
Avete presente Billa? No? Allora abituatevi all’idea, è iniziata un’operazione di “rebranding” che porterà questo marchio a sostituire gradualmente il marchio Standa su tutto il territorio italiano.
A noi farà più impressione che in altre città e regioni italiane perché ne abbiamo di più (in Liguria hanno già riconvertito tutti i punti vendita), e soprattutto perché la Standa è una creatura milanese nata nel 1931 grazie a Franco Monzino e ai fratelli Astesani come “Magazzini Standard” poi abbreviato Standa nel 1938 per volere di Mussolini (fonte: Corsera). Mini-storia della Standa, chi è Billa e alcune foto dopo il salto.
Continua a leggere: Da Standa a Billa, un marchio storico dà l'addio a Milano
Domenica 28 gran parte del nord Italia andrà a piedi, questo ormai lo sappiamo. Oggi tocca ai 134 i sindaci dei dintorni di Milano decidere in via definitiva se anche i loro comuni parteciperanno al blocco del traffico che ricorda tanto i tempi dell’austerity.
Un’occasione per vivere le città e la provincia sotto una prospettiva differente, un modo per riconquistare gli spazi pubblici con mezzi ecologici come la bicicletta, certamente non la soluzione definitiva ai problemi di inquinamento che ammorbano l’atmosfera troppo spesso. Come abbiamo già avuto modo di scrivere più volte in passato, operazioni di questo tipo sono semplicemente palliativi che servono esclusivamente per far scrivere ai giornali che chi di dovere sta facendo qualcosa, quando evidentemente questo non è sufficiente.
Ora però ecco la beffa. Domenica tutti a piedi, ma saranno diecimila i pass straordinari per permettere il regolare svolgimento delle sfilate e degli eventi nell’ambito della Settimana della Moda, in partenza domani mattina. Modelle, stilisti, giornalisti, ospiti vip, parrucchieri, truccatori, visagisti, sarti, tecnici di luci, deejay, elettricisti, addetti al catering, domenica quindi saranno ovviamente a bordo delle rispettive automobili. Ovviamente l’ambiente non ci perde e non ci guadagna molto, ma chi vorrebbe vivere una giornata di relax in giro per una Milano senza auto dovrà trovare un modo diverso per trascorrere la domenica!
Il Comune prevede di istituire delle navette che collegheranno i punti caldi per la moda. Ve la vedete Anna Wintur sul pullman gratuito?

Quando, dalle parti di piazza Carbonari, ho vista questa Smart senza gomme, appoggiata su un mattone, ho pensato a un pazzesco anacronismo: siamo tornati a inizio anni novanta, quando ciulare pneumatici & cerchione era un classico? Erano anni che non vedevo per strada una macchina ridotta così, voi?
Speriamo di evitare questo fastidioso ritorno al passato, perché non è proprio uno dei motivi per iniziare alla grande la giornata trovarsi la macchina sui mattoni… vent’anni fa - e anche prima - il furto delle gomme era roba comune: era a tal punto comune che c’erano i coretti “Sai qual è/il giocatore che/ruba i cerchi/all’Alfa 33″ e poi a scelta, Marco Van Basten o Lothar Matthäus.
Ancora prima, in Bianco Rosso e Verdone, pellicola del 1981, a Carlo Verdone - Pasquale Ametrano, rubano i copriruota, appunto, all’AlfaSud (pardon, non 33): non proprio tutto il cerchio e la gomma quindi, e il vecchietto all’autogrill esclama “Mo c’hanno fregato le borchie? Lo fanno… lo fanno!”. E se ce “lo fanno”, oggi?
Continua a leggere: Cambiare gomme a Milano: ma hanno ricominciato a rubarle?
Una sera, verso l’inizio di dicembre, un amico mi fa: “Sono stato in questo locale appena aperto, dalle parti di Porta Venezia. Non è niente male, dovresti andarci!“. Decido quindi di fare un salto qualche giorno dopo allo Zoom Bar di via Panfilo Castaldi 26.
Da allora ci sono tornato più di una volta, per vari motivi: l’atmosfera simpatica e non pretenziosa del locale, l’arredamento originale, la musica - ballabile ma non scontata - e, last but not least, la birra media a 3,50 euro, assolutamente inconsueta per un locale così centrale.
