Il luogo di aggregazione per eccellenza di chi, come me, ha vissuto l’adolescenza negli anni 90′, ma anche un po’ dopo, è stato il centro sociale, percepito come uno spazio di contrapposizione orgogliosamente autorganizzato che si escludeva dal resto della comunità relazionandosi con una dialettica di contrasto.
Il centro sociale si voleva separare dalla società edificando uno spazio “esclusivo” e antagonista. L’esperienza autogestita della Stecca degli Artigiani (tra via de Castillia e via Confalonieri), in un luogo in cui oggi si stanno costruendo grattacieli in vista di un terziario che forse non esisterà mai, è stata uno dei momenti più fertili e aggreganti dei primi anni del terzo millennio meneghino. La sua storia scorre parallela a quella del declino dei centri sociali.
Nella struttura di una grande fabbrica abbandonata, la Siemens Electric, si costruì uno splendido raccoglitore funzionale di esperienze; nacque un agglomerato di associazioni chiamato Cantiere Isola, una Tv di quartiere che trasmetteva direttamente dalla Stecca, la ciclofficina, una sala prove per suonare, una camera oscura e tanti laboratori artigianali paralleli…
In questi giorni di emergenza freddo si fa un gran parlare dei senza tetto. Ma chi sono, cosa fanno e come vivono rimane un mistero per gran parte di noi. Booksblog ci segnala un libro da leggere per capire un fenomeno e per conoscere una storia di emarginazione da chi l’ha vissuta in prima persona. E’ il libro autobiografico di un clochard milanese, “Le viscere della citta”, (Mursia editore), scritto da Mario De Nicolais.
Morto nel 97 all’età di 80 anni, Mario è quello che si dice un grande uomo. La sua è una storia che potrebbe riempire una fiction televisiva; un uomo che visse tre vite: figlio del questore di Milano nel primo dopoguerra, poi imprenditore fallito e infine barbone nella Milano di oggi per 4 anni. A sessant’anni il riscatto: volontario a sua volta nella parrocchia di san Carlo al Corso e promotore di iniziative a favore degli emarginati.
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Ieri pomeriggio era sabato e mi sono trovato per caso a passare dalla stazione della metropolitana di Porta Venezia. E lì, in quell’ampio mezzanino completamente vuoto che si trova esattamente al di sopra dei binari, ho assistito ad un fenomeno metropolitano abbastanza curioso.
Il grande spazio inutilizzato era pieno di giovani di origine straniera (soprattutto asiatica e sudamericana) che se ne servivano come di una sala da ballo. C’era chi si era portato lo stereo e chi provava le mosse senza musica. Ho visto persino un gruppo di genitori con una “classe di danza” di bambini entusiasti.
Pare che l’appuntamento si ripeta ogni sabato pomeriggio. Purtroppo, non avendo avuto con me un qualche strumento fotografico, non posso offrirvi una fantastica gallery. Ma voi cosa ne pensate di questo tipo di uso alternativo degli spazi della metropolitana?
Foto | Flickr.

Pochi giorni fa è stato rinviato lo sfratto del C.S. Leoncavallo e perfinio il prefetto e parte dell’amministrazione comunale sono possibilisti rispetto ad una regolarizzazione del centro di Via Watteau.
Però c’è sempre qualcuno che si oppone alla pace sociale. Se da una parte agli occupanti del Leoncavallo andrebbe bene pagare l’affitto e dall’altra parte c’è apertura, c’è sempre qualche pizzico di sabbia che viene inserito negli ingranaggi che dovrebbero portare finalmente ad una regolarizzazione che converrebbe a tutti.
Il consiglio di Zona 2 ha votato con 24 voti a favore su 28 una mozione per chiedere all’assessore Cadeo un intervento contro la chiassosità del Centro Sociale. Visti i pochi concerti che ci sono ultimamente e visto anche come è isolato il luogo mi sembra alquanto pretestuoso, potrei però sbagliarmi. Che ne dicono gli abitanti di zona 2 che ci leggono?
Foto | Flickr

