Otto a processo per la morte del piccolo Giacomo

Sono otto le persone che dovranno rispondere, a vario titolo, della morte del piccolo Giacomo, 12 anni, travolto sulla bici da un tram di passaggio in Via Solari esattamente un anno fa. Questo quanto deciso dal gup Cristina Di Censo che ha concluso le sue indagini: dovranno rispondere dell'accusa di omicidio colposo il conducente del tram e la ragazza che aprì la portiera dell'auto. Il guidatore della stessa ha già patteggiato 2 anni e otto mesi.

L'indagine ha stabilito che il bambino morì anche per colpa dell'incuria: infatti, il divieto di sosta che avrebbe dovuto essere al suo posto, quella sera non c'era perché rimosso a causa di alcuni lavori di manutenzione del marciapiede e mai sostituito. Dunque, anche il responsabile della ditta appaltatrice e di quella che prese i lavori in subappalto, il Comune di Milano (committente dei lavori), il progettista del cantiere, il direttore del cantiere e il responsabile di tutti i cantieri aperti in città: ognuno di loro avrebbe contribuito a far sì che quella sera Giacomo perse la vita.

Successe intorno alle nove e mezzo all'altezza di piazza del Rosario, il 5 novembre di un anno fa. Il ragazzino in bici venne urtato dalla portiera aperta da Marilena B., 29 anni, che stava scendendo dalla Yaris che un amico aveva parcheggiato malamente. Giacomo finì sulle rotaie e venne travolto da un convoglio della linea 14 che procedeva verso la periferia, in direzione Giambellino.

E lo scorso gennaio, nel piano di intervento messo a punto dall'assessorato a Mobilità e trasporti del Comune è spuntato, anche se in ritardo, il progetto di una corsia riservata e protetta per i tram proprio in via Solari. La morte di Giacomo forse potrà indirettamente evitarne delle altre.

Foto | Flickr

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