Maggioranza ed opposizione sono d’accordo: bisogna superare le ineguatezze e arretratezze del piano regolatore, liberalizzare le costruzioni a Milano con un sistema autoregolamentato dal mercato immobiliare.
Scomparirà presto, secondo l’idea dell’assessore Masseroli la vecchia «destinazione di uso» che vincolava le aree urbane alla programmazione del territorio e farà il suo ingresso la «Borsa dei diritti degli edificatori».
In sostanza, da quello che si riesce ad intuire leggendo lo scheletro del “nuovo piano”, che non è ancora approdata in consiglio comunale, l’idea è quella di cancellare qualsiasi genere di programmazione a lungo termine e decidere di volta in volta sulla base «dei diritti di tutti i privati, nel rispetto delle indicazioni del pubblico».
In questo modo, anche chi ha comprato in questi anni di piano regolatore un terreno non edificabile (ad esempio in un parco), potrà “concretizzare” l’acquisto rivendendo “i diritti di costruzione” ad altri costruttori.
Attendiamo dettagli maggiori su questa “rivoluzione” del mattone milanese, sperando che non sia l’ennesima occasione per togliere il poco verde che rimane a Milano in favore del mercato che non conosce crisi, quello immobiliare.
L’immagine è di Aleusa Nitram
Gattopazzo
20 mar 2007 - 12:57 - #1Mi sembra un’ulteriore liberalizzazione di un mondo che gode già di libertà forse troppo ampie…
Nicola Ottomano
20 mar 2007 - 13:27 - #2Tutti possiamo fare qualcosa per migliorare Milano. Ci sono molti gruppi ed associazioni.
Io faccio parte del gruppo milanese di Beppe Grillo:
http://beppegrillo.meetup.com/1/
Però vi sono tanti altri gruppi come i “Cittadini Propositivi”, i comitati di zona (come il “Comitato Canaletto/Guardi” contro i Box).
Se tutti facciamo sentire la nostra voce con le istituzioni, queste saranno costrette ad ascoltarci. Se nvece stiamo zitti e passivi, non possiamo poi lamentarci “che tutto va male”.
luca
20 mar 2007 - 13:36 - #3questo piano, se gestito bene e non nell’esclusivo interesse dei gruppi immobiliari, puo’ anche essere una cosa intelligente.
Trovo che il concetto di piano regolatore, cosi’ com’e’ disciplinato oggi, e’ uno strumento un po’ antiquato, adatto al periodo del dopoguerra in cui c’era un’Italia da ricostruire.
Oggi le esigenze sono sicuramente diverse in un mondo che si evolve rapidamente.
lol
20 mar 2007 - 14:55 - #4una bella scusa per cementificare ancora
eppoi poveri costruttori edili
già sono penalizzati perchè ora non possono più usare personale in nero
mica vorrete togliergli anche la possibilità di edificare dove come e quando vogliono?!?!?!
Ligresti
20 mar 2007 - 17:07 - #5un ottima notizia
Felice
20 mar 2007 - 18:09 - #6La conferma di quanto ho scritto fino ad ora:
E’ ormai condivisa e diffusa una visione di terreno come bene monetizzabile e quindi soggetto a sfruttamento finanziaro, Negli ultimi 5-10 anni concetti come tutela del paesaggio e biodiversità sono andati gradualmente a svanire nelle coscienze dei cittadini.
Le amministrazioni comunali di fronte a questo fisiologico cambio di mentalità si sono progressivamente adeguate e hanno saputo riconoscere, con una maestria devo dire invidiabile, le possibilità economiche indotte dall’equazione “terra=denaro contante”.
Ormai non si contano più le modifiche ai piani regolatori, le concessioni edilizie scellerate le maxi-cementificazioni frutto di una mentalità di fare “business” scellerata e assassina del nostro futuro.
E poco contano le proteste di qualche cittadino che vistosi circondare da un minaccioso fortino di cemento reagisce ricordando ai nostri primi cittadini che una volta (solamente 10 anni fa) nel suo comune si poteva anche passeggiare in un campo fiorito e non su di un marciapiede dell’ennesimo centro commerciale.
