Inizia la maturità: mancano 200 docenti a Milano

pubblicato da cesare

alemanni maturità milanoLa maturità ve la ricordate? Io nì, ricordo solo un ottimo tema e una disastrosa versione di greco. Beh, da oggi per 25 mila milanesi la maturità è un fatto di stringente attualità e angoscia (mai capito chi si angosciava, però).

Questa è la buona novella; quella meno buona è che su 638 commissioni (3750 esaminatori totali) mancano ben 183 docenti (161 esaminatori e 22 presidenti di commissione). Tutti, ovviamente, con certificato medico alla mano. Solo io sento puzza di Pomigliano? Alla faccia della Gelmini: “la situazione dei docenti è sotto controllo”.

Uno dice: “un disatro!”. Macché, è una maturità in linea con le cifre degli ultimi anni post-Gelmini, sia per quanto riguarda i non ammessi intorno al 5,7 per cento del totale (basta un’insufficienza in pagella e ci si rivede il prossimo anno e anche le lodi sono in ribasso) sia per quanto riguarda le defezioni in commissione…

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condividi condividi 1 commento martedì 22 giugno 2010

Tempo pieno e scuole a Milano

pubblicato da cesare

Un paio di giorni fa su Il Post si leggeva un interessante riassunto della situazione scuole in Italia; sempre più in alto mare tra tagli alla didattica e al personale. Un problema che tocca ovviamente sia gli studenti sia le famiglie lavoratrici. Come giustamente scriveva l’autore del pezzo:

Il tempo pieno non è andare a scuola anche il pomeriggio. Non è un’aggiunta di ore. È un progetto didattico che ha una lunga storia e consolidati risultati, che estende a un numero maggiore di ore scolastiche le necessità di apprendimento dei bambini attraverso attività e insegnamenti strutturati su questo numero di ore. E che fa assumere alla scuola la responsabilità di una formazione più collettiva dei bambini, più basata sul rapporto con gli altri

Il fatto è che proprio questo assunto sembra stia venendo a crollare e quello che è stato un diritto assodato fino all’altro ieri per molti di noi, oggi è un lusso che lo stato non può più permettersi. Un lusso la cui ricaduta pesa molto - in termini di soldi e di tempo - sulle famiglie lavoratrici. Questo nonostante il Ministro Gelmini sostenga che le classi a tempo pieno siano addirittura aumentate rispetto al passato.

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condividi condividi 1 commento mercoledì 09 giugno 2010
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Politecnico di Milano: gli ingegneri cacciati all'estero dalla crisi

pubblicato da Silvio Gulizia

ballio bovisa ingegneri polticenicoL’ingegnere del Politecnico che lavora ancora prima di laurearsi è un mito quasi defunto. Non c’è più ciccia neppure per loro, i cari vecchi ingegneri che già stempiatelli scrivevano la tesi di sera perché di giorno erano impegnati a cogliere occasioni irrinunciabili. Secondo una recente ricerca dell’ateneo, presentata dal rettore Giulio Ballio all’inaugurazione dell’anno accademico in Bovisa, i laureati occupati a distanza di due anni dalla discussione della tesi sono in calo di quasi il 4%. E sono oggi solo l’85%.

A trovare lavoro nei primi quattro mesi da dottore è oramai solo il 70%, contro il 90% di un anno fa. E se una volta erano le aziende che venivano a cercarseli fra le mura dell’università, oggi gli ingegneri sono costretti ad andare a lavorare all’estero. Europa soprattutto. “La loro uscita dal nostro Paese non dipende da noi. Si fa poco per trattenerli – ha accusato ieri il Magnifico rettore - La concorrenza straniera è sempre più agguerrita, assicura stipendi iniziali maggiori dei nostri e migliori prospettive di carriera”.

Ma forse non è solo questo. Siamo proprio sicuri che lavorare all’estero sia solo una necessità? Chi non ha un amico che, fatto l’erasmus, non è più tornato? Ora, al Politecnico il confronto fra coetanei, italiani e stranieri, è una realtà più che in altri atenei. Basti dire che qui il 6% degli iscritti è composto da ragazzi di ogni parte del mondo, mentre in media nelle università italiane gli stranieri sono il 2,7% della media nazionale. E il 25% dei nuovi iscritti ai dottorati di ricerca proviene dall’estero.

Su slideshare trovate l’intero discorso del rettore Giulio Ballio e la prolusione del professore di Sociologia e Politica sociale Costanzo Ranci, dall’esplicito titolo: “Progettare nell’incertezza. I giovani nella società dell’accelerazione“.

