La blogger della domenica: Carla della Beffa

Questa settimana, l'intervista della settimana tocca a Carla della Beffa, artista che vive tra Milano e Parigi e ben nascosta nei meandri del web con il suo Art-blog.

Quando hai iniziato a bloggare, chi ti ha convinto?

Nessuno, ci ho pensato da sola e l'ho fatto. Come avevo pensato da sola che era ora di fare un sito, nel 1996. Mica difficile.

Di cosa parli in genere?

Di arte, della mia vita di artista, di mostre, di cose che vedo.

L'argomento che ti ossessiona di più.

Le ossessioni.

Dimmi un segreto della tua arte che non riveleresti mai a nessuno.

Non ci sono segreti, solo vivere cercando di stare attenta a quello che succede. Poi certe volte sbaglio mira, e proprio lì nascono cose interessanti. Ma succede a tutti, credo, basta saper cogliere l'imprevisto.

La persona più importante che ha parlato del tuo blog?

Oddio, nessuno di famoso. O meglio sì, uno c'era, ma le nostre strade si sono separate.

Il post più letto

Dovrei saperlo?

Il tuo miglior lettore

Forse Thierry, un amico francese con almeno due blog.

Qualche commento che non scorderai mai

Un sgradevole dell'altro giorno. Ma invece lo sto già dimenticando.

I tuoi blog preferiti?

Mi piaceva pfaaall.com, ma Flavio non scrive più, non ha più tempo. Anch'io ne ho poco per navigare. Comunque guardo di tanto in tanto il blog di René Berger, serendip.epfl.ch/. Non sono molti gli ultranovantenni con un blog. Peccato che lui sia così scientifico, e io no.

La cosa di internet che odi di più.

Lo spam.

Vuoi più bene al tuo blog o ai tuoi parenti?

Ho pochi parenti.

I blog possono dare dipendenza, la così detta scimmia del blogger?

Quelli altrui o il mio?

Smetteresti mai di bloggare?

Ci penso regolarmente, tipo una volta al mese.

Cosa fai per vivere?

L'artista visiva.

Il miglior wireless bar di Roma

Non stavamo parlando di Milano?

Il tuo wireless bar preferito.

A Parigi, in rue de Rennes. Forse si chiama Café Métro, comunque è di fronte a quello del Vieux Colombier. Peccato che i tavolini siano così vicini che appena respiri cade qualcosa: a me è successo di rovesciare mezzo litro di cera fusa sui pantaloni. Fortuna che non ho scottato nessuno.

Saluta come meglio credi

Ciao va bene, o preferisci au revoir?

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