
Salva i ciclisti! In Italia la “Gazzetta dello Sport” ha già aderito sulla spinta dei blogger italiani che hanno preso a cuore “Cities fit for cycling”: stiamo parlando della campagna Città più sicure per i ciclisti lanciata dal “Times” di Londra per sensibilizzare cittadini e legislatori circa l’assurdo numero di vittime stradali su due ruote che ogni anno si registra in Gran Bretagna (e non solo).
Se i giornalisti britannici hanno voluto così omaggiare la loro collega Mary Bowers (27 anni, ancora in coma dopo essere stata investita da un camion), i colleghi della “Gazza” hanno appoggiato l’idea in ricordo di Pier Luigi Todisco, una penna della rosea che ad ottobre 2011 in viale Sarca a Milano in bici ci ha lasciato la vita.
Milano grazie ai numerosi blogger appassionati di bici e alla “Gazzetta” ha fatto propria “Cities fit for cycling”; chiunque di voi invece volesse contribuire al successo di questa iniziativa può condividere la lettera/appello che troverete dopo il salto, se siete su Twitter utilizzate l’hashtag #salvaiciclisti. Gli aderenti saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti.
È passato quasi un anno: magari vi ricordate, magari no, ma a marzo del 2011 mi ero messo in testa di assemblare una bici. Ma come si fa, e soprattutto dove si va per trovare i pezzi e assemblare una bici a Milano? Avevo fatto una guidina con un po’ di indirizzi utili, che adesso vi ripropongo aggiornata con i vostri commenti dell’epoca dopo il salto: è ampiamente integrabile, voi segnalate, io aggiungo alla lista e facciamo una cosa che credo sarà utile a molti. Ma quindi in questi dieci mesi che ho fatto?
Bé, ci ho provato: ho sperperato denaro in un’avventura che alla fine si è rivelata costosa più o meno quanto la missione dell’Apollo 11, sfidato innumerevoli volte la pazienza della dolce metà (grazie, ancora!) che mal sopportava quel telaio spiaggiato in sala sul divano, e soprattutto il tempo che ci perdevo dietro con risultati atroci, ho perso ore di sonno a zonzo nel web in cerca del tutorial definitivo (è fatto molto bene questo sul forum di BdC)
Ma soprattutto ho capito che certe cose è meglio lasciarle fare a chi le sa fare e che impararle nel tempo libero si può sicuramente fare, ma di tempo libero ne serve tanto. E se ce n’è poco come nel mio caso la faccenda rischia di diventare frustrante. Meglio lasciar fare a chi sa fare: cioè a un meccanico ciclista. In questi dieci mesi ho girato negozietti, mercatini, parlato con meccanici, spero imparato qualcosa.
Dopo il salto un elenco di indirizzi, ciclofficine, mercatini, posti in cui sono stato e in cui tornerò con due righe di commento.
Continua a leggere: Assemblare una bici a Milano, come è andata a finire

Ciclabili a Milano, la mappa è chiara. In rosso le piste in costruzione o cantieri di prossimo avvio / riqualificazioni; in blu i percorsi da realizzare programmati nel quinquennio 2012-2016. Se volete conoscere invece la situazione sulla Milano in bicicletta oggi cliccate qui. I progetti vedono un investimento di 22 milioni di euro e riguardano nove tratte:
Fermi - Comasina (1,2 km), QT8 - Gallaratese (3,5 km), Lotto-Triennale (4,6 km), Cavalcavia Bussa e via Quadrio (2,5 km), Duomo - Monforte (2,7 km), Duomo - Sempione (6,8 km), Duomo - Porta Nuova (0,4 km), Portello - Molino Dorino (4,4 km), Medaglie d’Oro - Chiaravalle (4,9 km).
Entro due mesi aspettiamoci anche nuovi stalli per il bike sharing in piazza Oberdan, via Foppa, largo V Alpini, via Canova, corso Sempione, via Melzi d’Eril, presso la stazione di Porta Genova, in piazza San Gioachimo, piazza Santa Francesca Romana e corso Buenos Aires - Lima. Maggiori informazioni sulla pagina Facebook del sindaco.
Immagine | Pagina Facebook GiualianoPisapia

Quando la politica si fa a colpi di targhe. Su Libero stamattina è apparsa la notizia dell’avanzamento dell’iter burocratico per intitolare una strada a Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano (qui il breve pezzo se volete approfondire). Ricordate? Vi abbiamo nauseato fino all’inverosimile con la storia sulla via dedicata a Craxi, voluta da due sindaci ma mai concretizzata.
“La richiesta all’ufficio toponomastica comunale è stata depositata. Sarà in periferia, sicuramente fuori da Area C. Un altro segnale che i compagni si sono presi la città. A destra imparino come si fa, altro che polemiche”.
L’appunto di Libero fa notare come le iniziative di Albertini e Moratti nell’arco di dieci anni non abbiano portato a nessun vicolo o piazza intitolata al segretario del Partito Socialista Italiano, già presidente del Consiglio e uomo di Stato. Certo è che da tempo la politica si è avvitata su questioni di secondaria importanza come i nomi delle vie. Scriveteci cosa ne pensate nei commenti.
Foto | Roberto Musacchio by Flickr
Cambio di segnaletica turistica a Milano; no, non soffrite di disturbi alla vista, i vecchi, cari e piccoli cartelli gialli vanno in pensione, al loro posto grandi totem rossi e neri nuovi fiammanti di cui potete scoprire tutto in questo post di Arianna che spiega come il Comune dal 5 dicembre, in collaborazione con il TCI e la supervisione della Sovrintendenza ai Beni Storici e Artistici, abbia rinnovato il modo in cui la città si presenta ai turisti.
È passato appena più di un mese dalla presentazione del progetto ma la domanda che vi facciamo è semplice, vi piace la nuova segnaletica turistica di Milano? È funzionale? I QR Code di cui sono corredati sono a prova di errore? Sono già stati installati tutti e 139? E i cartelli vecchi davvero non ce ne sono più? Diamo una mano alla città, segnalateci nei commenti tutto quello che vi ha convinto, o che si poteva fare meglio, rispetto a questa iniziativa.
Video | You Tube

