
Domenica scorsa al Teatro Nuovo Silvio Berlusconi ha lanciato ufficialmente la candidatura di Letizia Moratti per le comunali 2011. Sempre domenica vi avevo scritto di uno dei pochi punti interessanti emersi dal discorso di Letiziona, l’idea di trasformare Milano in una specie di Irlanda in grado di attirare investimenti dall’estero.
Erano venuti fuori un bel po’ di commenti, giustamente piuttosto critici. Quella della Moratti è una boutade quasi certamente, ma poco fa leggo su noiseFromAmeriKa - se non lo conoscete è un’ottima risorsa: un sito gestito da economisti italiani all’estero e non, se ne scrisse su Polis tempo fa - un post in cui Giulio Zanella si domanda:
Ad uso e consumo dei giornalisti che ci leggono: fategliela, al Ministro, se ne avete l’occasione.
Sig. Ministro, Lei ha più volte descritto l’Irlanda come una “portaerei per la finanza” e questa particolare strategia del governo irlandese — cioé attrarre istituzioni finanziarie con regimi fiscali di favore — Lei ha più volte indicato come la radice del collasso irlandese, compiacendosi del fatto che l’economia italiana stesse persistendo nella propria tradizione manifatturiera mentre tutti additavano la “tigre celtica” a modello.
Perché, Sig. Ministro, oggi lei pensa che l’Irlanda sia invece un buon modello, talmente buono che vale la pena importarlo a Milano?
Grazie.
Eh, come si dice in questi casi? Bella domanda.

Quali e quanti sono i distributori di benzina low cost a Milano? Era il 2008 quando Almabyte trattava il tema, è tempo di dare un’aggiornata al vecchio post. Per prima cosa, date un’occhiata al sito prezzibenzina: sul link i distributori della provincia di Milano.
Poi: un’altra risorsa utile è sicuramente il sito di Federconsumatori, che aggiorna mensilmente un elenco delle pompe “bianche”, dalle quali rifornirsi a prezzi più bassi rispetto alla media. C’è anche in pdf, l’ultimo elenco con indirizzi e distributori disponibile è del 25 marzo scorso.
Dov’è la benzina meno cara di Milano? Mentre scrivo sono due i distributori in provincia di Milano a offrire la benzina a 1.499 euro al litro - e solo self nelle ore di chiusura - in via Rombon 14 angolo via Pini, e in via Togliatti - ma a Rescaldina - non dietro l’angolo se abitate a Milano.
L’immagine qui sopra vi mostra gli indirizzi dei distributori low cost in provincia di Milano ed è presa dall’ultimo pdf di Federconsumatori.

I panettieri di Milano e quelli della Lombardia hanno aderito alla campagna per ridurre il sale nel pane, con l’obiettivo di contrastare le malattie cardiovascolari. La michetta, però, resta “salata” nel senso del prezzo e basta l’esperienza personale per rendercene conto.
L’altro giorno, tornando a casa, sono passato di corsa da un panettiere molto “cool” (cioè fighetto) di corso Genova: ero di fretta, dovevo mangiare una cosina a casa e non avevo intenzione di buttare la pasta, così ho deciso di comprare un panino, giusto per accompagnare il pranzo. “Un panino al sesamo, grazie”. “Vuole altro?”. “No, va bene così”. “Sono 50 centesimi”.
Lì per lì ho pagato, poi commentando con l’amico che mi accompagnava ho cominciato a pensare che forse lo scontrino era un po’ salato. Sono arrivato a casa e non ho resistito a verificare con la bilancia: 82/83 grammi. A 50 centesimi, il conto è presto fatto, basta una semplice calcolatrice: oltre 6 euro al chilo.
Va bene che a Milano la vita è cara, va bene che i panettieri devono buttare molto pane a fine giornata, ma far pagare una pagnotta così piccola 50 centesimi è troppo…
Continua a leggere: A Milano pane "salato": si superano anche i 6 euro al chilo
Dal 12 al 17 aprile in via Corsico 3 a Milano, durante il Fuori Salone 2011, potrete prendere in uso biciclette “rigenerate” completamente gratis. Esperimento che ricorda a naso quello dei Provo che negli anni Sessanta in Olanda proponevano di soppiantare le auto con biciclette pitturate di bianco di proprietà comune (fonte: wikipedia).
Come funziona Ciclo & Riciclo? Collegatevi al sito www.cicloericiclo.com prenotate la vostra bici presso il desk predisposto nella sede dell’evento oppure compilando il form on-line (cliccate qui), indicando il giorno e l’ora del ritiro. La prenotazione sarà ritenuta valida fino ai mezz’ora dopo l’ora indicata nella mail di prenotazione.
