Parrucchieri cinesi a Milano: +18% in un anno

pubblicato da gabriele ferraresi

parrucchiere cinese via muratDi parrucchieri cinesi a Milano ci eravamo occupati in passato: Marta aveva scritto un lungo e interessante post su quelli di viale Monza, per esempio. Oggi leggo su Affari Italiani che a Milano un parrucchiere su otto è un “nuovo milanese”, e sono sopratutto quelli che arrivano dalla Cina a far la parte del leone.

Chissà perché proprio loro si sono specializzati in questa attività: è un po’ come per le consegne dei corrieri, dove a dominare invece sono i sudamericani. In ogni caso i dati del 2009 sono questi, per quanto riguarda i coiffeur meneghini low cost - anche se credo sia più giusto dire: right cost, il prezzo giusto, cioè intorno agli otto euro per un taglio e uno shampoo da uomo -

tra le nuove aperture una su quattro arriva da Pechino (…) I dati emergono da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese a maggio 2010. (…) fenomeno in crescita e in controtendenza rispetto alla leggera contrazione dei parrucchieri italiani, che perdono l’1% di ditte in un anno. I nuovi barbieri meneghini sono soprattutto cinesi, con il 39% delle imprese individuali attive tra i non italiani, seguiti da marocchini (8%), francesi, dominicani ed egiziani (4% ciascuno) (…) I parrucchieri cinesi sono giovani, l’80%, infatti, ha meno di 40 anni

Io sono andato spesso dal parrucchiere cinese di via Murat, all’altezza del 73, quello della foto sopra di google maps: l’immagine è vecchia, l’insegna ora è cambiata. Per taglio e shampoo otto euro, il prezzo giusto. Voi avete qualche indirizzo da segnalare? Fatelo nei commenti, potrebbe saltare fuori una piccola guida ai parrucchieri cinesi a Milano…

condividi condividi 23 commenti martedì 24 agosto 2010

Risanamento: l'area Falck venduta per 405 milioni di euro

pubblicato da gabriele ferraresi

milano santa giulia risanamentoQui si intrecciano immobiliarismo, finanza, aree dismesse, Milano Santa Giulia e Sesto San Giovanni. Il collante è la Risanamento Spa, risalita non proprio agli onori della cronaca per il sequestro delle aree di Milano Santa Giulia.

Ieri, vi abbiamo dato notizia della bonifica dell’area, proposta dalla proprietà. Ma tutto ruota intorno alla liquidità che tranquillizzerebbe molto le banche che hanno salvato la Risanamento, che verrebbero placate vendendo le aree di Sesto ex Falck.

Diciamo che 405 milioni di euro, sono un buon calmante:

Risanamento (RN.MI: Quotazione) ha stipulato con Sesto Immobiliare un contratto preliminare per la cessione dell’ex area Falck di Sesto San Giovanni per un valore di 405 milioni di euro. Sesto Immobiliare corrisponderà circa 131 milioni per cassa mentre i restanti 274 milioni si tradurranno nell’accollo liberatorio da parte dell’acquirente del debito che la controllata di Risanamento Immobiliare Cascina Rubina ha nei confronti di Intesa SanPaolo

Gli acquirenti chi sono? Una cordata italocoreana formata da Honua Group e dall’immobiliarista Davide Bizzi, ma Intesa San Paolo, Unicredit e BPM devono ancora approvare l’operazione.

Foto | Flickr

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Tasse locali a Milano e in Lombardia: quanto paghiamo in media?

pubblicato da gabriele ferraresi

tasse locali milano lombardiaEh le tasse locali! Sono tutte quelle imposte che paghiamo e per le quali in teoria dovremmo avere un riscontro immediato, quasi palpabile, visibile oserei dire. Si trasformano in servizi, infrastrutture, qualità della vita. Quello che forse non sapete è quanto spendiamo l’anno in media, a testa, e in che posizione siamo rispetto al resto d’Italia, ovvero se paghiamo di più o di meno delle altre regioni.

