
Tante volte ci siamo trovati a parlare di Via Padova qui sul blog. Una via problematica, di sicuro, ma anche pozzo inesauribile di sorprese positive (una di queste è l’Orchestra di Via Padova; il parco Trotter e la sua Casa del Sole). Spesso cannibalizzata a scopi elettorali e politici. Molto spesso dimenticata, come molte altre periferie di Milano.
Via Padova è meglio di Milano? Scoprite perché in questa “due giorni” di spettacoli, mostre e giochi nel quartiere più cosmopolita di Milano. L’anno scorso fu un successo e ci feci una bella fotogallery. Quest’anno si replica: il 21 e 22 maggio, dalle 10 di mattina a sera inoltrata, via Padova si veste a festa per dare spazio alla creatività: un viaggio di due giorni lungo una strada animata da mostre, performance teatrali, musica, spettacoli vaganti, giochi, convivialità, eventi sportivi e, come sempre, dalla vitalità dei suoi abitanti.
La seconda edizione di “via Padova è meglio di Milano” propone un percorso che coniuga presente e passato attraverso la riscoperta degli spazi più significativi del territorio e la valorizzazione delle storie di coloro che da tante parti del mondo e dell’Italia si sono via via insediati nel quartiere. Gli eventi si collocheranno infatti intorno a sei luoghi caratteristici di via Padova: dai piccoli spazi verdi trascurati ai parchi, dai cortili delle case popolari a luoghi di pregio o bisognosi di cure e riqualificazione urbana.
Continua a leggere: Torna la manifestazione "Via Padova è meglio di Milano" il 21 e 22 maggio

Come ogni anno torna il tormentone dei Botellon estivo-primaverili. A credere a quello che si legge su Facebook, ce ne sarebbe uno in programma in Bicocca, in Piazza dell’Ateneo Nuovo, il prossimo sabato 7 maggio.
Un evento che non è visto di buon occhio dall’attuale amministrazione cittadina, come ammettono gli stessi organizzatori:
Dopo un lungo Inverno arriva sempre una splendida Primavera a portare aria nuova e fresca che spazza via tutta la puzza di marcio che qualche sedicente sceriffo ci fa respirare da anni soffocando le nostre vite. LASCIAMOGLI LE CAVERNE, RIPRENDIAMOCI LE PIAZZE! 7 MAGGIO 2011 PRIMO BOTELLON DELLA STAGIONE E ULTIMO PER LO SCERIFFO!!! Sarebbe bello dimostrare a chi governa questa città che i giovani sono stufi di essere trattati solo ed esclusivamente nell’ottica di consumatori che per divertirsi devono sborsare fior di quattrini nei soliti pub e discoteche: vogliamo decidere noi come passare le nostre serate!
Continua a leggere: Botellon in Bicocca 7 maggio 2011: tutte le informazioni
Stimolato dall’ottimo Rondone di 06Blog che ha svolto un lavoro analogo sulle tv romane, mi butto anch’io in un excursus potenzialmente ricco di madeleine proustiane, ma sulle tv locali milanesi. Da sempre, sono state 89, almeno a quanto leggo su otgtv.
Anche in epoca di switch off e digitale terrestre resistono più che bene: e anzi, le tv locali mi sembrano più in salute di prima. Meno ruspanti di un tempo in primis, e in grado di coprire in alcuni casi buchi di informazione lasciati dalle reti ammiraglie generaliste.
Quali sono le tv locali che ancora oggi guardiamo? Ne parliamo dopo il salto nei commenti, ma prima, vediamo di fare un passo indietro…
Continua a leggere: La televisione dei milanesi: la guardiamo ancora?

