
L’occupazione giovanile è il tema del 2012: una riforma del mercato del lavoro incombente, percentuali di disoccupazione che raggiungono i massimi storici, malumori e proteste che crescono. Per questo motivo, cerchiamo di approfondire il più possibile questo tema, a livello milanese. Anche quando ci sono buone notizie. L’ultima arriva da Palazzo Marino e riguarda un finanziamento di 2,3 milioni di euro alle aziende per l’assunzione di giovani e per la stabilizzazione di precari.
I soldi sono ridistribuiti così: per far assumere i giovani under 35 un milione e mezzo di euro, per far stabilizzare i lavoratori gia’ in azienda, 830mila euro. E’ una prima tranche di incentivi quella che Palazzo Marino e la Camera di commercio di Milano mettono a disposizione delle piccole medie imprese del territorio milanese attraverso un bando aperto per i prossimi 4 mesi o fino ad esaurimento risorse.
Dei 2milioni e 330 mila euro stanziati con il bando, 900mila sono fondi della Camera di commercio e i restanti del comune che, come ha spiegato l’assessore al Lavoro Cristina Tajani, “In un momento in cui la crisi occupazionale a Milano è ancora forte abbiamo voluto dare una risposta concreta, soprattutto per le giovani generazioni”. Secondo alcuni, però, il sostegno al lavoro per gli under 35 non dovrebbe passare per il finanziamento alle aziende che, in pratica, significa soldi pubblici dati agli imprenditori. E voi? Cosa ne pensate?
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9700 saranno assunti a tempo indeterminato, mentre più di tremila diventeranno imprenditori. Gli altri chissà. E’ questa la fotografia “economica” che la Camera di Commercio di Monza e Brianza fa della parte più produttiva dei giovani under 30 della Lombardia nei prossimi tre mesi. Una fotografia che in tempi di crisi da una parte fa ben sperare (alcuni giovani riacquistano un po’ di fiducia nel futuro) ma dall’altro preoccupa (avere un contratto a tempo indeterminato è sempre più difficile).
L’indagine, svolta su dati del Sistema Informativo Excelsior e Registro Imprese, parla chiaro. In Lombardia nei primi tre mesi del 2012 le assunzioni previste dalle imprese rivolte ai giovani under 30 sono 9700 circa (circa un terzo del totale delle nuove assunzioni previste fino a marzo), in aumento rispetto allo scorso trimestre (ottobre-dicembre) di 2500 unità. In particolare a Monza e Brianza le assunzioni previste dalle imprese e rivolte ai giovani sono circa 500 (più di un terzo del totale). E la Lombardia è la regione dove nasceranno più imprese individuali under 30 (3040).
Tuttavia non possiamo lamentarci troppo. Nel resto del paese, infatti, le cose vanno molto peggio: in tutta Italia nei primi tre mesi del 2012 i nuovi giovani imprenditori supereranno gli under 30 che troveranno il posto fisso. Saranno, infatti, circa 19mila i giovani non ancora trentenni che apriranno un’attività in proprio da qui a fine marzo, trovando lavoro per sé e dando lavoro a circa 6000 addetti. “Solo” poco meno di 18mila che troveranno un posto di lavoro con contratto a tempo indeterminato.
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Continua la galoppata dell’inflazione a Milano, come vi stiamo segnalando da un po’. E’ aumentato tutto. A cominciare dai generi di prima necessità come i prodotti alimentari: farina +6,6%, riso +9,4%, carni bovine +4,3%, pollame +4,4% prodotti ittici +5,2%, latte +5,5%, zucchero +17,0%, pane +4,3%, uova +4,3%, frutta +3,5%. Il primo mese del 2012 ha già conquistato un record negativo: l’aumento generalizzato dei prezzi a Milano è pari al +3,3% rispetto all’anno precedente.
Aumentano anche energia elettrica +10,0%, gas +15,1%, carburanti per trazione e riscaldamento +10,3%, fornitura acqua +23,0%. Secondo Federconsumatori questi dati dell’Istat “indicano con chiarezza che i cittadini sono sottoposti a continue tensione economiche, concretizzando il rischio della caduta dei consumi primari delle famiglie.
La ricetta per una soluzione secondo l’associazione in difesa dei diritti dei consumatori passa per “un’inversione di tendenza, soprattutto su quei beni, come energia elettrica, gas, trasporti che sono amministrati quasi in regime di monopolio: vanno sempre più liberalizzati e nello stesso tempo controllati maggiormente dalle Authority. Solo così si potranno creare le basi di una vera concorrenza, capace di misurarsi nel libero mercato, con il risultato di una reale riduzione dei prezzi”.
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Gallerie d’Italia, un museo a Milano tutto da scoprire proprio perché nuovo e gratuito pure almeno fino alla apertura della sezione dedicata al Novecento, prevista quest’anno. Intanto cosa potrete vedere in via Manzoni – sì, proprio nel cuore della città – è presto detto: il patrimonio artistico appartenente alla Fondazione Cariplo – partner del progetto – e a Intesa Sanpaolo.
