Regione Lombardia, tra le spese dell'opposizione da giustificare anche weekend, vini e necrologi

Si continua a parlare dei rimborsi spese dei gruppi di opposizione in Consiglio Regionale. Ne parlavamo proprio ieri con Pippo Civati (Pd): finchè si tratta di viaggi, taxi, pranzi, o spese telefoniche, il dubbio sulla legittimità del rimborso non sorge.

Anche, dai, se ci si trova davanti ad esempio, a decine di pranzi a basa di sushi o a una tagliata di aragosta. La consigliera Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) a pranzo ama trattarsi bene, ma se la legge lo permette, non si può dire nulla.

Ecco, magari qualche dubbio ti viene se nelle liste di Stefano Zamponi (Idv) spunta uno scontrino da 14,60 euro per il libro "Se li conosci li eviti" di Marco Travaglio e Peter Gomez (si contestava a Nicole Minetti più o meno la stessa cifra per il libro "Mignottocrazia"), 5 pc, 4 stampanti, 3 lettori dvd, 400 euro spesi per 40 necrologi (fonte Repubblica), 15 kit di penne Balenciaga, 150 confezioni di orologi con igrometro per 468 euro.

Al capogruppo dell'Udc Gianmarco Quadrini invece sono stati contestati, tra tutte le spese, anche: 390 euro spesi per una festa sulla neve a Sestola, che è sull'Appennino emiliano; 1.568 euro di prodotti alimentari comprati al Monastero di Vallechiara; 780 euro per spumante Franciacorta; la parcella di 624 euro del suo avvocato; i 60 euro di quota annuale per la compagnia delle Opere di Brescia; un weekend alle Terme di Chianciano, un weekend a Todi e un conto da 480 euro in un Relais et Chateau.

Al collega dell'Udc Valerio Bettoni sono state contestate 1.500 euro spesi per 62 penne (poco più di 24 euro a penna, 24 EURO). Ma c'è anche 1 euro di rimborso per i feltrini delle sedie. Per non rigare i pavimenti degli uffici del Consiglio Regionale, no?

Pippo Civati a 02Blog, "Giusto che i magistrati indaghino: tutto rendicontato, meno di un euro al giorno"


Abbiamo contattato Giuseppe 'Pippo' Civati per una dichiarazione in merito al caso dei rimborsi in Regione Lombardia. Ecco cosa ci ha raccontato:

"I dati che mi hanno contestato sono quelli che avevo già dichiarato in parte, nel senso che non mi hanno contestato tutto. Non ho capito la ratio di alcune contestazioni e di altre no. Si tratta di 3100 euro in 5 anni - tra l'altro ci sono 400 euro di pernottamenti che non mi riguardano - [...] Di spese contestate e di rimborsi veri e propri si tratta di 1500 euro, che si riferiscono solo ai trasferimenti che ho fatto in questi 5 anni in qualità di consigliere regionale, tutto rendicontato per filo e per segno. Ed è una cifra che si attesta intorno ai 300 euro all'anno di media, neanche un euro al giorno, quella contestata dalla Procura nell'atto che mi è giunto ieri"

E sull'operazione in generale:

"Tutto è giusto, io sono anche felice che ci sia occasione di confrontarsi con i magistrati. Ho visto dei titolacci sui giornali, un po' sproporzionati. Non bisogna minimizzare, ma neanche enfatizzare le cose. Si tratta di vicende spiegabilissime. Non parlo solo del mio caso. Sono situazioni che fanno parte del normale svolgimento della vita di un uomo politico. La legge dice che per 'spese di rappresentanza', che è un concetto larghissimo, per 'spese di formazione' e per 'spese e attività relative all'attività politica e istituzionale' il consigliere ha diritto ad un, chiamiamolo così, 'rimborso' se tutto è rendicontato. E' giusto che i magistrati indaghino, che aprano il faldone sul centrosinistra - altrimenti avrebbero detto che c'era un occhio di riguardo verso il centrosinistra -. Siamo tutti uguali di fronte alla legge. Speriamo di poter dimostrare che siamo diversi nella sostanza"

Una vigilanza è possibile?