Ciclo & Riciclo darà spazio in contemporanea al bike sharing anche all’arte, un gruppo di giovani scultori preparerà infatti una scultura live davanti agli occhi dei visitatori utilizzando solo pezzi di biciclette da riciclare. Tenete d’occhio anche il vecchio blog cicloericiclo.blogspot.com dove potete leggere in dettaglio il regolamento di questo curioso bike sharing milanese gratuito.
Video | You Tube

Dal 1° gennaio 2011 i sacchetti di plastica nei quali abbiamo portato a casa decenni di spesa e poi gettato tonnellate di pattume sono fuori commercio. Se siete attenti lettori di ecoblog, saprete già tutto: ma lo smarrimento di una coda di clienti in un supermercato milanese questo weekend mi ha fatto pensare che forse non tutti sappiano come stanno le cose e che ci sia ancora un po’ di confusione sul tema.
Facciamo chiarezza: nella newsletter di Confcommercio Milano vengono fugati i dubbi
Non ci sono limiti di data per i “vecchi” sacchetti di plastica purché siano dati gratis. Infatti, fatto salvo il divieto di commercializzazione, dal 1° gennaio 2011, per quelli non conformi ai requisiti Ue di biodegrabilità, i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico hanno precisato, con un comunicato congiunto, che resta “consentito” lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010. La cessione dei sacchetti non conformi residui deve, però, essere “effettuata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito”
In sintesi: se vi danno ancora i sacchetti di plastica “classici”, ve li possono dare solo gratis e fino ad esaurimento scorte. Altri dettagli sul sito di Legambiente.
Foto | Flickr
Il via ufficiale dei saldi invernali 2011 è stato oggi, 6 gennaio, anche se già da qualche giorno alcuni commercianti esponevano merce scontata - o la scontavano su richiesta alla cassa. Eccovi qualche consueto dato su “quanto spenderanno i milanesi” a questo giro:
La previsione di Federmodamilano (Unione Confcommercio) è di un valore complessivo delle vendite di 510 milioni di euro, con un acquisto medio a persona di circa 200 euro. Rispetto ai saldi invernali 2010 i ricavi sono previsti in crescita (…) “le aspettative sono abbastanza ottimistiche in considerazione delle scorte di invenduto ancora piuttosto elevate” afferma Renato Borghi, presidente di Federmodamilano (…) Gli sconti medi, prevede Federmodamilano, saranno del 40% (superiori ai saldi invernali 2010)
Dalla newsletter di Confcommercio Milano qualche altro dato interessante, ma a livello nazionale:
il 72% degli italiani si “tufferà” nei negozi per fare acquisti in saldo (…) il 60% di chi approfitterà dello shopping scontato spenderà (dato a livello nazionale) meno di 200 euro e il 98% dei commercianti intervistati (dato nazionale) applicherà una percentuale di sconto fino al 50%. (…) l’oggetto del desiderio? I capi di abbigliamento: “in primis” cappotti, maglioni, pantaloni, giacche (98,6%), poi le calzature (80,9%)
Avete azioni della A2A? Sembra che le cose si mettano bene: leggo queste indiscrezioni - il Sole24Ore è l’unico a riportarle - secondo cui le cedole saranno golose, il Comune di Milano le avrebbe già messe a bilancio per il 2011 con un anticipo anomalo:
Palazzo Marino ha messo nero su bianco che dall’ex municipalizzata si attende un dividendo di ben 83 milioni di euro. Una previsione a spanne? Certo, ma allora perché non arrotondare a 85 milioni? È già di per sè curioso che un socio, ancor prima che la società abbia chiuso il bilancio e con ben tre mesi e mezzo di anticipo rispetto a quella che dovrebbe essere la proposta del consiglio di gestione e la successiva delibera assembleare, indichi l’ammontare della cedola (…) nei nove mesi A2A ha registrato profitti per 436 milioni e quindi i denari in cassa ci sono, ma è proprio necessario distribuirne il 70%? In Comune pensano di sì. (L.G.)
Qui la pagina del Comune con tutti i bilanci degli ultimi anni. Qualche dato per riepilogare la situazione di A2A: azionisti di controllo sono il Comune di Milano e il Comune di Brescia, entrambi con quote del 27,5%, un pdf con dati finanziari utili su Borsa Italiana e un paio di link per chiudere: un pezzo di Milano Finanza
La utility ha visto nei primi nove mesi dell’anno una significativa crescita dell’utile netto, salito a 436 milioni dai 2 milioni di un anno fa, sopra le attese di Equita (hold con target a 1,41 euro) che indicavano un risultato netto di 396 milioni. I ricavi sono cresciuti invece del 3,1% a 4,05 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo è sceso dell’8,8% a 686 milioni. L’indebitamento finanziario netto, pari a 4,28 miliardi è migliorato di 360 milioni grazie alla cessione delle partecipazioni in Alpiq e Retrasm
e uno di Brescia Oggi su alcune bollette da infarto giunte recentemente da quelle parti.
