
Anno disgraziatissimo: a stretto giro prima il lunedì di Pasquetta coincidente col 25 aprile e ora il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, che cade di domenica. Sciagura: ma vediamo lo stesso che si può fare, prima di tutto un classico, la MayDay Parade, partenza in piazza XXIV Maggio alle ore 14. Leggo sul loro blog
Vogliamo cavalcare la tigre della precarietà e dimostrare che tutti insieme possiamo diventare un problema per chi ci sfrutta. Mayday 2011, verso lo sciopero precario. Primo maggio 2011, Milano, piazza XXIV Maggio, alle 14
Qualche polemica sulla pagina FB dell’evento, se avete voglia dateci un’occhiata. Poi: per chi volesse seguirsi la beatificazione del Papa, si può fare anche quello: c’è il megaschermo in Duomo - e pure una messa dalle 20.45 in poi. A Milano - come a Firenze - sarà la festa dei consumatori, più che dei lavoratori: lo ricorda Lettera43, i negozi potranno rimanere aperti. E poi?
Continua a leggere: 1° maggio 2011 a Milano, appuntamenti e cortei per la Festa dei Lavoratori
Lunedì è il 25 aprile, Festa della Liberazione: che cosa succede in giro per Milano? C’è qualche manifestazione, qualche corteo? Naturalmente sì: uno sguardo al sito dell’Anpi ci offre un programma di massima:
Questo il programma.
Ore 14,30 – Concentramento a Porta Venezia dei partecipanti al corteo, che percorrendo C.so Venezia, Piazza S. Babila, C.so Vittorio Emanuele, raggiungerà Piazza Duomo.
Ore 16 – Piazza Duomo – Introdotti e coordinati da Aglaia Zanetti, intervengono:
Nelly Dop, senegalese
Giorgio Ornati, ricercatore
Giulio Franchini, studente
Francesco Dettori, insegnante
Conclude: Carlo Smuraglia, Presidente dell’ANPI provinciale.Al termine dei discorsi, una delegazione si recherà alla Loggia dei Mercanti, dove Carla Bianchi, figlia di uno dei Caduti per la libertà, ricordato nelle lapidi interne alla Loggia, depositerà dei fiori in ricordo dei Caduti.
Difficile che quest’anno ci siano contestazioni - vi ricordate in particolare l’anno scorso? - Non ci saranno infatti rappresentanti di Comune, Provincia e Regione
”La decisione - ha spiegato il presidente dell’Anpi Lombardia Antonio Pizzinato - è legata al fatto che siamo a tre settimane dal voto per le comunali”
Update 21-4-2011 — Se avete appuntamenti, manifestazioni, cortei da segnalarci, scriveteci alla mail dei suggerimenti che aggiorniamo il post dopo il salto.
Foto | Anpi
Continua a leggere: Manifestazioni e cortei 25 aprile 2011, Festa della Liberazione a Milano
Ho sempre pensato che i paninari fossero una sorta di “categoria protetta”. Sempre lì, ad occupare la stessa posizione per tutta la notte, grigliando centinaia di salamelle ai personaggi della notte milanese che sono soliti ammazzare la fame notturna con la salamella. Una certezza per molti nottambuli, compreso il sottoscritto che ha usufruito abbondantemente dei preziosi servigi di questi ambulanti. Ebbene le mie certezze, costruite in anni di frequentazioni notturne, sono cadute dopo aver scoperto che il Comune ha dichiarato guerra alla categoria. I tempi non sono favorevoli per nessuno.
In pratica di recente c’è stato un inasprimento delle pene previste per chi di loro, pur muniti dei regolare autorizzazione per il commercio itinerante, dovesse violare alcune disposizioni, tipo: sostare oltre 2 ore nella stessa postazione; vendere dopo la mezzanotte e in aree pubbliche vietate. Restrizioni che di fatto limitano fortemente l’attività, per qualcuno la uccide. Limitazioni che hanno portato al recente sequestro di un camion.
Come se non bastasse il comune pare che abbia autorizzato alcuni Mc Donald’s a prolungare l’orario di chiusura. Una beffa? Esasperati e vessati, tanto che una rappresentanza ha sfilato ieri in piazza Fontana in solidarietà al collega che ha subito il sequestro (sopra la foto scattata dal nostro Luigi). Non è stata la prima manifestazione e, scommettiamo, non sarà neanche l’ultima. Impossibile non notare il nesso con le recenti chiusure dei locali notturni, un’ennesima riprova della volontà dell’amministrazione di limitare fortemente le attività notturne in città.