Chi di voi si ricorda della Cascina Campazzo? Ne avevamo scritto qualche tempo fa delle traversie di questo meraviglioso angolo di una Milano che non esiste più, una cascina poco distante via dei Missaglia. Sono perennemente a rischio sfratto i Falappi, la famiglia che vive lì da generazioni. Ci avevo passato una mattinata un paio d’anni fa.
Poco fa mi è arrivato il comunicato che spiega l’ennesima sospensione dello sfratto. Ho dato un colpo di telefono a Giuseppe Mazza, del direttivo Parco Sud Milano per saperne di più: stamane alle 11.30 ci sarà una conferenza stampa con Masseroli a nella quale si spiegheranno altri dettagli. Speriamo che questa sia la volta buona in cui si trova una soluzione definitiva.
Nel concreto per i prossimi 40 giorni i Falappi possono ancora stare tranquilli, per quanto si tratti ancora di una sospensione, non di un annullamento dello sfratto. Una scheda su Cascina Campazzo la potete leggere sul sito della Provincia e sul sito del Parco del Ticinello.
Non sono passati nemmeno dodici mesi dal 13 febbraio 2010, quando l’omicidio di un ragazzo egiziano in via Padova aveva portato il Comune a intervenire con le contestatissime ordinanze anti degrado, in pratica una sorta di coprifuoco che imponeva, prima ai negozianti di via Padova, poi a quelli di altre zone ritenute calde dall’amministrazione comunale, di chiudere le serrande a orari prefissati.
Dietro la probabile decisione del Comune di non prolungare le ordinanze, in scadenza il 31 gennaio, ci sono soprattutto le molteplici decisioni del Tar che ha finora accettato tutte le istanze sostenute dall’Epam, associazione che riunisce alcuni dei commercianti di una zona interessata, attraverso la voce di Alfredo Zini, ha affermato che “sarebbe una vittoria per noi, che da mesi ripetiamo che la sicurezza non si ottiene imponendo indistintamente a tutti i locali di una zona di abbassare prima le serrande, con pesanti conseguenze economiche che si riflettono anche sull’indotto”.
La decisione del Comune di non prolungare le ordinanze, se effettivamente sarà confermata - si legge qualcosa a riguardo su MilanoMovida - sarebbe senz’altro una bella boccata di ossigeno e di vita, non solo per tutte le attività commerciali che per questi undici mesi hanno visto sommarsi ai disagi della crisi dei consumi, l’ulteriore disagio arrecato dall’imposizione di un vero e proprio coprifuoco, ma anche e soprattutto per gli abitanti delle aree in questione che molto più di chiusure, di divieti e di coprifuochi, hanno bisogno di libertà, investimenti e fiducia.

Appena una settimana fa anche su 02blog – oltre che sui quotidiani e alla radio – potevamo tristemente prendere nota del rinvio a primavera dell’apertura del nuovo tratto della Gialla, quello oltre Maciachini. ATM e MM hanno intanto dovuto rendere conto alla commissione competente della ritardata operatività della Verde su Assago promessa per il 23 gennaio a novembre (fonte: “Corriere della Sera”).
Sempre sulle colonne del giornale di via Solferino Gianni Santucci registrava però cinque giorni fa un fatto ben più inquietante. Mettiamo che vada tutto bene, ovvero che tra marzo e maggio i prolungamenti delle Linee 2 e 3 siano funzionanti. Non è che mancheranno i treni?
Circa 12 (su 40) nuovi treni, secondo i sindacati, mancano all’appello (difficoltà non legate a ATM ma a chi le fornisce i convogli) e questo significherebbe diminuire le frequenze delle corse – impossibile garantire un servizio maggiore su tot chilometri in più di linea se il parco macchine rimane quello di adesso. ATM tuttavia rassicura che sarà “in grado di far fronte all’esercizio dei prolungamenti”.
Foto | darkensiva/slayer by Flickr

