
E’ un’invasione. Giri l’angolo e ne sputa uno nuovo: sono gli “All u can eat“, pseudo-nipponici-fusion-WOK che offrono un prezzo fisso per tutto quello che riuscite a mangiare, a volte con servizio al tavolo, a volte a buffet. Un po’ di tempo fa avevamo recensito l’Arigatò di corso Venezia, uno dei primi in città ad intuire le potenzialità di una formula che è dilagata a macchia d’olio, sempre gestita da cinesi. Si parte dai 15 euro di per arrivare ai 25 euro, generalmente frequentati da una clientela giovane, che spesso fa i conti con il portafogli, ma non solo.
Personalmente sono quasi arrivato all’assuefazione e tra tutti quelli provati cito Kazan in Corso di porta Ticinese 70 (dove si viene serviti al tavolo), anche se sempre piano e spesso troppo rumoroso, e il più tranquillo Atsuki di via Plinio 33 che combina la formula a buffet con un primo, un secondo e un contorno oridinabile a scelta. Tutti e due a base di cucina giapponese. Certo, obietteranno i puristi del sushi, la differenza con i ristoranti giapponesi originali è abissale. Ma, Ça va sans dire, spesso è bene accontentarsi, sopratutto in tempi di vacche magre.
Tra i pregi di questi ristoranti senza’altro la possibilità di provare la cucina nipponica senza svenarsi in un giappo originale che pratica prezzi tutt’altro che abbordabili (per i migliori giapponesi di milano, potete comunque consultare il nostro Blog Award 2011). In conclusione vi chiediamo di indicarci il vostro “All u can eat” preferito, WOK compresi (i ristoranti che propongono cucina fusion, spesso cinese, dove si portano le vivande a cucinare sulla piastra). Quali sono quelli che preferite? Dove avidamente affondate le vostre bacchette? Ditecelo nei commenti.
Continua il nostro viaggio nei fast food più strani di Milano. Dopo l’Ham Holy Burger di via Palermo 15, stavolta siamo andati a mangiare un panino (anche per voi) da “Mama Burger”, un piccolo negozio in via Agnello 18, a due passi dal Duomo. Per farvi capire di che posto si tratta può essere utile fare un parallelo con i classici McDonald’s che si trovano nelle vicinanze, da via Torino alla Galleria. Innanzitutto l’odore. Sembrerà strano, ma se ci pensate bene, è una variabile importante da tenere in considerazione, visto che nei Mac, la stragrande maggioranza delle volte, si esce e sembra di essere diventati una patatina fritta. Da Mama Burger invece non c’è cattivo odore e quando entri è come un negozio qualsiasi.
Continua a leggere: Hamburger chic all'ombra della madonnina, da Mama Burger in via Agnello 18

Mangiare vegetariano a Milano, da oggi è più facile scegliere i migliori locali dedicati a chi la carne non la vuole vedere nel piatto e questo grazie a voi. In più di sessanta avete risposto al nostro sondaggio sul migliore ristorante vegetariano di Milano e – sebbene non fossi riuscito a individuarli tutti, scusate – tra la dozzina dei nomi proposti ha vinto di un voto Mens@Sana in via Crema 12.
Dopo la gastronomia naturale di Lamacchia e Condoluci, sul secondo gradino del podio si è piazzato Joja di via Panfilo Castaldi 18; terzi, a pari merito, la Vecchia latteria vegetariana di via Unione 6 e Al grande cerchio, via Michelangelo Buonarroti 8. I commenti sono a ogni modo aperti per suggerirci altri locali ad hoc per una bel pasto vegetariano, non siate timidi!
Foto | You Tube
Per la serie, “a volte ritornano”, eccomi di nuovo sul tema ristoranti a Milano che valga la pena provare. Oggi niente cinese o giappo bensì un’osteria nel cuore della vecchia Milano a Lambrate, ideale soprattutto in questi giorni in cui fervono le cene fra amici per augurarsi buone feste. Andiamo a La Cappelletta dove la parola d’ordine è gnocco fritto.
Da qualche tempo ho scoperto che non è necessario spostarsi fino al piacentino o puntare sugli inflazionati indirizzi dei navigli per gustarsi i “chissolini” anche alla milanese. In zona Lambrate c’è La Cappelletta, trattoria pizzeria di via Bertolazzi che li propone insieme ad una bella selezione di taglieri di salumi e formaggi, da gustare per tutta una cena o come antipasto.
La Cappelletta, infatti, oltre a proporre delle gustose pizze al trancio (anche da asporto) è uno dei posti più comodi per togliersi questo sfizio, ma non solo. Chi fosse alla ricerca di piatti della tradizione milanese non è insolito trovare nel menù ossibuchi, cotolette alla milanese, stinco e piatti del giorno.
