
Non ci sono intossicati né feriti, ma c’è l’ombra della ‘ndrangheta nell’incendio di sabato al centro sportivo Iseo, ad Affori. La gestione del palazzetto era recentemente passata a Milanosport, società controllata dal Comune di Milano, dopo che il prefetto aveva revocato la precedente concessione a causa di infiltrazioni mafiose nella società che gestiva l’impianto. L’Iseo era infatti finito nell’inchiesta del procuratore Ilda Boccassini sulla presenza della ‘ndrangheta a Milano nei locali vip. “Il Comune di Milano - senza averne consapevolezza - finanzia il gruppo Flachi e ne sostiene le iniziative economiche”, aveva scritto il gip nell’ordinanza di custodia cautelare per 35 persone.
Sabato, quando le fiamme hanno cominciato a divorare i muri del palazzetto, tutti hanno avuto subito un brutto presentimento. E quando si è scoperto che la natura dell’incendio era dolosa, i sospetti si sono aggravati. Al punto che lo stesso sindaco Giuliano Pisapia è intervenuto sula vicenda: ”Un pessimo segnale che mi preoccupa e che deve preoccupare tutti - ha detto Pisapia - Il fatto che in pieno giorno sia accaduto un episodio così grave non può che far riflettere sulla necessità di tenere altissimo il livello di attenzione su tutto ciò che può riguardare la presenza criminale a Milano. Su questo fronte l’impegno della mia amministrazione è assoluto, un impegno che, sono certo, è condiviso da tutta la città e da tutte le altre istituzioni”.
Foto | Gabriele Luigi Abbiati

Ho sempre amato vedere le partite di rugby (pur soffrendo in questi anni per i limiti della nostra nazionale!); mi dispiace essere stato bambino negli anni Ottanta quando imperativo per tutti era il gioco del calcio (più raramente la pallacanestro, almeno dalle mie parti). A ogni modo tanto ha fatto la squadra azzurra che il movimento rugbistico ha preso forza, anche a Milano.
La nostra città ha una tradizione importante in questa disciplina – possiamo contare diverse squadre, alcune le trovate cliccando qui, l’Amatori ha anche una squadra femminile – e da quest’anno il CUS Milano Rugby ha anche un nuovo campo: in via Natta 11 presso il Centro Scolastico Quartiere Gallaratese (Linea 1, Lampugnano). L’iniziativa del Centro Universitario Sportivo si inquadra nel progetto “portiamo il rugby nei quartieri”.
Il rugby per le sue particolare caratteristiche induce i bambini alla condivisione delle risorse e degli obiettivi e all’assunzione di responsabilità verso se stessi e verso gli altri, oltre a essere uno sport completo. Per informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del CUS Milano Rugby scrivendo a sansiro@cusmilanorugby.it. Dopo il salto la locandina delle attività autunnali della società.
Continua a leggere: Nuovo campo per il CUS Milano Rugby, cresce il movimento in città
L’idea della giunta Pisapia di privatizzare Milanosport, la società controllata al 100% dal Comune che gestisce 27 impianti sportivi in città, sembra diventare di giorno in giorno sempre più concreta. All’inizio furono indiscrezioni uscite sui giornali, dove voci vicine alla giunta definivano la società un “carrozzone” e ne auspicavano lo smantellamento. Poi il braccio di ferro - sempre più duro - tra l’assessore allo sport Chiara Bisconti e i vertici dell’azienda. Nel momento delle iscrizioni per bambini e ragazzi (primo settembre), le code e il caos agli sportelli furono all’origine di un botta e risposta piccato tra Palazzo Marino e Milanosport.
Ieri l’annuncio delle dimissioni da parte del presidente Mirko Paletti. Dimissioni accettate e anche di buon grado. Il nodo formale dello scontro si è giocato tutto sul ruolo della controllata. Da una parte la giunta Pisapia, che ritiene Milanosport un baraccone con perdite intorno agli 8 milioni di euro all’anno e considerata una spesa non sostenibili, di questi tempi di tagli, aumenti dei biglietti e buchi di bilancio. Dall’altra Paletti che rivendica come i conti in rosso della società non siano il segnale di una perdita ma di una spesa sociale, impiegata per promuovere lo sport, prima missione della società (da statuto).
La parola fine sul mandato di Paletti apre quindi una nuova fase per la società. Su due strade sembra indeciso il Comune: lo smantellamento di Milanosport e il passaggio in gestione degli impianti ai privati o la privatizzazione. Non si può non osservare che, in entrambi i casi ci sarebbe comunque un primo effetto: l’aumento delle tariffe che smetterebbero di essere sociali (4 euro per le piscine è tra i prezzi più bassi d’Italia) e diventerebbero di mercato.
Foto | Flickr

