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  <title>02blog.it</title>
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  <description>Milano: eventi, mostre, cinema e l'Expo Milano 2015</description>
  <pubDate>Wed, 16 May 2012 22:19:57 GMT</pubDate>
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  <copyright>2005-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>La Milano dell&#039;orrore: intervista a Samuel Marolla</title>
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    <pubDate>Fri, 16 Dec 2011 15:26:13 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>milano-da-leggere</category><category>bonelli editore</category><category>libri su milano</category><category>milano horror</category><category>samuel marolla</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/02blog/LaMilanodelorroreintervistaaSamuelMarolla.jpg" class="post" border="0" align="left" width="252" height="360" alt="samuel marolla, libri su milano, milano horror, bonelli editore " /> Di Samuel Marolla, scrittore e sceneggiatore per Bonelli di storie dell&#8217;orrore, è appena uscito un libro di racconti che si intitola La mezzanotte del secolo e che potrà interessare tutti noi, cittadini di Milano, abitanti di una città di per sé incubotica e puzzolente, che potremmo scoprire ben presto dotata anche di un&#8217;insospettabile anima nera, un&#8217;anima decisamente orrorifica. </p>
<p>Noi di 02blog, che di questi punti di vista stranianti sulla città siamo ghiotti, lo abbiamo raggiunto e intervistato per voi. Seguiteci dopo il salto per gustarvi fino in fondo questa lunga e intrigante intervista.</p>
<p><strong>Milano è una città che si presta bene al racconto dell&#8217;orrore?</strong><br />
 <br />
Milano si presta moltissimo a storie dell&#8217;orrore. Soltanto la nascita epica della città, che si vuole fondata dai celti in quanto i loro druidi ritenevano questo luogo un &#8220;nemeton&#8221;, cioè un centro di potere, dà l&#8217;idea delle potenzialità di Milano per quanto concerne la narrativa fantastica. Narrativa fantastica che poi ha avuto degli immensi rappresentanti, primo fra tutti Dino Buzzati, che per me è un punto di riferimento assoluto.</p>


<p>
<strong>Cos&#8217;ha Milano di particolare per le tue storie?</strong></p>
<p>Milano è ha tutto quello che ci vuole per delle buone storie dell&#8217;orrore, quindi: un passato illustre e travagliato, denso di luoghi, personaggi, leggende, fantasmi, unito a una grandezza geografica (considerando l&#8217;hinterland), una varietà di ambienti e un pizzico di respiro internazionale che le consentono di trasformarsi in un perfetto scenario.<br />
A volte penso che Milano nasconda i suoi millenni dietro luci al neon, grattacieli e cartelloni pubblicitari, ma che in certe notti, in alcuni punti, appaia per qualche istante l’antica creatura che realmente è.<br />
 <br />
<strong>Quali sono i quartieri, le strade o le piazze dove hai ambientato le tue storie? </strong><br />
 <br />
Ho cercato di spaziare in tutta Milano, dal centro alla sterminata periferia. Ci sono chiaramente quartieri che io a livello personale frequento di più (e che non è detto siano i più famosi), ma cerco di non farlo trasparire. Amo tutta la città e mi sembrerebbe di farle un torto privilegiando alcuni luoghi rispetto ad altri; quindi preferisco estendere l&#8217;orrore a tutta la metropoli.</p>
<p><strong>Hai inventato proprio tutto?</strong></p>
<p>Le strade, le piazze, i negozi, i ristoranti, i cortili citati sono rigorosamente veri. L&#8217;unica licenza poetica che mi sono preso è stata quella di ambientare un racconto nella luciferina via Saterna, dietro via Solferino: una strada che non è facile da raggiungere, e da cui soprattutto è impossibile uscire.<br />
 <br />
<strong>Milano è una città con una storia molto complessa e stratificata, come usi questa stratificazione nell&#8217;invenzione dei tuoi racconti?</strong><br />
 <br />
E&#8217; un discorso che mi affascina e mi interessa molto. Studio con passione il folklore e i misteri di Milano e la cosa meravigliosa è che si scopre sempre un dettaglio in più, si aggiunge sempre un tassello alla sua fantastica epopea.<br />
In uno dei racconti dell&#8217;antologia, un personaggio afferma che a Milano ci sono diversi strati, sia sotterranei che &#8220;sopraelevati&#8221;, dove è meglio non spingersi in quanto abitati da &#8220;cose che è meglio non disturbare&#8221;.<br />