“Risvegliamo Milano” è lo slogan che domani in piazza Fontana, dalle 15, andrà per la maggiore. Una manifestazione, un presidio creativo “Per non spegnere Milano e la sua musica”, una risposta alle numerose chiusure che stanno flagellando la cultura milanese. Ultima in ordine cronologico è stata la Casa 139, sotto sequestro preventivo da 2 settimane.
Tante saranno le voci d’artista e i sostenitori che interverranno domani: musicisti (Manuel Agnelli degli Afterhours, Punkreas, Vallanzaska, ), attori (Cochi Ponzoni), registi (Emma Ponzoni), scrittori e tutti coloro che sentono che qualcosa si sta perdendo, che questa città ha bisogno di essere vissuta anche di notte.
Sarà, dicevamo, un manifestazione creativa (ribattezzata “Milano l’è Bela”, Ricordiamoglielo!) con musica, parole, teatro e clowneria. L’idea è quella di “far conoscere quello che accade nei nostri locali”, spiega Angelo Brezza, presidente della Casa 139. Chi non potrà esserci per impegni manderà un messaggio di solidarietà. E’ il caso di Vinicio Capossela, Paolo Rossi, Simone Cristicchi e Francesco Bianconi dei Baustelle.
Ieri, domenica 13 febbraio c’è stata la manifestazione “Se non ora quando?” per la dignità delle donne. Su Polisblog c’è una bella gallery con una trentina di foto che mostra quante migliaia di persone fossero racchiuse tra piazza Castello e largo Cairoli, mai vista tanta gente da quelle parti negli ultimi anni.
Dagli organizzatori girano numeri come 60-70 mila persone in piazza solo a Milano: facendo anche un po’ di tara, e usando semplicemente gli occhi, direi che la manifestazione è stata un successo clamoroso, faccio fatica a ricordare una folla del genere per strada - tra l’altro, in un giorno di pioggia.
Si legge qualche stima, anche per altre città, su Repubblica
A Napoli gli organizzatori contano 100mila presenze, 60mila Milano, 50mila a Torino, a Palermo 10mila in corteo, migliaia anche a Messina, Trieste, Bologna, Catania, Cosenza, Pesaro, Bari, Pescara. Come a Londra, Barcellona, Parigi, Malmoe, Praga, Atene, Bruxelles, Grenoble

Non un “porte aperte” non una “occupazione”, ma una sorta di via di mezzo è ciò a cui daranno il via che gli studenti della Facoltà di Architettura Civile di Milano Bovisa a partire dalle ore 18 di oggi, tra pochi minuti.
La sede della Bovisa del Politecnico rimarrà aperta fino a domani sera. Non saranno solo gli studenti a organizzare laboratori, dibattiti ed altre attività collettive, ma anche docenti e collaboratori.
Una manifestazione non certo indirizzata a catturare nuovi studenti, ma parte del movimento di protesta contro il decreto Gelmini. Il tema della protesta, diffusa ormai in tutta Italia e arrivata anche all’estero, rischia di essere oscuro per chi non bazzica quotidianamente il mondo dell’Università. Un salto in Bovisa, tra questa sera e domani, potrebbe essere un buon modo per capire esattamente cosa sta succedendo negli atenei, senza limitarsi a quello che dicono giornali e telegiornali (una volta tanto sarebbe meglio informarsi in prima persona).
Gli studenti promettono incontri e momenti di scambio attraverso quelli che sono gli strumenti, i metodi e i materiali tipici della loro formazione accademica, accogliendo al contempo il contributo di altri ambiti artistici e professionali.
Dopo il continua trovate la lista dei laboratori che sono stati predisposti dagli studenti.
Continua a leggere: Bovisa, la Facoltà di Architettura aperta contro la Riforma Gelmini
Continuano anche a Milano le manifestazioni contro il DDL Gelmini, che dovrebbe venire votato oggi dalla Camera. Ieri sono sfilati nelle vie del centro studenti e ricercatori, non più di un migliaio di persone per una fiaccolata sul percorso San Babila - Statale - via Conservatorio.
Impressioni? Pochissimi professori (a dispetto di chi immagina che i “baroni” sfilino insieme agli studenti), soprattutto ricercatori con caschi da minatore e studenti (i più agguerriti). Manifestazione pacifica , con un unico momento di tensione quando è sembrato che gli universitari volessero fermarsi in piazza Fontana, per protestare contro il fermo di alcuni studenti medi alla Rinascente.
