Tecnologia e arte: Pirelli mette in mostra il suo umanesimo industriale

Umanesimo industriale. Detto così sembra un ossimoro. Se si parla di Pirelli però un senso c'è. L'azienda ha sempre fatto di vanto di essere all'avanguardia coniugando tecnologia e arte, estetica e innovazione. Su questa direttrice la Fondazione Pirelli, in occasione della XI settimana della cultura d'impresa, mette in mostra il proprio "umanesimo industriale", in un'esposizione (Dal 19 al 25 novembre in viale Sarca 222) che propone i disegni tecnici degli pneumatici accanto alle opere degli artisti che, negli anni, hanno lavorato all'interno della fabbrica milanese.

La cultura d'impresa di Pirelli, basata sul dialogo tra tecnologia, saperi umanistici e ricerca scientifica, ha portato la società a collaborare, negli anni, con i grandi nomi della grafica, la fotografia, l'arte (da Renato Guttuso a Bruno Munari). In molti ricordano la gloriosa Rivista Pirelli, edita dal 1948 al 1972, e in vi cui srisse il pantheon della letteratura italiana: Argan, Buzzati, Calvino, Dorfles, Eco, Levi, Montale, Quasimodo e molti altri.

Così il direttore della Fondazione Pirelli, Alessia Magistroni: "Questa mostra - ci ha spiegato - nasce innanzitutto per dare omaggio a un fondo restaurato dell'archivio, sono 350 disegni tecnici originali fatti dagli ingegneri nel corso degli anni. Da lì siamo partiti per un'analisi del rapporto tra la tecnologia, l'ingegneria e l'arte".

L'allestimento, ispirato all'estetica luminosa di "2001 Odissea nello spazio", accoglie i sorprendenti disegni dei battistrada, nonché la versione digitale della storica rivista Pirelli, ora disponibile anche online sul sito della Fondazione. E all'inaugurazione della mostra non poteva mancare il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera.

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