Impazzite per i dipinti dell’Ottocento italiano, in particolare per i pittori lombardi? Allora non vi resta che trattenervi in ufficio un po’ più tardi giovedì, oppure approfittare di un aperitivo lungo, per rimanere qualche minuto in contemplazione di duecento opere dell’Ottocento, ma non solo, dato che ci sono pure alcuni bassorilievi di Antonio Canova e quattro opere di Umberto Boccioni.
Paola ha già fatto un sopralluogo per noi mentre altre info le trovate su artsblog. Il museo – ha anche un bel sito internet www.gallerieditalia.com – è una vera chicca, sempre che amiate il periodo e lo stile ottocentesco, ed è un peccato che abbia fatto solo 50.000 visitatori in due mesi. Il mio consiglio è farci un giro prima che a fine primavera (come leggo sul “Corriere”) diventi da gratuito a pagamento.
Info: ingresso presso via Manzoni 10.
Orari: Ma - Do 9.30 -19.30; Gio 9.30 - 22.30; Lunedì chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima.
Se avete seguito minimamente lo sviluppo del decreto salva-Italia di Mario Monti, avrete anche fatto caso all’introduzione dell’Imu. L’Imu è l’imposta municipale unica, ed è una tassa che va a sostituire la vecchia Ici, l’imposta comunale sugli immobili andata in pensione - solo per la prima casa - nel 2008. Ma quanto pagheremo di Imu a Milano? Per ora è ancora presto per saperlo con certezza - in settimana il decreto passerà anche al Senato - ma è presto anche perché i singoli comuni avranno una discreta libertà nel modulare l’aliquota. Rispetto all’ultima Ici pagata dai milanesi nel 2007 si diceva che per una casa di categoria A2 - edilizia civile - l’imposta salirebbe dai 635 euro l’anno del 2007 agli 806 del 2012.
Per un’abitazione di categoria A3 invece - quindi economica, secondo il catasto - l’aumento sarebbe più contenuto, da 215 a 235 euro l’anno. Ma è ancora tutto da capire, come sarà l’Imu una volta che la dovremo pagare. Oggi Rita Querzè scrive dell’aumento rispetto ai tempi dell’Ici, e lo valuta “intorno al 20 per cento”.
Le rendite catastali del residenziale sono rivalutate del 60 per cento con un moltiplicatore che passa da 100 a 160. Altro discorso quello dei proprietari di immobili (secondi, terzi, quarti…) dati in affitto. In questo caso la rivalutazione è del 61 per cento con un moltiplicatore che passa da 35 a 55
Non una vera e propria stangata, ma un aumento. C’è chi propone di far scendere al minimo l’aliquota, dal 7,6 al 4 per mille, come Assoedilizia, chi chiede ai propri sindaci applicarla al minimo - la Lega Nord - o arrivare addirittura alla disobbedienza civile e non pagare.
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Ok, le cose non vanno bene, e sembra che il 2012 non sarà un anno luminoso per le nostre tasche. Ma anche quello appena passato secondo i dati Istat le ha prosciugate non poco: a quanto riporta l’indice dei beni ad alta frequenza d’acquisto infatti c’è stato un aumento medio dei prezzi del 4,8% rispetto al novembre 2010.
Cattive notizie anche per quel che riguarda l’inflazione a Milano: siamo arrivati al 4,2%, dato più elevato dal 1996. Dove abbiamo speso di più? In cima agli aumenti milanesi i carburanti, dove si è speso il 17,2% in più, seguono i trasporti al 9,4%, le bevande al 4,9% e gli alimentari al 4,1%, i beni per la casa più stabili sono aumentati solo del 2,4%.
Precisa Marco Bulfon di Altroconsumo:
«Tra il 2001 e il 2011 i redditi sono aumentati un terzo in meno rispetto ai prezzi: gli stipendi sono al palo e la situazione per le famiglie è grave. Questa tendenza è comune a tutto il Paese, ma a Milano è ancora più evidente. Prima risparmiare era più facile perché c’era maggiore concorrenza nella grande distribuzione. Ora, invece, è più difficile e la forbice tra chi può spendere di più e chi di meno è sempre più ampia»
Insomma, non si mette bene, ma penso ce ne fossimo accorti già tutti.
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Ringraziamo il nostro lettore jerp per la tempestiva segnalazione: ATM per incentivare lo shopping natalizio senza automobili da lunedì 13 dicembre fino alla fine dell’anno applicherà un euro di sconto sull’abbonamento giornaliero: 3,50 euro anziché 4,50. Ricordiamo che il biglietto permette di viaggiare per tutto il giorno su tutti i mezzi della rete urbana di ATM.
Sia in superficie sia in metropolitana il giornaliero consente un numero illimitato di viaggi ed è valido anche sui tratti ferroviari urbani gestiti da Trenord, incluso il passante ferroviario. Ma se vale un giorno cosa succede se voglio usarlo anche l’ultimo dell’anno? Se convalidato il 31 dicembre, potrà essere utilizzato anche il 1 gennaio fino alla scadenza delle ventiquattro ore.
