Scesi i tre ragazzi dal tetto del Lambretta: sgombero terminato e nuova occupazione

Ieri sera, intorno alle 19, i tre militanti saliti martedì mattina sul tetto di una delle quattro villette sgomberate di piazza Ferravilla a Milano sono usciti dalla porta della villetta, senza usare il gonfiabile dei vigili del fuoco. Poco dopo i militanti del Lambretta sgomberato hanno occupato un nuovo edificio abbandonato: la sede dell’Istituto Rizzoli per l’Insegnamento delle Arti Grafiche, tre piani a pochi passi dal Politecnico. La struttura in piazza Occhialini 19 offre ampi spazi interni, un piano interrato e addirittura un’aula magna.

Il secondo giorno di sgombero

Oggi siamo passati a vedere lo stato dello sgombero al Lambretto, in zona Città Studi, cominciato ieri. Questo è quello che abbiamo visto: tre attivisti stazionano sopra il tetto, camionette della Polizia che circondano l'edificio e anche i pompieri che hanno posizionato un gonfiabile sotto la palazzina. Intanto il presidio pacifico degli attivisti continua e questa mattina c'è stato un corteo da piazzale Leonardo da Vinci.

Sul fronte istituzionale è ormai ufficiale che a richiedere con ostinazione il rilascio dei locali occupati dal Lambretta è stata la Regione Lombardia, non il Comune, che aveva anche sritto al Questore di non procedere allo sgombero, tutt'al più di aspettare una mediazione. Comune che in queste ore sta cercando di dialogare con gli occupanti. Non a caso Davanti alla palazzina ieri si sono fatti vedere il braccio sinistro di Pisapia, Paolo Limonta, il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, e l’assessore al welfare Pierfrancesco Majorino.

In pratica la giunta Pisapia sta cercando di convincerli a regolarizzare la loro posizione per poi appoggiarsi a qualche struttura comunale mediante bando(la stessa proposta fatta tempi addietro al Macao). Vedremo dove porterà la mediazione del comune.

Lo sgombero del 23 ottobre

Stamane verso le 8:30 le prime camionette della polizia si sono avvicinate al Lambretta, il complesso di palazzine occupate vicino a piazza Ferravilla, in città studi. L’occupazione durava dalla primavera scorsa.

La notizia dello sgombero già circolava e gli occupanti del Lambretta aspettavano la polizia che è arrivata in tenuta antisommossa verso le 9:30. La polizia con le cattive ha liberato l’ingresso dagli attivisti che sono rimasti a circondare la polizia, mentre due di loro sono saliti sul tetto dove sono tutt'ora.

La settimana scorsa il Comune, con una lettera ufficiale al questore di Milano, aveva chiesto di non procedere allo sgombero. In quell'occasione il questore aveva replicato di "non poter venir meno al proprio dovere di fonte a una formale denuncia da parte dei proprietari dell'immobile". La linea morbida del Comune si contrappone e quella intransigente del Questore.

Il quartier generale di "Lambretta", a pochi passi da piazzale Susa, si trovava in un complesso di splendide casupole nel verde, di proprietà del Comune, ma gestite dall’Aler, da tempo in totale abbandono. Il Collettivo si era da subito attivato per cercare un dialogo con il quartiere, ottenendolo. Questo grazie ai buoni propositi dei ragazzi e a una serie di regole. Una di queste era che "a mezzanotte non voli una mosca, nel rispetto del vicinato".

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