Podestà va, Podestà rimane: il curioso caso delle dimissioni farsa del Presidente della Provincia


Il Presidente della Provincia di dimette. Anzi no! Il curioso caso di Podestà e le finte dimissioni; una vicenda dalle tinte confuse che ne frattempo è diventato un mastodontico topic sul cosa non fare in comunicazione, dove vale una semplice regola basilare (che probabilmente Podestà ha ignorato): prima sentire il parere del capo, poi prendere decisioni e divulgare notizie.

I fatti: Podestà annuncia le dimissioni da Presidente della Provincia verso le 14 di ieri su Twitter convocando una conferenza stampa per spiegare le ragioni della sua decisione. Ieri, guarda caso, era l'ultimo giorno utile per presentare la candidatura alle politiche. Due ore dopo arriva il repentino dietrofront con una conferenza stampa indetta last minute: "le dimissioni sono un errore, un fraintendimento giornalistico, un'invenzione". Linea confermata dal comunicato stampa divulgato oggi:

Nel convocare la conferenza stampa tenuta ieri dal Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, è stato compiuto un errore nel testo del comunicato che lasciava pensare a effettive dimissioni del Presidente. Di tale errore mi assumo piena responsabilità. Come mi assumo la responsabilità del messaggio inviato via Twitter che induceva ulteriormente ad analoghe interpretazioni

Sono le parole di Andrea Radic, portavoce del presidente Podestà che nel ribadire la responsabilità del pasticcio rimette il suo incarico nelle mani del Presidente. Poi il comunicato continua con le ragioni che motivano il Presidente a continuare nel suo incarico con l'implicito riferimento ai tagli della spending review:

L’intenzione del presidente Podestà è sempre stata quella di illustrare ai media le ragioni di difficoltà legate alla situazione del governo del territorio e della gestione della Province. Non ha mai chiesto, né immaginato di utilizzare la parola dimissioni per attirare maggior attenzione. Era sua intenzione comunicare la scelta di proseguire nel proprio mandato per senso del dovere e rispetto verso i cittadini, pur comprendendo le ragioni di profonda incertezza che hanno portato alle dimissioni di altri presidenti di Provincia.

Viene spontaneo chiedersi cosa ha portato Andrea Radic, comunicatore di esperienza, a giocare di fantasia in maniera così ingenua. Radic non è certo di primo pelo. Fino all'anno scorso, prima di diventare voce di Podestà è stato Direttore Comunicazione e Relazioni esterne di Expo 2015, chiamato direttamente da Lucio Stanca (qui c'è una sua intervista dell'epoca).

Per la vicenda del caso viene in mente un piccolo gioco di parole: il comunicatore che non comunica, il papabile titolo di questo film grottesco che piacerebbe a Maccio Capatonda. Cosa sia successo tra l'annuncio alle redazioni e la conferenza stampa è facile immaginarlo: una telefonata galeotta che ha fatto cambiare idea a Podestà. Di sicuro un pasticcio che si ricorderà per molto tempo.

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