
Il popolo della notte, quello che frequenta concerti e serate in giro per il milanese, da oggi ha un’arma in più per organizzarsi le serate, anche senza macchina. L’idea è di un servizio che renda disponibili gli utenti a condividere il proprio mezzo per evitare code e dividere i costi di benzina e parcheggio. Si chiama Club Sharing, il social network di car pooling ideato da due 26 enni. Cos’è il car pooling? Lo avevamo già spiegato qui, in sostanza è un sistema che si basa sui “passaggi” e sul mettere a disposizione la propria auto.
È un sito dove, previa registrazione, si trova, o si offre, un passaggio per un live o una serata in uno dei locali milanesi, anche fuori porta: come il Live di Trezzo o il Bloom di Mezzago, locali che senza macchina sono complicati da raggiungere. Chi non dispone di una macchina e vuole fare serata, con club sharing ha una buona possibilità di fare nuove amicizie. Chi ha un’auto e vuole riempire la macchina per dividere i costi da oggi può.

Il calcio a 5, che altri chiamano affettuosamente il “calcetto”, è di certo lo sport più praticato dagli italiani tra i 25 e 60 anni che, memori delle sgroppate dell’adolescenza, ma fiaccati dall’età e dai chili di troppo, prima di attaccare definitivamente le scarpette al chiodo, si divertono come matti a correre dietro a un pallone tra amici, seppur spesso il livello tecnico-tattico sia, nessuno può negarlo, veramente risibile.
Proprio per questo i business dei campi da calcetto non risente della crisi, soprattutto, viste le temperature glaciali di questi ultimi giorni, se si parla di campi al coperto. Lo prova il fatto che, trovare un campo libero in orari serali, è diventato in queste ultime settimane quasi impossibile, quasi ci fosse un diritto di prelazione che si eredita, di padre in figlio, generazione dopo generazione.
Ma fortunatamente siamo a Milano e i campi coperti abbondano. Una veloce stima, corroborata da un piccolo sondaggio tra amici e siti internet, mi permette di affermare che ne esistono quasi 50, di tutti i tipi e un po’ per tutte le tasche. Si va da quelli super lusso, in erba sintetica riscaldata, con spogliatoi degni del Camp Nou, fino a quelli più nazionalpopolari ed economici, con docce fredde e terreni brucia ginocchia.
E allora, in vista di una super classifica dei campi al coperto di Milano, diteci la vostra, segnalando il vostro campo preferito e i motivi che vi spingono ad andarci. Butto nel piatto qualche nome, per rompere il ghiaccio. Cosa ne pensate per esempio del campo del Bettinelli, che offre addirittura la possibilità di registrare le partite e di scaricarle a fine gara su una chiavetta USB? E che dire del Savorelli di P.zza Caduti del Lavoro, del Crespi di via Valvassori Peroni o del Saini di via Corelli?
Foto | Flickr

