
Non c’è pace per la Galleria Vittorio Emanuele, i commercianti temono che i lavori di restauro del salotto di Milano (ricordate i nostri post? Ne scriviamo dal 2008 a intervalli regolari, quanto fossero necessari, quanto siano stati rimandati ecc.), finalmente partiti un mese fa, non si chiuderanno, forse, nei tempi previsti, così registra Alessandra Corica su “Repubblica”.
Quasi tremila metri quadri di pavimento da recuperare a nuova vita non sono una barzelletta, il cantiere avrebbe penalizzato seriamente gli esercizi presenti in Galleria; inoltre i lavori durante la notte sono stati sospesi dopo le proteste “dei pochi residenti”, da qui la reazione dei negozianti decisi ad avere tutto finito entro Natale. Cosa deciderà la nuova giunta? Intanto ha rassicurato che il cantiere procederà come previsto. Scriveteci nei commenti come andrà a finire secondo voi.
Certo che una volta terminato l’intervento di recupero dobbiamo aspettarci una Galleria Vittorio Emanuele totalmente rinnovata, più luminosa, e, pare, senza più il punto vendita gestito da McDonald’s dove tra Gucci, Prada e Apple, proprio quest’ultima potrebbe aggiudicarsi gli spazi ora occupati dal clown Ronald (fonte: www.macitynet.it). Una mela dorata in Galleria? In pieno centro come a Madrid? Voi cosa ne dite?
Foto | John Picken by Flickr

Dopo la ristorazione, proviamo a passare all’abbigliamento. Qual è la migliore camiceria di Milano? Ammetto di non essere per niente ferrato a riguardo, per cui chiedo il vostro aiuto. Voi le camicie dove le prendete? A me le rare volte che capita finisco in normalissimi outlet - per dirne uno: Boggi in viale Lancetti - ma davvero, non mi succede spesso di doverne acquistare, a tema camicie a Milano sto a zero.
Un rapido giretto su Google ci offre questi tra i primi risultati: Olga, in via Comelico 3, propone camicie su misura a 50 euro, 70 euro per la linea top. Poi c’è la Camiceria Ambrosiana, in via Soncino 1 - dietro a via Torino - poi c’è la Camiceria Regina, che si trova in via Santa Marta 1, ma lavora a domicilio. Li contattate, e vengono a casa vostra o dove siete a prendervi le misure. Amici mi hanno parlato bene della Camiceria di Porta Romana, in corso di Porta Romana 95.
Non sembra male neanche la Camiceria Anna, in via Scarpa 11, zona corso Vercelli, interessante anche la Camiceria 18, in via Cesare Battisti 1. La camiceria Classe ‘82 invece si trova in via Lecco 6, propone camicie complete su misura da 65 euro. Ma questi sono solo i risultati di Google, io lo so che voi conoscete qualche sarta che lavora nel suo negoziettino nascosto chissà dove a Milano… se vi va, raccontateci dov’è nei commenti.
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Au-mai è un grosso bottegone vendotutto made in China aperto dal novembre del 2009. Si trova sopra il Billa di piazzale Susa (più precisamente in via Gozzi angolo via Plebisciti). Ricordo l’inaugurazione: sembrava una festa delle elementari in versione low cost, con chinotto e palloncini colorati gettati qua e là. Ci mancava solo la torta di compleanno del supermercato. Stessa magniloquenza pari a zero del dechirichiano Girasole di Lacchiarella, il regno dei manichini e della plastica a Sud di Milano già oggetto di un precedente pellegrinaggio.
Ogni tanto ci passo in questo girone del superfluo. Entro, faccio un giro, mi guardo attorno. L’aspetto che più mi diverte è il tentativo dei clienti di comunicare con i commessi. Tutti i commessi sono cinesi e praticamente nessuno conosce l’italiano. Gli avventori domandano di pentole a pressione, mappamondi, valigie… e questi li guardano inebetiti.
Alle casse basta uscire un attimo dai binari, chiedere un’informazione, fare qualunque cosa non sia pagare ed andarsene per mettere in crisi il commesso, per mandare tutto in tilt. Mi è capitato di assistere una scena in cui la cassiera subissata dalle domande di una signora chiamava il responsabile e anche questo non sapeva spiaccicare una parola in italiano. La scrutava come alle elementari si guarda la maestra quando ti ha fatto una domanda e tu non sai rispondere.
Continua a leggere: Au-Mai di piazzale Susa: lost in translation nel bottegone cinese
Oggi ci sono passato di fianco e l’ho notato. Sono entrato per curiosare, dato che le Lomo, macchinette fotografiche dal sapore vintage a pellicola, esercitano su di me una attrazione fatale. Comunque sappiate che anche Milano ora ha ora il suo punto di ritrovo per gli amanti della Lomografia: si trova nel cuore di Brera, in via Mercato 3, ed è il Lomography Gallery Store, il primo nel suo genere nel nostro paese dedicato a tutti gli amanti di questa tecnica fotografica nata negli anni Novanta.
il “vivere Analogico” è qualcosa che suscita passioni ma qualche volta anche timori perchè non siamo più abituati all’assenza di “controllo automatico” delle macchine. Tutto il contrario delle digitali e delle Hasselblad. Puoi portarla ovinque, è leggera e non te la ruba nessuno. Concentrati sul flusso vitale che ti circonda anzichè sullo strumento (tanto non è molto controllabile), interagisci con i soggetti, libera lo spirito creativo
Al grido di “Non pensare, scatta!”, la Lomografia utilizza una macchina fotografica 35mm, chiamata Lomo, acronimo del paese in cui fu ideata, con lo scopo di creare foto dai particolari effetti visivi. Una vera e propria mania che ha fatto proseliti in tutto il mondo. Ovunque sono nati Lomography Embassy Store, Lomography Gallery Store e i LomoWalls, ma anche eventi e raduni che coinvolgono tutti gli appassionati del genere.

