Settimana scorsa si è consumata la quinta e ultima edizione di Officina Italia alla Palazzina Liberty. Tema della quinta edizione: Milano, la Capitale Immorale. Tra gli inediti letti nelle tre serate vi aveva segnalato venerdì scorso quello di Giuseppe Catozzella - lo trovate su Booksblog, qui la nostra intervista - dedicato alla ‘ndrangheta a Milano, oggi invece vi propongo il testo del reading di Alessandro Bertante, dedicato a una via di cui anche noi, nel nostro piccolo, ci siamo occupati spesso: via Padova.
Un posto che magari ci si ricorda più per episodi limite - l’immagine che vedete sopra l’avevo scattata il 13 febbraio 2010, la notte in cui l’omicidio di un diciannovenne egiziano scatenò una mezza sommossa - che per i lati positivi, ben raccontati tempo fa da uno che lì ci è cresciuto, il nostro Andrea Coccia.
L’estratto che pubblichiamo nel quote qui sotto farà parte di Estate Crudele, prossimo romanzo di Alessandro Bertante. Il testo integrale è stato pubblicato ieri sulla pagina Facebook di Bertante:
Lungo via Padova le automobili scorrono lente, ostacolate da pedoni svogliati e biciclette all’arrembaggio dei marciapiedi. Questo è un fiume melmoso, penso, mentre sento l’odore dei gas di scarico entrarmi nelle narici e d’estate, questa estate, è come se ti bruciasse la pelle.
L’uomo arabo che mi sbirciava nota la mia smorfia e mi lancia un impercettibile sguardo di assenso. Forse lo sente anche lui il fetore mefitico dell’apocalisse, forse anche lui ha il mio stesso presentimento riguardo la fine del mondo imminente.
Nel Trecento a Milano morirono di peste i due terzi della popolazione del comune. La malattia fu egualitaria e implacabile, non risparmiò nessun ceto e non fece nessuna eccezione di merito. Le ossa dei santi morti portati in processione diffusero il contagio in ogni vicolo più sperduto della città fino a che si abbandonarono i cadaveri dei parenti fuori dalla case, dimenticando l’affetto e la decenza in nome della sopravvivenza. Fu qualcosa di molto simile a un’apocalisse. Finita la mattanza, rimasero in pochi e si guardarono bene negli occhi, l’energia tornò a scorrere attraverso i canali della città.
Allora c’era l’acqua che scorreva.
Adesso una strage del genere non basterebbe nemmeno e riequilibrare gli umori, a fare circolare un po’ di aria fresca per disperdere i miasmi della nostra opulenza marcescente
Ieri sera ho fatto un salto alla prima serata di Officina Italia 2011, giunta alla quinta e ultima edizione - qui il programma, prosegue anche stasera e domani: si comincia verso le 21 - alla palazzina Liberty, in mezzo al Parco Formentano di largo Marinai d’Italia. Purtroppo mi sono fermato poco, ho sentito Carlo Petrini di Slow Food elogiare il mercato della terra a km zero che si svolge lì, poco distante, ogni domenica mattina, poi Giuseppe Catozzella - l’autore di Alveare, qui il suo blog - raccontare della ‘ndrangheta a Milano, e Igino Domanin declamare un testo in cui faceva saltare in aria il Teatro degli Arcimboldi tra cadaveri di cera ripieni di esplosivo e assessori pazzi.
Devo dire che mi ha particolarmente ben impressionato Catozzella: Alveare, il suo secondo libro uscito qualche mese fa per Rcs, racconta la ‘ndrangheta a Milano, tema che nel nostro piccolo anche noi abbiamo provato a trattare in passato. Così oggi ho sentito Giuseppe e gli ho fatto qualche domanda sulla criminalità calabrese e Milano, e gli ho chiesto di pubblicare uno stralcio del suo reading a Officina Italia, intitolato Milano Brucia. Lo trovate su Booksblog.
‘Ndrangheta a Milano: nelle ultime settimane c’è stata una escalation - penso all’incendio doloso al Centro Sportivo Iseo - come mai questo cambio di strategia? Perché mostrarsi così apertamente?
Credo che la risposta sia nel cambiamento, seppur lieve, della giunta milanese. L’instaurarsi della Commissione antimafia e perlomeno la non-negazione del fenomeno ovviamente hanno un contraccolpo nelle strategie dei clan. Cominciano ad aver paura che qualcosa forse potrà cambiare per davvero, che magari ai proclami delle strette sui controlli sugli appalti pubblici e privati, sulle licenze per sale giochi, mini-casinò, tabaccherie, bar eccetera possano seguire dei fatti. L’incendio del centro sportivo Iseo ha esattamente questa logica. Dire: noi siamo qui. Possiamo provocare un incendio visibile da uno stradone percorso da migliaia di auto al giorno, quindi possiamo fare quello che ci pare.
