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Locali

21 settembre 1961-2011: 50 anni di Bar Rattazzo

pubblicato da Trab in: Personalità Personaggi Locali Abitare a Milano



Accade nel 2006. Si dice che durante il sonno Piero Rattazzo abbia ricevuto l’apparizione di San Briacamo, santo protettore dei bevitori, il quale pare lo abbia ammonito per aver venduto ad una casa di moda quello che a Milano era un simbolo: il bar in corso di Porta Ticinese. Rabbonito e penitente Piero ha deciso di riaprire i battenti in via Vetere, un Rattazzo 2.0.

Fanta-apparizioni a parte, questa è solo una parte della storia di Piero. Una storia che parte dal 21 settembre 1961, quando giovane emigrante aprì il suo bar in Ticinese. Una storia che potete leggere nella nostra bellissima intervista (con ben 346 like) con tanti aneddoti di una vita dietro il bancone.

Al Rattazzo la Milano era (ed è) quella abituata a bersi la vita: autentica, nomade e contestatrice. Per qualche decade il Rattazzo ha offerto rifugio a varie categorie sociali che hanno discusso, sofferto, manifestato e bevuto, fin dagli anni ‘70, quando Milano era violenta e la sua mano era armata. Ci sono passati: Lerner, Ferrara, Mentana, Negri, Sofri, Tobagi, Bompressi, le bande Cafiero e Bellini, Vallanzasca.

Una storia che si è evoluta, dopo che il Rattazzo è rinato come un’araba fenice in via Vetere, rinnovato negli arredi (ma non nell’indole). Un Rattazzo nuovo, ma con alcune rincuoranti sicurezze, come le mitiche polpette. Da 50 anni Piero elargisce cicchetti, da quando decise che fare l’oste era una vocazione che andava onorata, tutti i giorni. Lunedì 19 vi aspetta per festeggiare a modo suo le nozze d’oro con Milano. Siateci.

Recensioni: Je Suis Jambon in piazza della Trivulziana 4

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Ristoranti Locali

Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4

Era qualche mese che non proponevamo recensioni mangerecce, torniamo sul tema con Je Suis Jambon di piazza della Trivulziana 4. Ha aperto da qualche mese a fianco del Subway di cui tanto avevamo discusso tempo fa. Che cosa propone JSJ? Un’ottima scelta di birre complicate da trovare altrove, panini ben farciti, taglieri, piadine. Atmosfera parigina - finché non si alza la testa sul quartiere firmato Gregotti! - cibo e ottime materie prime italiane degne di Slow Food.

Non saprei a cosa paragonarlo in città, è un posto unico nel suo genere. Qualche tavolino all’aperto e atmosfera rilassata, un localino ok dove passare se si va all’Arcimboldi e non si vuole ripiegare sulla classica salamella da camioncino o sul kebab. Immagino che normalmente la clientela sia composta principalmente da studenti, che in questo periodo iniziano di nuovo di nuovo ad affollare il quartiere nelle ore diurne.

Chiudiamo: prezzi di Je Suis Jambon? Normali, da Milano, né economici, né cari: ieri sera panino con salame, salsa piccante, tabasco e pane pugliese, piadina come vedete nella foto ma di cui non ricordo gli ingredienti, ma direi prosciutto cotto, insalata e forse crescenza, un po’ di birrine belghe da leccarsi i baffi - Triple Karmeliet, qui il sito dei produttori - e un caffè eravamo sui sette euro a testa. Je Suis Jambon non ha (penso, ancora) un sito, c’è un gruppo su Facebook però.

In ogni caso; promosso.

Je Suis Jambon
Genuine italian food

P.za della Trivulziana 4
20126 milano
tel 02 39662298

Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4Je suis Jambon in piazza della Trivulziana 4

Anche Milano avrà il suo Ostello

pubblicato da carloprevosti in: Lavoro Locali Milano ad agosto

La notizia non farà certo strappare i capelli a chi abita a Milano, ma forse potrebbe far sorridere un po’ chi guarda da fuori la nostra città e sogna che possa diventare una città un po’ più europea. Pensate a tutti gli studenti italiani e non che vorrebbero venire a conoscerla, agli aspiranti designer che spedono follie per trovare una stanza alla settimana del Salone del Mobile, o semplicemente chi vorrebbe venire in città per un concerto o un evento e non può permettersi un albergo. Chissà perché il sistema degli ostelli funziona un po’ ovunque ma da noi non ha mai attecchito.

La speranza però si chiama Ostello Bello, che aprirà i battenti in agosto ma solo a settembre sarà ufficialmente inaugurato. L’Ostello Bello si trova in Via Medici 4, a pochi passi dal centro. La filosofia, espressa dai soci poco più che trentenni, è che non si tratti di un luogo dove semplicemente trascorrere le notti di una vacanza low cost, ma vuole ambire a diventare un luogo di scambio tra i viaggiatori e per gli stessi cittadini.

Su Facebook è già disponibile la pagina ufficiale dell’Ostello Bello.