Il 6 gennaio non sarà solo l’Epifania a Milano ma l’inizio dell’apocalisse… Ah, no, scusate non è ancora il 2012 e non stiamo guardando una puntata di “Voyager: ai confini della conoscenza”. Sto parlando ovviamente di un’altra giornata da cerchiare sul calendario se siete a corto di vestiti, scarpe e accessori, eh sì: la Befana quest’anno coinciderà con l’apertura dei saldi invernali.
Federmodamilano prevede “un valore complessivo delle vendite di 510 milioni di euro”, acquisto medio a persona di circa 200 euro. Dato che praticamente chiunque farà saldi e visto che la famiglia tipo italiana si crede abbia aspettato per spendere in abbigliamento i ricavi per i saldi 2011 sono previsti in salita, saranno pari a 6,2 miliardi di euro a livello nazionale.
“[…] Le aspettative sono abbastanza ottimistiche in considerazione delle scorte di invenduto ancora piuttosto elevate” afferma Renato Borghi, presidente di Federmodamilano (fonte: AGI). Ci saranno davvero sconti più elevati per invogliare gli acquisti? Si parla come minimo di un 40 per cento… E voi aspettate i dolci nella calza o state piuttosto già picchettando una tenda davanti a qualche negozio di marca?
Foto | fedewild by Flickr

Il Natale, consumismo sfrenato a parte, è la festa dei bambini; potevamo quindi dimenticarci di loro? Così ecco il turno dei più piccoli tra i post in cui proviamo a suggerirvi dove cercare i regali di Natale a Milano. Che cosa regalare ai bambini? Risposta facile: assolutamente un giocattolo! È l’unico modo per farli felici; se poi il regalo è un balocco tradizionale, come un cavallo a dondolo o le costruzioni, anche i più grandi saranno contenti.
Chi ha nostalgia dei giochi di legno può trovare alcuni punti vendita particolarmente attenti alla qualità e alla produzione; se invece non si può fare a meno di essere alla moda, sarà meglio puntare sulle catene specializzate. Se invece è necessario risparmiare un po’ - magari perché i bimbi sono tanti - vale la pena di fare un salto dalla grande distribuzione. A Milano ce n’è un po’ per tutti i gusti.
Dopo il salto trovate i miei consigli per i regali ai bambini: se avete suggerimenti, fatevi belli nei commenti.
Continua a leggere: Natale a Milano: i regali per i bambini, tradizionali elettronici e creativi
Manca poco a Natale, dieci giorni ormai. Chissà a che punto sarete con i regali: io sono allo zero totale, devo ancora prendere tutto. Situazione come tutti gli altri anni: arriverò al 24 mattina, o pomeriggio. Nei prossimi giorni faremo qualche post sul tema, cercando di segnalarvi i posti migliori dove trovare l’idea giusta per i genitori, la fidanzata o il fidanzato, e anche per bambini.
Oggi partiamo però con un tema che avevamo affrontato addirittura a novembre 2009: i negozi da regali dell’ultimo minuto, quelli solitamente poco impegnativi - nel senso della spesa - ma perfetti per i colleghi, per esempio o se si vuole semplicemente spendere poco.
C’è ovviamente l’imbarazzo della scelta, per cui ridurremo la selezione a cinque negozi di vario tipo, adatti un po’ per tutti: dai libri, al vino, passando per i giochi adatti a bambini di tutte le età, ai prodotti sfusi come oli, aceti, distillati e liquori. Se anche voi conoscete qualche posto valido e volete segnalarlo, i commenti ci sono per questo.
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Continua a leggere: Natale a Milano: i regali dell'ultimo minuto