Sarà stato questo o l’efficace campagna di marketing dei gestori, ma nel giro di poche settimane il locale è stato preso d’assalto da una grande quantità di giovani, rendendo alcune serate (come quella del sabato) abbastanza impraticabili per l’eccessivo affollamento.
Continua a leggere: Recensioni: lo Zoom Bar di via Panfilo Castaldi
Nel marzo scorso scrivemmo del fallimento di Ovopedia, l’enciclopedia multimediale di Andrea Pezzi - cofinanziata da Marcello Dell’Utri - i cui uffici si trovavano in via Maroncelli. Nei commenti si era scatenato un dibattito interessante: oggi Pezzi torna a parlare di Ovo, e spiega che nel 2010 potrebbe riprendere in mano il progetto. Qualche fattura - pagata - in arrivo per i fornitori e chi ha collaborato al progetto senza vedere pagati i propri sforzi?
Nei prossimi mesi che progetti ha?
“Mi dedicherò al rilancio di OVO, la media company ideata con lo scopo di realizzare un’enciclopedia video”
Ma la società non era stata messa in liquidazione nel febbraio 2009, dopo aver bruciato 4,9 milioni di euro senza aver terminato il progetto? Non ha abbandonato l’idea?
“Per nulla. Il problema è stato che uno dei soci era Fininvest e io mi sono trovato a farmi carico anche dei suoi nemici. Ma non voglio fare ulteriori polemiche. Di fatto stiamo ancora lavorandoci, nonostante in questo momento i libri contabili siano in tribunale. È un progetto che voglio portare comunque a termine e spero di riprenderlo in mano già nel 2010”
Nei commenti del vecchio post di Gianluca però, molti lettori avevano raccontato le loro esperienze con Ovo, e, sarà un caso, ma generalmente non erano proprio impressioni lusinghiere. Anzi, per dirne una, un commento era
Mia moglie è in contatto con i liquidatori nella speranza di recuperare almeno qualcosa..
Gli altri? Dopo il salto.
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Natale nei musei milanesi: quattro appuntamenti tra arte, musica e scienza. Dal 13 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010 tra Planetario, Castello, GAM e l’Acquario una quaterna di eventi gratuiti e colti per gli amanti della musica dal vivo e la divulgazione scientifica/storico artistica:
Domenica 13 dicembre, ore 21.00, Civico Planetario Ulrico Hoepli, Corso Venezia, 57 - “Sopra il candore della Luna” con i Fortuna Ensemble viene musicata la vita di Galileo Galilei.
Venerdì 18 dicembre, ore 21.00, Castello Sforzesco, Museo degli Strumenti Musicali, Sala della Balla, Piazza Castello - Carlo Chiesa racconta “I tesori della liuteria milanese” accompagnato da viola e arpa.
Domenica 20 dicembre ore 21.00, GAM Galleria d’Arte Moderna, Villa Reale, Via Palestro, 16 - “Tango y algo mas”, un percorso sonoro ai confini del tango per mano di quattro musicisti del Teatro alla Scala.
Domenica 3 gennaio, ore 21.00, Civico Acquario, Sala Vitman, Viale Gadio, 2 - Arrigo Cappelletti Group in concerto insieme al bandoneonista francese Olivier Manoury (nella foto).
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito ma necessitano di invito – indispensabile per accedere ai concerti – da ritirarsi tre/quattro giorni prima presso l’Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele. Per informazioni telefonate allo 02.88456555.
Foto | Olivier Manoury by Piotr Dzumala

Mercatini: la Fiera degli Oh bej Oh bej regolare degli abusivi sul cavalcavia Bussa in Garibaldi. Mentre il Giornale stamattina tuona contro gli abusivi della fiera degli Oh bej Oh bej e l’assessore De Corato mette in campo 400 – quattrocento! – vigili contro l’abusivismo dei banchetti al Castello, riceviamo una segnalazione interessante:
Per chi avesse voglia di ascoltarla: ecco la vera storia dei cosiddetti abusivi degli Oh bej Oh bej. Alcune settimane fa siamo stati contattati dall’Ufficio del commercio del Comune di Milano che ci ha proposto di trovare una soluzione all’annosa questione degli abusivi degli Oh bej Oh bej: fondare un’associazione senza fini di lucro e realizzare una manifestazione temporanea, in un luogo pubblico, contestualmente alla Fiera “regolare”. Ci è sembrata una buona possibilità e il riconoscimento della battaglia che da anni portiamo avanti.
