Motta torna in Galleria Vittorio Emanuele

galleria vittorio emanuele

Vi ricorderete di sicuro la barzelletta di alcuni decenni fa che recitava "Qualche giorno prima di Pasqua un siciliano entra in un bar in Galleria e dice: "Vorrei una colomba". Il barista risponde: "Motta?" Al che il siciliano sbotta: "E che me la vuol dare viva?".

E' una storiella che dipinge la Milano di tanti anni fa, quando un immigrato siciliano era considerato "esotico" e una colomba pasquale era per forza di marca Motta. Di sicuro la nostra città all'epoca era una realtà emergente, che attirava lavoratori da tutta Italia e che si era guadagnata l'appellativo di Capitale Morale. Forse non lo era, ma di sicuro era una formidabile locomotiva per l'economia.

Bei tempi andati, ci viene da dire. Probabilmente lo pensano anche le istituzioni cittadine, il Comune in particolare, che ha deciso di dare una mano di "pittura vintage", ispirata proprio ai tempi d'oro di Milano, alla Galleria Vittorio Emanuele.

In vista del rinnovo della convenzione con Autogrill per l'affitto degli spazi attualmente occupati in Galleria (che comprendono tutta l'area Feltrinelli e il negozio Dutti) l'amministrazione comunale ha infatti pattuito con la catena di ristorazione che le vetrine del pian terreno riprendano a vestire il marchio Motta, deposto ormai oltre un decennio fa.

L'operazione, che vuole restituire a Milano un po' di quell'allure che la città ha perso, rientra nella strategia di rinnovamento dello stile in vista di Expo 2015 e sarà accompagnata da un adeguamento del canone di affitto ai valori di mercato, anche se gli oltre 600 mila euro all'anno pagati attualmente da Autogrill non fanno certo gridare al trattamento di favore.

Può essere intesa come una mera operazione di facciata, è vero, ma il ritorno dello storico marchio dolciario in Galleria ci permetterà di raccontare la barzelletta della colomba senza che i nostri amici ci taccino di essere dei vecchi bacucchi.

Foto | Flickr

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