È inutile nasconderlo, noi di 02blog nutriamo una vistosa simpatia verso il brulicante popolo dei precari, una simpatia che molto spesso è completa empatia, visto che molti di noi da quella giungla ci sono passati e qualcuno non ci è ancora uscito. Proprio per questo di precari abbiamo parlato spesso su queste pagine, cercando di raccontarvi qualche storia di ordinario precariato metropolitano o tenendovi aggiornati sulla politica del Comune in materia.
Oggi torniamo a parlarvene per farvi toccare con mano alcuni dei dati che sono emersi da una interessante mappatura commissionata dal Comune alla Repubblica degli stagisti, testata di riferimento dei precari italiani diretta da Eleonora Voltolina, la cui missione elettiva è cercare tenere le fila della matassa quasi inestricabile dei lavori atipici, degli stage, dei contratti a progetto, una vera selva per tutti i giovani che si affacciano ora sul mondo del lavoro.
I numeri che emergono dalla ricerca sono impressionanti: 33mila stagisti sul territorio milanese, 90mila se si conta il territorio regionale, e solo il 16,1% di assunzioni post stage (11,6 nell’intera regione), a conferma del fatto che gli stage in Italia non riescano a svolgere la propria funzione elettiva di introduzione al lavoro. L’unico dato che può confortare i milanesi è quello che conferma ancora una volta il vecchio adagio che vede Milano come polo attrattivo, come capitale del lavoro, anche se in questo caso non è assolutamente di lavoro che si sta parlando.
Ma a fare ancora più impressione è l’assenza di dati certi sulle retribuzioni (spesso tra l’altro inesistenti o ridicole, come ben sanno quelli che ci sono passati), sulle mansioni e sulla recidività degli stagisti, che sempre più spesso si ritrovano a perpetrare per anni il loro status prelavorativo. Certo è che questa ricerca della Repubblica degli stagisti, unita all’interesse del Comune per la tematica, è un primo importantissimo passo verso la conoscenza di uno dei settori più opachi del mondo lavorativo italiano. La speranza è che il prezioso lavoro fatto fin qui non venga sprecato lasciando quest’interessante ricerca a prendere polvere su qualche scrivania.

La promessa è di quelle allettanti. Abbonamenti atm per i mezzi gratis a tutti i precari fino a 32 anni, ai disoccupati e ai cassintegrati. Annunciata dal Comune, l’iniziativa arriva nei giorni dell’esordio di Area C e può contare su un fondo di 500mila euro. Sul sito del Comune è presente un banner ‘Milano viaggia con te 2012‘, con tutte le informazioni e le istruzioni per richiedere l’abbonamento annuale urbano gratuito.
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Giornata di Career Day oggi alla Statale, dove molte aziende hanno allestito una serie di postazioni per presentarsi agli studenti e per ricevere i loro curriculum. Un evento molto atteso da chi frequenta le lezioni perché rappresenta un primo contatto con il mondo del lavoro. Ma oggi è stata anche una giornata di proteste e contestazioni. Un gruppo di giovani (che si fanno chiamare Lab. OUT Milano) ha fatto irruzione con uno striscione alla conferenza di presentazione a cui partecipava anche il rettore dell’ateneo, Enrico Decleva. I manifestanti hanno interrotto la conferenza distribuendo ai presenti delle banconote facsimile: “Sono gli unici soldi che vedrete”, hanno detto durante l’azione.
Al centro della protesta del gruppo, un aspetto importante per i giovani in cerca di lavoro: la retribuzione degli stage. “Noi non accettiamo i loro stage che non contribuiscono in alcun modo alla nostra formazione - hanno scritto in un comunicato - ma solamente ad aumentare i loro profitti usufruendo di mano d’opera gratuita”. Parole di comprensione sono arrivate dall’assessore al lavoro Cristina Tajani, presente al convegno: “Le richieste di avere stage retribuiti e contratti di qualità avanzate oggi dai collettivi studenteschi sono del tutto condivisibili”.
Precari a Milano, secondo episodio. Un paio di settimane dopo la storia del tracciatore in Fiera, questa volta restiamo nel milieu dei lavoretti con cui spesso ci si riesce ad arrabattare durante gli studi. Ci si fa un gran mazzo, ma ne vale la pena - per tanti motivi, tra cui la remunerazione.
L’attacchino dei manifesti del cinema
Uno dei lavori più faticosi, ma più redditizi che mi sia capitato di fare a Milano per tirare su qualche soldo è l’attacchino di manifesti promozionali dei cinema. In pratica significava alzarsi ogni venerdì mattina verso le 7, per dei mesi, guardare fuori dalla finestra e sapere che, con qualsiasi tempo – dalla pioggia torrenziale di aprile, alla nevischiata ghiacciata di febbraio – sarei dovuto uscire, in groppa alla mia bici, e affrontare circa tre ore di viaggio tra le trafficate vie di Milano per attaccare una cinquantina di poster in altrettanti bar.
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Inizia oggi una rubrica settimanale che chiameremo precari a Milano: una specie di viaggio al termine della notte, quella notte in cui la generazione dei nati negli ottanta sta annaspando. Una notte entro i cui confini dello schiavismo e del lavoro si confondono, esattamente come lo sfruttamento e l’opportunità.
Una notte che però sembra paradossalmente piacerci talmente tanto da farci fare la fila. Sarà un viaggio in una realtà che molti di noi conoscono per averla provata sulla propria pelle, ma che molti altri forse non sospettano, ma sarà anche un viaggio semiserio, perché lo scopo di questa rubrica non è il lamento: ma la catarsi.
E poi perché in fondo l’unica risorsa di questo esercito di precari che aspettano invano il loro Brancaleone, è proprio quello di ridersi addosso, di non prendere sul serio la propria sfiga. Vi garantiamo che ognuna delle schegge di vita che leggerete su queste pagine è vera e fa parte dell’esperienza di qualcuno che vi sta attorno.
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