
Prendiamo spunto da un breve articolo di Valentino Ballabio sul settimanale milanese di politica e cultura “Arcipelago Milano” per capirne un po’ di più sulla sanità del capoluogo e della Lombardia in generale. L’eloquente titolo “Il medico è ok se è lottizzato” - e attenzione, non stiamo parlando solo della nostra regione, vedi il caso del Lazio o di un solo schieramento politico - parte dal presupposto che:
“la Regione deve tornare alle funzioni proprie di programmazione e legislazione, abbandonando la pretesa perversa di gestire nel dettaglio la salute di nove milioni di anime”.
Sebbene le USSL - chi se le ricorda? ho ancora il vecchio libretto da qualche parte - si siano trasformate in ASL, in “aziende”, il controllo della politica sulla sanità scrive Ballabio “si è tutto concentrato nel livello regionale, perdendo invece il contatto con la realtà locale e territoriale”. Ritornano allora le pratiche di lottizzazione che si credevano superate dal nuovo approccio. Utopia pensare a una struttra amministrativa indipendente efficiente responsabile senza servilismi verso un committente istituzionale?
Oppure possiamo dare ascolto al nostro governatore Formigoni e rassicurarci. Le consultazioni che si stanno svolgendo in Regione in questa seconda parte di dicembre, in vista dell’assegnazione delle poltrone di manager per i prossimi anni, hanno la premessa che il metodo “non è e non può non essere alcuna lottizzazione partitica, ma solo ed esclusivamente la meritocrazia” (fonte: “Libero”).
E non da ora ma da quasi quindici anni.
Foto | Ospedale Niguarda / Simonetta Viterbi by Flickr

Ritorno all’antico per i tram milanesi, nel 2011 i “trenini” del capoluogo riprenderanno il loro colore d’inizio XX secolo, giallo sotto e panna sopra (fonte: “Corriere”). Nella corsa al recupero dell’identità, o all’invenzione di una tradizione, che la nostra città sta intraprendendo (colpa dell’Expo 2015?) ci sta anche il restyling, per dirla in milanese moderno, dei nuovi tram.
Attenzione rimarranno verdi i jumbo tram, i bus e i filobus a minor impatto ambientale, i cosiddetti “Ecobus”, mentre il resto del parco macchine dell’Atm recupererà la livrea bicolore per volontà del suo presidente Elio Catania: “I tram, assieme al Duomo e al panettone – ha spiegato – fanno parte dei simboli della nostra città” (fonte: ANSA). Cosa ne dite di questa iniziativa? Scrivetecelo nei commenti.
Foto | Hugo by Flickr

Recupero un commento di Giancarlo, un lettore del forum del “Corriere della Sera”, riguardo allo sciopero di stamattina, la famosa agitazione del venerdì, quella che molti dei frequentatori di 02blog – in linea con le parole che leggerete tra virgolette – definiscono un prolungamento indebito del fine settimana per i lavoratori dell’Atm:
“Queste agitazioni sono […] corporative a mantenimento e miglioramento di condizioni di privilegio. La cittadinanza deve essere pertanto ben conscia di questa situazione e deve evitare di simpatizzare con queste forme di lotta.”
Viceversa c’è chi sostiene le ragioni della disfida dei dipendenti dell’azienda di trasporto milanese ma non ne condivide le modalità d’attuazione: i lavoratori aderenti a Slai Cobas e Al Cobas hanno infatti scioperato ugualmente oggi nonostante fosse stato differita l’agitazione ad altra data. Le metropolitane di Milano si sono di fatto fermate stamattina mentre autobus e tram circolavano, corteo degli studenti permettendo (fonte APCOM).
Foto | Alessandro “Obliot” by Flickr

Il primo dicembre si celebra la Giornata mondiale di lotta all’Hiv/Aids, ma se tanti progressi sono stati fatti per migliorare le condizioni di vita delle persone sieropositive e per allontanare (e magari scongiurare) l’arrivo della malattia vera e propria, questa pandemia non è ancora guaribile né la sua diffusione si è arrestata. Per di più Milano gode del triste primato per il maggior numero di infezioni in Italia: il 30% di tutti i nuovi casi sono diagnosticati nel capoluogo lombardo.
Forse, però, bisognerebbe parlare delle nuove diagnosi, visto che molti casi rimangono sconosciuti persino agli stessi sieropositivi, che scoprono il proprio stato solo all’ultimo, quando si manifesta l’Aids vera e propria. I dati forniti dalla Asl di Milano sono chiari: il 30% dei 4-6mila casi annui in Italia sono concentrati a Milano e circa la metà dei contagi dipende da rapporti eterosessuali non protetti.
In troppi hanno abbassato la guardia e credono che la malattia sia sotto controllo o addirittura guaribile, il che non è affatto vero: i farmaci anti-retrovirali permettono di convivere con l’Hiv senza sviluppare l’Aids per un periodo molto lungo, ma a costo di effetti collaterali e di rischi per la salute, dall’insufficienza renale ai problemi nel metabolismo dei grassi, fino a un elevato rischio cardiovascolare. Certo: sempre meglio di una rapida evoluzione della malattia, ma in ogni caso l’unica strada è la prevenzione.
Continua a leggere: L'Hiv assedia Milano, ma la Regione taglia la prevenzione