Un improvviso calo della temperatura atmosferica ha contribuito a decretare il successo della tappa milanese della Coppa del Mondo di Sci di Fondo, la Race in the City infatti è stata un successo soprattutto per la grande affluenza di pubblico. Le polemiche dei giorni precedenti e i timori che il caldo fuori stagiono avrebbe guastato la neve sono stati sostituiti dalla partecipazione massiccia a un grande evento sportivo.
La curiosa ambientazione del Parco Sempione, che ha lasciato straniti anche gli atleti, non sarà smantellata in fretta e furia come spesso accade in appuntamenti di questo genere. Confidando nelle condizioni meteo adatte, la pista innevata rimarra a disposizione di sportivi e appassionati che vogliano avvicinarsi al mondo dello Sci di fondo.
L’anello di 620 metri che è stato battuto dai campioni del circo bianco, sarà infatti a disposizione di tutti (gratuitamente) per la prossima settimana. La notizia è stata ufficializzata da fonti del comune Comune alla fine delle gare a squadre della domenica. Nella giornata di oggi saranno smontate le strutture legate alle gare agoniste e allestiti degli spazi necessari per chi vuole avvicinarsi a questo mondo. In settimana la pista sarà a disposizione delle scuole la mattina mentre nel pomeriggio al pubblico.
Sul tema di come avvicinarsi allo sci di fondo, abbiamo incontrato l’ex campione Fulvio Valbusa e gli abbiamo chiesto qualche consiglio per lo Sci di Fondo, leggi l’intervista su Outdoorblog.
Archiviato il Tour de Ski 2012, il circo bianco della Coppa del Mondo di Sci di fondo si concede un fuori programma decisamente curioso, una sorta di passerella mondana ambientata nel cuore della citta di Milano. Il Parco Sempione infatti ospiterà una gara sprint valida per la classifica di coppa, domani e domenica.
Giusto ieri alcuni camion hanno portato diverse tonnellate di neve dalle Valli del Bergamasco allestire l’anello di 620 su cui si svolgeranno le 4 gare sprint della Race in the City. che si svolgerà nel weekend del 14 e 15 gennaio 2012, arricchita da vari eventi collaterali. A dire il vero non è la prima volta che Milano ospita una gara di sci di fondo, 16 anni fa infatti furono ospitate dalla Fiera Campionaria e dal Velodromo Vigorelli.
Noi di 02blog, curiosi per antonomasia, siamo andati a fare due passi al Parco per scoprire cosa succede e abbiamo trovato la pista pronta e le squadre nazionali italiane e norvegesi appena arrivate per le prime ricognizioni. L’appuntamento è per sabato alle 12 per gli sprint individuali e domenica alla stessa ora per quelli a squadre, in Piazza del Cannone o in diretta tv su Eurosport.
Le polemiche riguardo all’impatto ambientale che avrà la neve sul Parco? Forse sarebbe il caso di preoccuparsi maggiormente di un 13 gennaio con quasi 15° di temperatura…
Foto | Carlo Prevosti
Parco sempione pista di Sci




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L’importanza del derby non si discute. Si discute dei prezzi, folli, quando si arriva in “zona Cesarini”. Su un celebre sito di annunci un anonimo vende 2 biglietti per il secondo anello rosso. Il costo? L’esoso anonimo chiede 400 euro.
Meno pretenzioso questo altro annuncio di un gruppo di colleghi che vende 6 biglietti in tribuna d’onore a 130 euro l’uno “spedizione inclusa, consegna 24 ore, corriere aziendale massima affidabilità. Referenze accertabili”.
La caccia agli ultimi biglietti è cominciata e come al solito arriva puntuale la raccomandazione: attenti ai biglietti falsi. Comprare biglietti fuori dai circuiti ufficiali comporta dei rischi che vanno dal mancato recapito per biglietti comprati da venditori virtuali, fino a biglietti falsi acquistati dai bagarini. Sul sito dell’AC Milan le info per recuperare i tagliandi eventualmente invenduti nel periodo di prevendita. E buon derby.
L’ultimo in ordine cronologico è stato organizzato il 15 dicembre e qua sopra ne vedete una notevole sintesi in formato video. Sono gli “Acrobatic Party” organizzati dal Pole Dance Studio di via Col di Lana, una palestra dove si può conoscere questa innovativa forma di danza. Le feste - a base di acrobazie e di sensualità - sono un modo decisamente accattivante per farsi conoscere: le migliori ballerine infatti si ebiscono davanti agli invitati eseguendo complicate evoluzioni e affascinando i presenti.
Continua a leggere: Video: i party sensuali al "Pole Dance Studio" in via Col di Lana
“Quando sarò in punto di morte, diventerò milanista, così ad andarsene sarà uno di loro”: mai una frase ha riassunto meglio l’intera esistenza di un uomo. Peppino Prisco, vicepresidente dell’Inter per trentotto anni, è stato ed è tuttora la rappresentazione ideale di un tifoso di calcio: difensore acritico della sua squadra, lingua velenosa contro tutti i nemici, ma anche avversario leale e schernitore mai volgare.
La San Siro nerazzurra l’ha festeggiato sabato scorso con una vittoria (quasi una rarità, quest’anno) contro la Fiorentina nel giorno in cui avrebbe compiuto novant’anni. Morì il 12 dicembre 2001, solo un paio di giorni dopo la sua ultima apparizione televisiva.
Ora, cari cugini rossoneri, potete scatenare l’inferno.

