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Scienza e Tecnologie

Area C, arrivano le applicazioni dalla parte degli automobilisti

pubblicato da Arturo Bandini in: Trasporti e viabilità Abitare a Milano Scienza e Tecnologie

Forse è più utile per chi a Milano ci viene una volta ogni tanto, piuttosto che per chi ci abita. Tuttavia la nuova app “areaC” - firmata Studio Breznay - è uno strumento che non dovrebbe mancare sullo smartphone di chi ogni giorno teme di finire con la propria auto sotto l’occhio implacabile delle telecamere ai varchi.

Molte le funzioni disponibili. La più importante riguarda la segnalazione delle telecamere: quando ci si avvicina all’area C, infatti, l’app manda un messaggio vocale per avvisare l’automobilista. C’è poi il registro delle entrate nella “congestion area” con tanto di porta, data e ora dell’accesso che ti avvisa quando scadono i termini di pagamento. Utile anche l’indicatore delle ore di libero accesso e lo storico dei pagamenti effettuati.

L’app si può acquistare a 1,59 euro e le prime recensioni degli utenti sembrano entusiastiche. Se però non volete affrontare questa spesa, seppur piccola, ci sono altre due applicazioni gratuite che aiutano gli automobilisti. “Area C Milano”, firmata Marco Fabris, che segnala i varchi, aggiungendo informazioni su orari, costi e modalità di pagamento. E poi c’è “Area C Plus”, di AreaCmilano.it, che fornisce più o meno gli stessi servizi ma in più promette aggiornamenti in tempo reale.

Foursquare, arriva il badge milanese

pubblicato da Arturo Bandini in: Scienza e Tecnologie

Potrà sembrare una notizia da nerd, ma nel mondo dei social network è una specie di evento. Su Foursquare è arrivato il primo badge dedicato a una città italiana, ed è arrivato proprio a Milano. Ma facciamo un passo indietro, in modo che tutti possano capire. Cos’è Foursquare? Nato negli Stati Uniti nel 2009 dalla menti di Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, è una vera e propria rete sociale dove gli utenti possono far sapere ai propri amici, in tempo reale, dove si trovano.

Entrando in un bar, in una biblioteca, allo stadio, i possessori di smartphone possono fare - parallelamente - il proprio ingresso virtuale (check-in): basta un click e immediatamente l’informazione “Mario è entrato nel ristorante x” viene pubblicata su Facebook o Twitter in modo che sia visibile a tutti i contatti. Per chi effettua un gran numero di check-in nello stesso posto, c’è in palio la corona di “Mayor” (“Sindaco”) e una lunga serie di medaglie (“badge”) che vengono guadagnate dai giocatori più accaniti. Per capirci: se effettui 5 check-in in cinque teatri diversi, diventi un “esperto” di teatri e sblocchi il badge dedicato.

I badge, appunto. Da pochi giorni la società americana ha rilasciato quello dedicato a Milano, che vedete in foto. Si chiama “Milano da bere” e per sbloccarlo basterà fare check-in in almeno 5 luoghi famosi della città. Tra i più famosi: Duomo e Piazza Duomo, Galleria Vittorio Emanuele II, Brera, Teatro alla Scala, Sant’Ambrogio, Castello Sforzesco, Stazione Centrale, Navigli e altri. Da notare la visione che gli americani hanno della nostra città: il simbolo scelto è il biscione. Criptico. E la domanda sorge spontanea: perché non il Duomo?

I gradi di separazione diventano quattro, la scoperta dei ricercatori della Statale di Milano

pubblicato da Arturo Bandini in: Bizzarrie Scienza e Tecnologie Università



Vi ricordate la teoria dei sei gradi di separazione? Era un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con in media 6 intermediari. Tale teoria fu dimostrata nel 1967 dal sociologo americano Stanley Milgram, con un esperimento su un campione di statunitensi. Oggi alcuni ricercatori della Statale di Milano che lavorano per il “Laboratorio di Algoritmica per il Web“, hanno dimostrato che i gradi di separazione sono quattro. La causa di questo scostamento? Ovviamente Facebook.