Ilaria Carra due giorni fa dalle colonne di “Repubblica” ha forse annunciato una mini-rivoluzione per quanto riguarda gli spostamenti dall’hinterland a Milano (e ritorno). La Provincia ha stanziato 100.000 euro per sperimentare un biglietto unico valido su treni, pullman, autobus e tram. Grazie a una carta elettronica potremo quindi salire sui mezzi pubblici senza dover trafficare con tre/quattro biglietti diversi. C’è da augurarsi che vada tutto bene e la sperimentazione sia seguita da un’adozione del pagamento elettronico automatico su tutto il territorio nel prossimo futuro.
Il sistema “MiMoney” verrà testato nella primavera del 2011 nella zona sud di Milano da 25.000 pendolari sulle tratte gestite da Autoguidovie. La carta che l’utente si porta appresso contiene un importo prefissato (ricaricabile) e il credito viene scalato ogni qualvolta si accede a un mezzo diverso nel proprio tragitto quotidiano. Il tutto senza dover cercare tabaccai o edicole per recuperare il biglietto all’ultimo minuto oppure dover presentare quattro pezzi di carta differenti al controllore di turno, saranno dei sensori posti sulle porte dei mezzi pubblici che registreranno la transazione.
Una soluzione che per certi versi mi ha ricordato il film di Spielberg Minority Report; non siamo ancora arrivati al controllo della retina per salire in metropolitana ma credo che, prima o poi, qualcuno penserà che il chip adesso sulle tessere sottocutaneo sia in realtà molto più comodo… Voi cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti. E se a marzo sarete tra i tester contattate 02blog per farci sapere le vostre impressioni sul tanto sognato biglietto unico.
Foto | Urban indifference / Gianni D. by Flickr
Mentre vi lustrate gli occhi ammirando il nuovo sistema di segnalazione a LED delle fermate della metropolitana di New York (sciccoso, quanto sia utile dovrebbe dircelo un newyorchese) proviamo a fare un confronto con la metropoli americana e la nostra città. Parliamo di mezzi pubblici a NY e a Milano e soprattutto di quanto costano gli abbonamenti. Non è la prima volta che proviamo un paragone del genere, ricordate questo post?.
Sebbene non abbia ancora i crismi dell’ufficialità la Metropolitan Transportation Authority, la loro ATM, sembrerebbe intenzionata da settembre ad aumentare gli abbonamenti settimanali da 27$ a 38$ (da 21€ a 29€) e quelli mensili da 89$ a circa 104$ (da 68€ a 80€) come leggiamo sul “New York Post”. Prendiamo adesso la nostra tessera elettronica – 10 €, validità 4 anni – e confrontiamo gli abbonamenti. A Milano si spendono 9€ (settimanale) e 30€ (mensile) se si acquista un urbano mentre andiamo sul complicato per quanto riguarda gli interurbani che tra poco costeranno più di prima…
Dal 1° settembre avremo infatti anche noi i nostri aumenti. A seconda delle zone un settimanale costerà tra i 9,90€ e i 17,20€, invece i mensili da un minimo di 30,50€ fino a un massimo di 74€ (fonte: www.atm.it). Ripeto, gli aumenti riguardano gli abbonamenti interurbani (grazie 3pad). Curiosamente tra i commenti alla notizia sull’edizione on-line del “New York Post” c’è chi invoca l’introduzione anche nella Mela delle zone come già da tempo succede a Milano. Voi cosa ne pensate? A parità di servizio e di costo della vita chi viaggia più a buon mercato? Noi o i newyorchesi? E soprattutto, cosa pensate di questi ultimi aumenti?
Video | See-ming Lee 李思明 SML by Vimeo
Un paio di giorni fa su Il Post si leggeva un interessante riassunto della situazione scuole in Italia; sempre più in alto mare tra tagli alla didattica e al personale. Un problema che tocca ovviamente sia gli studenti sia le famiglie lavoratrici. Come giustamente scriveva l’autore del pezzo:
Il tempo pieno non è andare a scuola anche il pomeriggio. Non è un’aggiunta di ore. È un progetto didattico che ha una lunga storia e consolidati risultati, che estende a un numero maggiore di ore scolastiche le necessità di apprendimento dei bambini attraverso attività e insegnamenti strutturati su questo numero di ore. E che fa assumere alla scuola la responsabilità di una formazione più collettiva dei bambini, più basata sul rapporto con gli altri
Il fatto è che proprio questo assunto sembra stia venendo a crollare e quello che è stato un diritto assodato fino all’altro ieri per molti di noi, oggi è un lusso che lo stato non può più permettersi. Un lusso la cui ricaduta pesa molto - in termini di soldi e di tempo - sulle famiglie lavoratrici. Questo nonostante il Ministro Gelmini sostenga che le classi a tempo pieno siano addirittura aumentate rispetto al passato.