Update - Come qualcuno ha sottolineato nei commenti, a Milano di ostelli ne esistono già, forse un po’ meno centrali (leggete questo post).

Ma quando riapre la Casa 139?

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Locali

la casa 139 quando riapreEra la notte di venerdì 4 marzo quando la Casa 139 veniva messa sotto sequestro preventivo. Lo storico Arci di via Ripamonti era costretto a chiudere i battenti: e addio musica dal vivo in città a prezzi umani. Nota personale: scrivendo la rubrica Milano Sound spariva parecchio materiale da inserirci, la notavi proprio la differenza che faceva la Casa in una Milano non esattamente a misura di musica dal vivo.

L’istanza di dissequestro è stata depositata da mesi, ora ci sono da attendere i tempi della giustizia, finora comunque regolari. Si pensa che tra un quindici giorni dovrebbero esserci novità concrete: intanto poco fa ho fatto qualche telefonata per sapere se ci fossero aggiornamenti degni di questo nome. Ancora nulla di fatto, la Casa è ancora ferma, ma sono stati comunicati però i lavori da fare.

Non si tratta di modifiche strutturali abnormi, una delle richieste è che la scala che porta al piano di sopra - chi c’è stato immagino abbia capito - venga verniciata con un prodotto ignifugo. Vi terremo aggiornati: voi intanto buttate un occhio sulla pagina Facebook della Casa.

Recensioni: Panificio Danelli in piazza Gobetti 8

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Locali

Recensioni: Panificio Danelli in piazza Gobetti 8

Ottima sorpresa oggi in pausa pranzo: sono finito da Danelli in piazza Gobetti 8, zona Lambrate. Un panificio e pasticceria con possibilità di aperitivo, in passato ne avevano parlato bene, ma descrivendolo come un po’ caro su The Big Food, e anche sul Corriere della Sera in questo pezzo del 24 marzo 2010 dove lo si dava come economico:

Brindisi a prezzi record, un abito schietto, cortesia senza risparmio e prezzi stracciati: questi i punti di forza della panetteria Danelli, che da qualche anno ha allargato il proprio raggio d’azione commerciale, inventandosi un angolo-bar all’interno della bottega

A me i prezzi sono sembrati onesti, e confermo in pieno: direi che Danelli per la pausa pranzo è promosso a pieni voti.

Ho preso un panino bresaola insalata e formaggio e una focaccia, sempre al formaggio, insieme a un’acqua naturale. Panino ottimo, farcitura nella norma ma comunque fresca e pane non stopposo. Focaccia ottima, calda e con impasto leggero e non troppo unto. Superiore ad altri panifici collaudati in zona. Prezzo finale? Lo vedete nello scontrino: 6.10 euro, per come la vedo la cifra giusta da spendere a pranzo. Se volete il panificio Danelli ha anche una pagina su Facebook.

Recensioni: Panificio Danelli in piazza Gobetti 8Recensioni: Panificio Danelli in piazza Gobetti 8Recensioni: Panificio Danelli in piazza Gobetti 8

Milano Food Week 2011, dal 7 al 15 maggio la città in mano ai ghiottoni e ai buongustai

pubblicato da Luca Albani in: Eventi Locali Cucina

Per un Salone del Mobile (e un Fuori Salone) che se ne va un’ennesima “settimana milanese” che arriva. Questa volta a beneficiarne saranno tutti gli amanti del cibo: stiamo parlando della Milano Food Week 2011. Iniziative ed eventi aperti al pubblico che invadono la città per “assaggiare, conoscere e scoprire prodotti e produttori oltre a ristoranti e locali con menù e cocktail speciali per i Milano Food Lovers, open class di cucina e tanto altro”.

Chi si cela dietro ai Milano FL? Un’associazione ad hoc che riserva ai suoi appartenenti – la tessera costa 15€ – eventi e vantaggi esclusivi durante la settimana come corsi di cucina speciali, sconti e menù riservati in più di duecento ristoranti e locali in tutta Milano. Se poi vi iscrivete subito potrete accedere a degustazioni di vino guidate sugli antichi che sferragliano per il capoluogo.

Organizzata da Food Tank srl. – tutte le info del caso potete chiederle a info@milanofoodweek.com – vi invito a dare un occhio alla mappa/programma su www.milanofoodweek.com che tra menu speciali, sconti, cocktail a 5€, flute di spumante di benvenuto ecc. presenta una Week accessibile a tutti i portafogli. Nove giornate di eventi tutte dedicate agli amanti della buona cucina, preparatevi.

Video | You Tube

A Milano un bar su cinque ha i gestori cinesi

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Locali Abitare a Milano

bar cinesi a milanoQuesto articolo di Repubblica, in cui si spiega che a Milano un bar su cinque è gestito da cinesi mi ha fatto pensare a un po’ di cose. Ai parrucchieri cinesi per esempio, poi a una proposta per regolamentarli firmata ieri da Nicole Minetti, quella che oggi balla nuda nelle intercettazioni che leggete su Polisblog. Ma stiamo sul pezzo: i bar cinesi a Milano.

