla disparità di trattamento

«pur non affermando che le delibere comunali istitutive dell’area Ecopass sono in sicuro contrasto con la legge e pur non affermando che sono illegittime per violazione di legge, ritiene che sono illegittime per eccesso di potere per disparità di trattamento»

e ancora…

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Auto e scooter elettrici a Milano: arrivano le colonnine per ricaricare

pubblicato da Silvio Gulizia in: Trasporti Trasporti e viabilità Abitare a Milano Inquinamento

La colonnina per ricaricare auto e scooter

Auto elettriche a Milano? Si parte: da settembre sarà possibile acquistare una carta di credito prepagata che permetterà di ricaricare la propria auto o il proprio scooter elettrico a una delle prime 100 colonnine (per un totale di 200 “distributori”) che A2A posizionerà in 32 vie della città entro l’anno, progetto a cui l’azienda lavora da ottobre. La tessera dovrebbe costare intorno ai 30 euro e permettere ricariche senza limitazioni. E grazie alla nuova generazione di batterie al litio non sarà necessario caricare la batteria completamente, si potranno anche fare ricariche parziali.

L’unica limitazione infatti sarà che per ora occorrono fra le 6 e le 8 ore per caricare interamente le batterie di un’auto, anche se le colonnine di A2A sono già predisposte per la ricarica veloce che potrebbe partire a gennaio (si farà il pieno in due ore). Intanto per testare il funzionamento della struttura in città è stato stretto un accordo con Renault, che metterà a disposizione 60 veicoli (40 commerciali) per aziende pubbliche e private. Anche dieci comuni mortali avranno la fortuna di testare le nuove berline 100% elettriche della serie Z.E. (zero emission) a un prezzo intorno ai 500 euro mensili, in linea con i costi del leasing di un’auto diesel.

Per ora siamo ancora alla sperimentazione. Si tratta di un progetto voluto dal sindaco Moratti che alla presentazione ha auspicato: “Entro il 2020 ogni famiglia avrà un’auto elettrica”. Più ragionevolmente la Renault, la prima a vendere auto alimentate al 100% da energia elettrica, stima che il nuovo prodotto da qui a dieci anni possa rappresentare un 10% delle proprie vendite.

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