Logo Blogo

Noi e gli altri

Come vivono i rom a Milano, l'indagine del Naga

pubblicato da Arturo Bandini in: Noi e gli altri Abitare a Milano


Si parla spesso di loro e il 90 per cento delle volte lo si fa senza cognizione di causa. Ma chi sono in realtà i rom? E come vivono a Milano? Una risposta a questa domanda arriva da uno studio a cura dei volontari di Medicina di Strada del Naga (un’associazione da sempre attenta a queste tematiche), che hanno visitato 1.142 persone - circa la metà delle persone rom presenti a Milano secondo le stime ufficiali - quasi tutte provenienti dalla Romania e abitanti in 14 aree dismesse e campi non autorizzati (tranne un campo autorizzato). Ed è una risposta che, se accolta senza pregiudizi, dovrebbe farci riflettere.

“Le condizioni abitative, il minor tasso di scolarità e di occupazione rispetto alla popolazione italiana e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari sono potenziali fattori di rischio per la salute delle persone rom che abitano nei campi irregolari di Milano” hanno spiegato i volontari di Medicina di Strada, autori della ricerca. “Abbiamo raccolto e analizzato dati su scolarità, lavoro, abitudine al fumo e altre informazioni sociodemografiche che hanno mostrato una fotografia inedita delle condizioni di vita della popolazione rom a Milano”.

Continua a leggere: Come vivono i rom a Milano, l'indagine del Naga

I ragazzi del Beccaria al lavoro per ripulire i cimiteri milanesi

pubblicato da Arturo Bandini in: Cittadinanza: notizie Verde e ambiente Noi e gli altri

Giovani carcerati al lavoro nei cimiteri. Detta così, sembra quasi una seconda punizione, una pena aggiuntiva alla già gravosa privazione della libertà per i detenuti minorenni del carcere Cesare Beccaria. E invece se osservata con la lente di ingrandimento, ci si rende conto che questa iniziativa (che si chiama “giovani e lavoro” e che è promossa dal Comune, da Amsa e dall’associazione Kayros) ha un valore importante, sia sul piano riabilitativo che su quello preventivo ed educativo. Il rispetto degli orari, il lavoro di gruppo, il mantenere la parola data, l’acquisizione di regole, l’assunzione di responsabilità: tutti elementi che portano alla crescita e alla maturazione dei ragazzi.

Dal 14 giugno, alcuni giovani tra i 18 e i 21 anni aiutano l’amsa nelle mansioni di pulizia dei cimiteri milanesi di Baggio, Bruzzano, Chiaravalle, Greco e Lambrate. Hanno regolari contratti a progetto della durata di un anno e lavorano tutti i giorni dalle 7 alle 13 per un compenso mensile che si aggira tra i 900 e i mille euro. “Il lavoro è una chiave fondamentale per il recupero di questi ragazzi problematici - ha detto don Claudio Burgio cappellano del carcere minorile Beccaria e autore del libro che vedete nell’immagine, nonché braccio destro di don Gino Rigoldi -. È con il lavoro e con corsi di formazione e di istruzione che possiamo davvero reintegrarli nella società. Al momento sono in 7 a svolgere questo lavoro per Amsa, di cui 5 sono di Milano. E’ una grande opportunità e spero ne sorgano altre, perché è un modo per fargli ottenere un guadagno onesto e ricostruire una rete sociale. Hanno bisogno di una normalità di vita, e stare in carcere senza far nulla di sicuro non li aiuta. Tra l’altro abbiamo avuto buoni riscontri di lavoro, quindi è anche una gratificazione per loro”.

Immigrati sulla torre di piazzale Selinunte, torna la protesta in alta quota

pubblicato da Arturo Bandini in: Cittadinanza: notizie Noi e gli altri Abitare a Milano

Tutto è cominciato a novembre dello scorso anno con la protesta degli immigrati di Brescia, rimasti sulla gru per 17 giorni per rivendicare i propri diritti. Poi - dopo pochissimo - fu la volta di via Imbonati, a Milano, dove 3 immigrati (di cui 2 clandestini) rimasero per quasi un mese sulla torre dell’ex Carlo Erba. Stavolta è il turno di piazzale Selinunte, ancora a Milano.

