
Grazie a qualche spiraglio misterioso tra le frequenze televisive fino a qualche anno fa anche in centro a Milano si poteva vedere il segnale della Televisione della Svizzera Italiana. Improvvisamente gli elvetici hanno deciso di migrare sul digitale terreste e nell’arco di poche settimane siamo diventati orfani della meteo e dei programmi domenicali in lingua romancia, un vero peccato.
E in Italia che si fa? Sono anni che si parla di digitale terreste e dopo ondate di incentivi per acquistare decoder (ormai superati dalla tecnologia) ecco che il giorno del fatidico salto arriva anche per Milano e Lombardia. Ovviamente però nel Bel Paese dove esiste (senza timor di smentita) una forte telecrazia nessuno correrà il rischio di rimanere senza programmi Tv.
Switch Off? Macché! Il passaggio sarà graduale e inizierà il 18 maggio (quindi ci sono ancora poco più di tre settimane per fare le debite considerazioni) e vedrà coinvolte Rai 2 e Rete 4. Niente più fuoco incrociato tra Michele Santoro ed Emilio Fede nell’etere milanese, a meno di dotarsi di un decoder, chissà se è un male o un bene?
Resta un’incognita la data in cui effettivamente si spegnerà il segnale analogico, gli amici di Tvblog parlano di uno slittamento a settembre, ma i rinvii sono un’abitudine in questi casi. Poco male, dovrò cominciare a elaborare il lutto della perdita della mia splendida tv in bianco e nero, reperto degli anni 70 irrecuperabile (o quasi) con il DTT.
Foto | Flicker

Utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione per i nostri politici è piuttosto complicato. Hanno iniziato con la radio nel Novecento cavandosela bene mentre con la televisione hanno dovuto fare un po’ più di pratica; oramai non ha più segreti per loro, a parte i fuori onda, e si alternano con i giornalisti a chi è più in video.
Ma arriviamo a internet, al web, alla rete: strumento partecipativo per eccellenza, non siamo più dietro all’apparecchio, non siamo più all’opzione acceso/spento, possiamo esprimere la nostra opinione sul contenuto che riceviamo in tempo reale. E qui le cose si complicano. L’account di FriendFeed del nostro governatore non è al momento attivo. Ma che cos’è FriendFeed?
Continua a leggere: Roberto Formigoni su FriendFeed, esperimento già terminato?
Stasera, se per le 18 riuscite a liberarvi, c’è un appuntamento interessante: al Museo della Scienza e della Tecnica, presentano Uomini e Computer, volume di Daniele Casalegno in uscita per Hoepli, in cui si racconta come si sia arrivati, da degli stupendi marchingegni meccanici settecenteschi, a quello schermo e quella tastiera che avete davanti agli occhi ora.
Oltre alla presentazione, c’è una chicca: ovvero una dimostrazione della Macchina Aritmetica di Giovanni Poleni, realizzata dallo scienziato veneziano nel 1709. Un’antenata della calcolatrice, di cui potete leggere una storia completa sul sito del Museo. Ecco come la descriveva lo stesso Poleni:
“Per un felice caso, ho concepito una macchina con l’uso della quale anche un inesperto nell’arte del calcolo, purché conosca le cifre, possa eseguire le singole operazioni aritmetiche . Pertanto mi sono preoccupato che fosse realizzata in legno, come l’avevo progettata e ciò, sebbene in un primo tempo costruita con scarsa precisione, ha dimostrato che la cosa era conseguibile piuttosto che fatta. Pertanto l’ho ristudiata da capo, l’ho costruita in legno più duro, con tutta la possibile attenzione ed il lavoro intrapreso non è riuscito vano.”
Poleni distrusse in vita l’unico esemplare esistente, deluso per il plagio della sua invenzione da parte di un artigiano austriaco. Ma ne sopravvissero i progetti, che pubblicò in un volume intitolato Miscellanea: nel 1959 IBM decise di finanziare la costruzione di tre di queste macchine per il calcolo. Meraviglioso il racconto del restauro, se vi appassionano questo genere di delizie analogiche. Naturalmente l’ingresso è libero fino a esaurimento posti, c’è un rinfresco, si svolge tutto in Sala Conte Biancamano, si entra da via Olona 6.