Gli “abusivi” – artigiani, artisti, rigattieri, riciclatori… – che si ritrovano in questa associazione organizzeranno dunque gli Ohbej Abusei, a loro parere “la fiera con il vero spirito degli Oh bej Oh bej”, dal 5 all’8 dicembre sul cavalcavia Eugenio Bussa, stazione Garibaldi, quartiere Isola. Per i cittadini un mercatino in più durante il ponte dell’Immacolata.
Foto | Immagine dal cavalcavia by Flickr
Ok, titolo è parzialmente scorretto: all’East End, pub nei pressi del cimitero di Lambrate, il prezzo della birra la domenica e il lunedì è stato recentemente aumentato a 3,50€. Mezzo euro in più, quindi, rispetto ad altre serate come il mercoledì sera del Maga Furla o il giovedì dell’Outback.
Ciò non impedisce a centinaia di giovani di radunarsi ogni domenica qui, in una via chiusa compresa tra il camposanto, la tangenziale e alcuni rivenditori di piante e lapidi, dando a seguito ad una tradizione che dura ormai da anni.
Il locale all’interno è un classico pub in stile anglosassone, ma se fate come gli avventori abituali, è più facile che passiate la maggior parte del vostro tempo in uno dei capanelli di gente in piedi lungo la strada, entrando di tanto in tanto solo per comprare la tanto desiderata pinta.

Ebbene si. Lo rivela uno studio della Camera di Commercio milanese dal quale emerge che Roma è la quinta città europea - tra quelle prese in considerazione - ad aver avuto la maggior crescita dei prezzi dall’introduzione dell’euro a oggi. Il capoluogo lombardo è al 26esimo posto su 32 metropoli europee, Roma al 21esimo. Tanto per la cronaca è Oslo la città più cara d’Europa, mentre Londra è in testa per gli affitti e Milano per l’abbigliamento. Sotto, tra le città in assoluto meno care, Atene (indice: 99), Lisbona (96), Dusserldorf (93) e poi l’Est: Bucarest (86), Budapest (78) e Sofia (67). Roma al 21esimo posto (107).
Tra le singole voci una inaspettata: Milano è la città meno cara in assoluto per il costo degli alcolici. E’ invece al 25esimo per gli articoli per la casa (prima Oslo con 250; ultima Sofia con 63); al 24esimo per gli alimentari (prima Copenaghen con 155; ultime Budapest e Sofia con 66); al 21esimo posto per gli affitti (prima Londra con 404; ultima Sofia con 51); al 21esimo per la cura personale (prima Copenaghen con 146; ultima Sofia con 55). Milano sale tra le 20 città più care per i divertimenti (al 19esimo posto: prima Oslo con 136; ultima Sofia con 65), per il costo del tabacco (al 16esimo posto; prima Oslo con 225; ultima Budapest con 51) e per i trasporti (al 15esimo posto; prima Oslo con 165; ultima Sofia con 61). Mentre è nella top-ten delle città europee più care per quanto riguarda l’abbigliamento: al quinto posto in assoluto (città più cara Francoforte con 110; città più conveniente Manchester con 41).
Foto by Markusram, Flickr
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Gli spagnoli lo chiamano “botellon”, con una sola t, ma da noi la consonante viene spesso raddoppiata, e si parla addirittura di Macrobottellon. E’ quello che fanno ad esempio gli organizzatori della festa alcolica all’aperto prevista per il prossimo sabato 4 luglio in Piazza dell’Ateneo Nuovo in Bicocca.
Dopo il primo botellon dell’estate dello scorso 20 giugno, che si è tenuto nella classica location di Piazza Leo(nardo da Vinci), ecco rinnovarsi l’appuntamento nella cosiddetta Tecnocity di Milano.
Un quartiere che sembra raccogliere sempre più consensi come sito perfetto per il divertimento giovanile all’aperto. Pensate ad esempio alla movida del mercoledì sera, che si è trasferita dal centralissimo Mom al Maga Furla. Qui potete invece vedere le immagini dell’ultimo botellon in Bicocca del 24 maggio scorso.