Su Repubblica Zita Dazzi spiega alcuni dati della Camera di Commercio

In città ormai un locale su cinque è gestito da cittadini di origine cinese, quattro volte quelli che risultavano cinque anni fa e con un aumento del 52 per cento rispetto al 2009. Secondo uno studio della Camera di Commercio sono 425 le “imprese individuali” nel territorio del Comune di Milano gestite da titolari arrivati dal paese di Confucio. Esattamente il 19,5 per cento di tutti i bar avviati in città

Vediamo qualche altro dato zona per zona dopo il salto.

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Recensioni: da Attilio in via Teodosio, la pizza dal 1964

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Ristoranti Locali

Recensioni: da Attilio in via Teodosio, la pizza del 1964

A noi di 02Blog la pizza piace un sacco: e già nei mesi scorsi vi abbiamo proposto di tutto, da una serie praticamente senza fine di recensioni a un sondaggio messo in piedi grazie a voi lettori su quale fosse la migliore pizza di Milano. Non eravamo mai passati però da Attilio in via Teodosio

Grave mancanza: per molti da Attilio si mangia una delle pizze migliori della città. Chi lo dice? Per esempio si legge qualcosa su Dissapore. Ci ho appena pranzato, e devo dire che non è niente male. La pizza che si mangia da Attilio è al trancio - due formati, normale e abbondante - con qualche opzione per la farcitura.

Scelgo - come se ora non dovessi stare dietro a una scrivania per qualche altra ora - di coprirla di salame piccante e berci sopra una birra media. Formato? Naturalmente abbondante, solo che non avevo idea di quanto sarebbe stato abbondante il formato abbondante. Era davvero maledettamente abbondante…

Recensioni: da Attilio in via Teodosio, la pizza del 1964Recensioni: da Attilio in via Teodosio, la pizza del 1964Recensioni: da Attilio in via Teodosio, la pizza del 1964Recensioni: da Attilio in via Teodosio, la pizza del 1964

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Recensioni: il Bar Picchio di via Melzo 11

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Locali

Il Bar Picchio di via Melzo 11

Con il Bar Picchio di via Melzo 11 siamo più o meno nello stesso campo da gioco della Trattoria da Lina - vi ricordate la foto dell’Ultima Cena? - o del Frizzi e Lazzi in via Torricelli: stiamo parlando di quei locali che sono misteriosamente rimasti cristallizzati in un’altra epoca senza subirne danni apparenti: anzi, sommando alla vecchia clientela quella nuova, in un mix paradossale e piacevole.

Il Picchio è come un insetto nell’ambra, l’ho scoperto grazie a Chiarula: è un bar in zona Porta Venezia, ci si possono fare aperitivi alla cifra cui è giusto fare un aperitivo - per cui un Negroni costa 3,5 euro - si mangia qualcosina di buono, ci si siede fuori tranquilli. La via non è particolarmente trafficata. Ma è l’ambientazione ad essere fantastica: presumibilmente identica dal 1969 - anno in cui fu aperto dagli attuali gestori - a oggi.

Il Picchio ha una foltissima schiera di estimatori - anche su Facebook - l’estate scorsa finì in una guida degli studenti della Naba, leggo su Repubblica Milano:

il bellissimo Bar Picchio di via Melzo (originale vecchia Milano) con il suo caos di giornali appoggiati al biliardo, dove sopravvive forse l’ ultimo telefono pubblico della città

Dietro al bancone si alternano Paolo e Caterina insieme ai figli Felice e Carmen, mentre davanti al bancone passa di tutto e chiunque…

Il Bar Picchio di via Melzo 11Il Bar Picchio di via Melzo 11Il Bar Picchio di via Melzo 11Il Bar Picchio di via Melzo 11

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Dietro al Rolling Stone il vuoto, come appare oggi la sede storica di corso XXII marzo

pubblicato da Luca Albani in: Musica Locali Abitare a Milano

Rolling Stone Milano

Capita che navighi su Twitter e paff! un cinguettio maligno ti si apre e ti mostra un link, a tradimento, alla pagina Facebook di “La Repubblica XL” dove una foto immortala un luogo dove sei stato, che tra poco cesserà definitivamente di esistere. E non si tratta di un posto anonimo ma del Rolling Stone, per dire, ci hanno suonato i Ramones, gli Iron Maiden, i Black Sabbath, Beck… sebbene fosse un ambiente con dei limiti ha rappresentato molto per i milanesi devoti al rock.

Ricordavo di aver letto della chiusura della sede storica su 02blog e mi ha fatto impressione capire come l’ultima serata ufficiale del Rolling Stone sia stata il 9 maggio 2009, giusto? “Solo” due anni fa… Così campeggia ancora sul sito ufficiale: www.rollingstone.it: 1981-2009, ciao. Il locale di corso XXII marzo è stato pianto insieme al Rainbow, al Musicdrome e alle Scimmie durante la manifestazione pro Casa 139 di settimana scorsa (fonte: “Corriere della Sera”). E allora una domanda ve la facciamo.

Foto | Lo scatto concesso a “La Repubblica XL” è di Elisa Orlandotti