Io sono in uno stato di soggezione naturale nei confronti della storia cittadina, della miriade di cose, di personaggi, di nomi, di dettagli, e cerco con pazienza di far mie le &#8220;regole del gioco&#8221; che Marguerite Yourcenar affermava essere fondamentali quando si affronta in narrativa una vicenda storica complessa e importante (nel suo caso, le inarrivabili &#8220;Memorie di Adriano&#8221;): &#8221;leggere tutto, informarsi su tutto, imparare tutto&#8221;.<br />
 <br />
<strong>Qual è il luogo di Milano che ti fa più paura?</strong><br />
 <br />
La Rinascente in Duomo. No, scherzo&#8230; a Milano ci sono molti luoghi che fanno paura se visti nel modo giusto e nel momento giusto (o nel momento sbagliato, a seconda dei punti di vista).<br />
Contrariamente al luogo comune che vuole una Milano nebbiosa e invernale, devo dire che la città d&#8217;estate, quando è vuota (ormai sempre più raramente), secondo me fa molta più paura. In ogni caso, ce ne sono molti, di luoghi che fanno paura. Alcuni insospettabili, come il nuovo, ordinatissimo quartiere di Bicocca, che sembra uscito da un (bellissimo) incubo borgesiano. Le guglie del Duomo a me terrorizzano, mi danno una sensazione fortissima da sindrome di Stendhal, i visitatori potrebbero scomparire nel nulla fra quei gelidi marmi come i protagonisti di &#8220;Picnic ad Hanging Rock&#8221;. I vicoli di certe zone del centro, ad esempio la Stretta Bagnera, le Cinque Vie o i Navigli, nelle quasi scomparse serate di nebbia. Il triceratopo gigante del museo di storia naturale di Porta Venezia. I quartieri periferici, con le loro distese immense di cortili e androni e fabbriche dismesse. Le stazioni sotterranee deserte del passante ferroviario al quindici di agosto, uscite da un film di David Lynch&#8230; e potrei continuare così ad libitum.<br />
 <br />
<strong>Qual è la differenza secondo te tra la paura e il terrore?</strong><br />
 <br />
La paura è una sensazione strisciante, che si insinua lentamente grazie a piccoli, impercettibili segnali. Il terrore è come un pugno, ti arriva addosso in un attimo e ti lascia tramortito.<br />
 <br />
<strong>Il fatto che stiamo vivendo un periodo storico difficile, perennemente appesi su un baratro, un abisso, rende buon servizio al racconto horror?</strong><br />
 <br />
Sicuramente. Nella mia antologia il titolo stesso, la Mezzanotte del Secolo, gioca molto su questo concetto, sulla sensazione straniante di &#8220;fine del mondo&#8221; che ci coinvolge tutti a vari livelli, dalle bislacche teorie catastrofiste sul 2012 alla crisi finanziaria globale, ai concreti disastri climatici che negli ultimi tempi hanno martoriato ogni angolo del mondo. L&#8217;horror è storicamente più forte quando riflette le angosce di tutti i giorni e, come tu dici, abbiamo avuto e stiamo avendo adesso i nostri bei giorni di paura.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.02blog.it/post/9205/la-milano-delorrore-intervista-a-samuel-marolla">La Milano dell'orrore: intervista a Samuel Marolla</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.02blog.it">02blog.it</a> alle 17:26 di venerdì 16 dicembre 2011.</p>
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    <title>Quando Milano ebbe un pericoloso estremista di sinistra eletto a Palazzo Marino: correva l&#039;anno...</title>
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    <pubDate>Mon, 06 Jun 2011 15:54:34 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Trab</dc:creator>
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    <category>milano-da-leggere</category><category>emilio caldara</category><category>sindaco comunista milano</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/02blog/cinquanta.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="326" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p><strong>Forse non tutti sanno che&#8230; </strong>(l&#8217;incipit si ispira alla famosa rubrica della Settimana Enigmistica) Milano ha già avuto il pericolo sindaco &#8220;estremista rosso&#8221;, anche se allora forse la locuzione era maggiormente giustificata dai tempi (e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Socialista_Italiano">i socialisti la volevano fare veramente la rivoluzione</a>), ovvero quando lo <strong>spauracchio del comunismo </strong>aveva realmente senso. </p>