Roma e il Lazio passano al digitale terrestre: Milano aspetta la data per lo switch off. Avete visto almeno due ore di televisione in quest’ultimo periodo? Allora saprete che Roma e la regione Lazio hanno fatto lo “switch off” – perché dire “spegnere” fa così tanto provinciale – proprio oggi; milioni di romani sono passati così dalle trasmissioni analogiche al digitale terrestre, storia già vecchia in Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino.
C’è da augurarsi che per Expo 2015 (lo so, la tirano in ballo per tutto…) anche la Lombardia sia coperta interamente dal nuovo segnale. Sergio Garimberti, attuale presidente del servizio pubblico sul Giornale di stamattina fa a proposito l’ennesimo annuncio di un allargamento degli studi Rai nella nostra città, per ora limitati ai nuovi spazi in via Mecenate, per coprire al meglio l’evento.
Ricordo quando presi il decoder cinque anni fa, non avevo l’età per apprezzare Boing di Mediaset ma ricordo che fui contento di poter vedere Rai Sport Satellite senza parabola. Per il resto molta delusione e l’impressione di stare assistendo a una sperimentazione in diretta. Poi anche la Svizzera passò al digitale e venni ripagato dell’acquisto grazie alla ricezione, finalmente perfetta, di RSI1 e RSI2.
Lo “switch off” per la Lombardia è previsto per l’anno prossimo, non si capisce ancora bene quando. Ma voi cosa ne pensate? Qual è stata la vostra esperienza fino ad ora?
Foto | Flickr

Città della Salute: costituito il consorzio, a capo Luigi Roth, ex-presidente di Fondazione Fiera Milano. Il consorzio, costituito dai tre istituti sanitari interessati dal progetto, si occuperà della gestione della costruzione della Città della Salute da qui al 2014. A inizio settembre sembrava in bilico il nuovo polo ospedaliero che sorgerà a nord di Milano. La Regione Lombardia ha invece annunciato lunedì che la Città della Salute si farà, i 520 milioni di euro necessari sono stati trovati scrive il Giornale.
Formigoni stesso ai microfoni di c6tv spiega il progetto: 1400 posti letto e in più anche residenze costruite all’interno del complesso per ospitare i parenti dei degenti, oltre che i medici e i ricercatori. Il nuovo polo infatti riunirà il Besta e l’Istituto Tumori con l’ospedale Sacco ampliandolo in un’area limitrofa all’autostrada, al confine con il comune di Novate Milanese. 20 milioni di euro saranno stanziati appositamente per arrangiare la viabilità intorno alla Città della Salute. 02blog seguirà il progetto nelle sue diverse fasi d’attuazione.
Foto | Flickr

Ne avevamo parlato a luglio e finalmente eccola l’applicazione che renderà più facile spostarsi con il Bike Sharing. Si chiama iBikeMi, l’applicazione per iPhone sviluppata in collaborazione con il servizio di bike sharing del comune di Milano. Grazie all’applicazione sarà possibile rintracciare con facilità le stazioni più vicine alla propria postazione, memorizzarle, impostare il raggio di ricerca e il filtro dei risultati. Costa 0,79 €. Su IPhone Italia trovate tutte le schermate dell’applicazione.

Internet gratis per tutti? Pare utopia. Poco tempo fa facemmo un post sul Wi Fi gratuito, promesso in tempi di campagna elettorale. Era il piano di Luigi Rossi Bernardi, al tempo Assessore all’Innovazione, e della Moratti. Un progetto che prevedeva, entro il 2009, quattromila hot spot che avrebbero garantito navigazione senza fili per tutti. Secondo i piani Milano doveva essere la prima città wifizzata del pianeta. Ovviamante sfumati i proclami rimane la certezza che gli interessi in gioco siano troppo alti.
In città l’unico posto dove è possibile navigare gratutitamente con il portatile, oltre al parco Sempione, rimane l’Idroscalo per tutta la riva ovest (quelle delle Tribune) già da luglio. Segrate invece è stata coperta dal Wimax, una connessione a banda larga sempre attiva, con tecnololia Wi Fi. Un bel servizio, ma a pagamento.
E a livello nazionale? Il famoso piano “banda larga in tutta Italia entro il 2012″ pare definitivamente fermo, come spiega il Corriere in questo articolo.

