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Milano da leggere

La Milano dell'orrore: intervista a Samuel Marolla

pubblicato da Andrea Coccia in: Milano da leggere

samuel marolla, libri su milano, milano horror, bonelli editore Di Samuel Marolla, scrittore e sceneggiatore per Bonelli di storie dell’orrore, è appena uscito un libro di racconti che si intitola La mezzanotte del secolo e che potrà interessare tutti noi, cittadini di Milano, abitanti di una città di per sé incubotica e puzzolente, che potremmo scoprire ben presto dotata anche di un’insospettabile anima nera, un’anima decisamente orrorifica.

Noi di 02blog, che di questi punti di vista stranianti sulla città siamo ghiotti, lo abbiamo raggiunto e intervistato per voi. Seguiteci dopo il salto per gustarvi fino in fondo questa lunga e intrigante intervista.

Milano è una città che si presta bene al racconto dell’orrore?
 
Milano si presta moltissimo a storie dell’orrore. Soltanto la nascita epica della città, che si vuole fondata dai celti in quanto i loro druidi ritenevano questo luogo un “nemeton”, cioè un centro di potere, dà l’idea delle potenzialità di Milano per quanto concerne la narrativa fantastica. Narrativa fantastica che poi ha avuto degli immensi rappresentanti, primo fra tutti Dino Buzzati, che per me è un punto di riferimento assoluto.

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Quando Milano ebbe un pericoloso estremista di sinistra eletto a Palazzo Marino: correva l'anno...

pubblicato da Trab in: Milano da leggere


Forse non tutti sanno che… (l’incipit si ispira alla famosa rubrica della Settimana Enigmistica) Milano ha già avuto il pericolo sindaco “estremista rosso”, anche se allora forse la locuzione era maggiormente giustificata dai tempi (e i socialisti la volevano fare veramente la rivoluzione), ovvero quando lo spauracchio del comunismo aveva realmente senso.

Correva l’anno 1914 e l’estremista eletto a Palazzo Marino si chiamava Emilio Caldara, socialista e pacifista, alla vigilia della Grande guerra. Tutti i riferimenti al neo eletto sindaco (non) sono puramente casuali.

In merito al mandato di Caldara, un bell’articolo di Linkiesta ci fornisce tutti i lumi sulla questione, un quadro che potrebbe essere trasposto ai nostri tempi con facilità. Provate a sostituire, a mo’ di gioco, i protagonisti di ieri con quelli di oggi.

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Innamorarsi a Milano: proposte e consigli per San Valentino... nel 1970

pubblicato da Gianluca Longhi in: Vivere la notte Divertimenti Milano da leggere

palazzo reale con tram anni 70Uno dei miei luoghi prediletti di bighellonaggio è la sezione Ultima Spiaggia del Libraccio.
Tra decine di libri di Moccia che non vedono l’ora di terminare la loro infausta esistenza al macero e centinaia di volumi intonsi di “Va dove ti porta il cuore”, per i quali ettari di bosco sono stati ingiustamente sacrificati, ho trovato una piccola guida del 1970 su locali e luoghi romantici di Milano.

Proprio a partire dai preziosi suggerimenti contenuti in questo libro di oltre 40 anni fa ho voluto immaginarmi un possibile San Valentino nel 1970. Cosa si poteva fare con la fanciulla a Milano in quell’anno? Dove si poteva portarla? Quali locali di tendenza, ora caduti nell’oblio, erano i migliori per conquistarla?

In quell’anno il sindaco era il socialista Aldo Aniasi e i telefonini non erano ancora stati concepiti. Per contattarla da un luogo che non fosse casa si poteva puntare sulla SIP della Galleria Vittorio Emanuele (chiusura ore 22) o sulla stazione Centrale che fino alle 2 di notte offriva la più alta concentrazione di telefoni. Sperando naturalmente che in casa di lei non ci fosse il duplex…

Foto|Flickr

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Milano da leggere: "Milano Fantasma" di Michele Mari e Velasco Vitali

pubblicato da Andrea Coccia in: Bizzarrie Milano da leggere

Milano da leggere/1: Milano Fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali

Inauguriamo oggi una nuova rubrica settimanale dedicata alla Milano da Leggere: vale a dire a quelle controfigure di carta e caratteri che poeti e scrittori, partendo dalla propria percezione della Milano reale, negli anni hanno creato, trasformando lo sfondo delle loro vite nella scenografia dei propri ingranaggi narrativi.

Per cominciare questo viaggio nella geografia letteraria milanese ho scelto un libro molto particolare intitolato Milano Fantasma, frutto della collaborazione e l’intersezione artistica di due punti di vista, quello dello scrittore milanese Michele Mari e quello del pittore comasco Velasco Vitali, due sguardi che, intrecciando i linguaggi paralleli della scrittura e dell’immagine, guidano il lettore-osservatore in un viaggio sentimentale che ricostruisce una Milano diversa da quella che si presenta agli occhi e ai flash dei turisti: una Milano Fantasma, appunto.

Il viaggio parte – e non potrebbe fare altrimenti – dalla Stazione Centrale, un luogo che nello sguardo di Mari si sdoppia nelle sue due dimensioni, quella “non solo brutta, ma sproporzionata, tronfia, stilisticamente ibrida e soprattutto, fascista” di pietra, che è “marmo per definizione anche quando non lo è” e quella dell’immensa volta di ferro. Una dualità tra materiali, sottolineata dai cromatismi schizofrenici di Vitali, che si fonda sulla loro intima estraneità: “Perché se il marmo è intimamente retorico e propagandistico, il ferro è funzionale e onesto, esibisce la propria struttura al punto da essere solo struttura.”

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