L’ammazzacaffé che non ti aspetti: uscire dalla pizzeria Spontini di via Cenisio e imbattersi in esso. Che poi è sempre stato lì, almeno da cinquant’anni, a giudicare dalle fattezze. Brutto. Non ci sono altri aggettivi per definire questo palazzo di Piazza Diocleziano; per carità, ce ne sono altri mille in città, come questo… ma forse l’ampio spazio antistante, regalatogli dalla piazza lo rende un candidato ideale a incarnare lo stereotipo del palazzo milanese primi anni ‘60, con quell’inconfondibile stile… a caso.
Spesso ci si ritrova a guardare nostalgicamente al “mirabile “1960, apice dello splendore dell’Italia come stato unitario. E’ vero, eravamo una potenza economica in piena ascesa, ma le case forse le facciamo mediamente più belle adesso, nella depressione economica e nell’apatia delle generazioni x, y, z.
Segnalateci i vostri palazzi (s)preferiti alla nostra mail!

Alcuni ne volevano l’abbattimento, altri semplicemente lo ritengono un inno alla bruttezza. A dire il vero, a parte il disagio che reca a chi abita ai primi piani di viale Monteceneri e viale Serra, il cavalcavia è fondamentale per far fluire il traffico sulla circonvallazione esterna nella direttrice nord-sud.
Da qualche tempo osservavo il suo meticoloso impacchettamento, prodotto di impalcature, pannelli di legno e reti arancioni… oggi finalmente ho scovato il cartello che, a norma di legge, indica contenuto, durata e costo dei lavori.
Almeno un annetto di intervento di manutenzione straordinaria, si legge. Il lavoro preparatorio ricorda molto da vicino l’allestimento di Michelangelo per la Cappella Sitina, così come raccontato in numerosi sceneggiati e documentari. Se, a lavori finiti, il risultato sarà anche solo un milionesimo di quello che si può osservare ai Musei Vaticani, sarà opportuno stappare una bottiglia di spumante…
Sono passate quasi due settimane dalla tragica morte di Giacomo, il dodicenne investito dal 14 in via Solari per colpa di una macchina parcheggiata in doppia fila. Due settimane di indignazione e di rabbia da parte dei residenti e di scuse e dichiarazioni di lutto da parte delle autorità, che, come al solito in ritardo sulle tragedie annunciate, hanno attuato un giro di vite sulle soste selvagge nella zona, aumentando esponenzialmente le multe.
Quella che ci troviamo a commentare oggi è invece una voce fuori dal coro, diffusa tramite un volantino non firmato, affisso sui pali di via Solari, che apparentemente rappresenta i negozianti del quartiere. Il contenuto del suddetto volantino (lo trovate su img.ly, la foto è stata caricata da pinkmrt) appare, almeno ai miei occhi, come un coagulo di cinismo e assurdità.
Il volantino infatti attribuisce al giro di vite da parte dei vigili urbani - che da due settimane applicando la tolleranza zero per i parcheggi in doppia fila - la responsabilità di aver reso via Solari una via deserta e quindi pericolosa, preannunciando la possibilità di chiusura dei negozi e quindi di perdita di posti di lavoro se le cose non cambieranno.
L’impossibilità di sostare in doppia fila causa rapine e mancati guadagni per i commercianti? Siamo veramente al paradosso, e non certo quello denunciato dall’anonimo volantino. A me sembra un’assurdità, voi che ne pensate?
Foto | Mtyu
Non tocca certo le vette di orrore di certi mostri (sacri) che abbiamo già descritto, ma questo palazzo di via San Calocero (sì, con la C), strada piuttosto centrale tra via De Amicis e corso Genova, si distingue nella categoria “cosa mi rappresenta?”, anzi forse ne vince il primo premio.
Perché piazzare un palazzo di vetri e marmi, con dominanza di un improponibile blu elettrico, nel bel mezzo di una serie di case “vecchia Milano”? Insomma non solo negli anni ‘50 e ‘60 i costruttori milanesi hanno dato sfogo alle loro fantasie più censurabili, anche gli ultimi decenni hanno avuto da dire la loro!
Mandateci le foto delle case che ritenete più brutte! Le raccogliamo via mail

L’anno scorso vi avevamo proposto una classifica in stile Alta Fedeltà sui cinque peggiori ciottolati milanesi. Il tempo passa, le giunte cambiano, ma le strade milanesi migliorano?
Proprio oggi ho fatto un controllo generale a tutte le viti del mio scooter e il numero di quelle allentate superava di gran lunga lo sparuto gruppetto di viti ancora belle salde. Inutile dire che il principale responsabile del disfacimento della carena del mio mezzo, oltre al fatto che è uno scooter da due soldi, è il ciottolato (o lastricato o pavè che dir si voglia).
Voi avete notato miglioramenti nello stato delle strade, nell’ultimo anno? Di sicuro va accolta con sollievo l’asfaltatura della corsia di via Andrea Doria Costa che una volta era lastricata in porfido, regno indiscusso delle scivolate per moto e bici, ma d’altro canto come non segnalare lo stato pietoso di Ripa di Porta Ticinese, percorribile senza sussulti solo con un Hummer?
Segnalateci i più e i meno di quest’ultimo anno di strade milanesi!