Le idee non mancano a Boeri. La sua pagina su Facebook è piena di proposte per ravvivare la cultura a Milano. L’ultima che avevo intravisto era quella di portare la Notte della Taranta di Melpignano, Lecce, a Milano. Un’idea. L’ultima, letta sul Corriere, riguarda il gioco del pallone, un tempo lo sport più praticato nelle strade italiane, ora non più, almeno a Milano (mi risulta che al sud il calcio da strda sia ancora molto diffuso tra i giovanissimi).
Insomma Boeri sogna una Milano che non c’è più, dove i ragazzi giocano per le strade e si appropriano degli spazi urbani grazie ad un pallone e poco più. Certo vedere bambini che giocano per strada è un’immagine romantica e rassicurante: significa che la città è vissuta. La realtà è invece un’altra: i ragazzi non giocano più neanche nei cortili. Incurante del cambiamento, nostalgico e sognatore, Stefano Boeri, ha lanciato la proposta in rete: un torneo che apra gli spazi pubblici e che potrebbe disputarsi il 6 maggio 2012:
vedere giocare a calcio è un modo straordinario per capire se un luogo è veramente pubblico, cioè aperto a qualsiasi uso e dunque imprevedibile. Vorrei organizzare con Francesco Carofiglio un grande torneo di calcio di strada nei sagrati, nelle piazze, negli slarghi, nei giardini di Milano. Come una volta. Le porte sono zaini, maglioni, sassi, bottiglie e magari qualche riga di gesso. Bim bum bam e si fanno le squadre. Palla di plastica che a volte vola tra le macchine. Milano libera il calcio, il calcio libera Milano
Foto by Jessie.Millian, Flickr

Non solo San Siro sta cambiando dentro (deve farlo se vuole ospitare la finale di Champions nel 2014) ma sembra proprio che pure fuori lo stadio subirà delle modifiche intese a valorizzare il suo uso extra-calcistico. Immaginate addirittura nel prossimo futuro una passerella pedonale da una delle tribune all’ippodromo (!). Come leggiamo sul “Corriere” nel pezzo di lunedì di Gianni Santucci:
“[…] Inter e Milan prenderebbero in affitto le strutture del ‘trotto’ per assicurare nuovi servizi (negozi, ristoranti, eventi) ai tifosi/clienti e la Trenno [la società che gestisce l’ippodromo, ndr] vedrebbe un nuovo flusso di pubblico all’interno dei propri impianti”.
Chissà se la collaborazione tra cavalli e calciatori farà nascere come ci si auspica una Cittadella dello Sport, intanto per chiunque fosse interessato segnalo la Notte Bianca di San Siro il 2 settembre: durante la serata si terrà la Stadio Street Players, 12 muri per ogni ingresso dell’impianto saranno affidati a 48 writer delle 12 migliori crew di Milano; le pareti resteranno dipinte fino al 2015, iniziativa promossa da www.stradedarts.it (info: “Il Giorno”).
Foto | Simonetta Viterbi by Flickr

In attesa del nuovo stadio dell’Inter (trovate qui il post che via abbiamo dedicato, ne parliamo anche di seguito) il “vecchio” San Siro prende lezioni di… inglese. O meglio come scritto da Ilaria Carra e Massimo Pisa su “Repubblica” di quattro giorni fa il Meazza da settembre assomiglierà a impianti come l’Old Trafford (nella foto) dove gioca il Manchester. Fossato tra le tribune e il campo riempito e ricoperto di “erba sintetica di ultima generazione”. Nel frattempo i tifosi interisti si interrogano:
“Ci sono accordi con il consorzio per la gestione di San Siro che rallentano i progetti? Riusciremo a presentare il nuovo stadio, fiore all’occhiello dell’Essere Nerazzurri per l’Expo che si terrà a Milano nel 2015? Il progetto è pronto o si stanno ancora valutando altre possibilità? L’attenzione al FFP e la cura dei conti societari sono in previsione di un forte investimento per la costruzione dello stadio?”.
Così i supporter che scrivono su perlinter.blogspot.com. Intanto di stadi probabilmente Milano ne avrà uno solo nel 2014 e allora ecco spiegati i lavori a San Siro “necessari per la candidatura a ospitare la finale di Champions League nel 2014“. Oltre al piano di gioco stile inglese sarà risanato il soffitto del primo anello e ancora si procederà “con il nuovo San Siro store, il museo, i servizi igienici, i ristoranti e gli uffici dell’Inter”. Tocchi di campana funebre per il nuovo stadio? Intanto il lifting al Meazza si farà.
Foto | Sean MacEntee by Flickr