Una notizia di certo positiva, magari per il viaggiatore occasionale, il turista o il solito ritardatario che si ricorda di comprare i regali all’ultimo secondo; il comunicato ATM fa però a pugni con l’annunciato sciopero pre-natalizio ATM di oggi e domani – avete letto vero il post di Gabriele? Quello con tutte le indicazioni delle fasce orarie protette? Scriveteci nei commenti cosa ne pensate.
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Ieri ho lanciato il sasso nello stagno, oggi c’è qualche cifra in più. Quanto costerà l’Imu a Milano, la rediviva Ici sulla prima casa contenuta nel decreto salva-Italia del governo Monti? Vediamo: oggi sul Corriere c’è una tabella che mette a confronto l’Ici del 2007 con quella che pagheremmo nel 2012, ovvero l’Imu con le rendite catastali rivalutate del 60%.
Per una casa di edilizia civile - categoria A2 - si passerebbe dai 635 euro l’anno nel 2007 agli 8o6 del 2012, mentre per una casa economica - categoria A3 - l’aumento sarebbe più contenuto e il passaggio da 215 a 235 euro l’anno. In media nella nostra città per gli immobili a catasto come A2 (cioè edilizia civile, non quella massima, che è la categoria A1 nella quale sono inserite le case signorili o A7, A8 e A9 dove ci sono villini, ville e castelli) la tassazione aumenterebbe del 27% in media, un po’ meno per le abitazioni accatastate come A3 - quindi di tipo economico, ma non popolari, quelle sono A4 - dove si salirebbe del 9%. Sulle altre categorie catastali al momento non ho trovato nulla.
In queste ore molti hanno messo online dei calcolatori per scoprire quanto pagherete l’anno prossimo - l’ha fatto Repubblica per esempio - ma per farlo vi serve conoscere la rendita catastale dell’immobile. La trovate sul rogito o nella dichiarazione dei redditi, oppure potete calcolarla sul sito dell’agenzia del territorio.
Avrete forse notato che ieri Mario Monti ha annunciato il decreto salva-Italia: nel pacchetto sono contenute le misure per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013, ma non è tanto di questo che voglio parlarvi, quanto del ritorno dell’Ici. L’imposta comunale sugli immobili in passato era stata abolita sulla prima casa, ma da gennaio 2012 tornerà a gravare sulle tasche degli italiani con un nome nuovo: Imu.
Come funzionerà l’Imu? L’aliquota è stata fissata allo 0,76%, per la prima casa allo 0,4%, e per calcolarla sarà necessario compiere una serie di operazioni con la nuova - e fortemente rivalutata - rendita catastale. Il vice ministro dell’economia Vittorio Grilli ha spiegato che nel complesso le rendite catastali saranno rivalutate del 60%, una bella botta. Ma quanto ci costerà a Milano?
Gino Pagliuca sul Corriere di oggi porta un esempio, proprio sulla nostra città:
Chi possiede una ampio trilocale in una zona semicentrale di Milano e vi risiede potrebbe trovarsi a pagare l’anno prossimo da un minimo di 213 a un massimo di 1.038 euro in più. Se in quella stessa abitazione non risiede, non pagherà più 645 euro come quest’anno, ma dovrà prepararsi a fare fronte a un minimo di 949 euro, sborsando 304 euro in più rispetto al 2011, a un massimo di 2.188, con un aggravio di 1.543 euro.
Ora ci sarà da leggere il testo - oggi pomeriggio alle 16 Mario Monti lo presenterà alla Camera - ma quel che conta, è che si pagherà subito. Da gennaio 2012.
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Casa dolce casa. Ma quanto mi costi! Secondo le rilevazioni della camera di Commercio di Milano, i prezzi delle abitazioni a Milano, negli ultimi dieci anni, sono schizzati alle stelle con una media del 76 per cento di aumento medio. Il che significa che se una casa nell’area della cerchia dei Bastioni da 80 metri quadri prima costava 300mila euro, adesso ne costa 528mila. La zona più rincarata è quella di via Montenapoleone dove l’aumento è stato del 116 per cento, mentre quella che si è apprezzata di meno è la Pisani-Gioia-Baiamonti che è cresciuta “solo” del 29,7.
Questi dati confermano che in Italia, l’investimento preferito dalle famiglie è il mattone. E quelle che hanno deciso di comprare a Milano dieci anni fa adesso hanno messo da parte un bel tesoretto. Ma non è forse anche il segnale di una bolla immobiliare che si sta gonfiando e che, prima o poi, è destinata a scoppiare e a far scendere drasticamente i prezzi delle case? A sentire alcuni esperti pare di no: “L’immobile, se progettato e mantenuto correttamente, può dare buoni rendimenti a lungo periodo, come un bond o un prodotto finanziario - ha dichiarato Antonio Pastore, presidente di Osmi-Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano -. E proprio per aumentare la redditività delle nuove costruzioni oggi è sempre più rilevante la collaborazione tra progettazione architettonica, ingegneristica, nuove tecnologie e finanza”.
Se siete proprietari di casa e siete curiosi di sapere quanto avete guadagnato negli ultimi dieci anni, spulciatevi la tabella dopo il salto con gli aumenti percentuali divisi zona per zona.
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