Il progetto di rendere Milano una città coperta da segnale wi-fi per tutti, risale al 2007: Luigi Rossi Bernardi, al tempo Assessore all’Innovazione, insieme a Letizia Moratti, aveva proclamato che entro il 2009 Milano sarebbe stata coperta da quattromila hot spot che avrebbero garantito navigazione senza fili per tutti. Meraviglioso, direte voi.
Infatti era un’ottima idea, rimasta purtroppo lettera morta. Anche perchè Metroweb, la società che aveva cablato la città, che un tempo era del Comune, è stata venduta - leggete a proposito questo post di finanzablog, spiega tutto quanto - a un fondo di investimento, Stirling Square. Percui, nel caso il wi-fi a Milano dovesse davvero andare in porto, Palazzo Marino - cioè, noi - si troverebbe a dover pagare qualcosa che era già suo. Geniale.
Finora sono stati investiti 150mila euro per il progetto: cioè poco? Molto? Non è chiaro. I veri problemi, come faceva notare Proust nei commenti del vecchio post, sono che difficilmente il Comune lascerà un servizio del genere gratuito, visti gli interessi in gioco, che si chiamano banalmente “abbonamento che ognuno di noi paga per essere connesso a un qualunque provider”.
Continua a leggere: Wi-fi a Milano: Metroweb e 150mila euro buttati

La gita fuori porta di questo weekend ci porta in un luogo a due passi da Bergamo che sarà una lieta scoperta per tutti coloro, grandi e bambini, che amano la scienza e sono curiosi di conoscere come funziona il nostro sistema solare. Stiamo andando a visitare la Torre del Sole, a Brembate di sopra.
Di cosa si tratta? Come leggiamo sul sito ufficiale, La Torre del Sole, è un fra i parchi astronomici tra i più completi d’Italia. Il suo scopo è quello di avvicinare il pubblico al mondo delle scienze astronomiche, rivolgendosi al esperti ma anche semplici curiosi, attraverso un percorso didattico che coinvolge direttamente i visitatori. In pratica un piccolo viaggio nell’universo, ma con i piedi ben piantati a terra. Qualcosa di completamente diverso rispetto al museo tradizionale, un “approccio innovativo sviluppato attraverso numerose chiavi di lettura che vede coinvolti oltre alle meraviglie dell’Universo anche aspetti legati alla sfera umanistica e artistica”.
La struttura è ricavata da una vecchia cisterna ristrutturata secondo le necessità di un parco scientifico di moderna concezione. Al centro del Parco c’è l’Osservatorio astronomico, ricavato sulla sommità della torre principale, all’interno della vecchia cisterna del bacino pensile, ed è situato a 34 metri di quota dal piano di campagna. Dall’interno è possibile osservare la volta del cielo con un telescopio a rifrazione da cui è possibile osservare gli astri e i fenomeni celesti.
Continua a leggere: Weekend fuori porta - La torre del Sole di Brembate di sopra

Da ieri notte i televisori di Milano e provincia vanno risintonizzati per ricevere RaiUno. Sono cambiate le frequenze. Non solo: stesso problema c’è anche nelle province di Bergamo, Como, Lecco, Pavia, Varese. Quella che per molti di noi è un’operazione semplicissima, magari per un anziano è tremendamente complicata, e non sempre c’è il classico nipotino che aiuta la nonna.
Come risintonizzare il televisore per vedere di nuovo RaiUno? L’ufficio stampa della Rai ci offre un manualone in pdf, oltre a quello, trovate informazioni sul Televideo alla pagina 459, e soprattutto in un call center Rai che risponde al numero 199 123 000, suppongo a pagamento - ma noto che non è specificato.