
Savino Pezzotta dell’UDC è fresco di nomina, è stato ufficializzato candidato presidente alla Regione Lombardia appena una settimana fa. Forse per questo sui muri e i tabelloni pubblicitari di Milano sono ancora in due a fronteggiarsi, Formigoni da una parte e Penati dall’altra. Uno fa due conti e si accorge che le elezioni regionali non sono poi così lontane, si voterà il 28 e 29 marzo. Una campagna elettorale nata in sordina? Così pare. Spariti i manifesti con il “cambio” nei quali il PD invitava a scegliere Penati (apparsi ancora due mesi fa se non sbaglio) sembra che i nostri politici si siano dati a una strana morigeratezza.
Se quest’ultimo dopo la batosta delle provinciali ha deciso di farsi ritrarre bello grande – ma con le gambe tagliate… – propugnando al solito l’idea di alternativa alla destra, Formigoni dal canto suo ci tiene a far sapere di essere uno di noi, il volto composto da un mosaico di un centinaio di fototessere, idea non nuova ma efficace. L’UDC nell’attesa rimane nel mezzo coniando il curioso slogan l’estremo centro unito alla retorica della bandiera nazionale ricucita. Altre forze in campo non se ne vedono. Tra questi manifesti quale vi convince di più? Ditecelo nei commenti, il sondaggio dura ventiquattro ore.

Dopo il post di Giulio sulle misteriose maschere appese sull’eterna impalcatura in via Torino di fianco alla Fnac, il quiz di milanesità riguarda un’altra opera di street art, ma questa volta d’autore, commissionata regolarmente ad un artista le cui opere sono ovunque: Praga, Londra, San Paolo, Buenos Aires e, ovviamente, Milano.
Il murales è immenso e si allunga su un muro ribaltando, in modo immaginifico, la gerarchia quotidiana del traffico cittadino: una marea di piccole macchine vengono schiacciate dalle ruote di ciclisti “ciclopi”. L’effetto è spiazzante, il segno grafico è molto efficace ed insieme evocativo, una visione che che fa pensare e insieme divertire. Vogliamo sapere dove è ubicato il graffito e, se siete pratici, chi è l’autore.
Per la serie quiz di milanesità, qualche giorno fa sono rimasto colpito da una serie di maschere di cartone (in foto ne vedete un paio) appese ai tubi di un’impalcatura arrugginita. Sarà fin troppo facile per voi indovinare la via: si tratta di uno di quei posti in cui tutti sono passati, almeno una volta nella vita.
Per questo motivo, menzione d’onore per chi - oltre ad indovinare dove è stata scattata questa foto - ci saprà dire, nell’ordine: da quanto tempo l’impalcatura si trova in loco e a quando risalga invece l’installazione delle maschere.
Ieri, in occasione del primo blocco domenicale del traffico da un bel po’ di tempo a questa parte, decido di passare un pomeriggio un po’ particolare: parto a piedi da via Murat, diretto verso Piazzale Loreto, con un prudente anticipo di un paio d’ore sul mio appuntamento, previsto per le 19:00.
L’obiettivo è godere della città per una volta sgombra dalle automobili, e scattare qualche foto inconsueta. La prima cosa che colpisce è in realtà il fatto che di auto ce ne siano in giro un bel po’ : la conseguenza di deroghe troppo generose da parte del Comune?
Nonostante la presenza di più di una vettura, non si può non rimanere colpiti dai momenti di inconsueto silenzio che, a tratti, fa pensare di non essere in una città con circa 2 auto ogni 3 abitanti. Perfino in prossimità della circonvallazione riesco a scattare qualche foto senza quattroruote all’orizzonte.
Continua a leggere: Blocco del traffico: Milano prima e dopo le 18:00

Da poco in tutto il territorio della città di Milano è scattato il blocco del traffico, quindi a meno che non siate un medico, un infermiere o un ministro del culto è necessario lasciare l’auto in garage. La domanda sembra retorica, servirà a qualcosa un blocco totale di 8 ore? Vi ricordo che tutte le auto (eccetto quelle a emissioni zero, quindi niente diesel con antiparticolato)
Sabato pomeriggio in centro sembrava che gli automobilisti fossero in giro a fare un po’ di scorta chilometri, visto che oggi il tachimetro rimarrà fermo, un po’ come i fumatori che aspirano l’ultima boccata di sigaretta mettendo proprio mentre salgono sul tram (espirando poi per la gioia di tutti i presenti).
Ma come si vive in una città vuota di traffico e, stranamente, silenziosa? Raccontateci nei commenti la vostra giornata!
Foto | DracoRoboter
Ore 23 di ieri, le strade della zona Pasteur si animano di urla. La gente si affaccia sul balcone. Sta succedendo qualcosa ma nessuno capisce esattamente cosa. I volti della gente sono puntati verso la strada, l’espressione è interrogativa ma la gente di sotto non sembra minacciosa, anche se sono sicuramente degli immigrati e qualcuno al telegiornale ha detto che senza di loro ci sarà meno criminalità.
Ma che succede? Tra le vie deserte si percepisce qualche parola in un italiano stentato. Sembra che parlino di algerini. Subito viene in mente un’altra situazione analoga, qualche tempo fa quando si beveva un bianco spruzzato al meraviglioso bar Tubino di Via Padova.
Dalla strada urla e schiamazzi. Mi affaccio con lo spruzzato in una mano e la macchina fotografica dall’altra e immortalo uno sparuto gruppo di algerini che, bandiera alla mano, festeggiavano la qualificazione della loro nazionale ai mondiali di Sud Africa, ai danni dell’Egitto….
Continua a leggere: Algeria vs Egitto, una sfida dell'immigrazione milanese

