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Milano divorzia dalla comunità gay?

Pubblicato: 26 giu 2007 da Alessandro Condina

Il Comune, per bocca del vicesindaco De Corato, ha annunciato che non finanzierà mai più iniziative targate “gay”. Poi, è vero, è intervenuto il sindaco Moratti a spiegare che no, si deciderà “volta per volta”.

Ma guardiamo ai fatti. Il torneo internazionale di tennis Italian gay Open non ha ricevuto il finanziamento; il Festival di cinema gaylesbico ha perso il patrocinio e anche la mostra voluta da Sgarbi “Vade retro. Arte e omosessualità” ha suscitato polemiche e ha rischiato una cancellazione.

Un conto è dissentire sul matrimonio per tutti, sulle unioni civili o sui Dico; oppure prendere le distanze dal Gay Pride (anche se al’estero uomini politici come Rudolph Giuliani hanno sempre partecipato senza polemiche).
Ma un festival di cinema perché deve essere discriminato? Perché ha nel titolo la parola gaylesbico?

Eppure il Comune dà soldi alle rassegne di cinema africano, alle iniziative del capodanno celtico e a una miriade di piccoli e piccolissimi eventi. Si sente puzza di ideologia.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Oibaf

    26 giu 2007 - 13:42 - #1
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    Direi proprio che non ci sono altre spiegazioni!

  • Profilo di Ale%

    Ale%

    26 giu 2007 - 17:12 - #2
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    Allora, le cose sono due. Dato per scontato che nel 2007 mi pare ovvo che un gay sia una persona tale e quale alle altre con diritti e doveri, però proprio non capisco come chi è gay si consideri realmente.
    Uguale o diverso?
    Se, come ritengo, non c’è alcuna differenza: a che cavolo servono i tornei di tennis gay (ad esempio)?? che differenza c’è tra un giocatore gay ed uno etero?? Se invece il gay si ritiene persona diversa e si autoghettizza…beh, allora c’è un problema.

  • Profilo di Qua_lun_quista

    Qua_lun_quista

    26 giu 2007 - 17:26 - #3
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    @Ale

    nei diritti direi proprio di no :P

  • Gattopazzo

    27 giu 2007 - 08:06 - #4
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    Non puzza di ideologia, puzza di omofobia…

    Ale, uno può benissimo organizzare un torneo del cinema di serie B, dei road movie, del cinema horror o campionati di tennis tra appartenenti ad una certa comunità solo come occasione di ritrovo tra appartenenti a quella comunità, non significa ghettizzarzi (anche perchè nel caso tu volessi partecipare non credo ti facciano un esame di gaytudine preventivo.. :D )

  • Mas

    27 giu 2007 - 22:43 - #5
    1 punto
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    Personalmente ho l’impressione che questo esibizionismo a tutti i costi nonchè vittimismo gratuito stia veramente stancando tutti (gay compresi)…
    Non me ne vogliano i diretti interessati, ma forse se stessero un pò zitti otterrebbero assai di più e con l’approvazione generale.
    E in quanto ai tanto conclamati politici, è meglio un “no” chiaro oppure un “sì” solo per strapparti il voto?
    Ciao a tutti

  • Alessandro Condina

    27 giu 2007 - 22:50 - #6
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    Giusto, Mas
    i gay devono stare zitti e subire. e possibilmente non farsi vedere e riconoscere più di tanto.
    poi, se qualcuno li bastona, se lo sono cercato; un po’ come le donne in minigonna
    (attenti, ironia in azione)

  • fred

    28 giu 2007 - 11:23 - #7
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    mas, se fossimo in nord europa, dove le comunità omosessuali hanno già il loro riconoscimento potrei anche darti ragione, ma qui da noi è diverso.
    Quanti soldi hanno speso per farsi pubblicità elettorale pro e contro i DICO quando un decreto alla zapatero avrebbe fatto risparmiare molto tempo e denaro? Si, ovvio che il rischio di ghettizzarsi c’è, ma in una comunità dove sei già sulla via dell’integrazione, non certo qui in Italia. Per il resto anche miei amici gay hanno opinioni un pò sarcastiche sul sistema italiano, quando nel loro paese si parla di gay, omosessualità e famiglia con estrema naturalezza, mentre qui da noi si quaglia poco e che si sia pro o contro le coppie gay, si ciancia tanto e si combina poco.

  • 0 punti
    Up Down

    […] Non sono passati neppure due mesi da quando si è celebrata la 21esima edizione del Festival e proprio durante le proiezioni l’organizzazione ha scoperto che il Comune non aveva ancora deliberato il patrocinio già promesso e che probabilmente non lo avrebbe mai dato. Resta il fatto che il patrocinio non è mai arrivato, ma non è stato neppure rifiutato. Un atteggiamento pilatesco che non si sa bene che cosa significhi da parte della giunta Moratti. Non vuole dare il patrocinio? Libera di farlo, ma lo dica. Vuole concederlo? Che aspetta, allora? […]

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