
Meno di un mese fa avevamo annunciato la sua chiusura a causa di contenziosi con il vicinato per schiamazzi notturni e parcheggi selvaggi. Numerosi i commenti che esprimevano rammarico per la chiusura della struttura che coagulava un buon numero di pischelli della zona Bovisa (oltre che appassionati di skate). Ora il lieto annuncio: il Trinity riapre il 7 settembre.
Forse la raccolta firme ha dato i suoi frutti, o forse l’amministrazione non ha potuto ignorare il coro di protesta dei numerosi utenti di Facebook (più di 1800) che hanno deciso di difendere (pur con un semplice click) la struttura aperta dal 2007 diventato un punto di riferimento della Bovisa. Nessun rinvio dunque per il campionato nazionale di skate ad ottobre. Questi i nuovi orari: Martedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì dalle 17:00 alle 24:00. Sabato e Domenica dalle 10:00 del mattino alle 24:00

Non siamo ai livelli di Firenze e Roma, ma non siamo messi neanche così male. Secondo uno studio dello Iulm il turismo in città è in costante crescita. La percentuale di stranieri che, a seguito di una esperienza positiva, hanno manifestato la volontà di tornare e di consigliare Milano come meta turistica: dal 64,4% del 2007 si è passati al 86,9% di oggi. Tra giugno e luglio la percentuale più consistente delle presenze turistiche è sempre quella straniera (54,1%), caratterizzata da una grande varietà di nazionalità (oltre 200). Sembrerebbe migliorare il gradimento dei turisti che scelgono Milano per qualche giorno. Mi sono chiesto i motivi.
La card prepagata, il portale sul turismo (con traduzione in inglese e cinese) e le mostre comunali importanti. In passato abbiamo visto carovane di giapponesi (ora potrebbero essere i Russi) scendere dai pullman, assaltare i negozi di griffe del centro, e andarsene contenti. Ora è indubbio che il Turismo in città si evolve e viene finalmente percepita per quello che offre. In un post di giorni fa visitavo la Gam, Galleria d’arte moderna.
Un’attrazione di tal bellezza dovrebbe essere piena di turisti. Invece era semivuota. Mi sono chiesto perchè…
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Se ricordate giusto due mesi fa pubblicavamo un post (lo trovate qui) riguardo a come si fosse aperto uno spiraglio “politico” affinché i credenti di religioni diverse da quella cristiana potessero avere un luogo di culto ufficiale in città. Su “Repubblica” di oggi che fa il punto intorno ad anni di parole intorno alla famigerata (e futura?) moschea di Milano un lettore commenta:
“Questi signori hanno tre moschee, due a Milano (se vogliamo definirle pseudo-moschee ci può anche stare) in Via Meda e Via Padova e una vera e propria a Segrate (con tanto di minareto). Domanda: quante altre ne vogliono?”.
In occasione dell’inizio del Ramadan in questi giorni ritorna infatti la polemica tra l’amministrazione comunale meneghina e i rappresentanti della comunità islamica locale. Il Comune afferma che tra il centro di viale Jenner, il Palasharp e il teatro Ciak i fedeli musulmani hanno i loro spazi per pregare, gli islamici rispondono che non si tratta di veri e propri luoghi di culto come vorrebbero.
Continua a leggere: Milano e la sua moschea, con il Ramadan tornano le polemiche

Tempo fa volevo sapere quali fossero i collegamenti wi-fi gratuiti a Milano (dopo che la promessa dell’Internet gratis per tutti è naufragata definitivamente). In mio aiuto è arrivato hotspot, “il più completo motore di ricerca per hotspots Wi-Fi in Italia”. Un utilissimo motore di ricerca che filtra anche quelle free.
A Milano se ne contano 580 in totale. C’è di tutto: Hotel, circoli, camere di commercio, etc. Filtrando la ricerca con “luoghi/edifici pubblici” ne segnala solo 2, di cui uno sbagliato, l’atro ubicato in via Mauro Macchi 67. Rimane il dubbio. Facendo una ricerca selezionando la categoria “altro”, vengono fuori cose interessanti tipo una free Wireless in via Rembrandt 2 con tanto di numero di telefono.
Tempo fa la Moratti ci ha fatto un sopraluogo. Ora la stazione di piazza Bottini, meglio nota come stazione Lambrate è quasi completata. L’opera doveva essere completata a fine 2009. Un investimento di sette milioni di euro per il sottopasso pedonale che collega la stazione ferroviaria di Lambrate con quella della metropolitana M2, oltre che la superficie della piazza e l’area d’interscambio del trasporto pubblico. Passandoci ho fatto qualche scatto. Manca poco. La viabilità della piazza è stata quasi ripristinata ma cambieranno gli accessi, limitando il passaggio dei mezzi privati.
Oggi si svolge lo sciopero della Stampa contro la Legge Bavaglio, un disegno di legge che limita la libertà di fare informazione e di informarsi - proprio in un paese come il nostro, dove le persone già si informano poco e male, prevalentemente in tv.
E’ importante che tutti i seicentomila nostri lettori sappiano cosa sta succedendo: ad esempio vedete cosa dice la stampa estera più autorevole di questa nuova legge, per cercare di capirne qualcosa di più. Qui a Blogo ci occupiamo di queste cose su Polisblog, fateci un giretto ogni tanto per sentire che aria tira oggi in Italia.
La legge bavaglio interessa direttamente anche noi blogger, che ci sollazziamo di notizie leggere e argomenti di nicchia, lontani dall’opinione pubblica: la legge stringe la morsa contro la libertà di espressione anche sul web: estende a chiunque misure tipiche del mondo giornalistico, e lo fa in maniera del tutto arbitraria. Purtroppo si va verso una Rete meno libera di fare conversazione, sarà più facile colpire chi gestisce un sito per cercare di zittirlo. Ci perdiamo tutti, sia come cittadini sia come lettori appassionati di buona informazione digitale.
Forse non tutti sanno che i nomi delle vie erano quelli della Milano dell’epoca, con l’eccezione di Vicolo Corto e Vicolo Stretto. Tutte le strade del “fu” Monopoli sono tratte dalla capitale lombarda, città in cui risiedeva (in via dei Giardini) Emilio Ceretti, l’editore italiano del gioco nato nel 1935 ed edito negli Stati Uniti da Parker Brothers.
Ora attenti, perché succede l’irreparabile: da una versione unicamente milanese, il nuovo Monopoly edizione italiana vuole includere tutto lo stivale e per far ciò chiede agli internauti di votare quali città immortalare nel percorso. Fino al 28 luglio, tempo di chiusura delle votazioni. Città minori come Chieti (166400 voti), Reggio Calabria e Catanzaro hanno punte dal 10% al 16%. Milano non compare neanche nella top 22; attualmente vedo 2288 voti (lo .022%).
Ci vuole un colpo di coda, una cordata campanilista, per fare balzare Milano ai primi posti, scalzando “cittadine” come Bari o Catanzaro. Ecco che in soccorso di quello che si prefigura come un vero e proprio esproprio si mobilita la politica con una mozione urgente da parte del consigliere che avete sentito sopra grazie a C6 TV. Insomma: o i milanesi sono distratti - forse perché lavorano troppo - oppure “nun gliene po’ fregà de meno”. Secondo voi quale delle due?

