Antonio e Milano come punto di partenza per lunghi viaggi

Piazza Mercanti MilanoE' difficile descrivere Antonio (mondriankilroy), trovare una categoria dove racchiuderlo: studente, webmaster, fotografo.

Più che altro Antonio è un viaggiatore, un osservatore, un appassionato. Gli chiedo, come è nata la sua passione per la fotografia.

Erano i giorni di carnevale, Milano era estremamente colorata e piena di bambini, così le mie prime foto sono in piazza Duomo mentre i bimbi festeggiano allegri, e alla Loggia dei Mercanti, dove liceali sfaccendati si attardano sui gradini ciarlando delle cose più varie. I rullini sono in bianco e nero, e le foto che vedo, mi piacciono.

Quanti spunti puoi trovare in una città come Milano?
Dopo il primo rullino ho trovato un gruppo di amici con i quali condividere questa passione, passo intere giornate da solo in giro per la Città a fotografare angoli e persone, totalizzando in fretta circa 4000 fotogrammi. Come vuole la regola empirica, le 300 foto meno peggio che ne escono fuori diventano oggetto di un mio studio approfondito: dove ho sbagliato? Come migliorare? In questo senso la compagnia di questi amici diventa preziosissima: on-line e off-line ci scambiamo le opinioni e i pareri più cattivi e disgraziati, senza peli sulla lingua: che è poi l'unico modo di imparare, avere un pubblico e cercare di soddisfarlo, se è vero che la fotografia è un arte e l'arte è linguaggio.

Il futuro cosa nasconde?
Sono passato da poco al digitale e non ci capisco più niente. Devo prendere decisamente la mano con questo nuovo strumento, e presto. Il tempo però è meno, e quello che c'è lo sfrutto viaggiando, con sempre uno strumento fotografico (telefonino o macchina fotografica che sia). Ho in mente da tempo un progetto con la Polaroid e un moblog personale, che però stentano a decollare per mancanza di idee, forse perché sto seguendo altri progetti (www.etz.it, una comunità virtuale che ha in archivio circa 30mila immagini totali che deve a lui i natali N.d.R.), forse perché sto finendo l'università o forse perché passo troppo tempo a fotografare.

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