Befana Benefica a Milano, com’è andata: ci aveva provato l’amministrazione a mettere il bastone della sua scopa fra le ruote dei motociclisti milanesi – ne ha scritto bene Michele su motoblog, qui il post – ma alla fine la nonnina motorizzata ha rombato sotto il Duomo, giornata benedetta da “sole, caldo e una presenza di tanti motociclisti, ma TANTI!” come scrivono gli organizzatori (www.motoclubticinese.it).
Insomma, nonostante l’inghippo che aveva fatto inceppare il motore di una iniziativa forse strana, forse non al passo con i tempi ecologici in cui viviamo, ma giunta al 45esimo anno di vita e svolta a fin di bene, il motoclub ha ringraziato pubblicamente il sindaco, l’amministrazione tutta e l’assessore allo sport Bisconti che ha permesso il raduno in Duomo sotto gli occhi dell’altro assessore Maran (qui la foto del “Giorno”).
Infine, dato che il motoclub già prevede per l’Epifania 2013 di non avere più la cornice di piazza Duomo per la sua Befana Benefica Motociclistica, se avete partecipato quest’anno (o se trovate simpatici questi “matti”), l’invito è di mandare fax, mail, lettere, indirizzati a Palazzo Marino, raccontando cosa vi fa andare immancabili ogni volta il 6 gennaio sotto la Madonnina con la vostra due ruote a motore.
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Su Twitter l’annuncio del sindaco, Pisapia conferirà ufficialmente la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano “scelta condivisa dalle diverse forze politiche”. Su “Libero” si interrogano su che cosa abbia fatto l’autore di Gomorra per Milano mentre “Repubblica” già ieri anticipava il twitt del primo cittadino.
Giusto due anni fa Saviano ha raccontato in un’intervista (la trovate sul suo sito: www.robertosaviano.it) il suo rapporto con Milano, “la più meridionale d’Italia […] una città curiosa, aperta e internazionale. Che non ha ascoltato i discorsi che ho fatto come storie esotiche, lontane”.
Eh già, le tematiche di cui ha scritto Saviano nei suoi libri – la camorra e la ‘ndrangheta – non sono lontane. Dopo l’allarme lanciato da Pisapia a ottobre circa le possibili infiltrazioni mafiose in Expo 2015 (“Repubblica”) forse l’onorificenza allo scrittore sotto scorta diventa comprensibile.
Immagine | @giulianopisapia
L’Amministrazione chiude i rubinetti dei patrocini comunali. Erano concessi un po’ per tutto: dalla festa di quartiere alle iniziative di beneficenza. Molti percepivano un contributo comunale. Da oggi si cambia regole. In primis scompaiono definitivamente le iniziative a nome dei singoli assessorati. In pratica nasce il “marchio di garanzia” con un unico logo identico per tutte le iniziative promosse dagli assessorati. Il Comune si impegna a dare il proprio patrocinio solo a manifestazioni (culturali, sociali, educative, scientifiche, sportive, turistiche, economiche) che rispondano a precisi criteri di interesse pubblico e di particolare prestigio.
Come dicevamo non dovranno comportare alcun onere finanziario a carico del bilancio comunale e gli eventi dovranno essere aperti gratuitamente alla città. Inoltre, per i progetti che interessano solo una zona della città la concessione del patrocinio sarà invece di competenza del Consiglio di Zona. Per tutte le manifestazioni in centro un comitato verificherà l’impatto e il rispetto dei valori storici, religiosi, simbolici, artistici, civili.
Il Comune di Milano ha deciso di valorizzare al meglio il proprio marchio le cittadine e i cittadini sapranno che quando un’iniziativa è patrocinata dal Comune significa che sono stati rispettati standard elevati. I soggetti commerciali che organizzeranno attività profit dovranno devolvere in beneficenza una parte del ricavato o reinvestirlo in progetti con ricadute positive per la città. Non ci accontenteremo certo di promesse generiche perché si dovranno indicare i beneficiari dei contributi con certificazione successiva dell’avvenuto versamento. In caso contrario, l’Amministrazione non concederà ulteriori patrocini per almeno tre anni.
Non ce ne voglia la D’Urso, ma in questi giorni l’avvenente presentatrice è diventata il simbolo tragico di chi ha subito un furto. “Casa devastata che cosa brutta”, ha scritto la conduttrice sul proprio profilo ufficiale di Twitter. Ad Alfonso Signorini, che le chiedeva dove era successo il fatto, ha risposto: “A Milano casetta nuova. Sventrata. Portato via tutto…e i gioielli di mamma!! Sono a pezzi”.
L’ultimo caso eclatante di una lista lunghissima; tra le star depredate ricordo anche la Ventura e il calciatore Muntari. Il furto in casa non risparmia nessuno, almeno lui è democratico. D’altronde, ricerca Istat, circa il 60% degli italiani teme di subire un furto in casa e il timore aumenta in coincidenza con le feste di fine anno, quando molti milanesi lasciano l’abitazione anche per pochi giorni per andare in vacanza.
