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Locali

Milano, movida e guardia di finanza, favorevoli o contrari ai blitz delle Fiamme Gialle?

pubblicato da Luca Albani in: Cronaca: fatti e misfatti Locali Vivere la notte Weekend

Milano guardia di finanza

Milano come Cortina? Notte di controlli tra sabato e domenica per i locali della movida milanese, la notizia è partita in sordina per poi conquistare i primi servizi dei telegiornali (qui www.rainews24.it se ve li siete persi), dei lanci di agenzia e dei quotidiani, vedi “Repubblica”, e “La Stampa”.

I commenti in rete vanno da “Ieri controlli della finanza nella Milano da bere, non c’è futuro”, “Milano come Cortina. E non mi riferisco alla neve” oppure “Dittatura fiscale anche a Milano, un blitz a Montecitorio no… Eh?” fino a chi si interroga: “Addio abbuffate aperitivo cena colazione con uno spritz?”.

Non è dato ancora sapere se Milano uscirà bene o male da questa raffica di controlli; oltre agli uomini dell’Agenzia delle entrate c’erano pure i ghisa in strada a controllare soprattutto le automobili di lusso. Non credo vedremo il sindaco Pisapia in televisione a protestare se salteranno fuori i soliti furbi.

La Guardia di Finanza come a Cortina, Roma e Portofino, ha di fatto agito ad ampio spettro controllando incassi, ricevute, posizioni contrattuali dei dipendenti a volte i clienti stessi degli esercizi commerciali. Anzi, siete stati testimoni oculari del blitz? Raccontateci la vostra nei commenti.

Foto | Massimiliano by Flickr

Hamburger chic all'ombra della madonnina, da Mama Burger in via Agnello 18

pubblicato da Arturo Bandini in: Ristoranti Locali



Continua il nostro viaggio nei fast food più strani di Milano. Dopo l’Ham Holy Burger di via Palermo 15, stavolta siamo andati a mangiare un panino (anche per voi) da “Mama Burger”, un piccolo negozio in via Agnello 18, a due passi dal Duomo. Per farvi capire di che posto si tratta può essere utile fare un parallelo con i classici McDonald’s che si trovano nelle vicinanze, da via Torino alla Galleria. Innanzitutto l’odore. Sembrerà strano, ma se ci pensate bene, è una variabile importante da tenere in considerazione, visto che nei Mac, la stragrande maggioranza delle volte, si esce e sembra di essere diventati una patatina fritta. Da Mama Burger invece non c’è cattivo odore e quando entri è come un negozio qualsiasi.

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Il Birrificio di Lambrate si sdoppia

pubblicato da Andrea Coccia in: Locali

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Quando sentii la prima volta la voce che il Birrificio di Lambrate, ormai praticamente il mio unico sfogo in questi tempi di crisi, si stava per sdoppiare, ho subito temuto il peggio. Cresciuto a spaghetti e western ero certo che, a Lambrate, non ci sarebbe mai stato posto per tutte e due le sedi. Temevo che dietro a questa strategia ci fossero le proteste del vicinato e che la sede storica avrebbe chiuso in fretta.

Da quel giorno ho tampinato Giampa, Max e gli altri ogni santissimo giorno, tra una Santa e una Ortiga, durante l’aperitivo o in piena serata. Oltre a cercare di venire a conoscenza di una data, quella dell’inaugurazione del Birrificio 2, il mio principale obiettivo era avere rassicurazioni sulla sopravvivenza di quello che è ormai un vero e proprio “altare”, per me e per gran parte dei miei amici avidi di birra, ovvero la sede storica, quella di via Adelchi, che molti di noi chiamano Skanky.

Per venire a sapere la data di inaugurazione - questo sabato alle 18.00 in via Golgi 60 - ho dovuto penare. Lo sanno tutti che quando fai dei lavori sai sempre quando cominci ma mai quando finisci. Al contrario è stato abbastanza semplice sfatare le voci che mi avevano terrorizzato. Difatti, come mi hanno assicurato più volte i ragazzi del bancone, la sede storica non chiuderà affatto, al limite ci saranno riduzione dell’orario a mezzanotte, ma solo da lunedì a giovedì.