Bene, come avrete notato siamo passati da novembre a pieno giugno nel giro di una settimana. Prima piogge torrenziali e temperature di poco sopra i dieci gradi, ora cielo sereno e quasi trenta gradi in città. Ma in realtà più che il riscaldamento globale, sono le zanzare a preoccuparmi, in questo caso. Si sa che infatti l’equazione umidità = zanzare; funziona sempre. Ergo ci sarà da aspettarsi un’estate di punture e scocciature a stretto contatto con le più fedeli succhiasangue dell’uomo e personalmente ne ho già avvistata qualcuna.
Come ogni anno comunque, il Comune di Milano mette a disposizione dei cittadini un vademecum su come comportarsi per rendere il problema sopportabile mettendosi il cuore in pace però perché comunque la lotta uomo/zanzara pende ancora a tutto vantaggio di queste ultime. Il vademecum del Comune invita il cittadino a ridurre appunto al massimo le acque stagnanti e le fonti di umidità anche perché, senza volere fare del terrorismo, bisogna ricordare che:
il diffondersi della zanzara tigre oggi interessa ormai tutto il territorio cittadino con un elevato grado di infestazione inoltre, si assiste ad una ricomparsa della anofele che come sappiamo è il vettore della malaria, malattia mai scomparsa e che oggi si sta riaffacciando in tutta Europa, mentre la scorsa estate nella zona del ravennate si è verificata una infezione chikungunya trasmessa dalla zanzara tigre.
Qua c’è anche un documento in pdf, con un vademecum più esteso. E se, proprio volete sapere dove non andare assolutamente per non essere mangiati vivi: ecco la classifica stilata l’anno scorso dai lettori di 02blog con i luoghi più maledettamente infestati da questa piaga della pelle.

Ebbene sì, mi è successo. Sono incappato nell’incubo dell’automobilista distratto: nella notte tra venerdì e sabato quelli della polizia locale mi hanno rimosso la macchina. Le cose sono andate così: dopo una lunga e piacevole serata di festeggiamenti per la laurea di un amico in zona Sant’Ambrogio, avendo alzato un po’ troppo il gomito ho giudiziosamente deciso di non prendere la macchina in direzione Città Studi dove abito, ma di fermarmi a dormire a casa della mia ragazza, in Zona Tortona.
Purtroppo, vuoi per una o due pinte di troppo, vuoi che la serata era iniziata molte ore prima; al momento di decidere di fermarmi ho fatto i conti senza l’oste. O meglio senza il mercato del sabato di Via Papiniano che si svolgeva esattamente dove avevo parcheggiato e ancora mi chiedo: “come ho fatto a non pensarci?”. Così, al risveglio, ancora prima di accorgermi di un leggero mal di testa da “giorno dopo”, una domanda inquietante si è fatta strada nella mia mente: “dove ho parcheggiato ieri sera?”. La risposta è ovviamente stata: “oh no, non dirmi che…”
Tempo di vestirmi ed ero in strada e, come mi aspettavo, al posto della mia auto c’era un furgoncino che vendeva mutande a poco prezzo. Da qui in poi il post vorrebbe essere un piccolo e colorito manuale di pubblica utilità, per aiutare a venire a capo di questa avventura poco simpatica, chi dovesse incapparci in futuro. Ve lo dico subito: per certi versi è un’odissea ma un po’ meno peggio di quanto mi aspettassi.

Linea 3 Comasina, oramai quasi più non si vede il cantiere (vedi l’ultimo post)… o meglio stanno coprendo tutto di terra! Aggiornamento due mesi e mezzo dopo: non fatevi ingannare dalla foto 3 e dal suo particolare, il tratto di via Teano è l’unico a essere ancora a cielo aperto.
Avrebbero fatto ancora prima se non avesse piovuto così tanto nelle ultime settimane? Chissà. La Linea Gialla, la terza e più giovane metropolitana milanese in attività, riuscirà a regalarsi un nuovo capolinea nord prima di compiere ventun anni? Intanto ha festeggiato i venti come ci ha ricordato Giulio in questo post. Altre foto dopo il salto.
Comasina Linea 3 Cantiere Maggio




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