Novità questa settimana per le corsie preferenziali vietate a moto e scooter: tre non lo sono più – Corso Magenta, Corso di Porta Vigentina e Via Lamarmora – e tornano accessibili senza dazio per le due ruote. Dal 2008 erano diventate l’incubo dei motociclisti cittadini ma De Corato ne ha decretato la fine: avranno vinto i ricorsi o l’ostinazione dei milanesi che non vogliono distinguere tra corsie percorribili e non? E a quanti la multa di dicembre magari arriverà tra due mesi e dovrà pagarla ugualmente?
Colgo l’occasione quindi per un bel post riepilogativo con tanto di foto sulle corsie riservate o meno del centro. Iniziamo con la telecamera di Corso Magenta/Piazzale Baracca, impossibile da evitare arrivando da Corso Vercelli con il verde, ad agosto mi sono preso anch’io la mia bella multa, e infida da Viale di Porta Vercellina, se giravi eri “fatto” senza possibilità di scampo. Molti saranno stati ingannati anche dalle moto parcheggiate sul marciapiede di fianco al varco. Qui hanno già cambiato la segnaletica, basta sanzioni: sono state 200mila solo nel 2008 (fonte: Repubblica). Fate molta attenzione nelle altre due: se la segnaletica verticale è ancora quella “vecchia” la telecamera vi multerà.
Ultima infornata di foto de l’Altra Sede della Regione Lombardia. Inaugurata sabato, le avevamo già dedicato due post: uno di Almabyte, riuscita a intrufolarsi il giorno stesso, e uno di Gianluca, entrato il giorno successivo. Purtroppo il cielo di questi giorni non è granché, e di giorno, non è che si possa fotografare molto, c’è un gran grigio, della foschia, lo smog.
Così ho pensato: vediamo com’è di sera, è aperto fino alle 19. E di sera è spettacolare: gelo all’interno a parte - la struttura non è affatto finita, il 39° piano è scoperchiato - c’è una vista incredibile, davvero. Occhio, se fate foto, maledirete i riflettori azzurrini: vedete voi se andarci o meno, però, sapendo che fino a sabato 30 si può visitare liberamente, è un peccato non farci un salto.
Se avete bambini piccoli portateli assolutamente: impazziranno! Quelli presenti saltellavano ovunque, spiattellandosi contro le vetrate in preda a una festosità carnevalesca. Segnalo anche la presenza di un mezzo psicopatico che sussurra a tutti “Milano sarà come New York! Milano sarà come New York! Roma come Washington!” ma ci si abitua presto, poi lo si ignora.
L’Altra Sede della Regione Lombardia: di sera
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A fine febbraio la notizia della chiusura del Liceo serale Gandhi (quattro Licei: Classico, Scientifico, Linguistico e Socio-Psicopedagogico) ha fatto crollare le speranze dei numerosi studenti che lo frequentavano. Da allora è stato allestito un vero e proprio sit-in con tanto di tendopoli in via Milazzo.
Nonostante un ricorso al Tar vinto, il Comune di Milano non intende prevedere una riapertura della struttura e quindi la protesta si inasprisce. Da ieri infatti cinque studenti di età compresa tra i 20 e i 40 anni sono saliti sul tetto e, nonostante il freddo pungente, non intendono scendere fino a quando la loro voce non sarà ascoltata.
Gli studenti del Gandhi attendono in queste ore la pronuncia sul loro caso del Consiglio di Stato, la loro promessa però è quella di restare fino alla riapertura effettiva delle classi. Nel video una scheda di come era il Gandhi realizzata da Bonsai TV.
Basco e giubba rossa sono diventati un’istituzione del volontariato. A febbraio inizia il nuovo corso di formazione per diventare volontari City Angels. Il corso dura 3 mesi, due sere la settimana: una in sede e una in palestra. Si impara tutto quanto serve per essere volontari di strada d’emergenza, che operano nei punti più “a rischio” di Milano: dalle tecniche di squadra (gli Angels operano in squadre da tre a cinque volontari, guidate dal caposquadra) al primo soccorso, dalle nozioni di psicologia e comunicazione fino all’autodifesa.
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