Un marocchino e un egiziano (entrambi senza permesso di soggiorno) da sabato 10 settembre trascorrono le loro notti sulla torre termica di piazzale Selinunte, zona San Siro. La protesta è contro la cosiddetta “sanatoria truffa” e contro lo sfruttamento dei clandestini come forza lavoro sottopagata e sfruttata.

A sostenere la protesta dei due, un presidio permanente, organizzato ai piedi della torre con tanto di tende e cucina. I membri delle associazioni che si sono raccolte attorno al comitato “immigrati milano” - e che mantengono viva l’attenzione sull’azione intrapresa dai due - si ritrovano ogni sera in assemblea, dove decidono strategie di lotta e di comunicazione.

I due stanno bene, mangiano regolarmente e dormono un buon numero di ore. E si dicono anche fermamente convinti a proseguire con la loro protesta a oltranza. In loro solidarietà sono arrivate anche le parole di alcune istituzioni locali, come il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, l’assessore al lavoro Cristina Tajani e quello al welfare Pierfrancesco Majorino. Resta forte il dubbio però sui risultati che potranno ottenere. L’anno scorso infatti sia a Brescia che a Milano la vicenda non ha avuto un lieto fine per i manifestanti.

Voi cosa ne pensate? È un metodo di lotta che darà i suoi frutti, oppure risulterà essere un boomerang anche stavolta?

Foto | Comitato immigrati Milano

Modelli in vetrina da Coin a Milano, lavoro gratificante o mercificazione dei giovani?

pubblicato da Luca Albani in: Noi e gli altri Per strada Negozi

Modelli in vetrina da Coin. Tanto rumore per nulla? Battaglia di civiltà? Oppure trovata che funziona sempre? Non vi sarà sfuggita la polemica fra sindacati e Coin riguardo ai modelli “esposti” ai passanti presso il punto vendita di piazza Cinque Giornate. Idea per altro non nuova (stesso team di creativi alle spalle probabilmente) dato che per una campagna Calvin Klein era già stata usata a Firenze due anni fa, vedi video.

Dieci euro netti all’ora per mostrarsi in pubblico mezza giornata. I ragazzi e le ragazze coinvolte da Coin non ci stanno a passare per sfruttati e rivendicano il loro diritto a lavorare (fonte: “Repubblica”), il gruppo Coin/Ovs/Upim non si scompone e gongola per il richiamo mediatico, i sindacati un po’ si arrabbiano e ribadiscono: “È questa l’immagine che Milano vuole darsi? (fonte: “Il Giorno”). E noi di 02blog vi rigiriamo la domanda.

Video | CoinVideo by You Tube

Ramadan a Milano, dopo il Palasharp associazioni e Comune dialogheranno sulla nuova moschea

pubblicato da Luca Albani in: Cittadinanza: notizie Noi e gli altri

Moschea Blu Istanbul

Ultimo ramadan al Palasharp? (fonte: “Repubblica”). Di sicuro, certo. Il Pala non ci sarà più! Verrà rimossa a breve la gloriosa tensostruttura come vi avevamo raccontato. Tuttavia la vittoria di Pisapia ha reso possibile un dialogo fra le associazioni culturali islamiche e Palazzo Marino prima difficile, almeno se si parlava di “grande” moschea. Un luogo sacro capiente per i musulmani in città in occasioni di ricorrenze particolari (il mese del digiuno su tutti) risolverebbe molti problemi logistici.