<p><strong>Correva l&#8217;anno 1914</strong> e l&#8217;estremista eletto a Palazzo Marino si chiamava <a href="http://www.ilsocialista.com/interno.php?link=storie_interno&#038;id_storie=84&#038;indice="><strong>Emilio Caldara</strong></a>, socialista e pacifista, alla vigilia della Grande guerra. Tutti i riferimenti al neo eletto sindaco (non) sono puramente casuali.  </p>
<p>In merito al mandato di Caldara, <a href="http://www.linkiesta.it/cosa-succede-quando-un-estremista-rosso-guida-milano#ixzz1OUVPJcIE">un bell&#8217;articolo di Linkiesta</a> ci fornisce tutti i lumi sulla questione, un quadro che potrebbe essere trasposto ai nostri tempi con facilità. Provate a sostituire, a mo&#8217; di gioco, i protagonisti di ieri con quelli di oggi.</p>


<blockquote>la borghesia milanese storce assai il naso. «Barbarossa a Palazzo Marino», titola il Corriere della sera, tanto per far capire da che parte stava. Sarà «il sindaco di tutti i milanesi», come avrà modo di sottolineare Turati, mentre il Corriere lo contraddice dicendo che amministrerà soltanto per il «proletariato rigorosamente socialista». Nel dibattito interviene anche il direttore dell’Avanti!, Benito Mussolini, proponendo di boicottare il re.
</p></blockquote>
<p>Clima arroventato quello alla vigilia della prima guerra mondiale, con parole grosse del futuro Duce che in un articolo tuonava: &#8220;Si sappia che se Sua Maestà Vittorio Emanuele avesse idea di venire a Milano, troverà il portone di Palazzo Marino solidamente sprangato&#8221;. Ma così non andò, ci spiega l&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>la giunta Caldara, invece, varerà una serie di progetti che ancor oggi condizionano la vita di Milano: la metropolitana, innanzitutto, concepita in quegli anni, il canale navigabile per unire Milano all’Adriatico (inaugurato soltanto un paio d’anni fa), la Stazione centrale, il Tribunale, l’ospedale Niguarda vengono varati dalla giunta Caldara, opere interrotte a causa della Prima guerra mondiale, e poi riprese dal fascismo.</p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.02blog.it/post/8214/quando-milano-ebbe-un-pericoloso-estremista-di-sinistra-eletto-a-palazzo-marino-correva-lanno">Quando Milano ebbe un pericoloso estremista di sinistra eletto a Palazzo Marino: correva l'anno...</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.02blog.it">02blog.it</a> alle 17:54 di lunedì 06 giugno 2011.</p>
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    <title>Innamorarsi a Milano: proposte e consigli per San Valentino... nel 1970</title>
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    <pubDate>Mon, 14 Feb 2011 00:10:53 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Gianluca Longhi</dc:creator>
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    <category>vivere-la-notte</category><category>divertimenti</category><category>milano-da-leggere</category><category>innamorarsi a milano</category><category>locali anni 70 milano</category><category>san valentino anni '70 a milano</category><category>san valentino nel passato</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/02blog/Palazzorealecontram.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="181" alt="palazzo reale con tram anni 70" />Uno dei miei luoghi prediletti di bighellonaggio è la sezione<em> Ultima Spiaggia</em> del <a href="http://www.libraccio.it/">Libraccio</a>.<br />
Tra decine di libri di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Moccia">Moccia</a> che non vedono l&#8217;ora di terminare la loro infausta esistenza al macero e centinaia di volumi intonsi di “Va dove ti porta il cuore”, per i quali ettari di bosco sono stati ingiustamente sacrificati, ho trovato una piccola guida del 1970 su locali e luoghi romantici di Milano.</p>
<p>Proprio a partire dai preziosi suggerimenti contenuti in questo libro di oltre 40 anni fa ho voluto immaginarmi un possibile San Valentino nel 1970. Cosa si poteva fare con la fanciulla a Milano in quell&#8217;anno? Dove si poteva portarla? Quali locali di tendenza, ora caduti nell&#8217;oblio, erano i migliori per conquistarla?</p>
<p>In quell&#8217;anno il sindaco era il socialista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Aniasi">Aldo Aniasi</a> e i telefonini non erano ancora stati concepiti. Per contattarla da un luogo che non fosse casa si poteva puntare sulla SIP della Galleria Vittorio Emanuele (chiusura ore 22) o sulla stazione Centrale che fino alle 2 di notte offriva la più alta concentrazione di telefoni. Sperando naturalmente che in casa di lei non ci fosse il duplex&#8230;</p>