L’I-Cubo non si farà. L’Apple rinuncia al scenografico cubo trasparente in centro sul modello di quello di New York. La Apple lo voleva in piazza Duomo. Figuriamoci, tuonò la Moratti, in piazza Duomo c’è posto per un solo culto. In alternativa a Duomo si era proposto largo Augusto, da riqualificare. Bocciata: quest’ultimo sarebbe ubicato in un posto troppo defilato per la casa americana.
La saga continua continua ad appassionare. Purtroppo i nostri numerosi suggerimenti nel primo post (via Torino di fianco alla Fnac, il sottopasso SanGregorio-BuenosAires) sono stati ignorati.
D’altronde la parola d’ordine è “Supercentro” e la casa di Steve Jobs non vuole concedere nulla avendo rifiutato persino lo spazio Conbipel di Corso Vittorio Emanuele. Gli incontri e sopralluoghi continuano e secondo le ultime indiscrezioni sembra che il luogo più papabile sarebbe, come ipotizzato nel nostro secondo post, Galleria Vittorio Emanuele, meglio con le vetrine sull’Ottagono. La saga continua, stay tune.

Dopo StartMilano, manifestazione dedicata alle gallerie d’arte cittadine, questo weekend è saranno gli show room dedicati all’arredamento, all’arte e all’architettura a tenere le porte aperte per mettere in mostra il meglio del Design made in Italy, e non solo. Se state pensando di cambiare l’arredamento di casa e sognate di sfoggiare gli ultimi must che il mercato propone, allora tra il 14 e il 17 di ottobre è il caso di organizzare un tour dei negozi che parteciperanno all’iniziativa di Milano Design Weekend.
La manifestazione, organizzata alcune testate specialistiche del settore, si propone come un evento per promuovere il design anche al grande pubblico, non solo agli addetti ai lavori, come invece accade durante le fiere dedicate. Sarà quindi possibile passeggiare nell’area compresa tra Brera e Garibaldi, dove si concentrano la maggior parte dei punti d’interesse, e approfittare delle aperture straordinarie, sabato fono alla mezzanotte e approfittare di sconti che in alcuni casi possono arrivare al 30%.
Ma se uno non avesse intenzione di mettere mano al portafogli? Il weekend del design non vuole essere solo un’occasione per vampirizzare il conto corrente di chi passerà da quelle parti. Sarà infatti possibile seguire cinque itinerari diversi: il classico Brera-Garibaldi, la “racchetta” di San Babila, le affascinanti Case Museo, i Design Hotel e gli immancabili studi di architettura, cinque percorsi per scoprire una Milano insolita e mai vista prima.
Continua a leggere: Milano Design Weekend, cinque itinerari per scoprire una città segreta

Una passeggiata virtuale, come nel più popolare Street View, ma questa volta con una prospettiva inedita: gli esercizi commerciali, gli hotel e i musei dall’interno. In questo modo La piattaforma dà modo al turista di visitare la città ancora prima del suo arrivo, permettendogli di individuare il posizionamento dell’hotel, visitare dall’interno le attività commerciali del quartiere, i palazzi d’interesse culturale o istituzionale (grazie anche al Patrocinio del Comune di Milano).
Un nuovo strumento digitale a disposizione dei cittadini e di tutti coloro che vogliono conoscere la nostra città attraverso una vera e propria passeggiata virtuale. Rappresenta una delle migliori leve di marketing a disposizione dell’Amministrazione per qualificare, comunicare e promuovere la città, la sua storia e i suoi monumenti in vista di un grande evento internazionale come Expo 2015
Così, l’Assessore al turismo e marketing territoriale per la presentazione ufficiale. L’ambizioso obiettivo è quello di creare la prima città virtuale al mondo capace di riprodurre tutte le attività che sono presenti. A tale scopo sono stati identificati alcuni palazzi che rappresentano la vita pubblica della città e delle sue Istituzioni, edifici che solo in alcuni casi e in alcuni giorni vengono aperti al pubblico: da Palazzo Marino al Castello Sforzesco, da Palazzo Sormani all’Anagrafe di Via Larga, dal Planetario all’Acquario Civico.