I piccoli luoghi di culto in regola (come la moschea di via Meda, non ne sapete nulla? Cliccate qui) non scomparirebbero dall’oggi al domani, anzi. Una moschea ufficiale secondo la vicesindaco Guida sarebbe però funzionale a sanare le irregolarità che tanto sono evidenti per le strade di Milano, come la preghiera sui marciapiedi o gli scantinati privi di ogni sicurezza troppo affollati di fedeli. Il Comune si impegnerà a trovare un’area ma non sgancerà un euro per la sua costruzione.

Se il nuovo corso di Piaspia in materia di religione – annunciato fin dalla campagna elettorale – accontenta coloro che credono nell’integrazione fa infuriare chi invece vede una grande moschea come fumo negli occhi. Magdi Cristiano Allam ad esempio che denuncia come il “buonismo nei confronti degli islamici viene del tutto archiviato quando si ha a che fare con i cristiani” citando il caso della Chiesa Copta Evangelica di Milano di recente costretta a trasferirsi in un seminterrato (fonte: “il Giornale”).

Foto | Ian W. Scott by Flickr

Fa' la cosa giusta 2011, a Fieramilanocity l'ottava edizione della Fiera nazionale del consumo critico

pubblicato da Luca Albani in: Verde e ambiente Noi e gli altri Weekend

Fa la cosa giusta 2011

Indecisi su cosa fare in questo fine settimana ricco di iniziative? 02blog ha curiosato per voi a “Fa’ la cosa giusta!”, l’VIII Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. La manifestazione ha aperto oggi presso Fieramilanocity, Porta Scarampo (padiglioni 2 e 4), è facilmente raggiungibile quindi con la MM1, fermata Lotto Fiera.

I due padiglioni della Fiera dividono nettamente quattro aspetti del “sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro” cui si rifà l’iniziativa; se siete più interessati a trovare/provare nuovi modi di mangiare vi consiglio di soffermarvi sul Padiglione 1 dove tra una birra e un salame, un’arancia e un vino doc potrete già esaurire il vostro budget.

Sempre nel primo padiglione, troverete pane per i vostri denti se siete impegnati nella salvaguardia dell’ambiente o dei diritti dei più poveri: Greenpeace, Legambiente, Amnesty, Emergency, solo per citare le più note, sono tutte presenti in Fiera. Troppi gli incontri culturali tra oggi e domenica per citarli, vi rimando al programma: falacosagiusta.terre.it. Continua dopo il salto…

Fa la cosa giusta 2011 foto
Fa la cosa giusta 2011 fotoFa la cosa giusta 2011 fotoFa la cosa giusta 2011 fotoFa la cosa giusta 2011 foto

Continua a leggere: Fa' la cosa giusta 2011, a Fieramilanocity l'ottava edizione della Fiera nazionale del consumo critico

Libri scolastici digitali a Milano, parte "E.ducazione" il portale dell'Ufficio scolastico regionale

pubblicato da Luca Albani in: Noi e gli altri Scuole e Corsi Abitare a Milano

iPad scuola

Iniziato sperimentalmente negli anni passati in alcuni istituti sparsi per la Penisola (per non parlare degli Stati Uniti, leggete questo post su melablog) l’accelerazione della rivoluzione digitale in ambito scolastico aumenta. Vedremo meno studenti con zaini da dieci chili e più in giro per strada?

La riflessione prende spunto da un articolo del “Corriere” che parla del lancio ad aprile di “E.ducazione” il portale dell’Ufficio scolastico regionale che “metterà a disposizione degli alunni notebook, iPad, tablet-pc, ma anche versioni digitali dei dizionari, atlanti e libri di testo”.

Meno libri cartacei – ci pensate a una Milano con poche, pochissime librerie e senza Libracci? –, estinzione dei laboratori di informatica, il digitale aiuterà l’apprendimento a scuola? E le classiche mamme milanesi che scuse troveranno per accompagnare i propri ragazzi molto più “leggeri” con il Suv?