Continua a leggere: Officina Italia 2011: Giuseppe Catozzella e la Milano che brucia

Così era Milano, e così in parte ancora è per Bruno Pellegrino, medico napoletano classe 1936, da oltre 40 anni milanesizzato e da tempo “meneghinologo”. Dopo una vita trascorsa ad ammirare la città della Madonnina e dopo 6-7 anni di ricerche e classificazioni, Bruno – ama farsi dare del tu e dire che la classe è quella di suo padre, lui è giovanissimo - ha realizzato un indice analitico “più lungo della Treccani”; una guida su una Milano segreta ricca solo dei nomi dei monumenti meno conosciuti della nostra città.
Ne ha fatto un libro che presenterà al Circolo Filologico di via Clerici, 10 con ingresso libero, sabato 8 ottobre alle ore 16. Si tratta di un volume diviso in 6 ricco di oltre 100 immagini della Milano di ieri e di oggi, che si propone come una passeggiata lungo le strade e stradine, i vicoli e le piazze di una città sotterranea rispetto a quella che siamo abituati a vivere, una passeggiata che ha inizio dalle tradizionali sei “Porte” o sestieri del centro storico.
Ho chiamato Bruno e gli ho fatto qualche domanda, trovate tutta l’intervista dopo il salto.
Continua a leggere: Intervista: Bruno Pellegrino e "Così era Milano"
La pacchia è finita, ultima settimana di vacanze per i circa 200mila studenti milanesi che il 12 settembre torneranno sui banchi di scuola. Una settimana che trascorrerà tra le impazienze e i riti che si ripetono ogni anno. Il più oneroso dei quali è senza dubbio l’acquisto dei libri di testo. Quest’anno, ad attendere mamme e ragazzi di superiori e medie, ci sono un paio di sorprese, tutt’altro che gradevoli.
La prima riguarda il tetto di spesa. Il ministero dell’istruzione ha infatti previsto per quest’anno un aumento medio dell’otto per cento dei limiti massimi per tutte le superiori. Con picchi record, come quello delle classi seconde degli istituti tecnici del settore tecnologico, che passano da 160 a 220 euro (+37,5%).
La seconda riguarda sempre i tetti di spesa, ma con una peculiarità milanese. Secondo quanto denuncia l’associazione dei consumatori Codacons, infatti, a Milano il 40 per cento degli istituto ha sforato questi tetti. Ovvero, ciò significa che in molti licei scientifici si è superata la soglia dei 315 euro per la terza, che nei classici è stata polverizzato il tetto dei 376 euro per la prima e che alle medie i 115 euro per la seconda sono solo un bel ricordo.
Continua a leggere: Libri scolastici usati a Milano: settimana prossima si ricomincia
Milano DelosDays 2011: dedicato a tutti gli amanti della fantascienza, e a coloro che almeno una volta hanno comprato un Urania in edicola (avete presente?), da oggi fino a domenica 5 giugno la casa editrice DelosBooks chiama a raccolta gli appassionati del genere fantastico. I DelosDays milanesi in realtà sono tre appuntamenti in uno: Italcon, NeXT-Con e Uraniacon.
Italcon sta per Convegno Italiano del Fantastico e della Fantascienza, giunto già alla 37esima edizione, Uraniacon l’avrete già capitolo dal titolo è concepita per i fan della serie tascabile fantascientifica italiana più popolare di sempre, NeXT-Con è invece la convention del Connettivismo (vi rimando a www.fantascienza.com se volete capire di cosa si tratta!).
Monica su booksblog ha segnalato quali sono a suo parere i nomi e gli appuntamenti più interessanti (cliccate qui). Ma il programma è davvero sterminato e vale la pena scaricarsi il PDF dal sito ufficiale della manifestazione (www.delosdays2011.it). I costi? Beh, impegnativi: 20€ di iscrizione più 10€ per accedere una giornata oppure 60€ per tutti i DelosDays. Dove? Via Sant’Uguzzone 8, Casa dei Giochi (MM1 Villa San Giovanni).
Video | You Tube

Mancano pochi giorni al voto e la campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano sta veramente creando scintille. C’è però un aspetto meno rumoroso della campagna elettorale che ha caratterizzato questi ultimi mesi, una piccola battaglia che si combatte anche sugli scaffali delle librerie, nelle edicole e sui banchetti elettorali sparsi in giro per la città, stiamo parlando della sfida editoriale legata ai libri pubblicati dai candidati.
Ricevo giusto questa notte una mail firmata da Edoardo Croci che mi presenta un libro in cui ha raccolto i suoi fondi pubblicati negli ultimi 10 anni sul Corriere della Sera, il cui tema principale è il miglioramento ambientale di Milano, scaricabile on line e da richiedere gratis anche in versione stampata. Progetto Milano Migliore, il titolo ricalca quello che è il nome della lista di Croci, e sebbene scritto nel corso di un decennio rappresenta più o meno il programma del candidato con tanto di mela verde, che una volta significava una buona salute dentale…
Si intitola invece Cambiare Milano si può, il libro presentato da Giuliano Pisapia per l’editore Dalai, presentato dopo la vittoria delle primarie e che racconta il programma del centrosinistra in modo più personale, quasi con la forma del blog, raccogliendo molti aneddoti interessanti e curiosi, rivelando anche i lati più privati del candidato. Io, Letizia invece è una forma di racconto autobiografico di Letizia Moratti, sindaco uscente e candidata per un secondo mandando, edito da Mind, scritto dalla redazione di Affaritaliani.it e Roberto Poletti. Un tentativo di dare un ritratto umano della donna, che come sindaco si è presentata con un altra pubblicazione dal titolo I cento progetti realizzati, che tante polemiche ha già sollevato…
Promesso, impacchettato, spedito. È finalmente arrivato nella casella postale dei milanesi il libro di Letizia Moratti “I cento progetti realizzati”. Accompagnato da una lettera in cui il sindaco dice di voler rendere partecipe tutti i milanesi (e me) di tutto quello che è stato fatto.