L’argomento mi sta a cuore essendomi trasferito di recente in un appartamento sito al primo piano. In questi giorni poi sento sempre più spesso di ladri che svaligiano case. Il questore Alessandro Marangoni, nel corso del consueto appuntamento con la stampa per la presentazione del rapporto di fine anno dice che la crisi economica, e l’impoverimento della popolazione, può aver influito sull’aumento di furti e rapine in città. Secondo il prospetto i furti in città sono aumentati del 12,31%. Brutta cosa. E voi, lettori di 02blog, facendo i dovuti scongiuri, siete rimasti vittima di qualche visitina sgradita di questi tempi?
I più attenti tra voi certamente si ricorderanno della curiosa iniziativa “Copia e Incolla X Milano”, ce ne aveva parlato Luca tra l’ agosto il settembre scorso. Per gli altri una piccola ripassatina: ideata dall’assessore al Tempo Libero, Chiara Bisconti, l’iniziativa aveva come obiettivo quello di censire le migliori idee messe in pratica nelle altre città per valutarne l’importazione anche a Milano.
L’idea della Bisconti fu un successo. Forse anche a causa delle vacanze e del fatto che i milanesi erano in giro per il mondo a visitare altre città, al Comune arrivarono migliaia di segnalazioni. C’erano idee di ogni tipo, alcune veramente geniali, altre un po’ bizzarre, avevamo anche pubblicato una speciale top ten con quelle più stravaganti o utili.
Ora, a distanza di quasi sei mesi dal suo lancio, questa curiosa iniziativa inizia a partorire i primi risultati. Come ha difatti annunciato la stessa assessora Bisconti, le prime due idee sono state proposte oggi a Palazzo Marino. Si tratta di Happy Popping, un invito rivolto agli esercenti della città per rendere adatti i locali alle poppate delle neomamme, e di Rivivaio, un servizio di raccolta gratuito dove chi vuole potrà lasciare le proprie piante o prendere, sempre gratuitamente, quelle messe a disposizione dagli altri.
Che ne pensate? Vi sembrano delle buone idee? Ne avete altre da proporre? Non preoccupatevi, a quanto pare l’iniziativa non si ferma qui, anzi, il Comune a quanto pare ci crede e vuole continuare a tenere vivo questo filo diretto con i cittadini. Approfittiamone dunque, sul sito del Comune trovate le info per segnalare le vostre idee Copia&Incolla.

Piazzale Archinto in pieno quartiere Isola aspettava da tempo di essere riqualificata, magari mettendo a nuovo quei 289 metri quadri di “verde” tra i parcheggi e i negozi che i frequentatori di questa piazza conosceranno bene. Proprio ieri l’assessore al Commercio D’Alfonso, insieme al presidente della Fondazione “Riccardo Catella” Manfredi Catella, ha inaugurato l’area giochi.
L’intervento di riqualificazione di Piazzale Archinto è promosso nell’ambito del programma di interventi per lo sviluppo del Distretto Urbano del Commercio Isola (DUC Isola) nato nella primavera del 2010 dalla collaborazione tra Comune di Milano, Regione Lombardia, i commercianti e gli abitanti del quartiere e il sostegno di sponsor tecnici.
L’intervento in piazzale Archinto fa parte de “I progetti della gente” (tra gli slogan: pensare Milano in una prospettiva successiva a Expo 2015) della Fondazione Riccardo Catella; quando frequentavo l’Isola una decina d’anni fa mi sarebbe piaciuto vedere un’area giochi simile al posto dello spazio verde spelacchiato di allora. Speriamo che serva a portare più bambini e residenti in strada.

Piove, governo ladro. Ma le abbondanti precipitazioni un merito l’hanno avuto, almeno a Milano: abbassare i livelli delle polveri sottili. Superati dunque i fatidici 3 giorni “sotto soglia” necessari a stoppare le misure contenute nell’ordinanza anti-smog del sindaco Pisapia.
Da domani, quindi, i veicoli e le motociclette più inquinanti (autoveicoli benzina e diesel Euro 0, Euro 1 e Euro 2 non dotati di sistemi di anti particolato; ciclomotori w motocicli a due tempi Euro 1 e Euro 0) potranno tornare a circolare fino alle 7.30 e dopo le 19.30, sabato e domenica senza limitazioni di orario.
Foto Flickr, by Uberto

Ragazzini e anziani muoiono per le vie di Milano, troppo spesso: due giorni fa il Comune per migliorare la sicurezza e la segnaletica stradale ha deciso di destinare il “50% degli incassi delle multe, sulla base della previsione del 2011, a interventi per rendere le strade più sicure” (fonte: Comune di Milano). Una fatalità forse, scrive il Giorno, ha intanto provocato la morte di un giovanissimo ciclista.
