Inter-Valencia a S. Siro: questione di tornelli

Mercoledì 21 febbraio a San Siro si terrà l'incontro tra Inter e Valencia e, in seguito alle nuove normative, potranno avere accesso solo i possessori di abbonamento. Questa in realtà è una deroga, in quanto l'impianto non segue le norme varate dal precedente governo (e mai messe in pratica) per prevenire la violenza negli stadi. E' necessario porre in sicurezza San Siro ma si garantisce l'ingresso ai tifosi più affezionati che, in quanto abbonati, hanno lasciato alla società i propri nominativi e quindi sarebbero sempre rintracciabili.

Questa norma è stata varata appunto per prevenire le mosse delle frange più calde del tifo ma da sempre ogni ultras è tesserato, quindi le società conoscono nomi e cognomi di chi possiede una tessera; dunque, cosa cambia da prima? Nulla, perchè quelli del tifo organizzato entravano prima ed entrano anche ora. Oltre a ciò, sempre per prevenire manifestazioni violente, si è deciso per la definitiva installazione dei tornelli all'ingresso dello stadio, cercando così di organizzare meglio le perquisizioni (in passato mai accuratissime, c'è da dire) ed evitare che chi non abbia il biglietto possa entrare.

La questione centrale non è sulla presunta utilità dei tornelli, dato che comunque gli scontri avvengono ormai quasi esclusivamente fuori dallo stadio, ma sulla loro messa in funzione. Dalle foto si nota che questi non sono attivi e a coronamento di ciò vi è un'intervista al giornalista del Guardian, del Financial Times e della BBC Kevin Buckley concessa a Radio Centro Suono Sport; il giornalista britannico dice testualmente “ anche sulle misure si vive di deroghe. San Siro non è in regola, è una truffa. Io ero lì e i tornelli installati non sono stati usati, soltanto uno. E solo quello inquadravano, per tutti gli altri erano proibite le riprese tv, poi abbiamo capito perché.” Insomma, parole mica da poco, come si legge sul sito AS Roma Ultras. Per chi non fosse ancora convinto basta dare un occhio alle foto, che fugano qualsiasi dubbio a riguardo.


Si vive di deroghe, si chiude il calcio per una domenica per poi riprenderlo subito, si sospendono le partite in notturna per poi rimetterle il prima possibile in calendario. Probabilmente gli affari dietro al calcio rischiavano di andare male. Si installano i tornelli per poi non usarli, si consente l’accesso agli impianti non in regola ai solo abbonati ben sapendo che le frange di tifosi che le istituzioni combattono entrano comunque. Se si vuole cambiare qualcosa, di certo il modo per farlo non è questo. Per dare una sterzata vera, le istituzioni e le società dovrebbero fare ben altro; non saranno certo queste norme, questi decreti a cancellare il movimento ultras e la violenza nello sport.

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