"La legge ha maglie molto larghe, forse questo è da cambiare anche per mettere in sicurezza le persone e metterle al riparo dalla possibilità che siano indagate senza aver fatto niente di strano. In verità un organismo di controllo c'è, ed è proprio questo il punto: i consiglieri riferivano ai gruppi, che a loro volta riferivano ad un centro di spesa regionale che attribuiva loro una serie di finanziamenti. Se c'è qualcosa che non va è in questo percorso e non certo - almeno, per le cose contestate, mi conosco - nei comportamenti dei singoli"

Spese pazze in Regione Lombardia: i rimborsi dell'opposizione finiti nel mirino


"Eh, ma loro hanno speso di più"

: ecco la sintesi di tutte le reazioni, sui rimborsi dei gruppi consiliari di minoranza. Perchè anche l'opposizione ha la sua 'lista della spesa' da dimostrare. Senza voler essere populisti: anche se non si raggiungono le perle della maggioranza si tratta pur sempre di soldi dei cittadini.

Ebbene, anche il Pd ha i suoi golosi: tra le ricevute finite nell'inchiesta (fonte Repubblica) spunta un barattolo di crema alla nocciola (2,70 euro) appartenente a Carlo Spreafico. Che nel corso di una trasferta romana si è fatto rimborsare anche una bottiglietta d'acqua, due caffè, e un ombrello(9,40 euro). Nell'elenco c'è anche una videocamera da 1.058 euro, una macchina fotografica reflex digitale da 953 euro, i rimborsi del parcheggio per residenti a una società lecchese (lui risiede a Civate), il dvd di un corso d'inglese (146,80 euro), un aperitivo (6 euro), la quota associativa all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia anno 2008 (101 euro), due quadri del pittore lecchese Romano Tojani (4000 euro), un Blackberry (399 euro), il dvd di "Hercules", il conto del gommista (160 euro), cartoleria (126 e 66 euro) e una tv (168,90 euro). Il totale speso ammonta a 47mila euro, relativamente al periodo 2008-2012.

Nel mirino sono finite anche le spese di Enrico Marcora, dell'Udc, che si è comprato il 21 dicembre 2010 - sotto Natale insomma - numerose copie di un libro d'arte (spesi 2.380 euro), e poi pranzi, 11 tombole comprate da un'associazione benefica, un treppiede per la telecamera con la sacca (304 euro).

A Giuseppe Civati (Pd), che ha pubblicato sul suo sito il contenuto dell'invito a comparire che gli è stato notificato, i pm gli contestano 3.145,99 euro, anche questi relativi al periodo 2008-2012: sono prevalentemente corse in taxi, qualche posteggio, biglietti ferroviari, francobolli e pernottamenti in hotel.

Franco Mirabelli (Pd), oltre ad un pernottamento all'hotel Quirinale di Roma (352 euro), ha destinato 500 euro all'associazione 'Amici zona Nove' per acquistare una pagina di promozione della sua attività, e per lo stesso motivo altri 2000 all'associazione socioculturale Altomilanese.

A Chiara Cremonesi (Sel) contestano invece 91mila euro (2010-2011): carburante, pubblicità su Facebook, pizze dalle Sorelle Capitone, taxi, volantini, vari pranzi e snack - giustificati come "rimborsi per vitto o trasporti ai nostri collaboratori volontari" -.

Stefano Zamponi (Idv) si è fatto rimborsare 1.180 euro, spesi per ricariche telefoniche; Francesco Prina (Pd) si è fatto rimborsare bollette Telecom ed Enel e ci sono anche diverse migliaia di euro spesi da Alessandra Fatuzzo (partito dei Pensionati).

Tra gli indagati anche Alessandro Alfieri (Pd), Luca Gaffuri (Pd), Angelo Costanzo (Pd), Carlo Porcari (Pd), Antonio Viotto (Pd) e Gianmarco Quadrini (Udc). Dei 29 indagati in tutto, sette non hanno ricevuto inviti a comparire, perché come riporta il Corriere la loro posizione è stata ritenuta "più leggera vista la scarsa rilevanza delle spese effettuate coi soldi pubblici". Per loro si profila l'archiviazione.