Foto | Flickr
“Pecunia non olet” (”il denaro non puzza”) recita il vecchio adagio, ma non la pensa così l’arciprete del Duomo di Milano, monsignor Luigi Manganini, che rifiuta i soldi offerti in beneficenza dallo sponsor che installerà in piazza Duomo un albero gioiello per Natale.
Qual è il problema? Come ci aveva raccontato Luca, l’albero griffato Tiffany - alto 48 metri e decorato con 100mila punti luce - proteggerà sotto le sue fronde anche un “temporary shop”, cioè un negozio temporaneo: nel nostro caso, ovviamente, una gioielleria di Tiffany.
L’accordo siglato con Comune non è piaciuto all’arciprete, che denuncia proprio la deriva commerciale con cui si snatura il significato dell’albero di Natale. La Curia si era dichiarata “nettamente contraria” all’iniziativa e il sindaco Moratti, sulle prime, aveva condiviso le perplessità della chiesa milanese; ieri però il Comune e l’azienda patrocinatrice hanno trovato un accordo, come racconta il Corriere della Sera: oltre alla beneficenza per la Lilt (Lega italiana per la lotta al tumore), altri soldi saranno devoluti alla Veneranda Fabbrica del Duomo.
Tutto a posto quindi? No, perché l’arciprete non ci sta e non si piega di fronte alla promessa di una “mancia”:
Il fatto che parte del ricavato vada in beneficenza non cambia la natura commerciale dell’operazione in un luogo improprio, soprattutto con lo stravolgimento di un simbolo religioso come l’albero. Su questo non facciamo compromessi. E’ vero che la Fabbrica del Duomo ha grossi problemi, ma non accettiamo soldi a qualunque costo
Voi che ne pensate?
Ero in metropolitana e qualcosa mi svolazzava con insistenza sulla testa: era il volantino di un incontro organizzato dalla Fondazione Craxi dal titolo “La modernizzazione del capoluogo lombardo negli anni 80′”. Ospiti personaggi di primo piano come gli ex sindaci socialisti Pillitteri e Tognoli, Roberto Formigoni, Iva Zanicchi, Sergio Romano, l’economista Roberto Mazzotta e tanti altri illustrissimi nomi.
Inutile dire che non potevo assolutamente mancare, nonostante l’orario piuttosto infido: lunedì 8 novembre, 9.30 al teatro Elfo. Si stanno per compiere 10 anni dalla morte di Craxi e si sta discutendo con imbarazzo intorno alla possibilità di titolargli una via (qualcuno ironicamente suggeriva una tangenziale). Ipotesi che tempo fa è stata animatamente dibattuta anche dai lettori di 02blog.
La Moratti, a tal proposito, non ha voluto sbilanciarsi particolarmente e ha dichiarato: “Ho sempre detto che serviva un percorso per arrivare alla intitolazione di una strada”. La Russa, con un capolavoro di diplomazia, ha affermato: “Ho sempre sostenuto che Craxi statista merita questo ed altro”.
Continua a leggere: Milano anni '80: reportage del convegno organizzato dalla Fondazione Craxi

Venerdì 22 ottobre, ore 20:00, perché non andare a scoprire come i frati missionari cappuccini di via Pisanello, 1 organizzano il loro Oktoberfest? Al Rosetumfest del barRosetum i frati serviranno birra, stinco e patate, wurstel e crauti all’interno di un’accogliente e conviviale cornice, riproponendo in chiave francescana i piatti tipici e l’atmosfera della famosa festa bavarese.
Troverete poi tutto il necessario per realizzare con largo anticipo i vostri cesti natalizi: una vasta gamma di prodotti tipici quali paste, sughi, torte, marmellate, miele e cioccolato, bottiglie di vino. I prodotti provengono da ditte che garantiscono della loro genuinità e della loro fabbricazione secondo tradizione. Immancabile la mostra missionaria: arte e cultura dal mondo dove curiosare e acquistare artigianato etnico come presepi dal mondo, abbigliamento ecc. ecc.
Siamo stati convincenti? Unico ostacolo la prenotazione obbligatoria direttamente presso il barRosetum di via Pisanello, 1 oppure telefonando al numero 02/48715999. I prezzi del Rosetumfest? Birra 4€, stinco e patate 5€, wurstel e crauti 3€, il menù completo a 10€. Per scoprire tutte le iniziative del Centro Culturale Francescano Artistico andate su www.rosetum.it.
Foto | John McStravick by Flickr