Milgram per dimostrare la teoria dei sei gradi di separazione aveva utilizzato un metodo rudimentale ma efficace (riportiamo dalla pagina di Wikipedia):

    Selezionò casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto a un estraneo che abitava nel Massachusetts, a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario, la sua occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma non l’indirizzo preciso. Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all’esperimento di mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio avesse il maggior numero di possibilità di conoscere il destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via fino a che il pacchetto non venisse personalmente consegnato al destinatario finale.

I ricercatori della Statale, invece, hanno potuto usufruire della potenza di calcolo dei computer e l’esperimento - che ha preso in considerazione 250 milioni di miliardi di coppie possibili - ha stabilito che i gradi di separazione sono 3.74. La misurazione compiuta in collaborazione con Facebook è il più grande esperimento di questo tipo mai eseguito per ordine di grandezza: 65 miliardi è infatti il numero corrente di rapporti di amicizia su Facebook.

Foto | 22 passi d’amore e dintorni

Wi-fi a Milano: che fine ha fatto il progetto per la copertura wireless all'aperto?

pubblicato da Arturo Bandini in: Abitare a Milano Scienza e Tecnologie Servizi pubblici

wifi milano pisapia quando?La promessa fatta da Giuliano Pisapia in campagna elettorale era di quelle che fanno impazzire i web addicted: “Entro i primi 100 giorni del mio mandato installeremo 500 hotspot sparsi per la città, entro il 2015 arriveremo a cinquemila”. Si leggeva così su Repubblica nell’aprile scorso. Con le elezioni e la vittoria del popolo arancione, Milano sembrava davvero destinata a diventare la prima grande città d’Italia a dotarsi di una copertura capillare di wi-fi gratuito e all’aperto. Ma che fine ha fatto quel progetto? Quel progetto che ci aveva raccontato nel dettaglio Mauro Lattuada di Green Geek.

I cento giorni sono passati e da Palazzo Marino non arrivano notizie. Per ora tutto fermo, e si dice, casse troppo vuote per investire qualcosa nel wi-fi milanese, almeno per ora. I più attenti, tuttavia, si saranno accorti che qualche novità nell’etere milanese c’è. Alle piscine Lido e Argelati e a San Siro, girando con iPhone, BlackBerry o tablet si cattura una rete “Wi-Mi“. E’ forse il segnale che finalmente qualcosa si sta muovendo?

Ahimé no. Le nuove aree dove è arrivata la copertura wi-fi del Comune rientrano infatti nel vecchio progetto già avviato dalla giunta Moratti, partito con la copertura delle strade del centro e che prevedeva l’installazione di 157 access point entro il 2011. In quel programma di installazioni, rientrava anche la copertura di Villa Scheibler a Quarto Oggiaro, di piazzale Cadorna, di 18 pensiline dell’Atm, dell’area dei navigli e del parco delle Cave.

Quanto bisognerà aspettare, invece, per un primo passo della giunta Pisapia?

I ladri di rame nei cimiteri e la soluzione del Politecnico

pubblicato da Arturo Bandini in: Cittadinanza: notizie Scienza e Tecnologie Università

La soluzione contro i furti di rame? Materiali intelligenti che riconoscano le impronte digitali e l’identità del ladro. L’idea - tutt’altro che balzana - arriva dal Politecnico e più precisamente da Marinella Levi, docente di scienze e tecnologie dei materiali della facoltà di Design. Nell’intervista video che trovate qui sotto, la prof spiega che esistono materiali che rispondono a stimoli luminosi (e quindi in grado di immagazzinare informazioni sul ladro, a quanto pare) con cui si potrebbero rivestire i cavi.

Quella dei furti di rame sta diventando una piaga sempre più diffusa, in città come in provincia, che non colpisce soltanto le linee ferroviarie o i cantieri. Proprio in questi giorni i carabinieri hanno arrestato a Melegnano una delle bande che prendevano di mira i cimiteri dell’hinterland. Cosa c’è da rubare ai morti? Ricchi bottini di statue, crocifissi e ornamenti possono essere rivenduti sul mercato del rame a caro prezzo. Almeno finche la Cina continuerà a stendere fili e cavi elettrici.

