Milano divorzia dalla comunità gay?

Il Comune, per bocca del vicesindaco De Corato, ha annunciato che non finanzierà mai più iniziative targate "gay". Poi, è vero, è intervenuto il sindaco Moratti a spiegare che no, si deciderà "volta per volta".

Ma guardiamo ai fatti. Il torneo internazionale di tennis Italian gay Open non ha ricevuto il finanziamento; il Festival di cinema gaylesbico ha perso il patrocinio e anche la mostra voluta da Sgarbi "Vade retro. Arte e omosessualità" ha suscitato polemiche e ha rischiato una cancellazione.

Un conto è dissentire sul matrimonio per tutti, sulle unioni civili o sui Dico; oppure prendere le distanze dal Gay Pride (anche se al'estero uomini politici come Rudolph Giuliani hanno sempre partecipato senza polemiche).
Ma un festival di cinema perché deve essere discriminato? Perché ha nel titolo la parola gaylesbico?

Eppure il Comune dà soldi alle rassegne di cinema africano, alle iniziative del capodanno celtico e a una miriade di piccoli e piccolissimi eventi. Si sente puzza di ideologia.

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