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I terribili studenti milanesi in gita: roba vecchia?

pubblicato da gabriele ferraresi

studenti milanesi gitaOggi sul Corriere Milano, sia nella sua versione online che in quella cartacea, si parla degli incontrollabili studenti milanesi in gita: ragazze che tornano dal viaggio studio ad Amsterdam incinte - come fanno a esserne certi!?! - ragazzi che si ubriacano, che evadono dall’albergo, che fumano, che fanno tutte quelle cose che ti senti di fare a sedici anni, sennò, vuol dire che non hai sedici anni.

Uh? Oltre a questo, leggendo il pezzo, non mi sembra che le cose siano cambiate molto, dai tempi del mio liceo. La gita è sempre la classica occasione per trasgredire, fare idiozie, possibilmente in un paese straniero, lontano dai genitori che in quella fascia d’età sono irredimibili nemici della voglia adolescenziale di crescere col passo più lungo della gamba.

Qualche aneddoto?

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City Angels, comincia il corso per diventare volontari

pubblicato da Trab

Basco e giubba rossa sono diventati un’istituzione del volontariato. A febbraio inizia il nuovo corso di formazione per diventare volontari City Angels. Il corso dura 3 mesi, due sere la settimana: una in sede e una in palestra. Si impara tutto quanto serve per essere volontari di strada d’emergenza, che operano nei punti più “a rischio” di Milano: dalle tecniche di squadra (gli Angels operano in squadre da tre a cinque volontari, guidate dal caposquadra) al primo soccorso, dalle nozioni di psicologia e comunicazione fino all’autodifesa.

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condividi condividi 1 commento venerdì 15 gennaio 2010

Chiusura del liceo Gandhi: intervista a uno studente

pubblicato da giulio


Dell’annunciata chiusura del Liceo Civico Serale Gandhi avevamo già parlato in febbraio. Per rinfrescarvi la memoria, vi riporto un estratto di quanto scritto allora:

C’è chi dice per l’esiguo numero di iscritti, chi per la politica del centro-destra che prevede tagli alla cultura in nome della “razionalizzazione dei servizi”. Il Gandhi, in piazza XXV aprile, è dotato di quattro Licei: Classico, Scientifico, Linguistico e Socio-Psicopedagogico, in tutto dodici classi che andrebbero in fumo. E pensare che questo civico serale è l’unica possibilità per ottenere il diploma classico o scientifico continuando a lavorare. Il costo per un anno di scuola pubblica serale è di 258 euro, quasi dieci volte di meno dei soldi richiesti in una scuola privata

La situazione è precipitata con il rientro di settembre, tra le proteste continue degli studenti, blocchi del traffico, occupazioni e relativi sgomberi da parte della polizia. Abbiamo intervistato E.R., che frequenta l’ultimo anno di liceo proprio al Gandhi, per sapere qual è il punto di vista degli studenti: trovate tutto dopo il salto.

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condividi condividi 59 commenti sabato 19 settembre 2009
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Laurea rifugio: 13mila iscritti ai test del Politecnico

pubblicato da gabriele ferraresi

iscritti test politecnico

I maturati che hanno deciso di iscriversi ai test di ingresso del Politecnico quest’anno sono il 18% in più del 2008: ben 13649. E infatti il Corriere Milano apre con un neologismo, quello della laurea-rifugio, roba che di solito si riferisce a metalli preziosi, o beni che anche in tempo di crisi tengono valore: orologi da collezione, immobili di pregio, damigiane di Barolo, cose del genere…

Ok: questa valanga di iscrizioni ci porta a qualche considerazione. La prima è che l’ondata di “scienziati della comunicazione” del decennio scorso si è frantumata contro la scogliera del precariato: portando migliaia di laureati ad impattare con una enorme delusione al momento di alzare per semestri e semestri il telefono del call center da cui non riescono a schiodarsi. Meglio Ingegneria che Lettere, e via.