Con il coeur in man, Letizia ci confida che “Sono stati 5 anni molto belli e molto intensi”. Commovente. Dopo la manfrina sentimentalista inizia subito a snocciolare i grandiosi risultati: “nuovi posti negli asili, libri gratuiti, nuovi alberi, nuovi luoghi di cultura e via così sulla chiusa: lavorare per il bene di tutti è il cuore e l’obiettivo di ogni azione politica.
Non voglio anticiparvi tutti i contenuti del fascinoso libro, sono tanti, corredati da foto “episcopali” dove Letizia, senza segni di rughe (potenza di photoshop) opera bagni di folla entusiastici in mezzo alla gente, per la gente. Diviso in capitoli, 5, tutti titolati con il medesimo incipit: “stiamo lavorando per una Milano…
Continua a leggere: I Cento Progetti realizzati: il libro della Moratti a casa tua
Non è la prima volta che scriviamo di Paolo Roversi, romanziere e deus ex machina di Milano Nera: l’ultima volta era stato per Milano Diamante, volume dedicato alla nostra città all’interno della collana WhaiWhai. Su Booksblog è uscita lunedì un’anteprima della nuova fatica di Paolo, ovvero Milano Criminale.
Roberto Russo gli ha fatto un paio di domande per noi:
Sotto la luce del crimine, Milano appare più affascinante o più temibile?
La Milano che racconto io è quella della fine degli anni Sessanta quando la malavita aveva un nome ben preciso: ligera. Un nome che deriva da un termine dialettale meneghino che significa “leggera” e che identificava la tipica mala dell’epoca, una sorta di malavita “romantica” che rubava per fame, non sparava e che la faceva da padrona sotto alla Madonnina. Nel mio romanzo si parte da una cesura importante: la rapina di via Osoppo che segnò l’inizio della fine di quel mondo. Da quel momento in avanti quella mentalità guascona ha iniziato a scomparire finché i banditi hanno cominciato a sparare e uccidere.
Continua a leggere: Milano Criminale di Paolo Roversi: l'anteprima su Booksblog
Bibliofili, prendete nota sul calendario: domenica 6 marzo c’è una bella occasione fare un po’ di bookswap, anglicismo traducibile con “scambiarsi libri con altra gente”. Leggo sul sito degli organizzatori che
Il Bookswap è un momento di incontro libero: si viene per scambiare i propri libri, condividere il piacere della lettura e aprirsi a nuovi incontri.Chi partecipa al BookSwap deve portare da un minimo di 2 a un massimo di 10 libri ed essere disposto a scambiarli. NON si tratta del mercatino del libro usato, perciò tutti sono invitati a portare libri che hanno amato, con i quali hanno vissuto emozioni e che consiglierebbero a un amico (…) Alcuni scrittori (Gianni Biondillo, Matteo B. Bianchi e altri, ndr) parteciperanno all’evento portando alcuni volumi da scambiare e condividendo le loro idee sui libri con gli altri swappers, celebrarando così nel migliore dei modi la circolazione di storie, idee e pensieri.
Capito? Non è un mercatino dell’usato, né un macero, né nulla di simile: quindi niente fogna che avevate in box di cui volevate sbarazzarvi. Se volete saperne di più, oltre al loro sito c’è una pagina Facebook dedicata all’evento. L’evento si svolgerà dalle 17 alle 21 nel Chiostro del Teatro Grassi in via Rovello 2.
Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di montagna, questa sera alle ore 21 al Centro Culturale Sanfedele, a due passi dal Duomo. Sarà infatti presente il “re degli 8000″, forse l’alpinista vivente più celebre al mondo, ovviamente il riferimento è a Reinhold Messner.
In occasione dell’inserimento del sistema montuoso delle Dolomiti all’interno del patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco, Messner ha iniziato una campagna di sensibilizzazione per proteggere queste stupende montagne. Si parlerà di questo, attraverso la presentazione del volume Dolomiti patrimonio dell’umanità curato da Ursula Demeter e illustrato dalle magnifiche fotografie di Georg Tappeiner.
Lo scrittore e giornalista Claudio Sabelli Fioretti accompagnerà Messner e tutti i presenti alla serata alla riscoperta delle Dolomiti, un modo diverso di scoprire i “Monti pallidi”, attraverso le angolazioni inconsuete delle fotografie selezionate che ne evidenziano l’aspra morfologia.
Un’occasione per respirare l’aria dell’alta montagna rimanendo nel cuore della città!