Siamo quelli che spendiamo di più, dunque, parrebbe, quelli più ricchi. Lo dice L’Istat: nel 2009, la Lombardia e’ la regione con la spesa media mensile piu’ elevata (2.918 euro), seguita da Veneto (2.857) ed Emilia Romagna (2.799). Fanalino di coda la Sicilia con una spesa media mensile (1.721), di oltre mille euro inferiore a quella delle regioni con la spesa piu’ elevata.
Mi sento meglio. Anche Formigoni lo dice spesso, la Lombardia è il motore economico dell’Italia. Comunque a parte questa piccola vittoria campanilista c’è poco da stare allegri visto che la spesa media si è ridotta del -1,7%. Ancora: il 63% ha sacrificato la quantità dei prodotti alimentari, il 15% anche la qualità. In calo anche servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni, mentre aumentano le uscite per combustibili ed energia.
Su Soldiblog qualcuno titolerebbe: Milano è il carro dell’Italia. Per confutare i dati dell’Istat un piccolo sondaggio tra i lettori di 02blog. In cosa avete contratto la vostra spesa? Su quali bene avete risparmiato maggiormente? Ditecelo sotto. Per il resto ci sono i commenti.
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A leggere il titolo di un articolo redazionale de “il Giornale” stamattina (lo trovate cliccando qui) e fermandosi solo a quello sembrerebbe che i pendolari per Milano rappresentino un costo enorme: ben 400 milioni di euro all’anno. Questo dato corrisponde all’onere delle popolazioni non residenti, ovvero il 16,1% del bilancio relativo al 2005 del Comune meneghino. A chi dobbiamo il calcolo? Al CRIET, il Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio. La ricerca in realtà nella sintesi che ne fa il quotidiano suggerisce come siamo ancora lontani dal capire come “funziona” una città del XXI secolo, servono più dati.
Poco più di 650mila persone secondo rilevamenti di otto anni fa infatti entrano ed escono da Milano ogni giorno per lavoro, studio o interessi personali; magari tra questi ci siete anche voi. Il flusso generato dai pendolari brucia, espresso in euro, quasi mezzo miliardo all’anno… Ma voi, vi ci vedete sotto alla colonnina dei “costi” della città che dal lunedì al venerdì vi reclama? Oppure sentite di dare a Milano più di quanto essa vi dà? In che modo potremmo quantificare i ricavi che ognuno di noi fa comparire nei bilanci comunali? Scriveteci la vostra nei commenti e rispondete al nostro sondaggio (si chiude alle 12:30 di domani).
Foto | John Seb Barber by Flickr

Ripreso da “la Repubblica” di stamattina un sondaggio del quotidiano “La provincia di Como” sta prendendo visibilità sulla Rete anche al di fuori dell’area lariana. Il giornale ha chiesto ai suoi lettori: Volete che Como sia annessa alla Svizzera?, ebbene la stragrande maggioranza dei mille votanti per ora ha risposto sì.
Tutto nasce dall’idea di Grande Svizzera del deputato elvetico Dominique Baettig che vorrebbe annettere sotto la bandiera della Confederazione la Valle d’Aosta, Bolzano, Varese e Como solo per citare i territori italiani presi in considerazione (qui potete leggere l’elenco completo). La mozione è stata presentata al governo svizzero – e rimarrà una sparata senza conseguenze immaginiamo – ma già i ticinesi storcono il naso.
Mettiamo per assurdo che questa iniziativa vada avanti. La conseguenza più immediata sarebbe rendere immediatamente confinante la provincia di Milano con la Svizzera con la dogana non più a Chiasso ma a Caronno Pertusella e Rovello Porro, se prendiamo in considerazione rispettivamente Varese e Como. Vi cambierebbe la vita confinare con la Svizzera? Cosa provereste a “perdere” un pezzo d’Italia a noi così vicino? Scrivetecelo nei commenti!
Foto | malias / Gideon by Flickr