L'intervista agli sviluppatori di ReadIT: l'app Android per ricercare i libri nelle biblioteche lombarde

ReadIT è una nuova app per cellulari Android che permette di ricercare i libri nelle biblioteche lombarde indicizzate OPAC, "nato con lo scopo di promuovere la lettura e stimolare l'uso delle biblioteche". Un motore di ricerca delle biblioteche lombarde (qui la pagina facebook) a portata di fonino. E' stata sviluppata da 3 ingegneri informatici del Politecnico e un architetto (Andrea Ciancone, Leandro Sales Pinto, Giordano Tamburrelli e Lenina Barreira). Questa la descrizione dell'app su Google Play, dove si può scaricare:

Con ReadIt e' possibile ricercare un volume e verificarne la disponibilità in tutte le biblioteche lombarde indicizzate con il sistema OPAC. Inoltre ReadIt offre anche la possibilità di acquistare i libri tramite Google Play Store o di condividere i volumi ricercati sui principali social networks.

L'iniziativa è nata a seguito del concorso lanciato dalla Regione Lombardia Open App che ha permesso di realizzare applicazioni per dispositivi mobili utilizzando i dati aperti messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni. Iniziativa che ha coinvolto anche il Comune di Milano con l'inaugurazione del sito Open Data.

Un bel esempio di innovazione Made in Milano nata da un'iniziativa pubblica. Di seguito l'intervista al gruppo per capire come è nata l'idea con una riflessione sullo stato della ricerca a Milano e dell'iniziativa pubblica necessaria a finanziarla e sostenerla.

Come è nata l'idea di sviluppare ReadIT?
L'idea di sviluppare ReadIt inizialmente ci è venuta per un concorso di Regione Lombardia che promuove l'utilizzo di dati pubblici messi a disposizione dalla regione (lodevole iniziativa). Dopo una iniziale implementazione ci abbiamo preso la mano ed oltre a partecipare al concorso abbiamo pubblicato l'app gratuitamente sul Markteplace di Android ed abbiamo iniziato a promuoverne l'uso coinvolgendo tutti i nostri amici. Confessiamo che fino ad ora abbiamo avuto solo recensioni positive.

Posso davvero cercare qualunque libro in tutte le biblioteche?
I libri vengono ricercati in tutte le biblioteche lombarde indicizzate OPAC che non è altro che una catalogazione integrata dei volumi. Purtroppo non tutte biblioteche lombarde sono indicizzate OPAC ma le principali fortunatamente lo sono ed includono migliaia di libri. In ogni caso pianifichiamo di includere in futuro più biblioteche possibili in modo da ampliare l'offerta.

Avete avuto accesso ad un catalogo amplissimo. Quali sono state le difficoltà, se ce ne sono state?
Diciamo che la difficoltà iniziale è stata integrare la nostra app con il catalogo OPAC lombardo. Non e' stato facile ma la tenacia ci ha aiutato. Anche la possibilità di fotografare un codice a barre e riconoscere in automatico il volume non e' stata uno scherzo. Fortunatamente su 4 persone che collaborano al progetto 3 sono ingegneri informatici e dopo numerose sere passate a programmare siamo riusciti ad uscirne con una soluzione efficace. Oltre ai 3 ingegneri per fortuna siamo stati supportati da una donna, che grazie al suo gusto estetico di architetto, si e' occupata del concept grafico. Grazie a lei ReadIt ha un aspetto gradevole, mai lasciare questi aspetti a noi ingegneri.

Un'app così potrebbe tranquillamente interessare a qualsiasi sistema bibliotecario, quali potrebbero essere gli sviluppi futuri?
Sicuramente ci piacerebbe rendere prenotabili i prestiti dei libri direttamente da ReadIt, sarebbe una funzionalità utilissima! Inoltre pianifichiamo di includere la possibilità di scaricare da Internet gli ebook che sono già pubblicamente disponibili gratuitamente. Per il resto l'unico nostro limite è la fantasia.

Lavorate tutti al Poli, come reputi lo stato della ricerca milanese?
Siamo tre ingegneri del team e tutti collaboriamo con il Politecnico di Milano. Sebbene il momento storico non sia dei più rosei e fare ricerca in Italia sia molto difficile non ci scoraggiamo. Siamo molto affezionati al Politecnico e, considerando l'intero contesto italiano, ci riteniamo parte di uno dei più rilevanti poli di eccellenza, in particolare per l'area informatica. Detto questo non possiamo non sottolineare che ci piacerebbe veder riconosciuti un po' di più i meriti della ricerca sia da parte delle istituzioni che dell'opinione pubblica e non solo con parole ma anche con finanziamenti senza i quali la ricerca semplicemente non esiste.

Milano è spesso fucina di laboratori e sistemi futuribili. Quanto è importante incentivare questo tipo di risorse?
E' importantissimo! Il concorso a cui stiamo partecipando che ho menzionato prima è una di queste iniziative. Senza di esso non avremmo mai dedicato il nostro tempo libero ed le nostre energie ad un progetto come il nostro. Se solo queste iniziative fossero più frequenti e visibili sarebbero decine i giovani pronti a fare qualcosa di creativo per il solo gusto di sfidarsi e mettersi alla prova.

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