Sempre stati virtuosi i City Angels e questa nuova iniziativa è davvero meritevole. Nasce la cooperativa sociale City Angels Service: una cooperativa sociale di tipo B, imprese che, a differenza di quelle con fine di lucro, nascono con lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità. “E’ la logica evoluzione della nostra attività umanitaria come City Angels - spiega il fondatore, Mario Furlan. - Con gli Angels aiutiamo gli emarginati: senzatetto, sbandati, disperati, immigrati in difficoltà. Con la Cooperativa vogliamo offrire formazione e lavoro a quelli di loro che dimostrano serietà e impegno a cambiare vita. In modo da prospettare loro un futuro migliore aiutandoli a inserirsi nel mondo del lavoro”. Una bella iniziativa che punta a superare il semplice assistenzialismo.
La Cooperativa inizierà la sua attività con settembre, ma è già stata formalmente costituita. Offrirà ai clienti servizi che spaziano dalla vigilanza non armata ai servizi di pulizia e manutenzione (idrauliche, elettriche, di gas), da sgomberi e traslochi al giardinaggio, dai lavori di restauro (Lavori di muratura, tinteggiatura e restauro) al volantinaggio e al dog sitting. Per informazioni o un preventivo, senza alcun impegno, il numero 02 26809435. O una mail a cooperativa@cityangels.it
Il Maga Furla, locale-pub in zona Bicocca, è ufficialmente l’erede del Mom. Infatti, una delle ragioni principali che spingevano migliaia di giovani a radunarsi nel celebre parchetto di viale Montenero - ormai recintato - era il desiderio di spendere “soli” 3€ per una birra media. E se eravate tra quelli che avevano previsto, in occasione della recinzione, che la folla sarebbe semplicemente andata a cercarsela da qualche altra parte, quella maledetta birra, ora potete finalmente dire di averci visto giusto.
La serata del mercoledì del Maga Furla - in cui la pinta viene offerta a prezzo ridotto - ha visto infatti nelle ultime settimane una moltiplicazione esponenziale dei propri avventori. Va detto che qui i giovani non si radunano in un parchetto (rovinando l’erba), bensì direttamente sulla carreggiata di fronte al locale, come potete vedere nella lunga gallery: siamo infatti dalle parti della Tecnocity progettata da Gregotti, in genere deserta dopo le 7 di sera.
Le auto di passaggio sono dunque rare, anche se non assenti. Ed è proprio questo flusso automobilistico a costituire il potenziale tallone d’Achille del nuovo luogo della movida milanese: nella serata di mercoledì scorso, ad esempio, è stata sfiorata la rissa tra il guidatore di un furgone (colpevole di aver “quasi investito una ragazza”) e alcuni giovani uomini dall’aria esuberante.
La vicenda aveva fatto scalpore. L’agosto scorso lavoravano per il call center dell’ospedale di Legnano, erano state licenziate e, provocatoriamente, si erano messe all’asta su YouTube.
Oggi fanno di necessità virtù e, col supporto di RdB-CUB, danno vita a Telefono Precario. Un call center a disposizione di chiunque voglia trovare appoggio legale, informazioni di qualsiasi tipo relative alle situazioni contrattuali esistenti e ovviamente, il telefono precario si pone anche come punto di contatto tra le varie realtà per organizzare scioperi o mobilitazioni.
Le centraliniste sono affiancate da legali ed esperti di RdB-CUB, a breve dovrebbe partire anche una chat per mettere in relazione i precari tra di loro, vale il vecchio motto che l’unione fa la forza.

Vi ricordate il decreto Maroni, quello arrivato subito dopo la preghiera in piazza del Duomo di alcune centinaia di musulmani? Ebbene, i suoi effetti iniziano a vedersi in questi giorni. La giunta sta mettendo insieme la mappa dei luoghi dove sarà possibile passare in corteo e dove non lo sarà più.
Tra i posti che verranno vietati sicuramente ci sarà piazza del Duomo, su altri luoghi di Milano si sta ancora discutendo. Tra queste zone protette, messe a punto dal sindaco e dal prefetto Lombardi, potrebbero esserci Sant’Ambrogio, Cordusio, Vittorio Emanuele, Piazza dei Mercanti, Piazzetta Reale e Piazza della Scala.
In pratica tutto il centro precluso ai cortei, forse il luogo che farà più discutere sarà piazza della Scala, dove c’è la sede di Palazzo Marino e dove si concentrano tutte le manifestazioni contro i provvedimenti della giunta. In effetti una manifestazione contro il sindaco in Via Tadino forse avrebbe meno senso.
Una Coppa del Mondo di calcio molto speciale si terrà a Milano nel settembre 2009, dopo Melbourne in Australia, infatti arriva all’Arena Civica di Parco Sempione la Homeless Football Cup, un torneo internazionale di calcio dove i calciatori sono tutti dei senzatetto.
Un’occasione per sensibilizzare la città nei confronti di tanti invisibili che spesso, grazie a manifestazioni di questo tipo, hanno trovato un’opportunità di riscatto, un lavoro e un tetto sotto cui vivere.
Il loro motto è questo: “Per chi ama ballare ovunque e comunque, quando meno te lo aspetti una mazurka klandestina ti sorprenderà fino alle prime luci dell’alba!”. Sono tanti, amano la mazurka e si danno appuntamento nei posti più improbabili di Milano per ballare tutta la notte.
Sono equipaggiati con stereo, batterie e cd di mazurka. Sono circa trecento i partecipanti e il video che vedete corrisponde al primo appuntamento di questo originale gruppo di amici. Il discorso di fondo è quello di rivitalizzare la città con musica, movimento e divertimento. Sul sito di Repubblica trovate il video dell’ultimo ballo collettivo, avvenuto il 3 aprile all’Arco della Pace.
Via | YouTube