Su quest’ultima questione, vi tolgo la sorpresa: siamo quelli che pagano più tasse locali in tutta Italia - mentre in Campania si paga meno, 1.657 euro l’anno, in media - ma viviamo anche in una regione con buoni servizi. Vediamo se indovinate la cifra che paghiamo in Lombardia e a Milano di tasse locali! La soluzione è dopo il salto: prima però non barate con google e fate il sondaggino…

Foto | Flickr

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CityLife: Generali rileverà le quote di Ligresti?

pubblicato da gabriele ferraresi

citylife generali perissinotto

Il progetto CityLife, ve lo ricordate? Se abitate in zona Fiera, dubito che possiate averlo dimenticato. Il progetto negli ultimi mesi ha avuto qualche problema. Lo si legge sul Corriere dello scorso 18 maggio, per esempio:

Erano state progettate per ospitare uffici e spazi destinati al terziario, ma la crisi economica sta riscrivendo la storia delle avveniristiche torri che dovrebbero prendere il posto della vecchia Fiera. Uno dei tre grattacieli, la contestatissima torre «gobba» di 35 piani e 170 metri d’altezza progettata da Daniel Libeskind, potrebbe essere destinato esclusivamente ad appartamenti e hotel. Lo ha annunciato in un incontro con la stampa a Milano l’amministratore delegato di CityLife, società di sviluppo immobiliare dell’area, Claudio Artusi

Problemi di soldi, in estrema sintesi. Se ne leggeva qualche tempo fa - il 10 giugno - anche sul blog del Fatto Quotidiano

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Gabriele Moratti: una casa in stile caverna di Batman non pagata?

pubblicato da gabriele ferraresi

batmobile batcaverna figlio moratti gabrieleVenerdì su Il Giornale si raccontava della vicenda in cui è rimasto coinvolto il figlio di Letizia Moratti, Gabriele Moratti. Che avrebbe combinato il figlio del primo cittadino? E’ presto detto: Moratti Junior acquista uno stabile in via Cesare Ajraghi, lo trasforma in una residenza senza modificare la destinazione d’uso - erano laboratori classificati come C3: qui un pdf del catasto vi spiega tutto - ma soprattutto, a quanto spiegano i giudici, senza pagare la ditta che aveva svolto i lavori.

E a leggere il quote qui sotto, preso dal pezzo de Il Giornale, sembra che non ci fosse proprio solo da buttare giù un muretto in cartongesso…

«Il modello sembrava che fosse la caverna di Batman», dice - scherzando ma non troppo - uno dei tecnici che ha partecipato ai lavori. Parcheggi a scomparsa, piscina, poligono di tiro: tutto in uno stabile destinato a laboratorio, e trasformato - senza variante d’uso - nella residenza avveniristica di un giovanotto che non badava a spese. Budget quasi illimitato, al momento del progetto. Ma a lavori pressoché ultimati, al momento di pagare il conto, il giovanotto ha iniziato a recalcitrare. A sostenere che i lavori erano malfatti. La faccenda è finita in mano ai giudici, i quali hanno ordinato al giovane di pagare.

Fantastico: parcheggi a scomparsa, piscina, poligono di tiro! Dovevo saperne di più su di lui.

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Milano la città più cara d'Italia, secondo Istat, Unioncamere e Istituto Tagliacarne

pubblicato da gabriele ferraresi

milano città cara italiaPoche settimane fa era un’uscita un’altra ricerca, di Mercier, che analizzava i costi per le trasferte di lavoro: Milano era risultata la quindicesima città più cara del mondo, bizzarramente preceduta al primo posto da Luanda, capitale dell’Angola. Ovviamente la classifica era stilata basandosi sui costi per le aziende che dovevano garantire ai propri dipendenti uno “standard di vita” sul luogo, adeguato a quello del luogo in cui vivevano prima. Da lì, i costi lievitati.

Istat invece, lo leggiamo stamattina su Repubblica, ci conferma quanto vediamo ogni giorno:

Milano in testa alla classifica dei prezzi tra le grandi città italiane, almeno per chi deve fare la spesa dal fruttivendolo o dal panettiere, per chi si deve curare, istruire o deve arredare casa. Più economico vivere a Roma ma anche, al Nord, a Torino o Genova. Qui la vita costa il 7,3 per cento in più che a Palermo o Napoli. Vale a dire che un impiegato statale che vive e lavora a Milano e che guadagna gli stessi 1.200 euro mensili del collega siciliano, alla fine di ogni mese ha in verità 88 euro in meno

Il pdf originale della ricerca potete scaricarlo e leggervelo dal sito dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne.

Foto | Flickr

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Milano diventerà una free zone fiscale?

pubblicato da gabriele ferraresi

tasse milano letizia moratti

Non so per voi, ma per me questo è periodo di commercialismo e barbarie. Ci sono da pagare le tasse, in sintesi: proprio a tema tasse e Milano - e a tema burocrazia - in questi due giorni mi sono caduti gli occhi su un paio di pezzi che volevo segnalarvi.

