Firme false, l'ex segretaria di Nicole Minetti patteggia una condanna a 18 mesi


Tra rimborsi dubbi e addii frettolosi ci eravamo quasi dimenticati del caso delle firme false, raccolte in occasione delle Elezioni Regionali 2010 a sostegno della lista 'Per la Lombardia' e di quella del Pdl, legate al candidato poi vincitore Roberto Formigoni.

Durante le indagini moltissimi cittadini, contattati e interrogati, avevano confermato di non aver mai posto le loro firme per il candidato Pdl, e i magistrati, grazie all'aiuto di un perito calligrafico, avevano individuato centinaia di presunte firme contraffatte.

Dopo l'avvio dell'inchiesta erano finiti nei guai anche Clotilde Strada, ex segretaria di Nicole Minetti, e il presidente della Provincia, Guido Podestà, rinviato a giudizio.

Nel corso dell'udienza che si è svolta ieri con il gup milanese Stefania Donadeo, Strada ha patteggiato una condanna a 18 mesi e sono stati ratificati i patteggiamenti di Franco Binaghi - sei mesi - e Gianluigi Secchi - un anno -. Fabrizio Figini invece ha ricevuto una pena pecuniaria e Luca Del Gobbo sarà giudicato con il rito abbreviato condizionato (fonte Repubblica).

Il prossimo appuntamento per la vicenda è il 4 marzo: Podestà finirà sotto processo con l'accusa di falso.

Ecco cosa aveva raccontato a ottobre 2011 la funzionaria (fonte Repubblica):

"Venerdì 26 febbraio e comunque il giorno precedente alla scadenza dei termini per il deposito mi sono resa conto che mancavano circa duecento firme per la lista provinciale del Pdl, mentre per quanto riguarda la lista 'Formigoni per la Lombardia' era stato raggiunto il quorum minimo di 3.500 firme ma ritenevo che sarebbe più opportuno raccoglierne altre, anche per evitare che in sede di controllo e verifica qualche firma fosse annullata non raggiungendo poi il quorum. Vista la situazione io informai sia Podestà sia Corsaro"

Podestà e Corsaro, secondo quanto dichiarato, coordinavano i certificatori per la raccolta delle firme e controllavano che ognuno svolgesse il proprio compito. Ma la consigliera provinciale Barbara Calzavara (Pdl), anche lei indagata e interrogata, aveva detto che "la responsabilità organizzativa e operativa delle liste e per la raccolta delle firme era di Clotilde Strada".

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