Vari gli slogan: dal trito e ritrito “Cittadino scendi in piazza a protestare” agli innovativi “Gelmini sbaglia il pulsante!” e “Siamo noi, il futuro dell’Italia siamo noi!“. Il corteo si è concluso con l’occupazione della Facoltà di Scienze Politiche: oggi si replica con cortei a partire dalle 9.30.
Foto: il corteo contro il ddl Gelmini del 29 novembre 2010 a Milano
Dal mio ufficio li sento arrivare: rumorosi, arrabbiati, decisi ad urlare l’ennesimo No al disegno di riforma Gelmini (che nei prossimi giorni sarà discusso alla Camera). E’ il corteo milanese della manifestazione nazionale contro i tagli alla scuola pubblica degli Studenti e professori delle scuole superiori e delle università.
Un migliaglio forse i manifestanti, coccolati dai caldi raggi del sole ricomparso dopo giorni di latitanza, con destinazione Provveditorato agli studi di via Ripamonti nel giorno della giornata internazionale per i diritti degli studenti. Cori, musiche e striscioni, molti in solidarietà ai tre immigrati sulla torre dell’ex Carlo Erba in via Imbonati (alla testa, sorretto da immigrati “Siamo tutti sulla torre. Diritti per tutti”).
Nel mirino degli studenti in manifestazione soprattutto l’aumento dei finanziamenti alle scuole private paritarie (da 130 a 245 milioni di euro) previste nella prossima finanziaria. Non sono mancati, purtroppo, episodi di vandalismo ad opera delle frange più estreme come il danneggiamento della vetrina della Banca Fideuram in corso di Porta Romana e scritte su negozi.

Le proteste sono naturalmente quelle dei residenti della rinomata via Savona che, in una calda notte d’inizio estate (l’occupazione risale a metà giugno), si sono trovati uno stabile invaso da alcuni ragazzi accompagnati dai loro cani.
In breve, questi residenti, hanno raccolto centinaia di firme per cacciarli, ma la Bottiglieria continua a resistere e organizzare iniziative particolarmente degradanti e incivili, almeno da quel che dicono i firmatari della petizione che lamentano rumori notturni, schiamazzi, muri imbrattati, auto danneggiate, cani senza guinzaglio, risse… I negozianti sono all’esasperazione e lamentano addirittura un calo dell’attività commerciale.
In mezzo agli scontri di venerdì scorso alla Statale c’erano anche quelli della Bottiglieria occupata (di cui alcuni sono studenti della Statale). L’articolo “Questa è la nostra evidenza”, comparso sul sito degli antagonisti, è una rivendicazione infuocata che non lascia spiragli ai dubbi.
Sono arrivato alle 20 a piazza gremita. Tanto viola, nessuna bandiera di partito, neanche una dell’opposizione. Sconcerto. In fondo alla piazza un camion “speaker corner” ha ospitato gli interventi degli esponenti della varie associazioni che hanno aderito alla manifestazione contro il discusso disegno di legge Alfano, già approvato con voto di fiducia al Senato (qualcuno sta affilando le armi per il 29 luglio). Tanti gli interventi, tra cui molti giornalisti (Gomez, Gianni Barbacetto, Guido Besana, e Daniele Biacchessi), lo scrittore Vincenzo Consolo e l’avvocato dei familiari delle vittime della strage di Piazza Fontana, Federico Sinicato.
In una recente ricerca demoscopica per la maggioranza degli intervistati le intercettazioni andrebbero pubblicate per continuare a garantire il diritto dei cittadini all’informazione, ponendo però dei limiti precisi alla diffusione di notizie sulla vita privata degli intercettati e sulle persone estranee alle indagini. Oltre due terzi degli italiani si dichiarano contrari al DDL in discussione al Parlamento che, se tramutato in legge, limiterebbe l’utilizzo delle intercettazioni da parte della magistratura e il divieto di pubblicazione sugli organi di stampa.
Assunto: molte le persone contro il decreto, poche in piazza a manifestare (a Roma è andata meglio). Per chi avrebbe voluto esserci e non ha potuto presenziare, se ne terrà un’altra in settembre. Tenete d’occhio il sito No al bavaglio, nato su iniziativa di Stefano Rodotà. Il gigante Piero Ricca, il cerimoniere, incontenibile oratore e trascinatore, sul finire dell’incontro si è detto meravigliato che la base della Lega non aderisse alla manifestazione che di fatto ha molto a che fare con “Roma ladrona”.
Continua a leggere: Foto: Manifestazione "No al bavaglio" contro la legge sulle intercettazioni