<p>Foto|<a href="http://www.flickr.com/photos/giokai421/4290497322/in/set-72157623123394635/">Flickr</a></p>


<p>
Lo stipendio medio si aggirava sulle 80.000-90.000 £ (40-45 euro) e si poteva raggiungere in auto anche piazza del Duomo. Un buon luogo per parcheggiare era via Arcivescovado. </p>
<p>Niente di meglio che cominciare con un aperitivo. La birra non andava di moda come oggi e un buon modo per rompere il ghiaccio con del buon vino era <strong>Morigi</strong>, vicino a via Meravigli, esistente tutt&#8217;ora nell&#8217;omonima via al numero 8. I frequentatori erano soprattutto “anziani con sigaro in bocca”, ma la sera si trasformava in ciò che molti trentenni oggi chiamano <em>wine bar</em>. Qua si potevano trovare suonatori ambulanti capaci di fare ascoltare le melodie più tenere e dolci. </p>
<p>Imperdibile anche il <strong>Poker di via Boscovich 51</strong>, zona Buenos Aires, dove bere alcolici e analcolici a 150 £ o il <strong>Doria di via Amedeo d&#8217;Aosta 19 </strong>dove tutt&#8217;ora si possono assaggiare cocktail ideati qui, oltre quaranta anni fa, come la Bomba Fragola, beverone assai inebriante, a quanto ne dicono i giovani degli anni zero che del posto sono habitué. Presente un juke box nel piano inferiore. </p>
<p>Poco distante da quest&#8217;ultimo è ubicato un locale che stava un po&#8217; passando di moda, il <strong>bar Basso</strong>, ove nacquero Negroni sbagliato e mangia e bevi. Per chi se lo può permettere, un aperitivo eccezionale si trovava alla <strong>Maison du Caviar</strong>, che ora non esiste più, in via Spadari, con ostriche e Champagne. Ma aspettatevi spese folli (in lire).</p>
<p>Per quanto riguarda la cena, la guida degli anni 70&#8242; consiglia vivamente il ristorante ungherese <strong>Tulipan, in piazza Oberdan</strong> angolo via Tadino. Anche di questo non esiste più niente se non qualche amarcord sul web. Si potevano trovare ottime polpettine di carne arrotolate nella lattuga. Per due preparatevi a spendere quasi un decimo del vostro stipendio da sottoproletario degli anni 70&#8242;. Per la pizza non ci sono molte indicazioni, se non <strong>O&#8217; Scugnizzo di viale Cassala</strong>, tutt&#8217;ora esistente. </p>
<p>Basta mangiare, è tempo di ballare! Se la ragazza ama le danze sfrenate si potrebbe portarla in qualche locale beat. Visto il troppo caos però in questi locali non potete nemmeno sognarvi di seguire le vie tradizionali della seduzione. La guida però cita lo stesso qualche luogo rappresentativo tipo il <strong>Wanted Saloon (ex Piper) in viale Alemagna 6</strong>, successivamente diventato Old Fashion. Noi che abbiamo la possibilità di conoscere il futuro possiamo dirvi che il <strong>Wanted Saloon</strong> fu costretto a chiudere poco dopo a causa di una sparatoria tra clienti. Altro luogo di punta il <strong>Paip&#8217;s, in corso Europa 9, </strong>locale storico per capelloni dove sul finire degli anni 60&#8242; suonavano abitualmente i <a href="http://www.camaleonti.it/">Camaleonti</a>. Sempre in corso Europa il <strong>Fitzgerald</strong>, con obbligo di cravatta e <strong>l&#8217;Europa Club</strong>. Considerato demodè il <strong>Santa Tecla</strong>, importante locale beat, luogo natio dell&#8217;esistenzialismo milanese e dei primi concerti jazz italiani. </p>
<p>Negli anni 70&#8242; erano un po&#8217; in declino anche i cosiddetti whisky à gogo, ma non è detto che la vostra ragazza non gradisca. Lo scopo di queste “discoteche tranquille” era ricreare in un locale la festicciola casalinga con dischi (niente musica dal vivo) e qualche liquore. Potrebbe essere il luogo ideale per l&#8217;inizio di una storia d&#8217;amore. </p>
<p>Complice il buio, costante di questi locali. Il <strong>Tarantola, in via Principe Eugenio 15</strong> era il più buio della città, ideale per un ballo guancia a guancia. Il nome era dovuto a tarantole fluorescenti presenti sulle pareti. Altri whisky a gogo frequentati il <strong>Rififi in piazzale Biancamano</strong> ed il <strong>Whisky Notte in piazza Carlo Erba</strong>. Di questo si dice fosse il classico locale dove portare una provinciale per fare la figura del ricco. Per i whisky a gogo i primi anni 70&#8242; erano un periodo di transizione verso l&#8217;essere discoteca. In pratica dovevano riqualificarsi se non volevano essere schiacciati dalle nuove mode. Ma i locali cool nel 1970 meneghino erano ben altri. </p>