Il Cape Town di via Vigevano apre una filiale a Londra

pubblicato da Trab in: Locali Divertimenti



Il popolo dell’happy hour della vita notturna conosce a menadito il Cape Town, locale sito in via Vigevano, quasi fronte Darsena. Se non siete tra questi lo avrete notato senz’altro: davanti sosta sempre un nutrito capannello di avventori, riuscendo a rendere impossibile il passaggio dei pedoni sul marciapiede. Margot ci ha illustrato come al Cape si tuteli l’ultimo sorso contro la pratica insana del ritiro del bicchiere mezzo vuoto.

Un ritrovo reso celebre anche dalla maestria di Sergio e del suo simpatico staff nel preparare ottimi cocktail, ma anche, e sopratutto, la bravura nel trattare la clientela, anche quella nuova. Raramente mi è capitato di bere un ottimo Bloody Mary come quello del Cape. E non è che un esempio: Mhai Tai e Negroni, per aggiungere carne al fuoco. E poi ci sono le frequentazioni VIP: Arnaldo Pomodoro, si dice, è un habituè, e ancora personaggi della televisione come l’ex vj Coppola, Cattelan, musicisti vari, giornalisti e imprenditori.

Il Cape è insomma un classico del preserata milanese, uno spazio virtuoso e accogliente. Proprio ieri vengo a sapere che il Cape sbarca nella City per esportare il meglio della gastronomia italiana. Sergio aprirà a fine gennaio una sede a Londra, nella centralissima Chelsea, ma non userà il nome del suo locale milanese, troppo esterofilo. Si è deciso per il vigoroso nome di “Rocco”, simbolo anch’esso dell’eccellenza italica. Non sarà un cocktail bar, ma un negozio di salumi e formaggi Made in Italy con servizio di cucina, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 24. Vi facciamo una domanda curiosa: qual’è il locale milanese che esportereste all’estero senza esitazioni?

Casa 139 addio. Forse.

pubblicato da Arturo Bandini in: Locali Abitare a Milano



Che fine ha fatto la Casa 139? Eravamo rimasti a giugno con il solito dubbio sull’eventuale riapertura. Allora la questione sembrava legata soltanto ad alcuni lavori da eseguire - la scala che porta al piano di sopra ad esempio doveva essere verniciata con un prodotto ignifugo - ma oggi sembra che i problemi siano più seri e che riguardino affitti e investimenti.

Il circolo arci in via Ripamonti è chiuso dal 4 Marzo. A seguito di una serie di accertamenti effettuati dai vigili del fuoco, polizia locale e Siae, La Casa 139 era stata posta sotto sequestro. Al centro del provvedimento, la contestazione di irregolarità nella gestione degli ingressi e sul fronte della sicurezza. All’epoce si era in piena campagna elettorale e anche la chiusura di questo storico locale - cuore pulsante delle notti milanesi alternative - era finito fra le strumentalizzazioni della politica: si erano organizzati concerti, eventi e molti esponenti politici (da Terzi a Maran) si erano spesi con fiumi di parole per la riapertura della Casa.

Oggi la politica tace o si nasconde dietro promesse fumose. A senitre i bene informati, le probabilità che il locale in via Ripamonti 139 riapra in realtà sono pochissime perché non si riesce a trovare un accordo sull’affitto. Ma non tutto è perduto: la Casa infatti potrebbe risorgere dalle proprie ceneri e riaprire in un altro edificio, sempre nella stessa zona.

Straf Bar piazza Duomo, l’aperitivo del mercoledì sera di La Bouche

pubblicato da Paola in: Locali Vivere la notte

Straf…ogati di Milano da bere, l’aperitivo del mercoledì sera di La Bouche

La Bouche è il nome della serata del mercoledì dello Straf: locale decisamente modaiolo, si trova proprio sotto l’omonimo hotel e all’uscita di un accesso secondario de La Rinascente Duomo. Visto più volte passando di corsa, e di conseguenza evitato per quell’allure un po’ troppo chic con hostess e modelline da Settimana della Moda che fanno invidia, mi sono sempre detta che non ci avrei messo piedi. Fino al mercoledì sera organizzato da La Bouche. Ci sono passata mercoledì scorso per un aperitivo per pochi intimi allo Straf e ho fatto un po’ di domande a Natasha, organizzatrice della serata di metà settimana come di altri eventi in giro per la città.