Eppure basterebbe una piccolissima norma che obblighi i consiglieri a giustificare in modo più rigoroso tutte le spese per ovviare al problema. Ma nessuno in tutti questi anni ci ha mai pensato, è dovuta arrivare la Guardia di Finanza negli uffici.

Rimborsi dei gruppi consiliari: indagati anche consiglieri dell'opposizione


UPDATE! h.17.30
29 gli avvisi di Garanzia secondo Repubblica: tra i nomi ci sarebbero anche i capigruppo di Pd, Sel, Idv e Udc al Pirellone - Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cremonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) e Gianmarco Quadrini (Udc) -. Precisa il quotidiano che non tutti saranno raggiunti da inviti a comparire, alcuni riceveranno solo informazioni di garanzia.

Dopo la 'visitina' della Gdf di qualche settimana fa, spuntano nuovi indagati per peculato, nell'inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari: si tratta di una ventina di consiglieri dell'opposizione della Regione Lombardia, tra cui esponenti del Pd e dell'Idv.

La procura di Milano nei prossimi giorni dovrebbe inviare alcuni inviti a comparire anche se il numero non coinciderebbe con il numero dei consiglieri iscritti nel registro degli indagati. Le spese sotto accusa sarebbero anche inferiori rispetto a quelle contestate agli esponenti della maggioranza.

Le prime reazioni sono arrivate dalla Lega: Roberto Maroni e Matteo Salvini hanno chiesto a Umberto Ambrosoli se non abbia intenzione di rinunciare alla candidatura.

L'avvocato ha però fatto sapere essere favorevole ai controlli anche sulle opposizioni. Gabriele Albertini invece ha promesso, in caso di vittoria alle regionali, una riforma della legislazione sui rimborsi che preveda "una rendicontazione molto più precisa e dettagliata" come leggiamo su Repubblica.

La Gdf negli uffici della Regione Lombardia, le spese di Idv e Sel


La Guardia di Finanza è tornata, su delega della Procura, negli uffici della Regione Lombardia (presso il consiglio regionale) per acquisire documentazione riguardante le spese sostenute dai gruppi di opposizione, ovvero Pd, Idv, Sel, Pensionati e Gruppo misto.

Si spulciano insomma anche i rimborsi di tutti gli altri che non sono finiti nel calderone dell'inchiesta esplosa poco prima di Natale, con 62 indagati per rimborsi 'poco consoni' all'attività consiliare: dagli spazzolini con il nome ai fuochi d'artificio passando per i gratta e vinci.

Come leggiamo su Repubblica, trapelano le prime voci di spesa: infatti Sel e Idv sono stati gli unici partiti che hanno messo a disposizione della stampa tutte le distinte. Cosa che il Pd non ha fatto.

Sono stati rimborsati all'Italia dei Valori libri (100 copie del volume "Italico risorgimento"), 100 mazzolini di fiori - presumibilmente mimose, dato che i 300 euro sono stati spesi l'8 marzo 2012 -, ma anche ricerche di mercato, pranzi vari (es: 350 euro alla trattoria Tullio o 232,50 al Victoria Cafè) gilet fosforescenti - "servono a riconoscere i nostri uomini nei convegni. Ma costano pochissimo" ha precisato il capogruppo Stefano Zamponi - e piante (431,20 euro).

Sinistra ecologia e libertà invece ha messo in nota spese tra le altre cose viaggi in treno in seconda classe, taxi, 31,70 euro di alimentari (panini, insalate e simili), 25 euro per un’orchidea, confezioni regalo della cooperativa Libera Terra (552 euro), 8470 euro per un evento a Buccinasco e 250 euro per un pranzo al Sushi Bar Higuma - "un pranzo di gruppo con i collaboratori", hanno fatto sapere proprio i collaboratori della consigliera regionale Chiara Cremonesi -.

Restiamo in attesa di ulteriori novità.

(fonte immagine)

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