La seconda è leggermente più crudele: ovvero, che di quei tredicimila e rotti, ne sopravviveranno pochi, vista la posizione che occupa l’Italia nel campo dell’insegnamento delle materie scientifiche. Tendo ad escludere che nell’ultimo anno scolastico ci sia stata un’impennata di futuri Werner Heisenberg nei licei scientifici milanesi e non…

Secondo il rapporto Ocse-Pisa sulle competenze scientifiche dei quindicenni siamo messi maluccio. E il 25,3% dei ragazzi italiani si colloca sotto il livello 2, quello delle competenze di base, con particolari ritardi al sud (…) In matematica è peggio che andar di notte: gli studenti italiani si collocano al 38° (su 52, ndr) posto con 462 punti, contro una media Ocse di 498. In vetta alla classifica si piazzano Taiwan (549), Finlandia (548), Hong Kong (547), Corea (547). Peggio di noi, tra le europee, le solite Grecia, Bulgaria e Romania

Foto | Flickr

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Maturità a Milano 2009: solo diciotto i liceali passati con 100 e lode

pubblicato da gabriele ferraresi

maturità milano 2009 lode a milano

Maturità a Milano 2009: sono appena 18 i ragazzi dei licei milanesi, pubblici e privati, che sono riusciti a superare lo scoglio maledetto della matura con il massimo dei voti, 100 e lode. Certo sono dati che soprattutto a livello nazionale, vanno presi facendo la giusta tara.

In tutta Lombardia, i “lodati” sono stati 210. Non molti: in tutta Campania 388, mentre la Puglia è la regione con il numero complessivo più alto di studenti che hanno passato l’esame finale con il massimo dei voti, 523. Gli stessi addetti ai lavori spiegano che si tratta di valutazioni che hanno un peso diverso

«Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia — afferma la direttrice dell’ufficio scola­stico della Puglia, Lucrezia Stellacci — e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere ri­sultati eccellenti grazie alle lo­ro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non posso nasconde­re che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei di­scenti, ma anche ai diversi me­tri di valutazione»

Intanto, complimenti ai diciotto milanesi passati con la lode: godetevi quest’estate, ve lo meritate. L’elenco è dopo il salto.

Foto | Flickr

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Al Liceo Berchet gli studenti danno i voti ai professori. Diteci la vostra

pubblicato da Trab

liceo berchet

E’ accaduto, la prospettiva si è ribaltata. Per una volta i voti non sono per gli studenti, ma per i professori. Questa è par condicio. Per la prima volta nel famosissimo e qualificatissimo liceo classico Berchet gli studenti, con il benestare della preside, per l’Operazione trasparenza hanno espresso un giudizio sui settanta insegnanti. Lo “scrutinio” si è tenuto negli ultimi giorni di lezione, con un questionario anonimo distribuito in ogni classe. Gli studenti hanno votato la “Conoscenza” (preparazione nella propria disciplina), la “Disponibilità” e altri parametri.

L’idea risale a qualche anno fa, quando compilammo le prime valutazioni dei prof per il giornalino studentesco. Ma quella di oggi è un’iniziativa più seria, senza alcuna velleità goliardica. Basta vedere i voti: quelli negativi sono accompagnati da giudizi dettagliati e pertinenti. In fondo i “bocciati” sono pochi.

Non tutti gli insegnanti dello storico ginnasio hanno preso bene l’iniziativa, soprattutto gli “insufficienti”. La bocciatura, si tiene a precisare, è al lavoro svolto, non sulla persona. Qualcuno invita al fair play, ad accettare di buon grado l’insolito giudizio e a discuterne magari, essendo un tentativo degli studenti di comunicare un disagio. La questione è delicata. La critica più comune è quella che “non si può essere giudicati da quattro ragazzini che ne sanno un decimo di quello che sappiamo noi, in questo modo non si distinguono più i ruoli”.

L’iniziativa del Berchet farà scuola? negli USA da tempo il reclutamento dei prof passa per le valutazioni degli studenti. E voi cosa ne pensate? Siete favorevoli a dare i voti all’operato degli insegnanti? Oppure avete in mente qualcos’altro? In questo caso scatenatevi con i commenti.

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Apre a Milano la scuola per Barman Acrobatico, le foto dell'opening party

pubblicato da carloprevosti

Flair Academy apertura

Se il vostro sogno è quello di emulare Tom Cruise mentre prepara drink di ogni genere nel film Cocktail ora a Milano c’è una scuola che al posto dei banchi ha niente meno che dei banconi da bar!

Un open bar con dj set in grande stile è sicuramente il modo migliore per presentarsi per una “scuola” così speciale. Si chiama Flair Academy e si trova in Via Melchiorre Gioia e si propone come una vera e propria “accademia del bere”, insegnando non solo le mosse acrobatiche ai futuri barman, ma anche le tecniche per i mix di alcolici e analcolici, per la realizzazione dei migliori caffè e la decorazione di cappuccini ed espressi. Insomma il modo migliore per provare a stare dall’altro lato del banco.

Ecco il fotoreportage “ad alto tasso alcolico” della serata di apertura!

Flair Academy apertura
Flair Academy aperturaFlair Academy aperturaFlair Academy aperturaFlair Academy apertura

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