L’amministrazione, che stupida non è, solitamente ha in serbo una risposta efficace quanto inaspettata: alla scellerata cementificazione risponde dicendo che ha in serbo la creazione di aree verdi, di parchi e di percorsi ciclopedonabili.
A volte andando oltre l’azzardo si preannuncia l’istituzione di un parco agricolo sovracomunale ma nella totalità dei casi la creazione di queste aree verdi slitta ovviamente, in una ipotetica lista di priorità, all’ultimo posto.
Anche le poche aree verdi presenti sul territorio sono ormai relegate a riserve indiane continuamente assediate dai nuovi cowboys: i costruttori edili.
Le foreste presenti sul territorio lombardo si stanno progressivamente popolando di nuova fauna consistente nella presenza più o meno radicata sul territorio di villette e case a schiera.
Per parafrase un antico modo di dire: oltre al danno anche la beffa. I pochi parchi naturali presenti sul territorio lombardo soffrono di una carenza legislativa ormai cronica. Con la destabilizzazione nel 1998 della legge regionale di regolamentazione del sistema parchi della regione Lombardia molte aree che prima risultavano protette ora sono in balia di una sorta di limbo istituzionale. Intere foreste rimaste intatte nel corso dei decenni e unico vero rifugio di biodiversità, risultano continuamente minacciate da una classe politica che non riconosce nelll’ambiente una possibile fonte di benessere e di valore aggiunto.
Lo sviluppo economico senza regola solitamente autorizza le amministrazioni comunali a concedere senza pensarci più di tanto la costruzione di maxi centri commerciali. Centri commerciali che fruttano tantissimo nelle casse pubbliche ma quasi nulla a quelle del privato cittadino.
Sembra quindi che i nostri illuminati amministratori ci vedano esclusivamente come consumatori , come grassi e gonfi sacchi di monete pronti per essere svuotati da negozi, multisala e quant’altro. Un campo, un parco e un bosco non potendo fornire un immediato profitto economico vengono visti da questi nuovi cowboys come minacce, come risorse inutilizzate da assediare e cementificare quanto prima.
Insomma uno schifo! e la notizia riportata sopra lo conferma! Ma in fondo credo che sia giusto così, ce lo meritiamo di essere soffocati dal cemento che viene spalmato a grandi mani da questi mostri edilizi. Per anni abbiamo dormito di un menefreghismo vergognoso, quindi ora mia schifosa Lombardia paga e stai zitta!
ventitre
21 mar 2007 - 02:47 - #7avete ragione a preoccuparvi per ligresti e compari, potrebbero cementificare ancora, sebben già ora riescono a farlo senza grossi problemi.
Ma è anche vero che il piano regolatore com’è ora è uno strumento lentissimo che non sta dietro ai cambiamenti che la società impone agli edifici…guardate il caso dei sottotetti…oppure pensate alle migliaia di metri cubi di uffici dismessi che non possono esser agilmente riconvertiti per le destinazioni d’uso…il successo americano dei loft è stato reso possibile da una regolamentazione aperta che qualificava gli spazi per consumo energetico e non per astratte e lente categorizzazioni.
bisogna puntare ad un controllo efficace ma non ad un ingabbiamento precoce.
quanto a cementificazioni e parchi la scala d’interesse è maggiore che urbana, e l’appetibilità di milano ai mercati esteri è in calo proprio per questi motivi, per cui dubito che continueranno a lasciar costruire, almeno in città, per il solo gusto di sognare profitti quanto mai immaginari.
Felice
21 mar 2007 - 09:53 - #8Diciamo le cose come stanno per favore senza falsi moralismi. Di regolatore questi piani hanno solamente il conto in banca degli assessori e dei costruttori edili punto e basta. Già con il piano attuale, più restrittivo, riescono a cementificare come vogliono figuriamoci con questo che elimina i pochi vincoli rimasti.
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