Spazi vuoti che danno vita


“Noi siamo buchi, bocca, orecchie, naso, orifizi e il nostro corpo è un viaggio fatto di soglie. Siamo porte, cancelli, tunnel. Si può precipitare nelle pupille dell’amata o dell’amato, nel mistero di un occhio che ci inghiotte perché nel suo centro non riflette ma assorbe. I buchi sono attrazione, risucchio, vertigine, groove.”

Così Franco La Cecla, professore di Antropologia Culturale presso l’Università Vita e Salute – San Raffaele di Milano nell’introduzione al catalogo “Buchi – Magie degli Spazi Vuoti” realizzato a corredo della mostra fotografica svoltasi allo spazio Forma, in piazza Tito Lucrezio Caro, a 200 metri da corso San Gottardo. Questa iniziativa ci induce a riflettere sul valore e sul fascino del buco, sul senso che il vuoto attribuisce agli spazi. Hanno contribuito i detenuti della redazione del Due, che, con quattro foto scattate a San Vittore, hanno offerto il loro punto di vista sul buco dal carcere del centro. Una cosa molto sofisticata, culturalmente intrigante, profondamente milanese.

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