Noi ci siamo affannati a chiedervi dove vorreste abitare a Milano – avendo i mezzi per scegliervi la casa dove accipicchia vi pareva a voi, da piazza Duse al quartiere Isola – quando invece a leggere il “Sole 24 ORE” abbiamo sbagliato bersaglio. Siamo già fuori moda. Altro che palazzina liberty in centro. Volete essere cool? Ma davvero? Andate a vivere a Central Park Legnano, un’area industriale riqualificata a 35 km da piazza Duomo. Ecco spiegato il senso del progetto:
“L’obiettivo è attrarre residenti da Milano invogliandoli con abitazioni firmate dall’architetto illustre [Citterio & Viel in questo caso, ndr]. Una scelta che potrebbe pagare nonostante il segno architettonico a un primo esame non sembri così distintivo rispetto ai numerosi interventi a schiera proliferati nella provincia lombarda”.
Così scrive Massimiliano Carbonaro sul “Sole 24 ORE”. È giunta dunque l’ora del ritorno alle origini? Parafrasando Gaber, “vieni, cosa ci stai a fare in città?”. Dopo la green economy, la green house in Legnano? Può darsi, ascoltando la musica bucolica che accompagna la visita del sito www.centralparklegnano.com e pensando ai 16.500 mq di parco sotto casa, ai prezzi più bassi e ad appartamenti costruiti e progettati a regola d’arte voi cosa fareste? Scrivetecelo nei commenti.
Immagine | Logo Central Park Legnano

L’ultima volta era stata a fine ottobre: l’assessore regionale Cattaneo aveva annunciato l’apertura entro fine 2010 del prolungamento della M2 verso Assago, definendola “un bel regalo di Natale ai cittadini”. Un trionfalismo non condiviso dai nostri lettori che, dopo sette anni di lavori per due fermate in superficie, vedevano il bicchiere mezzo (o del tutto) vuoto.
Poi la strenna natalizia era saltata, e gli amministratori lombardo/milanesi avevano annunciato un’altra data: il 23 gennaio 2011. Di oggi la notizia che neanche questa scadenza sarà rispettata. Sembra infatti che errori e anomalie nella realizzazione delle infrastrutture siano tali da compromettere le condizioni di sicurezza.
Di apertura si riparlerà solo dopo la metà di febbraio, quindi praticamente in piena campagna elettorale per le Comunali 2011 (che dovrebbero tenersi l’8 maggio). E chissà, magari ci sarà qualcuno che la presenterà come “un bel regalo di fine mandato per i cittadini“.
Foto | Flickr.
Con questa terza puntata concludiamo la nostra piccola traversata dell’hinterland da Milano ad Arese, un paese con vocazione agricola che si è trovato, di botto, una delle più grandi industrie d’Italia, l’Alfa Romeo.
La parte agricola è ancora visibile tra le corti rustiche della suggestiva frazione di Valera, con cascine e la bella villa padronale che fu della famiglia Lattuada Settala. Col bus Valera è tappa obbligata prima di giungere alla destinazione del nostro tour.
Ettari di campi, spesso incolti (in uno un gregge con una moltitudine di pecore) e sullo sfondo il dinosauro dormiente, gli stabilimenti dell’Alfa Romeo. La maggior parte - soprattutto quelli adibiti alla produzione di auto - sono dismessi ed in uno stato di abbandono. Difficile concepire la grandezza di questa fabbrica. A circumnavigarla, a piedi, ci vuole almeno un’ora. E non è un’attività che consiglio visto che si sarebbe costretti a camminare ai bordi della strada.

Prosegue la nostra piccola deriva psico-geografica da QT8 ad Arese. In questa seconda puntata del viaggio ci troviamo ancora a Bollate, paese che inizialmente, nella battaglia della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa, nel 1161, si schierò dalla parte di quest’ultimo.
Volendo fare “turismo dell’orrore” a Bollate si può andare in via San Bernardo, alla villa di Mandalari, capo della cupola locale, ora latitante. Quest’uomo sulla carta era un incensurato imprenditore che si occupava di scavi, fognature, rifacimento delle strade.
Nell’acme del suo tentativo di scalata politica voleva piazzare un suo uomo nel consiglio comunale locale, e poi, grazie a questo, ottenere autorizzazioni e vincere appalti. Si può anche andare nella “cava degli orrori” a Cascina del Sole (frazione di Bollate), in viale Friuli.