Consumazione e buffet sono pari a quelli di qualsiasi altro locale della Madonnina, con panini gustosi, cous cous sufficientemente ricco, e non mancano le verdurine e due tipi di pasta con tanto di salsine e Nutella per gradire. Per chi vuole stare comodo e non ama fare la lotta per accaparrarsi le panchine lungo le due vetrine, si può optare per il marciapiedi della via, a esagerare è possibile prenotare un tatami, un piccolo palchetto che varia da un minimo di 50 euro per una bottiglia di prosecco/gewurztraminer fino a un massimo di 80 euro per bottiglia di Belvedere Vodka + lemon/tonic da sostituire, nel caso, a una bottiglia di rum/whiskey con Coca-cola/tonic a scelta oppure a un minimo di 2 drinks a persona (ogni drink costa 9€).

Dj-set live, ambiente cosmopolita con lingua comune l’inglese per un intreccio di culture: clientela sia milanese che straniera, europea e non. Cosa gli manca? Forse è “troppo” in centro, con tutti i pregi e difetti del caso. Pregio fondamentale: bersi qualcosa esattamente davanti al Duomo (forse il massimo sarebbe andare sopra di qualche metro…). Tra i difetti - per qualcuno - c’è sicuramente la difficoltà di arrivare sul posto in macchina, ma la metro gialla è lì a due passi, ed è solo una delle tante opzioni per arrivare in piazza del Duomo con i mezzi pubblici.

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21 settembre 1961-2011: 50 anni di Bar Rattazzo

pubblicato da Trab in: Personalità Personaggi Locali Abitare a Milano



Accade nel 2006. Si dice che durante il sonno Piero Rattazzo abbia ricevuto l’apparizione di San Briacamo, santo protettore dei bevitori, il quale pare lo abbia ammonito per aver venduto ad una casa di moda quello che a Milano era un simbolo: il bar in corso di Porta Ticinese. Rabbonito e penitente Piero ha deciso di riaprire i battenti in via Vetere, un Rattazzo 2.0.

Fanta-apparizioni a parte, questa è solo una parte della storia di Piero. Una storia che parte dal 21 settembre 1961, quando giovane emigrante aprì il suo bar in Ticinese. Una storia che potete leggere nella nostra bellissima intervista (con ben 346 like) con tanti aneddoti di una vita dietro il bancone.

Al Rattazzo la Milano era (ed è) quella abituata a bersi la vita: autentica, nomade e contestatrice. Per qualche decade il Rattazzo ha offerto rifugio a varie categorie sociali che hanno discusso, sofferto, manifestato e bevuto, fin dagli anni ‘70, quando Milano era violenta e la sua mano era armata. Ci sono passati: Lerner, Ferrara, Mentana, Negri, Sofri, Tobagi, Bompressi, le bande Cafiero e Bellini, Vallanzasca.

Una storia che si è evoluta, dopo che il Rattazzo è rinato come un’araba fenice in via Vetere, rinnovato negli arredi (ma non nell’indole). Un Rattazzo nuovo, ma con alcune rincuoranti sicurezze, come le mitiche polpette. Da 50 anni Piero elargisce cicchetti, da quando decise che fare l’oste era una vocazione che andava onorata, tutti i giorni. Lunedì 19 vi aspetta per festeggiare a modo suo le nozze d’oro con Milano. Siateci.

Recensioni: Je Suis Jambon in piazza della Trivulziana 4

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Ristoranti Locali

Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4

Era qualche mese che non proponevamo recensioni mangerecce, torniamo sul tema con Je Suis Jambon di piazza della Trivulziana 4. Ha aperto da qualche mese a fianco del Subway di cui tanto avevamo discusso tempo fa. Che cosa propone JSJ? Un’ottima scelta di birre complicate da trovare altrove, panini ben farciti, taglieri, piadine. Atmosfera parigina - finché non si alza la testa sul quartiere firmato Gregotti! - cibo e ottime materie prime italiane degne di Slow Food.