Meet The Media Guru, Jane McGonigal, autrice di La realtà in gioco, a Milano in via San Vittore

pubblicato da Luca Albani in: Arte e cultura Personaggi Scienza e Tecnologie

Jane McGonigal Milano

No, non siete finiti per sbaglio su gamesblog.it, l’incontro di stasera alle 19 – scusate il poco preavviso, il post è a uso e consumo di tutti coloro che come me si fossero persi i vari annunci delle ultime settimane – presso il Museo della Scienza e della Tecnica (via San Vittore, 21) è di quelli da non perdere se ai videogiochi (e la Rete) dedicate tempo tutti i giorni.

A Milano nell’ambito di “Meet The Media Guru” arriva Jane McGonigal, autrice del volume “La realtà in gioco” – Rosario ne ha scritto bene sul blog del network dedicato al gaming, trovate il suo post cliccando qui – che nel sottotitolo afferma nientemeno: “perché i giochi ci rendono migliori e come possono cambiare il mondo”.

L’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, (se non volete andarci a occhi chiusi, una conversazione con la McGonigal è disponibile in video su www.ted.com) è dedicato a tutti quelli che, almeno una volta, si sono chiesti perché il loro lavoro non è divertente come superare un mostro di fine livello… Tremonti stesso non ha forse paragonato la crisi economica a un videogame ultimamente?

Invito | www.meetthemediaguru.org

La "Social Media Week" a Milano dal 20 al 24 settembre: il futuro e i social network

pubblicato da Trab in: Eventi Scienza e Tecnologie

social media week

In principio fu My Space, ormai scoppiato; Di sicuro la parte da gigante la fa Facebook; segue Twitter, il cicalino tanto in voga tra le star hollywodiane; l’ultimo arrivato è Four Square, la novità che si fonda sulla geolocalizzazione (di quest’ultimo se ne sentirà parlare parecchio in futuro). Cosa hanno in comune? Sono tutti social network, quelle piattaforme che stanno cambiando il modo di relazionarsi in rete, strumenti dalle molteplici potenzialità, anche commerciali.

Di questo e molto altro si discuterà alla Social Media Week, la manifestazione nata a NewYork nel 2009 con l’obiettivo di promuovere e diffondere le potenzialità che rete e social media offrono. Dal 20 al 24 settembre ci sarà l’opportunità di partecipare all’unica tappa europea organizzata a Milano da Augmendy, società specializzata in Social Media, con il supporto dei maggiori professionisti italiani del web e si terrà simultaneamente in 5 città nel mondo: oltre a Milano, anche a Bogotà, Buenos Aires, Città del Messico e Los Angeles.

Come leggiamo dal sito dedicato all’evento, il filo conduttore della manifestazione sarà il tema della Città 2.0, ossia di come i Social Media e la Rete possono impattare positivamente sulla città. Sono previsti oltre 30 eventi gratuiti tra dibattiti, seminari, convegni e games, dislocati in varie location nel Comune di Milano e che avranno come centro operativo lo Urban Center, in Galleria Vittorio Emanuele II.

Blogo è presente all’evento ed organizza un aperitivo aperto a tutti, presso una storica e recentemente ristrutturata bocciofila milanese. Un bicchiere di vino per socializzare, uno spuntino per non svenire, due tiri per vedere chi è il campione di bocce dei social media. Grazie al supporto di BlackBerry verranno messi in palio 3 telefoni per i vincitori del Torneo di Bocce. Su Facebook la pagina per le iscrizioni: come si suol dire, vi attendiamo numerosi!

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E-moving: parte in Lombardia il progetto per la mobilità elettrica di Renault e A2A

pubblicato da giulio in: Verde e ambiente Trasporti e viabilità Scienza e Tecnologie


E’ più o meno dalla crisi petrolifera degli anni ‘70 che si cerca un’alternativa “ecologica” all’oro nero in via d’esaurimento, e le soluzioni avanzate negli anni sono state diverse: dagli oli vegetali all’idrogeno, passando per l’auto elettrica.