Scordatevi la Stazione Centrale di una volta solo “partenze e arrivi”. C’è dell’altro, lo shopping certo, con i nuovi spazi di prossima apertura. Ma ci sono e ci saranno in futuro tanti eventi ad animare la stazione. Giusto tutta la settimana prossima, quando l’atrio coperto della stazione ospiterà “Centrale sport week” (qui l’evento su Facebook): la manifestazione che porta a Milano decine di esibizioni coreografiche di diverse discipline sportive. Una grande arena dedicata allo sport e all’intrattenimento.
In scena le acrobazie dei cestisti del Basket Free Style Show, gli spettacoli di Calcio Free Style Show, e le esibizioni del Krav Maga, metodo di difesa personale israeliano. E ancora, sabato e domenica dalle 15 alle 20, un torneo di kickboxing, con centinaia di atleti da tutta Italia. Così Fabio Battaggia, amministratore delegato di Grandi Stazioni:
Vogliamo che la stazione Centrale, dopo il suo restyling, diventi un salotto cittadino e non solo un punto di arrivo e partenza per i viaggiatori
Dopo il salto il programma della manifestazione Centrale Sport Week.
E’ un caso che torniamo a parlare dell’Idroscalo dopo la gallery alla sua spiaggia. Questa volta per parlarvi dell’edizione iridata numero nove del Campionato del Mondo di Wakeboard, per la prima volta in Italia.
Occasione unica per i numerosi appassionati di seguire dal vivo i grandi campioni della “tavola larga”. Per ulteriori info sulla gara vi rimandiamo al dettagliato post su Outdoorblog.
A tal proposito ricordiamo che all’Idroscalo (giuro che non ci hanno pagato) esiste ormai da anni un impianto per praticare il wakeboard: si chiama Cablemilano , struttura che sorreggge, a 10 metri dalla superfice dell’acqua, un cavo d’acciaio, con il quale è possibile praticare lo sci nautico, il wakeboard, il wakeskate e il “kitesurf” (a seconda della tavola usata) lungo un circuito di 800 metri. L’avete provato?
Carina questa iniziativa. Più che altro incuriosisce la location: il naviglio Grande. La “Naviglio Wake Night”, che oggi dalle 18.30, riunisce i migliori atleti della Nazionale Italiana di wakeboard che “si esibiranno in straordinari tricks sui kickers allestiti nel Naviglio”, zona vicolo dei Lavandai.
Dopo navigaMi il Naviglio torna ad essere usato in maniera alquanto inusuale. Un appuntamento che anticipa il World Wakeboard Championship, in programma all’Idroscalo di Milano dal 12 al 17 luglio (ne parliamo su Outdoorblog).
La kermesse acrobatica si apre con un aperitivo a partire dalle 18.30. D’impatto anche lo spettacolo di burlesque, dalle 19:30 alle 20:00, “con VIP direttamente dallo show televisivo Chiambretti Night”. Alle 21:00 al via le esibizioni che il pubblico potrà votare.

Si avvia a conclusione la 25esima rievocazione di una gara motociclistica legata alla nostra città: la Milano-Taranto (quest’anno si tiene tra il 3 e il 9 luglio, ecco il sito www.milanotaranto.it). Potete vedere una gallery delle motociclette d’epoca che hanno partecipato alla scorsa edizione su motoblog. La prima gara storica fu nel 1937, partenza da Rogoredo; i motociclisti dovevano completarla in una notte! Nella foto sopra la linea di partenza del 1954.
La manifestazione è aperta a tutti, non è agonistica – anche se è prevista una classifica – e si suddivide in sei tratti, è infatti una corsa a tappe. Il tracciato attuale segue fedelmente, per quanto possibile, il percorso storico della Milano-Taranto (1900 km). La partenza milanese si svolge all’Idroscalo e la rievocazione è organizzata dal perugino Moto Club Veteran “San Martino”. Dopo il salto potete vedere la mappa del percorso classico.
Il raid dalla Madonnina fino in Puglia, che dal 1987 viene portata a nuova vita da numerosi appassionati, è solo un esempio delle tante competizioni motoristiche che partivano da Milano nella prima metà del XX secolo, pensiamo alla Milano-Caserta o alla Milano-Napoli (sempre in moto) oppure alla Milano-Sanremo (automobilistica). Ma voi? Il vostro personale raid per le vacanze dove vi porterà quest’anno? Scrivetecelo nei commenti.
Foto e mappa | www.milanotaranto.it
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