<p>Un posto “esotico-chic” (un concetto metropolitano che oggi vive l&#8217;apoteosi totale della falsificazione, <a href="http://ingannodeisensi.blogspot.com/2008/11/simulacro-di-baudrillard.html">simulacro </a>direbbe Baudrillard, in corso Como 10) era il <strong>Conte Biancamano</strong>, all&#8217;idroscalo punta dell&#8217;Est, noto anche come il Transatlantico. Non si trattava di una riproduzione, bensì <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conte_Biancamano_%28transatlantico%29">pezzi della nave </a>portati qua e resi luoghi “ballerecci”. </p>
<p>Il<strong> Number One, in via Annunciata,</strong> era frequentato solo da “gente bene”, niente a che fare con il luogo di perdizione in provincia di Brescia. Diciamo che qui andare faceva “fino”, antecedente al fa “figo” degli anni 80&#8242;. Queste non sono solo sottigliezze linguistiche! Discoteca molto frequentata anche il <strong>Nepentha in piazza Diaz 1</strong>, con moquette, pareti di velluto e luci dal pavimento. Per chi invece volesse andare fuori porta consigliato  il <strong>Risveglio </strong>a Binasco. Se state portando qua la ragazza, lei dovrebbe già aver intuito le vostre intenzioni. </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.02blog.it/post/7802/innamorarsi-a-milano-proposte-e-consigli-per-san-valentino-nel-1970">Innamorarsi a Milano: proposte e consigli per San Valentino... nel 1970</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.02blog.it">02blog.it</a> alle 02:10 di lunedì 14 febbraio 2011.</p>
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    <title>Milano da leggere: &quot;Milano Fantasma&quot; di Michele Mari e Velasco Vitali</title>
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    <pubDate>Wed, 07 Apr 2010 14:29:39 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>bizzarrie</category><category>milano-da-leggere</category><category>edt edizioni</category><category>libri su milano</category><category>michele mari</category><category>milano da leggere</category><category>milano fantsma</category><category>velasco vitali</category>
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    </p>
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<p>Inauguriamo oggi una nuova rubrica settimanale dedicata alla <strong>Milano da Leggere</strong>: vale a dire a quelle controfigure di carta e caratteri che poeti e scrittori, partendo dalla propria percezione della Milano reale, negli anni hanno creato, trasformando lo sfondo delle loro vite nella scenografia dei propri ingranaggi narrativi.</p>
<p>Per cominciare questo viaggio nella geografia letteraria milanese ho scelto un libro molto particolare intitolato <strong>Milano Fantasma</strong>, frutto della collaborazione e l&#8217;intersezione artistica di due punti di vista, quello dello scrittore milanese <strong>Michele Mari</strong> e quello del pittore comasco <strong>Velasco Vitali</strong>, due sguardi che, intrecciando i linguaggi paralleli della scrittura e dell&#8217;immagine, guidano il lettore-osservatore in un viaggio sentimentale che ricostruisce una Milano diversa da quella che si presenta agli occhi e ai flash dei turisti: una Milano Fantasma, appunto.</p>
<p>Il viaggio parte – e non potrebbe fare altrimenti – dalla Stazione Centrale, un luogo che nello sguardo di Mari si sdoppia nelle sue due dimensioni, quella “non solo brutta, ma sproporzionata, tronfia, stilisticamente ibrida e soprattutto, fascista” di pietra, che è “marmo per definizione anche quando non lo è” e quella dell&#8217;immensa volta di ferro. Una dualità tra materiali, sottolineata dai cromatismi schizofrenici di Vitali, che si fonda sulla loro intima estraneità: “Perché se il marmo è intimamente retorico e propagandistico, il ferro è funzionale e onesto, esibisce la propria struttura al punto da essere solo struttura.”</p>


<p>
Poi il viaggio prosegue, passa da piazzale Loreto – una piovra dagli otto tentacoli, una delle piazze più brutte di Milano, che si contende il primato, secondo Mari, con piazza Repubblica e piazza San Babila – poi dalle chiese di San Lorenzo, Sant&#8217;Eustorgio, dalle circonvallazioni, dal parco Sempione, poi tocca le vette della Torre Velasca e del Pirellone, il Palazzo di Giustizia, il Castello. </p>