E così anche l’ultimo sondaggino sulla pagina Facebook di 02blog si conclude: e sancisce come miglior ristorante giapponese di Milano 2011 un classico intramontabile, Poporoya in via Eustachi 17. Sempre vincitore il locale di Hiro, una bella conferma, visto che anche nel 2009 si era classificato al primo posto. Poporoya è un punto fisso per gli amanti della cucina nipponica a Milano, anch’io c’ero passato e confermo che merita.
E gli altri? Chi è altro si è piazzato? Ci sono stati pochi voti, quindi non diamo troppo valore al risultato finale. Più che altro è una bella occasione per scoprire qualche nome nuovo. Oltre ai punti fissi del Giappone a Milano come Osaka, in C.so Garibaldi 68 e Nu di via Feltre 70, nei commenti avevate segnalato nomi nuovi - almeno per me - Asahi di via Trivulzio 16 o Origami Sushi Circle in via Rosales 4, e Sushi Sakura in via Porpora 60. E ancora molto altro.
Per esempio Shokujitei in piazza Bande Nere 9, Zen in via Maddalena 1, Iyo in via Piero della Francesca 74 e ancora Ginza Sushi in viale Bezzi 79 giusto per citarne qualcuno in cui non sono mai stato. Insomma, per quel che riguarda il Giappone da mangiare in città il punto fisso resta uno e uno solo, Poporoya. Che ha anche un gruppo dedicato dai suoi fan su Facebook.
Foto | Flickr
Ieri abbiamo pubblicato i risultati del nostro sondaggino sul migliore kebab di Milano - e per la cronaca ha vinto Euro Doner Kebab in via Borsieri 28 - ma a quel punto, su FriendFeed è sorta una spontanea, lubranesca domanda. Ma quando ha aperto il primo kebab a Milano? Josè Frasquelo Bovè - vi ricordate delle sue paperelle nel Naviglio? - sostiene che tra i primi ci sia stato Imperator, in via Lazzaro Palazzi 2.
Io a pensarci non ricordo il primo kebab mangiato in città: forse in zona Isola, o da un macellaio kebab aperto da parecchio tempo, direi almeno una quindicina d’anni in via Nazario Sauro - dintorni della fermata Zara della MM3 - è quello che vedete nell’immagine qui a lato. Ma poi i ricordi si annebbiano: chi se lo ricorda più il primo kebab mangiato? Chiedendo qui in giro c’è chi mette la mano sul fuoco di aver mangiato il primo sempre a inizio anni novanta dalle parti di piazza Udine, vicino a via Feltre, zona parco Lambro.
Ma chissà quando ha aperto il primo kebab a Milano, motivo per cui qui ci si rivolge a voi! Due domande semplici semplici. Vi ricordate quando vi siete pappati il primo kebab a Milano? E in secondo luogo se vi ricordate quando avete visto il primo kebab a Milano? Il massimo dei massimi sarebbe avere anche una data anche approssimativa.
L’amico Paolo Madeddu - mente del Bareddu - ha la risposta pronta: “nessuno: remember Pearl Harbour”. Ma noi dimentichiamo l’attacco a tradimento dell’ammiraglio Yamamoto e veleggiamo verso un pacifico golfo pieno zeppo di tempura, sushi e sashimi, cercando di rispondere alla domanda finale degli 02blog awards 2011. Qual è il migliore ristorante giapponese del 2011 a Milano? Domanda forse meno complicata del solito: trovate il sondaggione sulla pagina Facebook di 02blog.
Ho aggiunto io a manina un po’ dei nomi che erano saltati fuori in passato, ma potete farlo anche voi e aggiungere il vostro giappo preferito in città. Intanto rinfreschiamoci la memoria sui risultati del passato: aveva vinto - nell’ormai lontanissimo novembre 2009 - Poporoya, in via Eustachi 17. Risultato giusto, confermato per quel che mi riguarda anche da una visita qualche mese dopo. Ma c’è vita oltre Poporoya? Certo che c’è: per esempio da Osaka, in C.so Garibaldi 68 e dal celebre Nu di via Feltre 70.
Ma anche in un sacco di altri giapponesi meneghini, magari meno blasonati dei tre citati qui sopra ma altrettanto golosi. Vedete voi, il sondaggio è apertissimo a integrazioni. Lunedì prossimo vedremo un qual è il migliore ristorante giapponese di Milano 2011 secondo i lettori di 02blog.