Foto | David Ortez by Flickr

In via Porpora Milano come Alessandria d'Egitto, in mille a manifestare per i morti di Capodanno

pubblicato da Luca Albani in: Noi e gli altri Per strada Abitare a Milano

Bandiera egiziana

Nei giorni scorsi l’attentato ad Alessandria d’Egitto contro la comunità copta locale ha aperto nel modo più drammatico il nuovo anno. Nella stessa giornata in cui si svolgevano i funerali delle vittime si sono tenute manifestazioni sia ad Alessandria sia al Cairo come leggiamo su www.misna.org e… anche a Milano. Gli egiziani nella nostra città sono infatti più di 25.000 secondo le statistiche del Comune.

I fedeli che si riconoscono nella chiesa copto ortodossa secondo padre Raffaele Gebrail di Cinisello (fonte: “Il Giornale”) sono invece 15.000 e parte di loro (un migliaio circa) ha manifestato il suo dolore per i morti ammazzati ieri proprio davanti al consolato egiziano di via Porpora. Milano multietnica: speriamo presto di vedere gli stranieri per le strade di Milano in occasione di eventi lieti, come la Coppa d’Africa, e non luttuosi come questo.

Foto | Vibracobra23 by Flickr

A Milano i matrimoni cinesi prendono piede, anche gli italiani tentati dalle nozze "made in China"

pubblicato da Luca Albani in: Cittadinanza: notizie Noi e gli altri Milano economica Abitare a Milano

Matrimonio cinese

Ieri sera al Tg1 delle 20:00 hanno trasmesso un servizio dedicato ai matrimoni cinesi a Milano che al pari dei famigerati parrucchieri di cui si è tanto parlato quest’estate hanno costi molto più contenuti di quelli italiani; notizia non nuova, il “Giornale” vi aveva dedicato un articolo nell’aprile 2009 affermando che “per poco più di 1.400 euro [i cinesi] offrono book fotografico, giro in limousine, bouquet, dvd della festa e vestiti di entrambi gli sposi”. Tempo un anno e mezzo e pare che più di qualche coppia italiana abbia deciso di sposarsi a Chinatown, sarà vero?

La ragazza dell’agenzia matrimoniale intervistata ieri sera lo confermava insieme a prezzi e offerte; la giornalista rimarcava come anche ristorante, torte nuziali, fiori e finanche il viaggio di nozze (ovviamente prenotato in Paolo Sarpi prediligendo linee aeree e tour operator cinesi) fossero molto più competitivi come prezzi rispetto al matrimonio “made in Italy”. Attenzione però, a differenza della foto che ho messo in apertura del post ricordate che per i matrimoni cinesi a Milano l’uomo deve mettere d’obbligo il vestito da sposo bianco, se non avete nulla in contrario buone nozze…

Foto | Jakob Montrasio by Flickr

Milano: il Consiglio Comunale dà il via libera alle moschee

pubblicato da cesare in: Cronaca: news dal Palazzo Noi e gli altri

moschea a MilanoMilano apre agli altri culti. Martedì sera è arrivato il voto a sorpresa del consiglio che - in materia di futuri assetti urbanistici - approva due emendamenti presentati da Rifondazione, destinati a far discutere. Il primo prevede la costruzione di “luoghi di culto per tutte le religioni” mentre il secondo prevede “la garanzia di luoghi di culto per tutte le religioni rappresentate in città”. Moschee, sinagoghe, templi e monasteri buddisti…

Una differenza sottile quella che corre tra i due emendamenti, ma la sostanza la riassume con soddisfazione la prima firmataria di entrambe le modifiche al Progetto di Governo del Territorio originale (approvato nel luglio scorso) Patrizia Quartieri di Rifondazione: “Con queste modifiche garantiamo il diritto di culto a tutti, anche a chi prega nelle moschee”.

La stessa Quartieri ha anche presentato un terzo emendamento in cui proponeva l’individuazione di un area destinata alla sosta e al transito dei Nomadi. Emendamento approvato con 11 voti a favore e 9 contrari. Ora inizia la battaglia per stabilire quale sarà. Prevedibile epidemia di nimby - not in my backyard - in vista.