Paolo del Debbio, dalle colonne del Giornale, spiega che è una cosa estremamente ok che Milano diventi una “free zone fiscale”

Milano diventi una free zone fiscale, cioè una zona con trattamenti fiscali speciali per le imprese che già lavorano a Milano o che potrebbero decidere di mettere qui la propria sede. È una proposta di Letizia Moratti, sindaco di Milano dove operano circa 280mila imprese e che «ha la responsabilità come motore d’Italia di contribuire in modo forte al rilancio del Paese e del territorio». L’Irlanda, tanto per intenderci, ripartì grazie a qualcosa del genere. Il Galles pure

Eh? Come l’Irlanda?

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Crisi, Citylife raddrizza il grattacielo: più case e meno uffici

pubblicato da Silvio Gulizia



Citylife alla fine raddrizzerà il grattacielo che non piace a Berlusconi per vendere più residenze. Con la crisi che c’è, il mercato degli uffici batte cassa, come spiega l’ad di Citylife Claudio Artusi: “Sta accadendo, e si prevede accadrà, una minor richiesta di metrature per uffici”.

Uffici immersi in un immenso parco verde, i cui lavori sono partiti oggi in contemporanea con quelli per la prima fermata del secondo lotto della metropolitana 5.

Il progetto Citylife prevede all’interno dell’area dell’ex Fiera tre grattacieli e altre residenze immerse nel verde. Sarà quello “storto” progettato dall’architetto Libeskind a trasformarsi nel primo skyscraper mezzo residenziale e mezzo terziario.

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condividi condividi 10 commenti martedì 18 maggio 2010

Crack derivati Comune di Milano: oggi inizia il processo

pubblicato da gabriele ferraresi

crack derivati comune di milano

Vi ricordate dei derivati del Comune di Milano? Secondo qualcuno, la nostra “crisi greca” potrebbe saltare fuori dagli enti locali, che negli anni passati sottoscrissero in massa un prodotto finanziario rischioso e poco comprensibile persino per gli addetti ai lavori. Proprio quei derivati cui anche Report aveva dedicato una puntata tempo fa.

La situazione attuale qual è? Il Comune di Milano - oltre ad affrontare come parte civile il processo penale che parte oggi, primo caso al mondo, che lo vede contro le banche Ubs, JP Morgan, Deutsche Bank e Depfa Bank - deve cercare di azzerare il debito. Il Sole24Ore ci spiega così la faccenda:

Tecnico che va, tecnico che viene. Il Comune di Milano ne sta scegliendo uno, forse due, per realizzare il contro-derivato finalizzato all’azzeramento dei rischi dello swap (…) In Lombardia invece, un tecnico già scelto dalla maggioranza ha lasciato l’incarico due giorni fa, dopo essere stato ingaggiato per chiarire la vicenda del bond e del sinking fund. Si tratta dell’avvocato Vittorio Grimaldi, chiamato insieme ai docenti Ruggiero Cafari Panico e Lorenzo Caprio a costituire il board tecnico per studiare la struttura dell’operazione. Con una lettera circolata due giorni fa all’interno del Pirellone, Grimaldi ha dato le dimissioni «per motivi personali»

Fin qui tutto bene: ma vediamo di spiegare ancora una volta di che si tratta, quando parliamo di derivati…

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Botellon in Bicocca 24 aprile: tutte le informazioni

pubblicato da giulio


La primavera è ormai arrivata, e le temperature consentono una piacevole permanenza all’aperto. Insomma, ci sono tutti gli elementi necessari perchè ricominci la stagione dei botellon. Oltre a quello previsto per il prossimo 17 aprile in piazza Leonardo Da Vinci, ne è stato infatti recentemente annunciato un altro per sabato 24 in piazza dell’Ateneo Nuovo in Bicocca.

L’austero quartiere disegnato da Vittorio Gregotti sta diventando infatti da qualche tempo oggetto di crescenti attenzioni da parte dei giovani nottambuli e molti - anche su questo blog - hanno suggerito che potrebbe diventare presto il nuovo quartiere in delle notti milanesi.

C’è solo una piccola incognita che ancora tormenta i 2700 iscritti all’evento botellonico su Facebook: cosa farà la Polizia? Sulla bacheca c’è chi annuncia un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine per impedire il raduno e chi cita articoli della Costituzione che garantiscono il diritto a riunirsi in luogo pubblico.

Ancora pochi giorni e sapremo chi avrà la meglio.

Foto | Flickr.

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