<p>Lo sguardo di Mari non si limita però ai soli monumenti, ai simboli milanesi per eccellenza, ma scava più in profondità, fa emergere dalla  propria memoria personale alcuni dei luoghi forse meno conosciuti ma più ricchi di fascino, di mistero. Dal Fopponino di Porta Vercellina, una piccola cappella tra piazzale Aquileia e via San Michele del Carso che, insieme all&#8217;ossario di San Bernardino alle Ossa, in piazza Santo Stefano, rappresenta l&#8217;inquietante ma ammaliante punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, sottolineato dal cartiglio del Fopponino:</p>
<blockquote><p> Ciò che sarete voi noi siamo adesso<br />
chi si scorda di noi scorda se stesso</p></blockquote>
<p>Il viaggio consta poi un&#8217;altra decina di tappe, tra la Fiera e San Siro, San Simpliciano, Santa Maria delle Grazie e Sant&#8217;Ambrogio – la quale per Mari “veramente e definitivamente attesta la superiorità del romanico su qualunque altro stile”– fino al termine del percorso, alla tappa che più di tutte è intrisa di nostalgia, l&#8217;unica dedicata a spazi scomparsi, quelli dei Vecchi Cinema, che Mari ricerca nella memoria come Benjamin i Passages nella Parigi sventrata da Haussmann. </p>
<p>E mi chiedo: ma come fa il lettore milanese, posto di fronte all&#8217;infinita lista di cinema perduti snocciolata da Mari, a non avere la sensazione di vivere in una città stuprata, una città che ha venduto la propria anima al mondo posticcio della Moda, un mondo a cui Mari dedica, parlando del Museo della Scienza e della Tecnica, uno speciale anatema:</p>
<blockquote><p>Solo la parola “moda” mi fa vomitare, perché nemmeno Attila sarebbe stato capace di fare quello che gli stilisti hanno fatto a Milano. Si sono presi tutto il centro storico fra Brera e San Babila, si stanno prendendo il vecchio quartiere industriale intorno all&#8217;Ansaldo, altro vanno meditando cui nemmeno osiamo pensare: ma che non osino toccare il mio Museo, ai cui sarcofagi egizi chiedo fin d&#8217;ora di preparare terribili maledizioni fino alla settima generazione.</p>
<p>Michele Mari e Velasco Vitali<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788860403698/mari-michele/milano-fantasma.html">Milano Fantasma</a><br />
EDT<br />
euro 35</p>
<p>Immagini | ©2008 Velasco Vitali</p></blockquote>
<p><a href="http://www.02blog.it/galleria/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/02blog/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/Immagine4.png" alt="Milano fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali" width="586"   height="238" /></a><br clear="all" /><br />
<a href='http://www.02blog.it/galleria/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/'>Milano fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali</a><br />
<a href="http://www.02blog.it/galleria/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/1"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/02blog/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/thn_Immagine4.png" alt="Milano fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali" width="130" height="52" /></a><a href="http://www.02blog.it/galleria/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/2"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/02blog/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/thn_Immagine5.png" alt="Milano fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali" width="130" height="94" /></a><a href="http://www.02blog.it/galleria/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/3"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/02blog/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/thn_Immagine6.png" alt="Milano fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali" width="130" height="97" /></a><a href="http://www.02blog.it/galleria/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/02blog/milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali/thn_Immagine7.png" alt="Milano fantasma di Michele Mari e Velasco Vitali" width="130" height="97" /></a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.02blog.it/post/6614/milano-da-leggere-milano-fantasma-di-michele-mari-e-velasco-vitali">Milano da leggere: "Milano Fantasma" di Michele Mari e Velasco Vitali</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.02blog.it">02blog.it</a> alle 16:29 di mercoledì 07 aprile 2010.</p>
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