Stamattina alle sette, con due gradi sopra lo zero e una nebbia da far restare nelle tane pure i lupi di Yellowstone, ho incrociato un ardimentoso corridore che, in pantaloncini inguinali (quelli da atletica anni ‘70), sfrecciava dalle parti del Parco Sempione con passo da maratoneta consumato.
Stessa scena una sera della settimana scorsa, sotto il diluvio, a tramonto passato da un pezzo: c’era una temeraria del footing che macinava metri su un marciapiede a passo spedito, mentre sulla carreggiata si accalcavano macchine, camion e autobus in coda.
I lettori di 02blog sono amanti dell’allenamento aerobico fai da te? Dove andate a correre di solito? Quali sono i parchi migliori, quelli con le fontanelle nei punti strategici, il terreno migliore per le caviglie, i dislivelli più adatti per allenarsi a vincere la Stramilano?
A Milano, in zona Lodi-Corvetto, c’è una palestra di boxe che aiuta alcuni giovani, provenienti da realtà difficili, con storie di emarginazione sociale, a uscire dal loro isolamento. Da sempre sono considerati sport per bad boys, per ragazzi di strada, per gente violenta, ma la loro utilità sociale spesso viene sottovalutata. La Ursus nasce nel 1963, e la sua storia e le sue caratteristiche sono raccontate in questo bel video di Michela Di Mario. E’ una palestra “vecchio stile”, muri scrostati, mattoni a vista, foto e trofei ovunque. All’inizio incentrata sulla boxe, con il tempo si è aperta all’insegnamento di tutti gli sport da ring come la thai boxe, la kick boxing, il k1 style. Ma, per alcuni dei ragazzi che la frequentano, la Ursus è molto di più di una semplice palestra: rappresenta un’alternativa.
Giovani provenienti da quartieri di periferia, che faticano a trovare un posto nella società, sul ring trovano il loro equilibrio imparando a rispettare delle regole, che negli sport da ring sono tantissime, dentro e fuori la palestra. Bisogna allenarsi tutti i giorni, alzarsi presto per andare a correre, seguire una dieta precisa per rimanere dentro la categoria di peso. Rispettare il maestro, che diventa una giuda, i compagni, gli avversari. Alla Ursus si può vedere un ragazzo rom che gioca con un poliziotto a fare la boxe: è la magia del ring che abbatte qualsiasi barriera sociale.

Non ci sono intossicati né feriti, ma c’è l’ombra della ‘ndrangheta nell’incendio di sabato al centro sportivo Iseo, ad Affori. La gestione del palazzetto era recentemente passata a Milanosport, società controllata dal Comune di Milano, dopo che il prefetto aveva revocato la precedente concessione a causa di infiltrazioni mafiose nella società che gestiva l’impianto. L’Iseo era infatti finito nell’inchiesta del procuratore Ilda Boccassini sulla presenza della ‘ndrangheta a Milano nei locali vip. “Il Comune di Milano - senza averne consapevolezza - finanzia il gruppo Flachi e ne sostiene le iniziative economiche”, aveva scritto il gip nell’ordinanza di custodia cautelare per 35 persone.
Sabato, quando le fiamme hanno cominciato a divorare i muri del palazzetto, tutti hanno avuto subito un brutto presentimento. E quando si è scoperto che la natura dell’incendio era dolosa, i sospetti si sono aggravati. Al punto che lo stesso sindaco Giuliano Pisapia è intervenuto sula vicenda: ”Un pessimo segnale che mi preoccupa e che deve preoccupare tutti - ha detto Pisapia - Il fatto che in pieno giorno sia accaduto un episodio così grave non può che far riflettere sulla necessità di tenere altissimo il livello di attenzione su tutto ciò che può riguardare la presenza criminale a Milano. Su questo fronte l’impegno della mia amministrazione è assoluto, un impegno che, sono certo, è condiviso da tutta la città e da tutte le altre istituzioni”.
Foto | Gabriele Luigi Abbiati