Nella giungla milanese accoltellato perchè cercava di sedare una lite

E' difficile trovare altri argomenti, cercare di parlare di musica e spettacolo, magari di arte dopo aver letto certe notizie, dopo essere venuto a conoscenza che in Viale Abruzzi a Milano due giorni fa un dipendente ATM, con la sola colpa di aver cercato una conciliazione in un diverbio automobilistico fra due sconosciuti, è stato accoltellato ed ora è in rischio di vita.

Mercoledì pomeriggio alle 15,30 in viale Gran Sasso all'altezza del 2 una brusca manovra di una Renault Twingo condotta da Giovanna C., di 42 anni, ha mandato in bestia Francesco Cimino, 33 anni, idraulico, che viaggiava su una Citroen Picasso. La lite è salita subito di tono in mezzo alla gente che passava. Tra i curiosi c'era anche Pasqualino D.C., 34 anni, controllore tranviere dell'Atm del deposito Leoncavallo. L'uomo si è avvicinato ai due litiganti e ha cercato di riportarli alla ragione. L'idraulico si è ulteriormente adirato. Dopo aver picchiato il paciere, è tornato in auto, afferrato un coltello e finito l'opera accoltellando il dipendente Atm.

L'aggressore, finita la sua opera di far-west milanese, ha pensato bene di scappare chiedendo aiuto ai fratelli, che si trovavano nella zona con un camion, che lo hanno difeso a calci e pugni quando le forze dell'ordine sono arrivate per prelevarlo, guadagnandosi anche loro un arresto per favoreggiamento e resistenza.

La notizia ieri era sui maggiori quotidiani ed io qui la riporto solo per coloro che non l'avessero letta, ho poco da aggiungere alla nuda cronaca. Quello che mi sconvolge è l'escalation di violenza sempre totalmente ingiustificata che abbiamo registrato, quasi casualmente, qui su 02blog negli ultimi giorni.

Non ho mai pensato di vivere in una città da film disney, sono cresciuto in un quartiere periferico e so bene quanto la violenza sia insita in larghe parti della popolazione milanese ma continuo a rimanere sconvolto dalla convinzione, tutta italiana, di poter fare ciò che si vuole, convinti di rimanere impuniti e contravvenendo a qualsiasi regola e persino a qualsiasi buonsenso che lega una causa ad un effetto.

Nel post di stamattina Chikatetsu si chiede se possiamo continuare a ritenerci un paese civile, io vorrei che per una volta, coloro che continuano a sostenere la teoria dell'imbarbarimento dovuto agli extracomunitari capiscano quanto la crisi di qualsiasi valore, stia spingendo la società verso una violenza senza senso, indipendente dalla nazionalità o dall'etnia.

E se, per aver cercato di sedare una lite in pieno giorno nel cuore di Milano si deve rischiare la vita, non penso nessuno possa sostenere che siamo in un paese civile.

foto di wakalani

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