E alla fine chi ha vinto il titolo di miglior kebabbaro della città? Avete votato voi su Facebook e ha vinto Euro Doner Kebab in via Borsieri 28, in zona Isola. Punto fermo per chi passa la notte tra Frida, Nordest Cafè e Blue Note, è arrivato al fotofinish con Anatolia Doner Kebab in via Giambellino 15, vecchia conoscenza già vincitrice del nostro precedente sondaggino. Terza piazza per una recente scoperta (mia, magari voi ci andate dall’inaugurazione): Mevlana Doner Kebab in via Antonio Salieri 7, a due passi dalla stazione di Lambrate.
E poi? E poi tutti gli altri. Come al solito le classifiche sono lì per essere discusse. Per esempio ammetto di non essere d’accordo col primo posto. Io forse ci avrei messo Mevlana, o Sama in piazza Massari, che davvero non è niente niente male. Ma lì va a gusti, non tutti sono alla menta. Altri kebab in classifica? Quarto posto un non meglio precisato Kebab di via Vigevano - forse Ali Babà 2 all’angolo con via Corsico? - segue Aya Sofia, in corso Buenos Aires - all’altezza della fermata di piazza Lima della metro rossa - e ancora Champion Panino Kebap in corso di Porta Ticinese 85/87.
E poi? E poi tante altre segnalazioni magari con un solo voto, ve ne lancio qualcuna in ordine sparso: Feda Kebap in via Meda 6, Gunes Istanbul in via Porro Lambertenghi 20 e Tankisi Kebab in via Mac Mahon 87. Ma chissà quanti altri non sono entrati neanche in classifica! Nei commenti del post vecchio due di voi hanno citato Bovisa Kebap - in via Varè? - e Oasis in via Panfilo Castaldi, zona Porta Venezia. Se volete aggiungere qualche kebabbaro sfuggito, i commenti ci sono per questo.

Pizza a Milano, trovare la migliore è un’ossessione! E abbiamo trovato qualcuno con cui discuterne. Già l’altro ieri su Twitter mi ero confrontato sul tema con Giacomo Robustelli, mente - insieme a Federica Pallavicini - di thebigfood. Entrambi non eravamo del tutto d’accordo con i risultati del sondaggione sulla migliore pizza di Milano emersi da Facebook.
E così cosa abbiamo fatto? La soluzione più logica per due che si vogliono complicare la vita. Un dialogo platonico sulla migliore pizza di Milano. È più o meno tutto come nel Simposio: solo che qui c’è in gioco qualcosa che spazza via la storia della filosofia, qui c’è in gioco molto, molto di più. La pizza migliore di Milano. È tutto dopo il salto.
Intanto, breve riepilogo sui risultati del sondaggione insieme a qualche nome emerso nelle nomination. La Vecchia Napoli - da Rino - in via Chavez 4, Da Martino, in via Carlo Farini 8, Solo Pizza in viale Umbria 25, Da Attilio in via Teodosio angolo Via Casoretto, uno dei ristoranti di Spontini, e Giuliano in via Paolo Sarpi 60.
Continua a leggere: 02Blog e thebigfood: dialoghi platonici sulla pizza a Milano
La pizza, è stata la prima. Ma adesso è il turno di un cibo da strada che arriva da lontano: perché oggi lanciamo le nomination per il migliore kebab di Milano 2011. Dove si mangia il miglior panino - o piadina - in città? Avevamo affrontato il tema anni fa, e il risultato finale aveva consacrato Anatolia Doner Kebab, via Giambellino 15. Ma se non volessimo andare nel pieno di giambella per gustarci un kebab come si deve?
Erano usciti fuori bene dal sondaggione dell’epoca anche Euro Doner Kebap in via Borsieri 28, nel quartiere Isola, anche Pasa Kebap in via Meda angolo viale Tibaldi aveva preso parecchi voti. Segnalazioni positive anche per Mekan Kebab in viale Troya angolo via Savona e per Imperator Kebab in corso Buenos Aires, angolo via Palazzi. Nel mio piccolo resto affezionato a un kebab ampiamente collaudato in passato: Sama Kebab, in piazza Massari.
Negli ultimi mesi un amico mi ha fatto scoprire un paio di altri kebabbari interessanti in zona Lambrate, uno è in via Salieri, vicino a piazza Bottini, l’altro è all’inizio di via Porpora, subito dopo piazza Gobetti. A breve ne riparleremo. Voi intanto date un’occhiata alle nomination sulla nostra pagina Facebook per il miglior kebab di Milano del 2011, se vedete che manca il vostro preferito aggiungete. Ne resteranno solo cinque, poi solo uno…