Ed è proprio quest’ultima al centro di E-Moving, progetto di Renault e A2A che coinvolge le città di Milano e Brescia. Ne avevano parlato qualche tempo fa i colleghi di Autoblog:

Sessanta fra Kangoo Express e Fluence appartenenti alla famiglia Zero Emission verranno affidate per un anno ad utenze private e società tramite la stipula di un canone di utilizzo ed un abbonamento di tipo “flat” per il consumo d’energia. Le due società installeranno inoltre 270 colonnine di rifornimento (200 a Milano e 70 a Brescia), la gran parte (150) collocata in luoghi pubblici

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Banda larga a Milano: Romani ne parla al Politecnico

pubblicato da cesare in: Scienza e Tecnologie Università Expo 2015

Creare un tavolo di trattativa con i grandi operatori delle telecomunicazioni (Telecom, Wind, Vodafone e Fastweb) per mettere a punto un piano condiviso per la realizzazione del progetto per la diffusione della Banda Larga in Italia e quindi ovviamente anche a Milano. Questo è il succo della proposta fatta da Romani, viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle telecomunicazioni, oggi in occasione di un Convegno al Politecnico di Milano.

Una proposta, quella di Romani, che ha lo scopo di superare l’impasse creata dal muro-contro-muro opposto da Telecom al progetto di cablatura di Fastweb, Vodafone e Wind per quindici delle maggiori città italiane (ovviamente Milano inclusa). Una problematica particolarmente sentita da Milano in vista dell’Expo 2015 come sottolineava Bernabé un mese esatto fa (ne avevamo parlato in questo post).

Intervenuto al convegno del Politecnico, Romani ha ammesso le difficoltà nel dialogo tra Telecom e concorrenti ma si è detto fiducioso nella possibilità che le parti in causa possano sedersi intorno a un tavolo (che però al momento ancora non c’é) per cercare un dialogo mirato a - per citare le parole dell’Onorevole Romani - costruire:

“Non una società delle reti, ma delle infrastrutture di rete: mettere i cavi doppi e, al limite, la fibra spenta. Poi ognuno giocherà la sua partita”

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Il planetario ha compiuto ottant'anni. Auguri!

pubblicato da cesare in: Arte e cultura Eventi Scienza e Tecnologie


Chi, da grande o da bambino, non è stato almeno una volta all’Ulrico Hoepli? Sicuramente molti ma molti di più di quelli che sanno che quando parliamo di Ulrico Hoepli parliamo del Planetario di Milano. Milano e i milanesi hanno un rapporto affettivo così solido e duraturo con quel luogo che non c’è nemmeno bisogno di chiamarlo per nome, “Il Planetario” basta e avanza. Come se fosse l’unico al mondo.

Io che ci andavo da piccolo con i miei genitori nelle domeniche invernali, penso al Planetario e mi vengono in mente i Giardini Palestro (oggi Giardini Indro Montanelli) e il programma di quelle domeniche: Planetario + visita obbligata al Museo di Storia naturale. Non so quante volte ho costretto i miei genitori a passare di fronte agli stessi diorami e agli stessi scheletri di dinosauro al Museo e a guardare lo stesso programma di esplorazione celeste al Planetario.

Sembra l’altroieri e invece son più di 20 anni, un quarto esatto di quelli che compiva ieri l’Ulrico Hoepli: inaugurato il 20 maggio 1930. Ottant’anni portati più che egregiamente visto che l’esplorazione dei fenomeni celesti trasmessa dal Planetario, nonostante cambino i tempi, non perde né smalto né fascino. Se vi siete persi la Notte Bianca di proiezione ad ingresso libero, qui trovate il calendario completo con tutte le proiezioni, eventi e conferenze di maggio per rifarvi e unirvi ai festeggiamenti nei prossimi giorni.