Non saprei a cosa paragonarlo in città, è un posto unico nel suo genere. Qualche tavolino all’aperto e atmosfera rilassata, un localino ok dove passare se si va all’Arcimboldi e non si vuole ripiegare sulla classica salamella da camioncino o sul kebab. Immagino che normalmente la clientela sia composta principalmente da studenti, che in questo periodo iniziano di nuovo di nuovo ad affollare il quartiere nelle ore diurne.

Chiudiamo: prezzi di Je Suis Jambon? Normali, da Milano, né economici, né cari: ieri sera panino con salame, salsa piccante, tabasco e pane pugliese, piadina come vedete nella foto ma di cui non ricordo gli ingredienti, ma direi prosciutto cotto, insalata e forse crescenza, un po’ di birrine belghe da leccarsi i baffi - Triple Karmeliet, qui il sito dei produttori - e un caffè eravamo sui sette euro a testa. Je Suis Jambon non ha (penso, ancora) un sito, c’è un gruppo su Facebook però.

In ogni caso; promosso.

Je Suis Jambon
Genuine italian food

P.za della Trivulziana 4
20126 milano
tel 02 39662298

Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4

Anche Milano avrà il suo Ostello

pubblicato da carloprevosti in: Lavoro Locali Milano ad agosto

La notizia non farà certo strappare i capelli a chi abita a Milano, ma forse potrebbe far sorridere un po’ chi guarda da fuori la nostra città e sogna che possa diventare una città un po’ più europea. Pensate a tutti gli studenti italiani e non che vorrebbero venire a conoscerla, agli aspiranti designer che spedono follie per trovare una stanza alla settimana del Salone del Mobile, o semplicemente chi vorrebbe venire in città per un concerto o un evento e non può permettersi un albergo. Chissà perché il sistema degli ostelli funziona un po’ ovunque ma da noi non ha mai attecchito.

La speranza però si chiama Ostello Bello, che aprirà i battenti in agosto ma solo a settembre sarà ufficialmente inaugurato. L’Ostello Bello si trova in Via Medici 4, a pochi passi dal centro. La filosofia, espressa dai soci poco più che trentenni, è che non si tratti di un luogo dove semplicemente trascorrere le notti di una vacanza low cost, ma vuole ambire a diventare un luogo di scambio tra i viaggiatori e per gli stessi cittadini.

Su Facebook è già disponibile la pagina ufficiale dell’Ostello Bello.

Update - Come qualcuno ha sottolineato nei commenti, a Milano di ostelli ne esistono già, forse un po’ meno centrali (leggete questo post).

Ma quando riapre la Casa 139?

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Locali

la casa 139 quando riapreEra la notte di venerdì 4 marzo quando la Casa 139 veniva messa sotto sequestro preventivo. Lo storico Arci di via Ripamonti era costretto a chiudere i battenti: e addio musica dal vivo in città a prezzi umani. Nota personale: scrivendo la rubrica Milano Sound spariva parecchio materiale da inserirci, la notavi proprio la differenza che faceva la Casa in una Milano non esattamente a misura di musica dal vivo.

L’istanza di dissequestro è stata depositata da mesi, ora ci sono da attendere i tempi della giustizia, finora comunque regolari. Si pensa che tra un quindici giorni dovrebbero esserci novità concrete: intanto poco fa ho fatto qualche telefonata per sapere se ci fossero aggiornamenti degni di questo nome. Ancora nulla di fatto, la Casa è ancora ferma, ma sono stati comunicati però i lavori da fare.

Non si tratta di modifiche strutturali abnormi, una delle richieste è che la scala che porta al piano di sopra - chi c’è stato immagino abbia capito - venga verniciata con un prodotto ignifugo. Vi terremo aggiornati: voi intanto buttate un occhio sulla pagina Facebook della Casa.