Tante volte da scooterista mi sono trovato a passare da via Solari, spesso mi sono trovato in difficoltà anch’io per la presenza di auto in sosta vietata o in doppia fila e ho dovuto invadere la corsia del 14. Giacomo Scalmani ha avuto l’unico torto di tentare di rientrare a casa in bici, una innocua caduta e un tram gli ha tolto la vita, Arturo vi racconta l’accaduto in questo post con le riflessioni del presidente di Ciclobby.
La dinamica non è ancora chiara. Un lettore del Giorno, Gianfranco, sottolinea: “Il problema non è il fondo stradale bagnato; la corsia è sempre occupata da auto in sosta 24 ore su 24 nonostante il divieto, è pericolosissimo per le biciclette ma anche per moto e auto”. Segnalateci nei commenti le vie che il Comune dovrebbe iniziare a mettere in sicurezza perché ormai troppo pericolose.
Foto | Via Solari, Paolo Mazzo by Flickr

In questi giorni i quotidiani sono in fibrillazione per i destini della Sea (la società aeroportuale che gestisce Malpensa e Linate) e della Serravalle (azienda che gestisce alcune delle autostrade sul territorio Milanese, principalmente la A7). A scatenare il tutto, una lettera arrivata sulla scrivania dell’assessore al Bilancio Bruno Tabacci, con un’offerta di acquisto da parte di F2i, il fondo gestito da Vito Gamberale per il 18,6% della società autostradale e per il 20% della Sea. Totale dell’offerta 400 milioni di euro.
Cosa bisogna conoscere di questa vicenda per valutarla attentamente? Almeno tre cose. La prima è che Vito Gamberale è un manager che, nel mondo della finanza, è conosciuto come vicino agli ambienti di sinistra. La seconda è che quei 400 milioni di euro farebbero molto comodo al Comune di Milano per il pareggio di bilancio e per il rispetto del patto di stabilità. La terza è il fatto che il fondo F2i è già proprietario di un’altra importantissima infrastruttura cittadina, ovvero la rete di 2250 chilometri di fibra ottica gestita da metroweb che porta internet ad alta velocità in tutte le nostre case. Ricordate? Metroweb fu venduta in era Moratti al fondo inglese “Stirling Square” per 232 milioni e riacquistata da Gamberale per 436 milioni qualche giorno prima delle elezioni.
Quindi, ricapitolando, l’operazione sembra un passo necessario per Palazzo Marino, ma le incognite non mancano. A quelle già elencate se ne aggiunge un’altra. Repubblica, in questo articolo, paventa un ulteriore “rischio”, ovvero il fatto che Gamberale, una volta acquistate le azioni della Serravalle, possa deciderle di utilizzarle come “merce di scambio” per portare avanti la sua strategia di investimento nel settore aeroportuale. E chi potrebbe fare da sponda a questa operazione? I componenti della famiglia Gavio che, scrivono i giornalisti “nel 2005 hanno venduto alla Provincia guidata allora da Filippo Penati il 15 per cento della Serravalle per 238 milioni di euro. Oggi potrebbero rientrare dalla finestra a prezzi da saldo, visto che Gamberale valorizzerebbe il 18,6 per cento della società 145 milioni“.
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Da stamani all’incrocio tra le vie Astesani e Vincenzo da Seregno in Zona 9, inizieranno le prove tecniche per la prima rotatoria “sperimentale” di Milano. In sostanza un esperimento per trasformare gradualmente la viabilità in zona: un incrocio, infatti è stato trasformato in rotatoria, in via provvisoria. Il provvedimento è stato realizzato posizionando della segnaletica complementare (new jersey in plastica), mettendo in lampeggiante i semafori che regolano l’incrocio e mandando i vigli sul posto nelle fasce orarie di maggiore traffico.
“La rotatoria – ha spiegato l’Assessore alla Sicurezza e Polizia Locale, Marco Granelli – è il primo di una serie di interventi che avevamo deciso e che realizziamo per aumentare la sicurezza sulle strade urbane. Provvedimenti sempre più necessari alla luce dei tanti, troppi incidenti anche mortali che avvengono nella nostra città. Tra questi ricordo la tragica morte di un ciclista in via Arbe, di un’anziana donna che stava attraversando sulle strisce pedonali in via Astesani e di un altro pedone, un uomo di 40 anni, investito anche lui sulle strisce in viale Fulvio Testi poco prima delle 4 di questa mattina”.
Gli obbiettivi sono quelli di rallentare la velocità delle auto in prossimità dell’incrocio, di realizzare attraversamenti pedonali più visibili anche a chi svolta a destra e di agevolare il transito ai mezzi pubblici di superficie. In molti infatti considerano le rotatorie uno strumento fondamentale per diminuire la pericolosità delle nostre strade e ci sono addirittura degli studiosi che hanno speso un bel po’ di tempo nel cercare di dimostrarlo. Se l’intervento risulterà efficace, fanno sapere da Palazzo Marino, la rotatoria diventerà definitiva e sarà avviata la programmazione dei lavori per la sua realizzazione. Al contrario, i new jersey saranno rimossi e verrà ripristinata la regolamentazione semaforica dell’incrocio. Secondo voi funzionerà?
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